Filippo Venturi Photography | Blog

Portrait and Documentary Photographer

Made in Korea al Gazebook Sicily Photobook Festival!

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Made in Korea al Gazebook: Sicily Photobook Festival!

In occasione della 3° edizione del Festival Gazebook: Sicily Photobook Festival, fra i tanti e interessanti eventi fotografici, è in programma la proiezione dei lavori selezionati nell’ambito di Emerging Talents 2016, fra i quali c’è il mio lavoro sulla Corea del Sud: Made in Korea!

Sarà possibile assistere alla proiezioni nei seguenti giorni e orari:

Venerdì 8 Settembre, ore 20.30, Piazza del Faro
#Slideshow: PHmuseum – A Counscious Dream; LensCulture; KABK Photography; Fabrica; Emerging Talents.

Domenica 10 Settembre, ore 20.00, Piazza del Faro
#Slideshow: LensCulture; KABK Photography; Fabrica; Emerging Talents.

 

Written by filippo

8 September 2017 at 11:16 am

Workshop di Fotogiornalismo

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Workshop di Fotogiornalismo

WORKSHOP DI FOTOGIORNALISMO
Fotografia come testimonianza della realtà

Il corso è rivolto ai fotografi principianti, ai professionisti e a chi volesse semplicemente approfondire la tematica trattata, in un periodo in cui l’immagine è sempre più al centro della comunicazione e della nostra quotidianità. Ragioneremo sul concetto di Fotogiornalismo al giorno d’oggi e sullo sviluppo teorico e pratico di un progetto. Si affronteranno i vari aspetti da curare: la ricerca di una storia e relativo fact checking, l’organizzazione preliminare, la fase di scatto, l’editing, post-produzione, la presentazione del progetto realizzato, le didascalie, il rapporto con i photoeditor, le modalità di diffusione, a seconda che la finalità sia una mostra, una pubblicazione, l’iscrizione a concorsi o la promozione nei social network. Durante il workshop è prevista la lettura del portfolio degli iscritti che vorranno un confronto assieme al docente.

★ A cura di Filippo Venturi
Filippo, fotogiornalista, collabora con magazine e quotidiani, fra i quali The Washington Post, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Vanity Fair, Gente, D di Repubblica, Corriere della Sera. Da tre anni si dedica a un progetto a lungo termine sulla Corea del Sud e del Nord.

★ Destinatari
Aperto a tutti.

★ Durata
4 incontri, mercoledì dalle 20:30 alle 22:30.

★ Calendario
7, 14, 21, 28 marzo 2018

★ Dove
Centro di Documentazione Educativa, Via Aldini 22, a Cesena.

★ Quota di partecipazione
€ 65 complessivi

★ Iscrizioni
Link per iscriversi (minimo 10 iscritti, massimo 30)

★ Social
Link all’evento Facebook

 

Written by filippo

8 September 2017 at 10:51 am

Public Talk al SI Fest

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Public Talk al SI Fest

Sabato 9 settembre, alle ore 17.00, sarò presente al SI Fest, il Festival di Fotografia di Savignano sul Rubicone!

L’incontro, intitolato “FIAF presenta il progetto La Famiglia in Italia”, si terrà nella Sala dell’Accademia, in Piazza Borghesi n. 11 e, oltre all’intervento del sottoscritto in qualità di Testimonial del Progetto e di Fujifilm, vedrà quelli di Elena Melloni (Delegato Regionale FIAF) e Gabriele Bartoli (Coordinatore Artistico Regionale).

Per saperne di più, vi rimando al mio post precedente “Testimonial per Fujifilm” :)

 

Public Talk al SI Fest

Written by filippo

8 September 2017 at 10:35 am

Demigods in mostra a Parigi

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Demigods in mostra a Parigi

Il mio lavoro “Demigods”, premiato col 3° premio nella categoria Professionisti / Sport, nel concorso PX3 Prix de la Photographie Paris, è stato esposto nella Galleria Espace Beaurepaire di Parigi!

Di seguito il comunicato ufficiale:

PX3 Paris Photography Prize is proud to present you the exhibition of its 11th edition at the Espace Beaurepaire (Paris 75010), from Tuesday July 11th to Saturday July 15th.
The exhibition will gather more than 30 photographs from PX3 2017.
Isabelle Perrachi, ex-ballerina from the Paris Opéra, is the curator of a part of the Px3 exhibition which she has selctionned and organized according to her main area of interest : the movement.
Exhibition : Tuesday 11th to Sunday 15th of July from 11am until 7pm.
Opening-night : Tuesday 11th from 6pm until 9pm

 

Written by filippo

24 August 2017 at 10:33 am

Gioco della Aita, Urbino 2017

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Gioco della Aita 2017
Urbino, Festa del Duca

Aita, Urbino, foto 1

Aita, Urbino, foto 1

Aita, Urbino, foto 2

Aita, Urbino, foto 2

Aita, Urbino, foto 3

Aita, Urbino, foto 3

Aita, Urbino, foto 4

Aita, Urbino, foto 4

Aita, Urbino, foto 5

Aita, Urbino, foto 5

Aita, Urbino, foto 6

Aita, Urbino, foto 6

Aita, Urbino, foto 7

Aita, Urbino, foto 7

Aita, Urbino, foto 8

Aita, Urbino, foto 8

Aita, Urbino, foto 9

Aita, Urbino, foto 9

Aita, Urbino, foto 10

Aita, Urbino, foto 10

Aita, Urbino, foto 11

Aita, Urbino, foto 11

Aita, Urbino, foto 12

Aita, Urbino, foto 12

Aita, Urbino, foto 13

Aita, Urbino, foto 13

Aita, Urbino, foto 14

Aita, Urbino, foto 14

Aita, Urbino, foto 15

Aita, Urbino, foto 15

Aita, Urbino, foto 16

Aita, Urbino, foto 16

Aita, Urbino, foto 17

Aita, Urbino, foto 17

Aita, Urbino, foto 18

Aita, Urbino, foto 18

Aita, Urbino, foto 19

Aita, Urbino, foto 19

Aita, Urbino, foto 20

Aita, Urbino, foto 20

Aita, Urbino, foto 21

Aita, Urbino, foto 21

Aita, Urbino, foto 22

Aita, Urbino, foto 22

Aita, Urbino, foto 23

Aita, Urbino, foto 23

Aita, Urbino, foto 24

Aita, Urbino, foto 24

L’Aita era un gioco di squadra rinascimentale di origine militaresca, praticato nella città di Urbino per più di due secoli (dal XV al XVII), nei periodi di non belligeranza. Era praticato dai componenti dalla Legione Metaurense (ossia l’esercito ducale) e rappresentava l’unica occasione in cui i soldati di origine popolana potevano sfidare i soldati di sangue nobile. Riferimenti a questo gioco si trovano anche nel diario di Francesco Maria II (1589-1593), condottiere e ultimo Duca di Urbino. Anche Raffaello Sanzio (1483-1520) da giovane assistette all’Aita, accompagnato dal padre Giovanni Santi (1933-94), che lavorò alla corte di Urbino come organizzatore di feste, scrittore e artista. Fino a qualche anno fa era difficile trovare informazioni precise su questo antico gioco, ma grazie al recente ritrovamento di un documento del 1939, con il quale il podestà dell’epoca fascista riproponeva di organizzare l’Aita qualche simbolo di “maschio addestramento militare”, ora le regole sono note.

Nel 2012, dopo 381 anni, è stata recuperata la tradizione, con lo svolgimento della prima edizione del “Gioco dell’Aita”, dove si affrontano rugbisti di Urbino e dintorni. In seguito è entrato ufficialmente fra i 15 giochi storici riconosciuti e tutelati dallo Stato Italiano. Oggi si gioca in un campo di terra battuta, fra due squadre composte da quindici giocatori. Ogni squadra ha come obiettivo quello di prendere la bandiera della squadra avversaria posta su un palo a circa 3 metri di altezza. Se un giocatore placcato finisce in una delle due pozze di fango messe sui due lati lunghi del campo, è considerato fuori dal gioco. Un giocatore che finisce infangato urla “aita” (che significa “aiuto”) ai suoi compagni, che possono toccarlo per rimetterlo in gioco.

 

(english version)

The “Aita” was a Renaissance team sport of military origin, performed in the city of Urbino for more than two centuries (from the fifteenth to the seventeenth century) and usually played in non-war times. It was played by the Legione Metaurense (that is to say the Duke’s army) and it represented the only occasion for soldiers of low origin to challenge the gentry ones. Some references concerning this game can be found also in Francesco Maria II’s diaries (1589-1593), warrior and last Duke of Urbino. Raffaello Sanzio (1483-1520) too as a young man saw some matches of Aita together with his father Giovanni Santi (1433-1494), employed at court as celebration master, writer and artist. Until recently it was quite difficult to find precise information concerning this sport, but now the rules are known thanks to the recent finding of a 1939 document in which the Fascist Podestà of that time proposes to organize some “Aita” matches as a symbol of “virile military training”.

In 2012, 381 years later, the tradition came to life in the first modern edition of the “Gioco dell’Aita”, performed by rugby players from Urbino and the nearby area. Later on the “Aita” was enumerated among the 15 historical games protected by the Italian State. Today the game is played in a beaten earth pitch between two teams of 15 players each. The goal is to seize the opposite team flag pinned on a pole, three meters high. If a tackled player ends up in one of the mud puddles situated along the field, he is out of the game. If the same player shouts “aita”, which means “help”, and one of his team-mates touches him, he is back in the game.

 

Written by filippo

21 August 2017 at 6:41 pm

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