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Viaggio in Abruzzo

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Viaggio in Abruzzo, Itinerario

Viaggio in Abruzzo, Itinerario

Ecco il diario del nostro viaggio in Abruzzo!

Arrivo in Abruzzo, a Civitella del Tronto, il 25 Giugno 2020

Viaggio in Abruzzo

Viaggio in Abruzzo

Abruzzo, Giorno 1, Civitella del Tronto
Il 2020 sarebbe dovuto essere l’anno di due viaggi particolarmente lunghi, uno di “dovere” in Cina e uno di “piacere” negli States. Il Covid-19 però ha stravolto programmi e vite e, così, ci siamo ritrovati (con ugual entusiasmo) a scegliere una regione italiana da esplorare. È toccato all’Abruzzo
L’itinerario prevede piccoli spostamenti quotidiani, lasciandoci così il tempo di assaporare l’atmosfera dei tanti piccoli borghi in cui passeremo e di assecondare Ulisse in ogni suo desiderio di giocare o correre a perdifiato. Se colazione e pranzo saranno pratiche, sulle cene intendiamo prendercela comoda, anche spendendo qualcosa in più per location suggestive e piatti fuori dall’ordinario. Ulisse è partito col piede giusto, ha individuato tanti trattori lungo il tragitto, è mancato solo l’avvistamento di qualche aereo per rendere perfetto questo primo giorno di viaggio.
Civitella del Tronto è minuscola, ma ci ha saziato con i suoi preziosi scorci, vicoli, lampioni e profumi.

Abruzzo, Giorno 2, Fortezza di Civitella del Tronto e Campo Imperatore
Oggi abbiamo visitato la possente Fortezza di Civitella del Tronto, che è anche il monumento con più visitatori della regione (presumo che Rocca Calascio non sia conteggiata, non prevedendo il biglietto di ingresso). La superficie della Fortezza è talmente vasta e dal grande potenziale che è stato inevitabile, per me, pensare che potrebbe essere il luogo adatto per una rievocazione medievale (sia per fini culturali ed educativi, sia di intrattenimento), di cui ero assiduo frequentatore e di cui oggi sento la nostalgia. La tappa successiva è stata Campo Imperatore, chiamato anche “Il Piccolo Tibet”, che a noi ha ricordato anche alcune aree dell’Irlanda. Ulisse ha preteso una sosta ad ogni gruppo di cavalli o mucche nelle vicinanze del percorso stradale, a cui mostrava le proprie macchinine. Praticamente un invito a giocare insieme
Mi piace questa sua caratteristica: superata la timidezza iniziale, Ulisse è molto generoso con le altre persone, bambini in primis, e non si fa problemi a condividere i propri giochi. Alla sera siamo arrivati a Paganica, dove abbiamo cenato divinamente da “Assunta”, un ristorante con specialità trota. Un vero e proprio paradiso per Ulisse, visto che il posto era immerso nel verde e c’era un piccolo fiumiciattolo. Si, dopo trattori, aerei, mucche e cavalli, Ulisse adora anche i fiumi. E pure le pozzanghere, perché può ballarci il tip-tap sopra…

Abruzzo, Giorno 3, Passo delle Colonnelle, Lago di Campotosto e L’Aquila
Oggi siamo tornati nel Parco Nazionale del Gran Sasso per continuarne l’esplorazione. Siamo arrivati al Lago di Campotosto, dove abbiamo pranzato con due giga-panini farciti con pecorino e affettati, in un chioschetto molto frequentato da motociclisti, con vista lago. Abbiamo poi fatto il Passo delle Colonnelle, dove Ulisse non ha mancato di portare i propri ossequi a mucche e cavalli. A pomeriggio inoltrato siamo tornati in appartamento per rinfrescarci e prepararci per la serata da trascorrere a L’Aquila, dove abbiamo cenato in piacevole compagnia, con la fotografa e amica Serena, smaltendo poi il pasto correndo per il centro della città all’inseguimento di Ulisse. Durante una sosta in gelateria, un bambina ha spiegato a Ulisse come si mungono le mucche, usando da esempio la mucca di plastica in scala 1:1 accanto all’ingresso. La giornata, piena e soddisfacente, si è conclusa verso mezzanotte, quando siamo svenuti nel letto.

Abruzzo, Giorno 4, Il Burning Man dell’Arrosticino
La prima tappa della giornata è stata il Santuario della Madonna d’Appari, a Paganica, risalente al XIII secolo, eretto a seguito di una presunta visione da parte di una pastorella, Maddalena. Il posto esercita un certo fascino. Ulisse ha apprezzato soprattutto il fiumiciattolo che passa li accanto e il bel sentiero pedonale immerso nel verde e che conduce al paese. Per pranzo ci siamo diretti al Ristoro Mucciante a Castel del Monte, consigliatoci da diversi amici. Non sapevamo esattamente cosa aspettarci, io avevo ipotizzato un chioschetto scalcagnato in mezzo ai monti, invece ci siamo ritrovati nel Burning Man dell’Arrosticino. Mandrie di visitatori, in gran parte motociclisti, che addentavano carne con enorme soddisfazione (poteva ricordare un po’ anche il Titty Twister di Tarantino) e lanciavano esclamazioni di giubilo, tipo “me cojoni”. Prendendo il biglietto per la fila, mi sono sorpreso di avere soltanto 4 persone davanti a me. Nell’attesa, guardando meglio, ho notato un terzo numerino scritto a mano all’ingresso del locale che indicava le centinaia. Avevo davanti 204 persone! Ci siamo allora rifugiati in un chiosco poco distante, mangiando un panino delizioso, pieno di tutte le specialità in grado di saziare il palato e ostruire le coronarie (in vacanza è concesso). Nel pomeriggio abbiamo raggiunto un bellissimo borgo, Santo Stefano di Sessanio, dove abbiamo passeggiato, cenato, contato i gatti incontrati (questo l’ha fatto Ulisse) e passato la notte. Prima di dormire abbiamo osservato tutti assieme la luna una dozzina di volte (su invito di Ulisse). Il pernottamento, qui, è qualcosa di veramente particolare. Maggiori dettagli domani.

Abruzzo, Giorno 4 (bis), Sextantio
Il Sextantio non è un alloggio come gli altri, ma è una vera e propria esperienza. Negli anni ’90 un ricco imprenditore filantropo italo-svedese, durante un giro in moto, scoprì il borgo semi-abbandonato di Santo Stefano di Sessanio e se ne innamorò. In seguito acquistò il 30% delle case in pietra e iniziò i lavori per trasformarle in un albergo diffuso di oltre 30 stanze, ristrutturandole in modo da riportare il borgo agli inizi del ‘900. Gli interni sono ispirati alle fotografie che Paul Scheuermeier, linguista svizzero, scattò in Abruzzo negli anni venti del Novecento. Così, si dorme in camere con mura annerite dalla fuliggine, camino, arredi scarni dell’epoca e illuminazione fioca ma suggestiva, che richiama le candele. Allo stesso modo i pasti, offerti nella Locanda, sono studiati per riproporre i cibi di allora, in ambienti e con stoviglie fatti come all’inizio del secolo scorso. Il tutto accompagnato da un servizio da 10 e lode con dipendenti veramente gentili, attenti e premurosi, soprattutto nei confronti di Ulisse che ha reagito ai luoghi poco illuminati piangendo disperatamente (per i primi 5 minuti, per poi non volersene più andare). Un’esperienza da provare!
(no non mi hanno pagato, è una recensione sincera per premiare chi lavora bene).

Sextantio Albergo Diffuso, Santo Stefano di Sessanio

Sextantio Albergo Diffuso, Santo Stefano di Sessanio

Abruzzo, Giorno 5, Castelli e cani
Oggi abbiamo fatto scorpacciata di castelli diroccati (e papà ha avuto la scusa per usare il drone). Al mattino siamo saliti a Rocca Calascio, il castello più famoso e più visitato della regione, reso celebre anche grazie al film Ladyhawke (Richard Donner, 1985), che lo usò come location. Ulisse ha affrontato la sua prima camminata “tortuosa”, di circa 10/15 minuti, con coraggio, e avvisandoci ad ogni sasso grande sul sentiero che avrebbe potuto farci cadere. Abbiamo poi visitato il Castello di Bominaco, scoperto grazie al consiglio di alcuni turisti con cui ci siamo inchiacchierati. Anche questo notevole. Il terzo castello, a San Pio delle Camere, invece lo abbiamo visto sulla strada e si fa notare per la posizione particolarmente inospitale e che, ho scoperto poi, ebbe la funzione di rifugio per la popolazione in caso di pericolo. Non risulta che fosse anche usato come residenza (vorrei ben vedere). Ulisse invece ha raggiunto il proprio apice della giornata in serata quando ha visto, in rapida successione, la luna, un aereo e un bau-bau con un entusiasmo pari al suo. La giornata si è conclusa con doccia per tutti e Ulisse che si è esibito, interpretando brevemente il ruolo di senatore dell’antica Roma, sul letto.

Abruzzo, Giorno 6, Alba Fucens, Mamma orsa e Scanno
Ci siamo goduti un lento risveglio e una colazione con vista superba nel B&B “L’Alchimista del borgo” di Massa d’Albe. Prima di andare via, Ulisse ha salutato calorosamente i cani con cui aveva giocato tutta la sera precedente, sotto gli occhi attenti (e le mani occupate da boccali di birra nera irlandese) di mamma e papà. La tappa successiva sarebbe dovuta essere il sito archeologico di Alba Fucens, poco distante, ma la calura ci ha fatto desistere dal fare la visita guidata di 90 minuti (ho fatto comunque qualche foto dall’alto, dove si vede anche l’anfiteatro). Abbiamo quindi ripiegato sul piccolo parco giochi del paese, dove Ulisse si è stancato per bene (facendo fare l’altalena anche alla sua macchinina preferita), così da dormire durante gli spostamenti successivi in macchina, per la precisione verso il maestoso e perfettamente conservato Castello di Piccolomini, a Celano, e in un baretto del paese per rinfrescarci con un gelato. Gentilissima la barista che ci ha concesso di spostare di qualche metro tavolino e sedie, vicino alla macchina, così da vegliare sul sonno di Ulisse. Nel tardo pomeriggio siamo arrivati nel B&B prenotato a Scanno e ci siano rilassati un po’ prima di uscire nuovamente. Mentre stavamo lasciando la stanza, la proprietaria ci ha fermati.
– Andate a vedere mamma orsa coi suoi piccoli?
– Uh?
– A Villalago, sull’albero di ciliegio. Entrate in paese e seguite i curiosi!
E così, 5 minuti dopo, ci siamo ritrovati su un marciapiede a guardare, ad una cinquantina di metri di distanza, mamma orsa e i suoi 4 cuccioli, scesi in paese, aggrappati sui rami di un ciliegio in un parco pubblico (troppo distanti per fotografarli, ma allego foto dei curiosi). La giornata si è conclusa con la cena nel meraviglioso centro storico di Scanno, detto anche il borgo dei fotografi perché nel secolo scorso Pietro di Rienzo e poi Cartier-Bresson, Giacomelli, Berengo Gardin, Scianna, Cresci, Saville e altri lo hanno fotografato.

Abruzzo, Giorno 7, Lago di Scanno e nuovi incontri
Giornata dedicata al relax e all’accontentare Ulisse in tutto e per tutto. Colazione generosa e fatta in casa, nell’agriturismo dove alloggiamo, smaltita in circa un’ora di scivoli, altalene e altri giochi nel parco pubblico di Villalago. Poi Lago di Scanno, dove abbiamo noleggiato un risciò per fare il giro del lago (utile anche per smaltire la colazione), di circa 5km. Allego foto dove siamo leggermente sbattuti per il caldo. A pranzo siamo andati in un locale dove una bimba si è timidamente avvicinata a Ulisse per giocare con lui e i suoi trenini. Tempo 10 secondi ed era diventata parte della famiglia, ci mancava poco che iniziasse a chiamarci Mà e Pà. Ulisse ha vissuto la mezz’ora più bella della giornata! Nel pomeriggio siamo andati a Sulmona dove ci hanno sorpreso Piazza Garibaldi, col suo acquedotto, e l’afa sofferta passeggiando per le vie del centro. In una vetrina abbiamo visto il modellino di un treno (Ulisse ne va matto), quello usato per la cosiddetta Transiberiana d’Italia: mi sono appuntato di farla provare a Ulisse in inverno. Verso sera siamo tornati a Scanno, al fresco, abbuffandoci di arrosticini!

Mi sono innamorato del Castello di Roccascalegna :
Mi ipnotizza, come se non potessi convincermi che può star su.

Castello di Roccascalegna

Castello di Roccascalegna

Castello di Roccascalegna

Castello di Roccascalegna

Abruzzo, Giorno 8, Goffredo, Lucrezia, Danilo il cavaliere e Bruno il wrestler
L’itinerario di oggi prevedeva diverse tappe… La metà delle quali sono saltate per piacevoli incontri e sorprese
Durante lo spostamento del mattino abbiamo notato, lungo il tragitto, a Villetta Barrea, una sorta di oasi munita di ombrelloni e giochi per bambini. Si chiamava Centro Visita Daini e – sorpresa – era possibile rinfrescarsi ma anche incontrare da vicino dei daini in una grande riserva curata da tal Sig. Goffredo. La meta successiva è stata il paese di Pizzoferrato, di cui colpisce l’ubicazione e dove abbiamo fatto tappa nel parco giochi del paese, su richiesta di Ulisse, all’interno del quale abbiamo scoperto una statua dedicata a Bruno Sammartino, emigrato con diversi altri concittadini a Pittsburgh e diventanto in seguito campione del mondo di wrestling. Continuando negli spostamenti, abbiamo notato la statua di un cavaliere all’ingresso di un albergo, un po’ pacchiana, ma che io non ho potuto non fotografare. In serata siamo arrivati nel nostro B&B a Bomba (dove Ulisse ha finalmente toccato con mano un trattore) e, lasciati i bagagli, abbiamo cenato nella vicina Roccascalegna, non prima di aver contemplato e fotografato l’incredibile Castello del paese per un’ora abbondante, grazie all’ubicazione “precaria”. Anche oggi, non so se per merito di Ulisse o dei suoi trenini che sparge su ogni tavolo dove ci sediamo, una bimba simpatica è venuta a giocare con lui. Lucrezia, figlia dei proprietari del ristorante “Civico 20”, ci ha tenuto compagnia durante la consumazione di una cena divina! Alle 22.30, come da prassi, Ulisse ha preteso di fare gli ultimi scivoli della giornata, al chiaror di luna…

Abruzzo, Giorno 9, Dolce nullafacenza
Al mattino abbiamo visitato il borgo di Guardiagrele, che D’Annunzio definì la “Terrazza d’Abruzzo”. Se il centro storico presenta edifici e chiese storiche notevoli, oltre a diversi bar e affini che invitano a sedersi per un caffè shakerato e a contemplare gli scorci più affascinanti, ho l’impressione che il paese sia cambiato molto, nel secolo trascorso, da quando lo visitò lo scrittore. A giudicare dalla massiccia presenza di condomini pesanti e anonimi in stile anni ’60 e altri elementi stonati, credo che il borgo si sia espanso in modo eccessivo e senza essere preservato. Nel pomeriggio siamo arrivati nel nostro appartamento, “Il Giardino di Epicuro”, fornito di ogni bendidio e che è anche il più “lussuoso” del nostro viaggio. La piscina ci ha risucchiati in un vortice di pigrizia che ha interrotto il nostro spirito da esploratori e soltanto la pioggia serale ha saputo rompere l’incantesimo. Dopo oltre una settimana di giri, esplorazioni e giornate interminabili, ci può stare, no?
Ulisse, ovviamente, non ha potuto fare a meno di individuare la rassicurante presenza della luna nel cielo, prima di arrendersi al sonno.

Abruzzo, Giorno 10, Trabocchi, Eremo e Luna con papà
Lasciato la villetta con piscina, abbiamo ritrovato lo spirito degli esploratori
Abbiamo dedicato la mattinata alla Costa dei Trabocchi, cioè delle strutture molto particolari, in legno, che si affaccisno sul mare e che vengono usate per la pesca (alcune sono anche ristoranti). Dopo una passeggiata sul lungomare e qualche foto, ci siamo diretti nuovamente nell’entroterra. Lungo la strada abbiamo fatto una sosta nei pressi di un ristorante denominato Belvedere, per verificare che ci fosse effettivamente una bella vista. Ne abbiamo trovata una straordinaria; peccato però che certe perle non siano indicate da cartelli o guide, ma vadano scoperte da soli, guidati dalla curiosità. Giunti a Roccamorice, visto che Ulisse si era addormentato, abbiamo deciso di dividerci temporaneamente: Elisa è rimasta in macchina con lui e io ho raggiunto a piedi l’eremo di San Bartolomeo in Legio, nonostante la pioggia fine ma pungente. Superata la prima parte, che sembrava quasi una passeggiata nel bosco, il sentiero è diventato piuttosto tortuoso e inclinato e ho realizzato di non avere l’abbigliamento adatto per fare trekking. A quel punto però avrei vissuto come una sconfitta il tornare indietro, anche perché chissà se e quando sarei più ritornato in quei luoghi. Infine, bagnato e infangato fino al ginocchio, ho raggiunto l’eremo. A quel punto tanto valeva esplorare ogni anfratto, aprire ogni porticina, respirare l’aria fresca che si può trovare nei luoghi lontani dalla civiltà, pensare a come doveva essere vivere in quel luogo, dove ogni agio è rimosso, e vedere se riuscivo a cogliere qualcosa della magia di quel posto. In serata siamo giunti nel nostro alloggio: Il Cerchio del Desiderio. Se il nome è migliorabile, il luogo è notevole, si tratta infatti di un glamping. La nostra tenda a igloo era situata in mezzo agli ulivi e con vista tramonto. Tutto molto romantico. Consumati gli ultimi arrosticini in un ristorante nei dintorni, a Moscufo, la giornata si è conclusa con me e Ulisse, seduti su una panchina, a contemplare la luna piena.

 

Romagna RFC VS L’Aquila Rugby

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Cesena, 27/10/2013
Romagna RFC – L’Aquila Rugby 11-40

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Written by filippo

14 November 2013 at 10:54 pm

Terzo Tempo, mostra fotografica e non solo

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TERZO TEMPO, Mostra fotografica sul rugby di Filippo Venturi

In occasione delle celebrazioni di Cesena Città Europea dello Sport 2014

TERZO TEMPO
Mostra fotografica sul rugby di Filippo Venturi

n. 86 stampe fotografiche, realizzate fra il 2010 e il 2013

26 ottobre 2013 – 1 dicembre 2013
Galleria del Centro Cinema San Biagio
Via Aldini, 24 – 47521 Cesena (FC)

Apertura
Dal lunedì al venerdì 8.00/13.00 e 20.30/23.00
Sabato 20.30/23.00
Domenica 16.00/23.00
Ingresso gratuito

La mostra
In occasione delle celebrazioni del conferimento alla città di Cesena del titolo “Città Europea dello Sport 2014”, sarà esposta una grande mostra dedicata allo sport del rugby, con ben 86 stampe fotografiche del fotografo cesenate Filippo Venturi, che dal 2010 segue le società del Romagna Rugby Football Club e del Cesena Rugby.
Le foto, selezionate fra quelle realizzate in questi 4 anni, racconteranno il percorso delle 2 squadre di rugby, in particolare si rivivranno le emozioni vissute col Romagna RFC, capace col suo ambizioso progetto di compiere l’impresa di ottenere ben 2 promozioni in 2 anni consecutivi, salendo dalla serie B alla serie A2 fino alla serie A1.
La mostra sarà ospitata nello spazio Galleria del Centro Cinema San Biagio, uno spazio espositivo attrezzato dove in passato sono state esposte importanti mostre fotografiche, legate al cinema e non solo.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 1 dicembre 2013 compreso.

L’autore
Filippo Venturi è nato nel 1980 a Cesena. Vive e lavora principalmente in Italia.
Come fotografo si è specializzato nel reportage (eventi, teatro, concerti, politica, sociale), collaborando
con diversi quotidiani, riviste e agenzie di comunicazione, italiane e non.
I lavori di maestri come Stephen Shore, Joel Sternfeld, Alec Soth e Stefano de Luigi, sono fra le sue fonti
di ispirazione. Dal 2010 si dedica anche al rugby, seguendo le squadre del Cesena Rugby e del Romagna
Rugby Football Club. Parallelamente al reportage, si dedica a progetti personali e di carattere sociale.
L’ultimo tema a cui si sta dedicando è quello dell’incomunicabilità; il primo progetto in questo campo
riguarda il morbo di Alzheimer.

Ultimi progetti:
“The Game of War”
Nel maggio 2013 è stato ospitato a Camariñas (Spagna), nell’ambito del Progetto Europeo YPAD,
assieme al creativo del suono Gianluca Licciardi, per presentare il progetto a 4 mani “The Game of
War”, video che collega le fotografie di Filippo Venturi, il libro “L’Arte della Guerra” di Sun Tzu, letto
dall’attore Joe Mantegna, e le improvvisazioni strumentali di Gianluca Licciardi.
“In Oblivion”
Nel 2012 ha realizzato il progetto intitolato “In Oblivion”, che descrive con rigore il quartiere
newyorkese di “Red Hook” ed i suoi abitanti; tale progetto è stato esposto a New York City (USA)
nel giugno 2012, a Bologna nel dicembre 2012, a Camariñas (Spagna) e a Forlì nel maggio 2013 ed è
tuttora esposto al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore) di Bibbiena, dal 21 settembre al 17
novembre 2013, grazie al premio ricevuto nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi”.
“Forum Living”
Da gennaio 2013 lavora, come membro dell’Associazione Culturale Sovraesposti e in veste di regista,
al documentario “Forum Living”, con lo scopo di raccontare la realtà storico, sociale, culturale e di
integrazione fra gli abitanti del centro storico forlivese. L’uscita del film è prevista a fine 2013.

Rugby
Ho iniziato a fotografare il rugby nel 2010, per una serie di coincidenze.
Fin da subito mi sono accorto che le fotografie che realizzavo erano diverse da quelle di ogni altro sport
che mi era capitato di documentare. Gli atleti sono completamente immersi nell’azione e il contatto
fisico è pieno: non c’è una rete che li separa, non gareggiano uno alla volta, non si possiede altro che le
proprie mani, il proprio corpo e il proprio coraggio di andare incontro al gioco.
I ragazzi e gli uomini che fotografavo in campo, con i loro sguardi, la postura, i gesti atletici,
emanavano un senso di epicità e un profondo fascino, al punto da farmi pensare a personaggi
mitologici. Da allora sono passati 4 anni, durante i quali ho capito appieno cos’è il rugby.
Innanzitutto mi sono accorto che il rugby è veramente passione, coraggio, generosità, lealtà,
amicizia e rispetto, non si tratta solo di un mantra ripetuto da chi è del settore. Questi valori si vedono
sia in campo, fra compagni di squadra e fra avversari, sia fuori dal campo, basti pensare all’importanza
del terzo tempo, quello in cui si mettono da parte le rivalità e si festeggia tutti assieme.
Mi rendo conto che questo sport è capace di influenzare positivamente le persone che lo
frequentano, di stimolare amicizia e lealtà. Non a caso, spesso, realtà diverse si avvicinano al rugby
per carpirne i valori e lo spirito di gruppo.
Il rugby è uno degli sport meno inquinati da elementi estranei alla cultura sportiva.
Devo sicuramente ringraziare le società del Cesena Rugby e del Romagna Rugby, che col loro lavoro
e impegno riescono a coltivare la passione di tanti giovani e dare tante soddisfazioni personali e
collettive. Il progetto del Romagna Rugby, proprio negli ultimi anni, è riuscito nell’impresa sportiva di salire dalla serie B, alla serie A2 e fino alla serie A1; un salto di 2 categorie in 2 anni, senza snaturare la propria natura e affidando l’ossatura della squadra ai giovani selezionati dalle varie squadre romagnole. – Filippo Venturi

Con il contributo di
Assessorato ai Servizi Culturali e Assessorato allo Sport del Comune di Cesena, Centro Cinema San Biagio, Romagna RFC, Cesena Rugby, Associazione Panathlon.

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Locandina dell'evento "Terzo Tempo"

Locandina dell’evento “Terzo Tempo”

Il 26 ottobre 2013, oltre all’inaugurazione della mostra, ci saranno i seguenti eventi relativi al rugby:

ore 18.00
Inaugurazione Mostra Fotografica.

ore 19.00
Proiezione del film “I Giganti dell’Aquila” (2010) del regista Enrico Martia Artale. Si tratta di un documentario che racconta le problematiche della città di L’Aquila, conseguenti al terremoto del 2009, attraverso la testimonianza della squadra di rugby.

ore 20.00
Fine proiezione e Intervento del regista Enrico Maria Artale e delle delegazioni delle squadre di rugby L’aquila Rugby e Romagna RFC.

Agli eventi parteciperanno anche i giocatori, lo staff e i dirigenti delle società del Cesena Rugby, Romagna RFC e L’Aquila Rugby.

A fine ottobre e nel mese di novembre continueranno gli eventi legati al rugby:

Martedì 29 ottobre 2013, ore 17.00
Proiezione de “I 400 folpi” e “Un filo di pensieri” di Marco Paolini.

Martedì 5 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Invictus” di Clint Eastwood.

Venerdì 8 novembre 2013, ore 12.00
Conferenza stampa a cura di “Panathlon”, con la partecipazione del Sindaco Paolo Lucchi.

Martedì 12 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Asini” di Antonello Grimaldi.

Giovedì 21 novembre 2013, ore 17.00
Presentazione del libro “Mar del Plata” di Claudio Fava, con la presenza dell’autore e la testimonianza dell’allenatore della società Cesena Rugby, Jorge Eduardo Gutierrez.

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Parlano della mostra

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L’Aquila Earthquake (part 2)

L’Aquila, Italy
2011

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Voi che assistente pallidi e smarriti a queste vicende, se avessi il tempo… questo severo sergente, la morte, ha una stretta inflessibile.
Oh potrei dirvi… ma non importa.
Orazio io muoio, tu vivi, racconta fedelmente la mia storia.
Se mai mi hai avuto caro nel tuo cuore, rinuncia un momento alla felicità e resta in questo mondo crudele a soffrire per raccontare la mia storia.
Amleto, di Franco Zeffirelli

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Written by filippo

8 May 2011 at 10:27 am

L’Aquila Earthquake (part 1)

L’Aquila, Italy
2011

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Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto” – Francesco Maria De Vito Piscicelli

(pochi minuti prima un sisma di magnitudo 5.9 aveva provocato centinaia di vittime e migliaia di sfollati e messo in ginocchio la città de L’Aquila. Ma Piscicelli, raggiunto telefonicamente da Gagliardi, pensava già al dopo-terremoto e agli affari della ricostruzione).

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Written by filippo

2 May 2011 at 5:49 pm