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Intervento alla proiezione del film “Il Prigioniero Coreano”

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Intervento alla proiezione del film "Il Priginiero Coreano"

Martedì 6 novembre avrò il piacere di tenere un breve intervento, sulla mia esperienza relativa alla penisola coreana e sul progetto fotografico che vi ho svolto, prima della proiezione del film “Il Prigioniero Coreano”, di Kim Ki-duk, a Forlimpopoli. L’evento è organizzato da Amnesty International Forlì!

 

22° Rassegna Cinema e Diritti Umani, organizzato da Amnesty International – Forlì
Cinema Teatro Verdi Forlimpopoli, Piazza Fratti 7
Martedì 6 Novembre 2018, ore 21-23
Evento Facebook

 

“Il Prigioniero Coreano” (Corea del Sud 2016, durata 114′) – di Kim Ki-Duk
«Fai attenzione: oggi la corrente va verso Sud», lo avvisa una sentinella, ma a fare attenzione, a farne sempre molta, il pescatore Nam Chul-woo ci è abituato. Del resto, non puoi permetterti distrazioni quando abiti in un villaggio della Corea del Nord e ti muovi ogni giorno sulla linea di confine. Una delle sue reti però si aggroviglia attorno all’elica della sua piccola barca, il motore si blocca e la corrente che «va verso Sud» trascina lentamente (inesorabilmente) il povero Nam in zona nemica…
Si apre così Il prigioniero coreano, attesissimo ritorno di Kim Ki-duk alla narrazione politica. Un dramma che sviluppa e moltiplica il tema del doppio, così com’è doppia la Corea, raccontando intensamente una grande storia collettiva attraverso la storia (l’innocenza) di un singolo individuo.

 

Paolo Sorrentino racconterà Silvio Berlusconi in un film

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Paolo Sorrentino racconterà Silvio Berlusconi in un film

Ragionando sul film di Sorrentino su Berlusconi e su quanto fosse già grottesco e assurdo il personaggio in sè, ho pensato che mi piacerebbe un approccio serio da parte del regista: qualcosa che non si è mai fatto, non completamente, tendendo sempre a buttare tutto in farsa, in risata e perculata… e dopo un po’ mi sono accorto che il mio pensiero era piuttosto un ricordo, qualcosa che avevo già sentito e che mi era rimasto dentro, anche a distanza di quasi 10 anni, e che è ancora valido oggi.

“Perché non lo prendete sul serio Berlusconi? Perché ogni cosa è una buffonata? C’è gente che lavora, c’è gente che si ammazza anche 20 ore al giorno per distruggere questo paese.. non è che sta lì a perdere tempo […] è un paese dove se un dittatore non si mette il cappellone, non spara per aria, non vedete il passo dell’oca fuori dalla finestra, non vi raziona il pane.. non lo prendete sul serio, è sempre un buffone, c’è sempre da ridere… e questo non è giusto.”
(Corrado Guzzanti, da Il caso Scafroglia)

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Written by filippo

6 September 2016 at 10:16 am

L’Istante Perfetto – Il mondo di Gregory Crewdson

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L'istante Perfetto - Il mondo di Gregory Crewdson

L’Istante Perfetto – Il mondo di Gregory Crewdson (Gregory Crewdson: Brief Encounters)
di Ben Shapiro (2012) – Durata 79′
(In lingua originale con sottotitoli in italiano)

Venerdì 20, Sabato 21, Domenica 22 febbraio 2015 – ore 21.00
Presso la Sala Wenders del  Supercinema Santarcangelo

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Una sola immagine perfetta. È la preda sfuggente di cui va a caccia Gregory Crewdson, artista newyorkese, che per quell’unico scatto allestisce interi set cinematografici dettagliati con maniacale precisione. Il suo tema sono gli ambienti e gli esterni della provincia americana, così apparentemente semplici e così densi di atmosfere e non detti. La sua estetica congiunge la capacità simbolica di David Lynch e il genio descrittivo di Hopper. Questo film lo segue nel suo lavoro, il complicato allestimento che dà vita alle sue fotografie ad altissima definizione in cui i dettagli si moltiplicano, gli spazi si dilatano, e la complessità del reale si congela in quell’unico scatto che racconta, da solo, la storia tutta intera. Mentre la vita, finalmente, precipita nel sogno.

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Written by filippo

19 February 2015 at 11:21 am

Il Cinema Ritrovato

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Il Cinema Ritrovato: Barry Lyndon

Negli ultimi mesi ho avuto l’enorme piacere di rivedere al cinema alcuni capolavori che avevo potuto guardare soltanto in televisione, su VHS o DVD.
Come ad esempio “C’era una volta in America”, “Il buono, il brutto, il cattivo” e “Barry Lyndon”.

E’ stata una esperienza meravigliosa.
Sarà perché le sale erano mezze vuote e quei pochi erano rispettosi della visione, propria e altrui; l’immersione nel film era totale, niente distrazioni, soltanto buio e silenzio fuori dallo schermo.

Fanno tutti parte di una pregevole iniziativa della Cineteca di Bologna.
Come indicato nel sito ufficiale:

A partire da settembre 2013, la Cineteca di Bologna ha promosso la distribuzione di una serie di grandi film del passato nelle sale dell’intero territorio nazionale. Una scommessa in nome del cinema che amiamo, che restauriamo, che ci impegniamo a proporre al pubblico nelle condizioni migliori; e un gesto attivo di tutela nei confronti della sala cinematografica, in anni nei quali in Italia la vita delle sale (quelle che resistono) sta diventando una sempre più problematica sopravvivenza. Partiamo dalla considerazione semplice che questi film sono stati concepiti e realizzati per la visione in una sala: è questa la loro sede naturale, ed è inevitabile che il loro passaggio attraverso altri formati e canali rappresenti un’esperienza impoverita. Vedere o rivedere I quattrocento colpi, o Tempi moderni, o Gioventù bruciata sullo schermo e nella dimensione d’una sala cinematografica significa fare di ciascuno di questi film un’esperienza importante, capace di incidere nelle nostre vite, e di non perdersi in un indistinto frastuono di immagini. Si tratta, in tutti i casi, di film restaurati negli ultimi anni con tecnologia digitale, riportati quindi a uno splendore e a una nitidezza visiva mai raggiunti prima. La tecnologia digitale, inoltre, alleggerendo costi e modalità della distribuzione, ha reso possibile quel che fino a oggi sarebbe stato impensabile: organizzare un Cinema ritrovato al cinema non come serie di occasioni o eventi speciali, ma come una vera e propria stagione di novità che copre l’intero anno, e che della stagione di novità ha il ritmo, l’impatto comunicativo e anche l’ambizione commerciale. Perché crediamo davvero che, visti in sala, questi che presentiamo tornino a essere nuovi film, pronti a conquistare il pubblico delle nuove generazioni.

Fra le prossime uscite:
– Salvatore Giuliano (1962) di Francesco Rosi, dal 9 febbraio 2015.
– Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi, dal 9 febbraio 2015.
– Metropolis (1925) di Fritz Lang, dal 16 marzo 2015.
– Todo modo (1976) di Elio Petri, dal 13 aprile 2015.
– I 400 colpi (1959) di Francois Truffaut.
– Gioventù bruciata (1955) di Nicholas Ray, dal 6 novembre 2015.
– Tempi Moderni (1936) di Charlie Chaplin, dall’8 dicembre 2015.

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Written by filippo

26 January 2015 at 6:52 pm

I 10 migliori film del 2014

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I 10 migliori film del 2014

1) Nebraska di Alexander Payne
Nonostante fosse girato con un bianco e nero che non mi piaceva, a livello fotografico, e il trailer non mi avesse ispirato particolarmente, devo dire che è il film che mi ha sorpreso e che ho apprezzato maggiormente. Affronta il tema del rapporto padre-figlio, le incomprensioni, i ruoli che si invertono col passare degli anni, l’amore che comunque sopravvive, in modo apparentemente semplice, crudo, a volte anche ironico, ma in realtà più profondo di quel che sembra.

2) Boyhood di Richard Linklater
Quasi videoarte, con gli attori (tutti bravissimi) che invecchiano effettivamente nei 12 anni in cui si sono svolte le riprese di questo racconto di formazione (dal 2002 al 2013), senza ricorrere a parrucche o rughe posticce. E così la vita del protagonista e delle persone che gli orbitano attorno assumono un altro significato. “A fine film ci si sente parte della sua famiglia”.

3) The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson
Nonostante trovi un po’ troppo lezioso lo stile di Anderson, questo film, a differenza di altri, scorre molto bene e narra vicende dal sapore felliniano.

4) Interstellar di Christopher Nolan
Film pieno di difetti, ma tocca argomenti affascinanti come il viaggio nel tempo, il paradosso dei gemelli, i buchi neri e ci sono anche alcuni momenti azzeccatissimi, come ad esempio Matthew McConaughey che guarda i videomessaggi dei figli.

5) 12 anni schiavo di Steve McQueen
Molto interessante questo relativamente nuovo regista, proveniente dalla videoarte.
Il tema è trito e ri-trito, ma il film è realizzato in modo impeccabile e McQueen si/ci concede anche alcuni momenti che non possono non colpire, come i quasi 3 minuti di impiccagione.
Ridicole alcune locandine che hanno diffuso con Brad Pitt gigante, che in realtà nel film ricopre una parte molto piccola.

6) A proposito di Davis di Ethan e Joel Coen
Non il mio preferito dei fratelli Coen, ma al solito curatissimo sotto ogni aspetto e probabilmente da rivedere almeno una seconda volta per essere compreso del tutto (e forse salire in classifica).

7) Le meraviglie di Alice Rohrwacher
Un fiorellino molto delicato, che tocca argomenti e temi che definirei “vincenti” già sulla carta, ma lo fa bene.

8) Pride di Matthew Warchus
Visto soltanto per una serie di coincidenze, ammetto che è stata una gran bella sorpresa; era da un po’ che non mi divertivo così al cinema.

9) Lei di Spike Jonze
Film sottovalutato. Molti, dopo l’inzio molto promettente, hanno criticato il finale del film, che però è meno banale di quel che sembra. I temi affrontati sono ben noti a tutti, si. Però, ad esempio, la “maturazione” e presa di coscienza di Samantha, quasi indistinguibile da un essere umano (in futuro sarà ancora distringuibile?), fino a giungere ad una insoddisfazione del rapporto con l’essere umano, è realizzata molto bene.
Come dicevo tempo fa su Facebook, non sono molti i film che affrontano in modo intelligente la fantascienza, molti si limitano ad usare soltanto lo “scenario” per poi ambientavi i soliti film di azione, invece questo lo fa e forse non siamo ancora pronti per capirlo completamente.

10) Il sale della terra di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado
Anche se la figura di Salgado viene troppo mitizzata, il film in sè trasmette entusiasmo e voglia di fare, di uscire dalla sala e iniziare progetti, viaggi e così via.
Wenders trova anche un modo interessante di far interagire il fotografo con le proprie opere, in una sorta di emersione e immersione del volto di Salgado.
Non è mai semplice fare un film sulla fotografia, forse soltanto Wenders poteva riuscirci (anche se, personalmente, continuo a ritenere che ci sia una certa incompatibilità).

Un gradino sotto la top ten, Il giovane favoloso di Mario Martone (di cui ricordo soprattutto la recitazione di Elio Germano, alcune sequenze particolarmente riuscite, come quella del bordello simil “girone dantesco”, ma anche le lungaggini e le goffe scene in cui Leopardi partorisce letteralmente alcune delle sue poesie) e Si alza il vento di Hayao Miyazaki (non fra i suoi migliori, ma comunque col suo fascino).

Probabilmente se rifacessi fra una settimana, la classifica potrebbe essere diversa, ma stasera va così e pubblico questo post prima di qualsiasi tipo di ripensamento ;)

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