Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Posts Tagged ‘Filippo Venturi

Mostra fotografica di Filippo Venturi a Brescia

leave a comment »

Mostra fotografica di Filippo Venturi, a Brescia

“Il rugby è uno spettacolo magnifico: balletto, opera e all’improvviso il sangue di un delitto.”  – Richard Burton

Mostra fotografica a contrasto di Filippo Venturi
Dal 15 febbraio al 15 marzo 2014 (termine posticipato al 5 aprile)
www.filippoventuri.it/mostrabrescia
www.facebook.com/spazioarte.upart
www.operbacco.com/notizie.php?idn=92

Inaugurazione sabato 15 febbraio, ore 20.00
Associazione Culturale Alberodonte
Via Ponte Cigoli, 24 – Rodengo Saiano (Brescia)
L’ingresso alla mostra sarà gratuito.

La mostra
A partire da lunedì 17 febbraio la mostra sarà visitabile presso la sala espositiva dell’Osteria Operbacco a Travagliato (BS) per poi proseguire il suo percorso nei locali del Dulcis Infundo a Castegnato (BS). Saranno esposte 18 stampe fotografiche, di formato 50x70cm. 10 fotografie saranno relative al rugby e 8 al balletto classico. L’ideazione e l’organizzazione dell’evento sono a cura di Luisa Bosio.

L’autore
Filippo Venturi è nato nel 1980 a Cesena. Vive e lavora principalmente in Italia.
Come fotografo si è specializzato nel reportage (eventi, teatro, concerti, politica, sociale), collaborando con diversi quotidiani, riviste e agenzie di comunicazione, italiane e non.
I lavori di maestri come Stephen Shore, Joel Sternfeld, Alec Soth e Stefano de Luigi, sono fra le sue fonti di ispirazione. Dal 2010 si dedica anche al rugby, seguendo le squadre del Cesena Rugby e del Romagna Rugby Football Club. Parallelamente al reportage, si dedica a progetti personali e di carattere sociale. L’ultimo tema a cui si sta dedicando è quello dell’incomunicabilità; il primo progetto in questo campo riguarda il morbo di Alzheimer.

___

Alcune fotografie dell’allestimento presso l’Associazione Culturale Alberodonte (sede dell’inaugurazione):

___

Altri poster dell’evento:

___

Written by filippo

11 febbraio 2014 at 1:32 PM

Fotoit di ottobre 2013

leave a comment »

Qualche giorno fa, girovagando nel sito della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), mi è caduto l’occhio sulla copertina della rivista Fotoit di ottobre e con sorpresa ci ho trovato il mio nome :)

Maggiori informazioni sulla mostra promossa in copertina sono qui: “Crediamo ai tuoi occhi 2013“.

Fotoit di ottobre 2013, mostra "In Oblivion" di Filippo Venturi

  • 04 Periscopio
  • 10 Autori Storici WANDA…PER RICORDARLA MEGLIO di Elena Falchi
  • 14 Portfolio italia NOVELLA OLIANA di Luigi Erba
  • 18 Intervista MIMMO JODICE di Attilio Lauria
  • 23 Leggere di Fotografia PENSARE AGLI ALTRI di Pippo Pappalardo
  • 24 Saggistica INSTAGRAM, NON SOLO FILTRI di Attilio Lauria
  • 28 Crediamo ai tuoi occhi LE VINCITRICI DELLA DECIMA EDIZIONE
  • 30 Visti per voi 55A ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE BIENNALE DI VENEZIA di Cinzia Busi Thompson
  • 35 Singolarmente fotografia
  • 38 Portfolio LORENZO ZOPPOLATO di Elena Falchi
  • 40 Circoli FIAF G.F. ACAR UNICREDIT CIRCOLO PERUGIA di Massimo Pinciroli
  • 42 Circoli FIAF FOTOCLUB ARTI VISIVE BFI di Massimo Pinciroli
  • 44 Lavori in corso TECNICHE FOTOGRAFICHE IN EVOLUZIONE di Romano Cicognani
  • 46 Rubriche

Copertina
Foto di Filippo Venturi
dall’opera “in oblivion” esposta al CIFA per la 10^ edizione di “Crediamo ai tuoi occhi”

___

Written by filippo

22 ottobre 2013 at 7:54 am

Terzo Tempo, mostra fotografica e non solo

with 2 comments

TERZO TEMPO, Mostra fotografica sul rugby di Filippo Venturi

In occasione delle celebrazioni di Cesena Città Europea dello Sport 2014

TERZO TEMPO
Mostra fotografica sul rugby di Filippo Venturi

n. 86 stampe fotografiche, realizzate fra il 2010 e il 2013

26 ottobre 2013 – 1 dicembre 2013
Galleria del Centro Cinema San Biagio
Via Aldini, 24 – 47521 Cesena (FC)

Apertura
Dal lunedì al venerdì 8.00/13.00 e 20.30/23.00
Sabato 20.30/23.00
Domenica 16.00/23.00
Ingresso gratuito

La mostra
In occasione delle celebrazioni del conferimento alla città di Cesena del titolo “Città Europea dello Sport 2014”, sarà esposta una grande mostra dedicata allo sport del rugby, con ben 86 stampe fotografiche del fotografo cesenate Filippo Venturi, che dal 2010 segue le società del Romagna Rugby Football Club e del Cesena Rugby.
Le foto, selezionate fra quelle realizzate in questi 4 anni, racconteranno il percorso delle 2 squadre di rugby, in particolare si rivivranno le emozioni vissute col Romagna RFC, capace col suo ambizioso progetto di compiere l’impresa di ottenere ben 2 promozioni in 2 anni consecutivi, salendo dalla serie B alla serie A2 fino alla serie A1.
La mostra sarà ospitata nello spazio Galleria del Centro Cinema San Biagio, uno spazio espositivo attrezzato dove in passato sono state esposte importanti mostre fotografiche, legate al cinema e non solo.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 1 dicembre 2013 compreso.

L’autore
Filippo Venturi è nato nel 1980 a Cesena. Vive e lavora principalmente in Italia.
Come fotografo si è specializzato nel reportage (eventi, teatro, concerti, politica, sociale), collaborando
con diversi quotidiani, riviste e agenzie di comunicazione, italiane e non.
I lavori di maestri come Stephen Shore, Joel Sternfeld, Alec Soth e Stefano de Luigi, sono fra le sue fonti
di ispirazione. Dal 2010 si dedica anche al rugby, seguendo le squadre del Cesena Rugby e del Romagna
Rugby Football Club. Parallelamente al reportage, si dedica a progetti personali e di carattere sociale.
L’ultimo tema a cui si sta dedicando è quello dell’incomunicabilità; il primo progetto in questo campo
riguarda il morbo di Alzheimer.

Ultimi progetti:
“The Game of War”
Nel maggio 2013 è stato ospitato a Camariñas (Spagna), nell’ambito del Progetto Europeo YPAD,
assieme al creativo del suono Gianluca Licciardi, per presentare il progetto a 4 mani “The Game of
War”, video che collega le fotografie di Filippo Venturi, il libro “L’Arte della Guerra” di Sun Tzu, letto
dall’attore Joe Mantegna, e le improvvisazioni strumentali di Gianluca Licciardi.
“In Oblivion”
Nel 2012 ha realizzato il progetto intitolato “In Oblivion”, che descrive con rigore il quartiere
newyorkese di “Red Hook” ed i suoi abitanti; tale progetto è stato esposto a New York City (USA)
nel giugno 2012, a Bologna nel dicembre 2012, a Camariñas (Spagna) e a Forlì nel maggio 2013 ed è
tuttora esposto al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore) di Bibbiena, dal 21 settembre al 17
novembre 2013, grazie al premio ricevuto nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi”.
“Forum Living”
Da gennaio 2013 lavora, come membro dell’Associazione Culturale Sovraesposti e in veste di regista,
al documentario “Forum Living”, con lo scopo di raccontare la realtà storico, sociale, culturale e di
integrazione fra gli abitanti del centro storico forlivese. L’uscita del film è prevista a fine 2013.

Rugby
Ho iniziato a fotografare il rugby nel 2010, per una serie di coincidenze.
Fin da subito mi sono accorto che le fotografie che realizzavo erano diverse da quelle di ogni altro sport
che mi era capitato di documentare. Gli atleti sono completamente immersi nell’azione e il contatto
fisico è pieno: non c’è una rete che li separa, non gareggiano uno alla volta, non si possiede altro che le
proprie mani, il proprio corpo e il proprio coraggio di andare incontro al gioco.
I ragazzi e gli uomini che fotografavo in campo, con i loro sguardi, la postura, i gesti atletici,
emanavano un senso di epicità e un profondo fascino, al punto da farmi pensare a personaggi
mitologici. Da allora sono passati 4 anni, durante i quali ho capito appieno cos’è il rugby.
Innanzitutto mi sono accorto che il rugby è veramente passione, coraggio, generosità, lealtà,
amicizia e rispetto, non si tratta solo di un mantra ripetuto da chi è del settore. Questi valori si vedono
sia in campo, fra compagni di squadra e fra avversari, sia fuori dal campo, basti pensare all’importanza
del terzo tempo, quello in cui si mettono da parte le rivalità e si festeggia tutti assieme.
Mi rendo conto che questo sport è capace di influenzare positivamente le persone che lo
frequentano, di stimolare amicizia e lealtà. Non a caso, spesso, realtà diverse si avvicinano al rugby
per carpirne i valori e lo spirito di gruppo.
Il rugby è uno degli sport meno inquinati da elementi estranei alla cultura sportiva.
Devo sicuramente ringraziare le società del Cesena Rugby e del Romagna Rugby, che col loro lavoro
e impegno riescono a coltivare la passione di tanti giovani e dare tante soddisfazioni personali e
collettive. Il progetto del Romagna Rugby, proprio negli ultimi anni, è riuscito nell’impresa sportiva di salire dalla serie B, alla serie A2 e fino alla serie A1; un salto di 2 categorie in 2 anni, senza snaturare la propria natura e affidando l’ossatura della squadra ai giovani selezionati dalle varie squadre romagnole. – Filippo Venturi

Con il contributo di
Assessorato ai Servizi Culturali e Assessorato allo Sport del Comune di Cesena, Centro Cinema San Biagio, Romagna RFC, Cesena Rugby, Associazione Panathlon.

___

Locandina dell'evento "Terzo Tempo"

Locandina dell’evento “Terzo Tempo”

Il 26 ottobre 2013, oltre all’inaugurazione della mostra, ci saranno i seguenti eventi relativi al rugby:

ore 18.00
Inaugurazione Mostra Fotografica.

ore 19.00
Proiezione del film “I Giganti dell’Aquila” (2010) del regista Enrico Martia Artale. Si tratta di un documentario che racconta le problematiche della città di L’Aquila, conseguenti al terremoto del 2009, attraverso la testimonianza della squadra di rugby.

ore 20.00
Fine proiezione e Intervento del regista Enrico Maria Artale e delle delegazioni delle squadre di rugby L’aquila Rugby e Romagna RFC.

Agli eventi parteciperanno anche i giocatori, lo staff e i dirigenti delle società del Cesena Rugby, Romagna RFC e L’Aquila Rugby.

A fine ottobre e nel mese di novembre continueranno gli eventi legati al rugby:

Martedì 29 ottobre 2013, ore 17.00
Proiezione de “I 400 folpi” e “Un filo di pensieri” di Marco Paolini.

Martedì 5 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Invictus” di Clint Eastwood.

Venerdì 8 novembre 2013, ore 12.00
Conferenza stampa a cura di “Panathlon”, con la partecipazione del Sindaco Paolo Lucchi.

Martedì 12 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Asini” di Antonello Grimaldi.

Giovedì 21 novembre 2013, ore 17.00
Presentazione del libro “Mar del Plata” di Claudio Fava, con la presenza dell’autore e la testimonianza dell’allenatore della società Cesena Rugby, Jorge Eduardo Gutierrez.

___

Parlano della mostra

___

Crediamo ai tuoi occhi 2013, La Mostra

leave a comment »

Crediamo ai tuoi occhi 2013, I Vincitori
Il mio progetto “In Oblivion” (visibile qui), premiato nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi” 2013 (il verbale della giuria è consultabile qui), sarà esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore dal 21 settembre 2013 al 17 novembre 2013.

IN OBLIVION
21 settembre – 17 novembre 2013
CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore)
Via delle Monache, 2 – Bibbiena

Orario mostre
Da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30
Domenica 10,00 / 12,30

___

Alcune fotografie dell’allestimento:

La copertina di Fotoit di ottobre, dedicata alla mostra:

Fotoit di ottobre 2013, mostra "In Oblivion" di Filippo Venturi

___

Oltre al mio, saranno esposti anche i seguenti progetti:

Angela Maria Antuono, I Sud
(Progetto vincitore della sezione Percorsi)
“I Sud” è un lavoro fotografico sorprendentemente attuale, posseduto da forze arcane e potenti, radicato nella cultura sacro/profana popolare, capace di attingere alle fonti vitali dell’ispirazione. Storia dei tanti Sud che abbiamo dentro e che ci stanno intorno, a dispetto dell’appiattimento monoculturale in cui affoghiamo.

Carlo Cavicchio, Paesaggi Milanesi
Spogliando le vie cittadine dalla presenza umana, emergono a soggetto protagonista del progetto fotografico, la struttura urbanistica e gli impianti architettonici in mezzo ai quali ci muoviamo. E’ documentata la città evidenziando i contrasti e cercando di cogliere situazioni inattese ed insospettate, per dimostrare che non esiste una città unica, ma Milano, come ogni altro centro urbano, esprime tante e diverse personalità esistenziali, ricche e povere che convivono ognuna a fianco dell’altra.

Giuseppe Faralli, Tracce in ordine sparso
La ricerca di Faralli ha preso vita riscoprendo la semplicità delle cose e degli oggetti che fanno parte del vivere quotidiano. Un percorso fatto di piccole tracce lasciate dall’uomo, dove ogni elemento, anche il più banale, ha sempre qualcosa da raccontare, in quanto cela ricordi che si rivelano all’occhio attento dell’osservatore.

Ettore Perazzini, Il treno delle vacanze
Le strade ci portano in mezzo alle case, alle fabbriche, alle campagne. Gli edifici che si affacciano alle vie offrono allo sguardo di chi passa la facciata migliore, ordinata e pulita. La ferrovia, invece, generalmente passa dietro e ci fa vedere i garage, gli orti, le cose vecchie messe da parte. L’autore, percorrendo in treno i comuni rivieraschi della Romagna, ha cercato di capire e carpire il fascino di quel guardare in movimento “dietro le quinte”.

___

Saranno inoltre esposti i seguenti libri autoprodotti:

Bärbel Reinhard, As above so below (Libro fotografico vincitore della sezione Autoedizioni)
Mauro Magrini, One Minute After
Gabriella Di Marco, EVRU – Un demiurgo nella sua alcova
Umberto Verdoliva, Forestieri, foresterie e grandi progetti
Jacopo Chioatto, Gerusalemme e dintorni
Enrico Genovesi, Spettacolo Nostalgia
Virginia Righeschi, Fotografando verso Santiago: il Cammino Portoghese

___

Sito ufficiale: www.centrofotografia.org

Intervista per Cesena24ore

leave a comment »

Raccontare la vita per immagini, Intervista a tutto campo al fotografo cesenate Filippo Venturi

Raccontare la vita per immagini
Intervista a tutto campo al fotografo cesenate Filippo Venturi

CESENA – La Romagna è terra di creativi, noi ne siamo convinti, di artisti e di profondi spiriti illuminati dall’arte. Nelle nostre frequenti ricerche su internet ci siamo imbattuti in Filippo Venturi, fotografo professionista e “romagnolo doc” che è stato recentemente insignito di un premio per il concorso “Crediamo ai tuoi occhi”, contest organizzato dal Centro Italiano della Fotografia d’Autore.

Non ci siamo fatti scappare l’occasione di intercettarlo e di sottoporlo ad una a fastidiosa mitragliata di domande, chiedendogli come è nata la sua passione per la fotografia e che ne sarà di quest’arte, come ‘è nato il progetto con cui ha vinto il premio e cosa significa vivere in provincia… Insomma, un’intervista a tutto campo per conoscere le tante sfaccettature che caratterizzano questo professionista che volente o nolente, dà lustro col suo lavoro alla Romagna tutta.

1. Filippo sei stato insignito di un premio davvero importante… come ti senti?

Essere premiato nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi” è uno dei riconoscimenti principali che ho ottenuto come fotografo.

Fa piacere ricevere un riconoscimento importante: è una conferma che si è lavorato bene ed è un ulteriore stimolo a continuare.

2. Quando hai deciso di concorrere?

Ho letto del bando su internet, essendo un premio importante e con una giuria di livello, ho deciso di tentare e vedere che sarebbe successo.

Sono molto soddisfatto di “In Oblivion”, così ho voluto metterlo alla prova.

3. Su cosa hai incentrato il tuo lavoro?

Il mio lavoro si intitola appunto “In Oblivion”, l’ho realizzato nel giugno 2012 a New York City.
Ho voluto raccontare il quartiere di Red Hook e i suoi abitanti, realizzando una serie di ritratti e di paesaggi, che ho poi deciso di alternare, per mettere in risalto il contrasto che emerge fra un ambiente degradato, consumato e annerito e la popolazione, in gran parte composta da giovani e artisti, che sta ripopolando l’area.

Il progetto è composto da 39 fotografie.

Sicuramente, nella realizzazione, sono stato influenzato dai lavori di maestri come Joel Sternfeld, Stephen Shore e Alec Soth.

4. Quando hai scoperto la fotografia e soprattutto com’è scattata in te l’idea di trasformarla in una professione?

Ho scoperto la fotografia un po’ tardi, a 28 anni.

In un certo senso mi sembra di essere partito con un gap di 10-15 anni e di dover recuperare. Probabilmente però è questa sensazione che dal 2008 fino ad oggi mi ha spinto a dedicare ogni attimo libero a studiare, osservare e praticare la fotografia.

La scoperta è stata un po’ banale: un giorno, vedendo alcune fotografie molto particolari su internet, mi sono chiesto “Perché non provo a farle anche io?” e lì è iniziato il mio percorso.

I primi esperimenti erano inguardabili, anche se sul momento mi sembravano ottime fotografie, per fortuna mi sono reso conto presto che dovevo educare il mio sguardo, senza impuntarmi su ciò che ritenevo bellissimo così, “a pelle”.

Col tempo ho preso sempre più sicurezza in me stesso, fino a quando ho deciso di propormi a livello professionale.

Qualcosa di simile sta avvenendo anche col video. Ho sempre amato il cinema e ultimamente ho iniziato a dedicarmi anche al video; entro ottobre dovrebbe uscire il mio primo lavoro in questo campo, il documentario “Forum Living”, di cui sono il regista, assieme a Stefania Amanti, e che ho potuto realizzare grazie al grandissimo lavoro svolto dai ragazzi della troupe (ora, tutti assieme, abbiamo creato l’Associazione Sovraesposti, specializzata nella realizzazione video).

Molto prezioso è stato il supporto tecnico-pratico dei ragazzi della Cooperativa Sunset di Forlì.

Il documentario “Forum Living” è stato pensato nell’ambito Progetto “MU.VI.TECH, Musica, Video e Nuove Tecnologie” (finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e dall’ANCI. A livello locale questa iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Forlì Assessorato alle Politiche Giovanili, da Techne, Materiali Musicali, Sunset Soc. coop.)

5. Vivere in una provincia credi renda ancora più difficile alle persone, in particolare ai giovani, la possibilità di trovare una propria dimensione professionale?

Vi sono dei pro e dei contro.

In una provincia la qualità della vita solitamente è migliore, i tempi meno compressi e la concorrenza meno affollata. Questo consente di cercarsi più facilmente un proprio settore dove specializzarsi o, meglio ancora, il settore di proprio interesse potrebbe essere scoperto e potrebbe attendere proprio noi.

D’altro canto i contatti con le grosse agenzie, riviste, gallerie e musei sono più semplici se vivi a Roma o Milano e da questo dipendono anche le opportunità di ricevere lavori commissionati o altre proposte.

Internet ha semplificato le cose, anche chi vive a Cesena è visibile e raggiungibile. Nonostante questo, però, è molto importante viaggiare, visitare i Festival, le mostre e così via, sia per crearsi i contatti, sia per mostrare il proprio lavoro e sia perché vedere le fotografie stampate è molto diverso dal vederle su internet, consente di apprezzare di più il lavoro altrui ed anche il proprio.

6. Cosa significa per te la fotografia?

La fotografia è un linguaggio attraverso il quale posso esprimere me stesso e posso raccontare ciò che vedo.

La fotografia è, oltre alla scrittura, il canale col quale cerco di sfogare e dare forma alle idee e le visioni che ho in mente.

Lo stesso linguaggio, professionalmente, può servire per raccontare ciò che i clienti vorrebbero esprimere.

7. Che rapporto hai con le nuove piazze virtuali dedicate alle immagini, ad esempio Flickr, Instagram…?

Flickr lo conosco bene ed è stato il primo luogo dove ho pubblicato le mie fotografie. E’ stato molto utile per vedere i lavori altrui e per i commenti. Un rischio, su Flickr, è di lasciarsi incantare da perdite di tempo come le fotografie su “Explore” o gli “HDR”.

Instagram lo conosco meno, ma questo è anche colpa del mio disinteresse per gli smartphone, che riconosco essere un errore, considerando che oggi alcuni consentono di realizzare fotografie ad una qualità buona, in modo discreto ed anche in situazioni dove non potresti mai estrarre una macchina fotografica. Sull’argomento c’è online un interessante articolo di Marco Pinna, dedicato a Michael Christopher Brown, “Se la Magnum abbraccia l’uomo dell’iPhone”.

8. Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nel presentare la decima edizione del concorso cita Mallarmè: “Il mondo è fatto per finire in un bel libro”, tu che ne pensi?

Credo che la citazione di Mallarmè sia la perfetta chiusura del discorso di Fulvio Merlak.

Sono convinto che gli ebook saranno destinati a sostituire buona parte dei libri cartacei di oggi, soprattutto per quanto riguarda i prodotti commerciali, di massa. Allo stesso tempo sono convinto che, assorbita la rivoluzione digitale che sta coinvolgendo la nostra generazione, la fruizione e l’interesse torneranno a seguire più fedelmente le abitudini delle persone. Il digitale ha reso facile procurarsi canzoni, libri, film e fotografie e questo ha portato a fare enormi scorpacciate a cui non è sempre seguita una maggior fruizione effettiva e con qualità adeguata.

Inoltre il supporto digitale con cui usufruiremo degli ebook, e non solo, sarò lo stesso che ci permette di comunicare istantaneamente… e il rischio è di frammentare la fruizione di qualsiasi cosa perché saremo interrotti da notifiche di email o di messaggi sui social network.

Per non tirarla troppo lunga, sono convinto che in futuro convivranno supporti digitali e “materiali” e che chi vorrà una fruizione di qualità, soprattutto nel campo fotografico, non potrà fare a meno della carta e quindi della stampa di buona qualità.

Il problema, a quel punto, diventerà l’aumento dei costi per stampare una quantità limitata di libri. Per quanto mi riguarda, si, il mondo merita di finire in un bel libro e quel libro merita un buon supporto e una buona qualità.

9. Dai un consiglio ai giovani che si affacciano al mondo della fotografia o a quanti vorrebbero farne una professione…

Studiare molto. Osservare molto. Fotografare molto.

Evitare di ascoltare i facili complimenti, seppur in buona fede.

Uno dei rischi per chi è agli inizi è quello di sottovalutare la fotografia e pensare che l’acquisto di una reflex e qualche effetto di Photoshop possano colmare le proprie lacune, ma non è così.

Fra le arti la fotografia è ancora quella più maltrattata, forse perché la tecnica si è semplificata molto e il pigiare un tasto sembra alla portata di tutti, ma anche scrivere è semplicissimo, basta una penna, ma non per questo tutti sanno scrivere buoni libri.

La tecnica è facile da apprendere, più difficile è iniziare a comunicare efficacemente con la fotografia.

Enrico Samorì (fonte)

___

Written by filippo

14 settembre 2013 at 9:49 PM