Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Posts Tagged ‘Viaggio

Diario di Viaggio in Irlanda 2019

with 2 comments

GIORNO 1 – Il primo volo di Ulisse

Avendo un volo notturno, la speranza era che avrebbe dormito buona parte delle 2 ore e 45 minuti di viaggio. Era, appunto.
Nei vari tentativi di accontentare la sua smania di muoversi e curiosare c’è stato il farlo camminare lungo il corridoio dell’aereo, ma dopo pochi secondi la passeggiata è diventata una rincorsa dove io vestivo i panni di Willy il Coyote.
Fra schiamazzi e gemiti di Ulisse, “ingiustamente” legato alla cintura di sicurezza, ogni tanto notavo la signora alla mia sinistra gettare occhiate disperate verso le file posteriori, in cerca di un sedile libero.
Nei momenti in cui Ulisse osservava dal finestrino si percepiva il suo desiderio di smontare le ali per esaminarle al millimetro. Magari per verificare “l’Effetto Venturi” (esiste davvero, per qualche bizzarro motivo me lo ricordo dai tempi della scuola).
Alla fine ha ceduto alla stanchezza, negli ultimi 10 minuti di volo, addormentandosi addosso a me e, grazie a questo momento di tenerezza, a farsi perdonare tutti i guai precedenti.
Già in Puglia qualche settimana fa e pure nella giornata di oggi, mi sono riconosciuto in quelle famiglie che osservavo da giovanissimo, un po’ sgangherate e un po’ imbarazzanti, per via delle difficoltà nello star dietro a tutto e dei bambini che testavano la pazienza dei genitori.
Che ti facevano pensare: “Io? Non sarò mai cosi!”.
Oggi però so che ne vale la pena.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 1

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 1

GIORNO 2 – Il verde di Irlanda

Appena sveglio, Ulisse ha finalmente potuto vedere per la prima volta il verde irlandese (l’arrivo in piena notte l’aveva impedito), soffermandosi a osservarlo ed emettendo piccoli gemiti euforici al passare di cani e altri animali.
Non so perché Elisa ha prenotato la stanza in un albergo per ricchi e attempati golfisti, devo però riconoscere che la luce e la vista della sala colazioni era notevole, molto rilassante.
Siamo andati a sud, nella Contea di Wicklow, facendo varie tappe ed escursioni, attraversando il Sally Gap e visitando il celebre sito monastico di Glendalough, luoghi che per atmosfere e colori rappresentano perfettamente l’Irlanda che amiamo (io ed Elisa siamo stati già in Irlanda prima di conoscerci e poi, assieme, in Irlanda del Nord e pure in Scozia, anche qui in cerca di zone selvagge, castelli, scogliere e pub).
In serata siamo arrivati a Kilkenny, passeggiando fra le sue vie medievali prima di tuffarci in una pinta di Guinness.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 2

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 2

GIORNO 3 – Corse, castelli e tori incazzosi

Anche questa mattina è stata dura staccare Ulisse dalla finestra del nostro B&B.
La giornata è iniziata con la visita a Kilkenny, entrando nel castello, passeggiando lungo il “medieval mile”, perdendosi nei viottoli e finendo dentro le riprese dell’Harry Potter irlandese (o qualcosa di simile).
Elisa mi dice di attendere con Ulisse perché deve fare una foto. Attendo. Poi scopro che anche noi eravamo parte della foto. Insomma sembro in posa ma non lo sono.
Una foto è di ieri, me l’ero dimenticata ma mi piaceva e l’ho messa oggi, quella dove Elisa e Ulisse mangiano in un bosco, tipo Hobbit.
Nel nostro girovagare finiamo alla Rock of Cashel che, per forma e ubicazione, esibisce una imponenza notevole sul visitatore in arrivo.
Ulisse corre nel giardino a perdifiato, fermandosi solo per indicarci i tanti corvi in volo. Cerco un posto da cui riprendere e incorniciare il castello, ma finisco nel territorio di un toro incazzoso. Scatto al volo e non attendo di scoprire se hanno imparato a scavalcare i muri.
Alla sera arriviamo a Kinsale, sul mare, ceniamo da Dino’s, il re del fish and chips.
Nella passeggiata post-cena scopriamo che si tratta di un paese delizioso, ma l’illuminazione notturna è trascurata, un po’ come in tutto il paese. A domani!

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 3

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 3

GIORNO 4 – Manine, bauli e Wild Atlantic Way

Il B&B aveva un tavolino abbastanza alto da battezzarlo “piano anti-Ulisse”, dove appoggiare gli oggetti che per un motivo o per un altro dovevano essere salvaguardati.
In mattinata abbiamo visitato per bene Kinsale, un paesino sul mare che avevamo sottovalutato, ma che di giorno ci ha sorpreso per le sue vie e i suoi colori, al punto di sembrare il set di un film.
A Kinsale inizia la Wild Atlantic Way, che nei prossimi giorni percorreremo fin su nel Donegal.
Il momento clou della giornata è stato l’attraversamento del Ring of Bara e dell’Healy Pass, dove abbiamo trovato quel senso di selvaggio e isolamento che ci ha spinto a organizzare questo viaggio e che ricercheremo nei prossimi giorni.
Stiamo fotografando molto, preferendo però non pubblicare le fotografie più intime. Al rientro in Italia però le stamperemo tutte.
Ovviamente Ulisse non ricorderà nulla di questi viaggi, è troppo piccolo, ma la speranza è che possano seminare e nutrire in lui la curiosità di scoprire, la voglia di viaggiare e il rispetto verso culture diverse.
Mi procurerò un bauletto dove conserverò i miei lavori fotografici, i diari fotografici e scritti dei viaggi di famiglia e tutti quegli oggetti che potranno un giorno raccontargli o ricordargli chi siamo io ed Elisa, quali passioni ci hanno guidato nella vita e quanto lui sia importante per noi.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 4

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 4

GIORNO 5 – Può piovere per sempre

Oggi vento e pioggia hanno sferzato il Ring of Kerry tutto il giorno, con brevi pause illusorie.
Le Kerry Cliffs hanno segnato il punto di massima sorpresa. Se la pioggia aveva concesso una breve tregua, il vento ha esibito i propri muscoli, estremizzato il senso di vertigine che si aveva nello sporgersi a vedere il mare infrangere sugli scogli 300 metri più in basso.
Da questo punto erano osservabili le Skelling Island, diventate famose perché nell’isola più grande (Skelling Michael) hanno girato il finale di Star Wars VIII.
Considerando le condizioni estreme di quella landa, potevamo quasi udire l’eco delle imprecazioni di Luke Skywalker dopo esservi recato a fare l’eremita.
Ulisse ha iniziato la giornata riprendendo i suoi test di gioco a nascondino nel B&B. Più tardi ha corso su una spiaggia, giocando a non farsi prendere dalle onde sulla battigia. Ha osservato il paesaggio irlandese con la malinconia tipica di chi guarda attraverso un vetro bagnato dalla pioggia, concedendosi qualche pisolino ristoratore. Alla sera ha studiato bene il menù di un pub prima di optare per le polpette.
Domani continueremo la nostra salita a nord.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 5

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 5

GIORNO 6 – Battigia, bimbi volanti e laghi glaciali

Oggi abbiamo visitato la penisola di Dingle, la più settentrionale delle cinque penisole che formano la “mano d’Irlanda”.
I numerosi punti di osservazione, le spiagge, i laghi glaciali e i ruderi di chiese e castelli hanno appagato il nostro desiderio di Irlanda.
La presenza di turisti è stata maggiore rispetto ai giorni passati, privandoci quindi della contemplazione solitaria del paesaggio.
Ulisse ci ha confermato che ama la battigia delle fredde spiagge atlantiche, oggi peró non fuggiva più le onde, anzi, ci si sarebbe tuffato dentro (se non trattenuto) con la sua tutina e l’impermeabile verde, emulando alcuni ragazzini che entravano in acqua indossando però la muta subacquea.
Per lui tutto ciò che ha meno di 8 anni è un possibile compagno di giochi e va imitato se fa qualcosa di nuovo.
Ulisse è molto fisico. Mi abbraccia le gambe se lo sgrido oppure se fa il timido di fronte ad uno sconosciuto. Le volte che non vuole stare nel suo lettino, finisce col dormire appiccicato a me oppure a Elisa. A volte me lo ritrovo col viso accanto al mio, a volte si incastona fra il mio braccio e il busto e altre volte tenta di addormentarsi sopra la mia schiena.
Ora ha scoperto la disciplina sportiva del salto sul papà.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 6

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 6

GIORNO 7 – Fantasmi, vascelli e pozzanghere

Quando ero piccolo lessi una raccolta intitolata “Fantasmi irlandesi”, con racconti di scrittori del calibro di Stoker, Le Fanu e O’Brien.
Forse la ricordate, era un libricino della Newton “100 pagine a 1000 lire”, con in copertina una figura in piedi, avvolta in un lenzuolo e con un lume fra le mani.
Quella lettura mi colpì come solo certi buoni racconti sanno fare con la mente di un quattordicenne curioso e alla ricerca di paure da sfidare.
L’Irlanda è un luogo che ha sempre ispirato storie e leggende sovrannaturali, si presta facilmente grazie alle sue brughiere nebbiose e gelide, alle nubi rapide che in pochi istanti possono far piombare l’oscurità nel più sereno dei boschi e al fango che appesantisce il passo e rende facili prede.
Tutto questo mi è venuto in mente stamattina, entrando in bagno e vedendo Ulisse che, nuovamente, giocava a nascondino dietro la tenda della doccia.
Dopo la colazione abbiamo lasciato il B&B con la pioggia ad accoglierci sull’uscio.
Nel nostro esplorare la Contea di Clare, ci siamo imbattuti nell’abbazia omonima, oggi abbandonata e sorvegliata da mucche timorose e con lo sguardo docile.
Più tardi abbiamo fatto tappa al Vandeleur Walled Garden a Kilrush, per consentire a Ulisse di sgranchirsi le ossa, cioè correre a perdifiato in lungo e in largo, saltando dentro tutte le pozzanghere sul suo tragitto e attraversando anche il labirinto di siepi.
Una volta cambiato, s’è concesso una calda e asciutta dormita in macchina.
Tornati sulla costa, abbiamo visitato Spanish Point, un paesino con una maestosa spiaggia frequentata da surfisti, che prende il nome dalla sonora sconfitta della Invincible Armada (la celebre flotta spagnola di fine 1500) nello scontro con gli inglesi e che, in questo punto, subì il colpo di grazia a causa di una possente tempesta che sancì il fallimento della spedizione spagnola.
In serata siamo giunti alle Cliff of Moher, le scogliere più famose d’Irlanda, rimandando però la visita al giorno seguente così da dedicargli il tempo e l’attenzione che meritano.
Il nostro nuovo B&B si trova a Doolin, un paesino minuscolo all’interno di un territorio così selvaggio e umido, a pochi passi dall’oceano, che mi domando come possa sopravvivere all’inverno.
Appena fuori la nostra camera c’è un accogliente salottino con una finestra da cui osservare rassicurati la pioggia e il freddo che si rincorrono nella brughiera.
All’alba del giorno seguente ci ho trascorso un paio d’ore, contemplando il paesaggio, sbrigando qualche faccenda fotografica, rispondendo a email e scrivendo le righe che avete letto fin qui.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 7

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 7

GIORNO 8 – Moher, Burren e Dunguaire

Lasciato il B&B di Doolin, abbiamo fatto tappa alle Scogliere di Moher (Aillte an Mhothair, in gaelico, che significa “scogliere della rovina”), una delle mete turistiche più celebri d’Irlanda che, nel punto più alto, raggiunge i 217 metri d’altezza sull’oceano Atlantico!
Ovviamente l’idea di non visitarle il giorno precedente, per mancanza di tempo, e di dedicargli la mattina di oggi non aveva previsto la pioggia incessante e il vento gelido oceanico che hanno martellato i visitatori tutto il tempo.
Con Ulisse addormentato nel calduccio della macchina, io ed Elisa ci siamo alternati a visitare le scogliere che, con queste condizioni atmosferiche, ci hanno ben ricordato che con la natura non si scherza e forse proprio questa è la lezione pratica più importante che potessimo avere in quel luogo.
Per riprenderci dalle ore di pioggia e vento, abbiamo fatto sosta in un pub, riscaldandoci con la zuppa del giorno e risollevandoci il morale con la Guinness.
Ulisse, esperto nel fare danni imprevedibili, ha gettato una bustina di ketchup nella birra… ma, essendo appunto una Guinness, non ci saremmo fatti problemi a finirla pure se ci avesse gettato un calzino.
Dopo pranzo siamo ripartiti in direzione nord, entrando finalmente nel maestoso Burren, una distesa rocciosa e calcarea che diverse persone descrivono come somigliante alla superficie lunare.
L’ultima tappa di oggi è stato il castello di Dunguaire, che a livello di dimensioni risulta di poco conto, soprattutto se confrontato con la Rock of Cashel, ma la sua ubicazione, in mezzo ad un lago melmoso, lo rende affascinante. L’ultima fotografia di oggi mostra Ulisse nell’istante in cui diventa invisibile.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 8

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 8

GIORNO 9 – Cani e cavalli in Connemara

Ulisse ha apprezzato molto il nostro ultimo B&B grazie alla grande vetrata che rendeva luminoso il salotto e soprattutto al cane che è passato a salutarci e che ha avuto la priorità rispetto l’asciugatura dei capelli dopo il bagnetto.
Il programma di oggi consisteva nell’ingresso nella Contea di Galway per attraversare il Connemara, una regione selvaggia e che affascina i tanti visitatori che vi passano.
Non bastasse l’aspetto paesaggistico, è pieno di cavalli e non solo mucche e pecore come nelle aree fin qui visitate.
A Roundstone abbiamo fatto sosta in un pub per goderci una zuppa calda e del pesce in compagnia di una cesenate che ha base li, anche lei profonda amante dell’Irlanda :)
Per consentire a Ulisse di correre abbiamo passato un’oretta nel parco del paese, dotato di altalene, scivoli e altri bimbi italiani.
Continuando a percorrere la strada costiera abbiamo osservato e camminato su spiagge maestose e terreni brulli interrotti da piccoli laghi con acque scure e minacciose.
Alla sera siamo arrivati a Cliften, dove abbiamo scaricato i bagagli all’Abbey Glen Castle Hotel (un castello vero e proprio, anche se risalente al 1800) e siamo tornati in paese per due fish ‘n chips, Guinness e Bulmers, in un pub tipico, con musica dal vivo. Il massimo che si possa desiderare dopo un giorno di viaggio.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 9

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 9

GIORNO 10 – Sky Road e Kylemore Abbey

Al mattino ci siamo concessi un giro in macchina in relax lungo la Sky Road che, col cielo sereno che abbiamo trovato, è una esperienza da provare.
Assaporando ogni curva morbida, osservando i muretti in pietra scura che tagliano i verdi campi e scorgendo a valle grandi laghi e isolotti ricoperti a volte di vegetazione e a volte di rocce avvolte nel muschio, abbiamo trascorso la prima ora di viaggio.
La destinazione principale di oggi, attraverso l’incantevole Connemara, era la Kylemore Abbey, anche perché avevamo intenzione di far correre Ulisse per tutto il tempo che voleva nei grandi giardini e spazi verdi all’interno dell’abbazia.
Il biglietto è costato 14 euro ad adulto, il più alto del nostro viaggio, ma ne è valsa la pena.
Nelle due ore trascorse alla Kylemore Abbey abbiamo visitato il Walled Garden: troppo fighetto per me e troppo ordinato per i gusti di Ulisse; il parco esterno al giardino, risultato più autentico e affascinante; l’abbazia e la chiesetta neo-gotica, all’interno delle quali è stato possibile scoprire la storia romantica e amara del finanziere e parlamentare inglese Mitchell Henry e della moglie Margaret Vaughan.
In serata siamo giunti nel nostro B&B disperso nei boschi irlandesi, godendoci pure un blocco della polizia dove che mi hanno chiesto la patente e l’hanno controllata in 5 nanosecondi, probabilmente una finta perché sui turisti non riescono a fare controlli in tempi rapidi e/o perché preferiscono non complicargli il viaggio.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 10

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 10

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 10

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 10

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 10

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 10

GIORNO 11 – Downpatrick Head e la Regina dei Pirati

Oggi abbiamo ripreso la salita a nord, attraversando la maestosa Dolough Valley, dove abbiamo incontrato delle cicliste temerarie e alcuni cartelli che raccontavano la grande carestia che ha colpito l’Irlanda a metà del 1800 e che vide centinaia di persone morire nell’attraversare questa valle in cerca di cibo.
Nella Contea di Mayo abbiamo camminato sul promontorio sferzato dai venti di Downpatrick Head: una delle aree più spettacolari d’Irlanda, dove crepacci, scogliere e voragini improvvise sono sprovviste di protezioni e l’unica misura di sicurezza è il buon senso dei visitatori.
L’attrazione principale qui è il Dun Briste (in gaelico, il “forte rotto”), un pezzo di scogliera rimasto isolato in mezzo al mare.
Leggenda vuole che in questo sperone di roccia si fosse rifugiato, quando ancora era tutt’uno col resto della costa, un re pagano di nome Crom Dubh che rifiutava la conversione al cristianesimo ad opera di san Patrizio. Dopo vani tentativi il santo patrono d’Irlanda avrebbe toccato terra col bastone facendo crollare parte del promontorio e lasciando a morire da solo sul Dun Briste il re disobbediente.
La tappa successiva è stata una fiabesca torretta, residuo del Rockfleet Castle, a cui è legata l’avvincente storia di Grace O’Malley.
Nata intorno al 1530, in un’epoca in cui era naturale che la donna dovesse sottostare alla volontà altrui per esaudirne le aspettative e quando il corpo di una donna le apparteneva fintanto che la libido altrui non lo esigeva, Grace decise di deludere alla grande le regole e prassi che pesavano su di lei. La ricerca della propria felicità e realizzazione non sarebbe stata compatibile col mondo che la circondava e allora tanto valeva rovesciarlo.
Certo, essere la figlia di Owen Dubhdarra O’Malley, capo del Clan degli O’Malley, le diede carte buone nella vita, ma bisogna poi sapersele giocare.
La storia e la leggenda irlandese qui si fondono: si dice che da giovane Grace volle partire con il padre per un’operazione commerciale in Spagna, ma, quando lui le disse che non poteva perché i suoi lunghi capelli si sarebbero impigliati alle corde della nave, lei se li tagliò, costringendolo a prenderla con sé.
Nella vita si orientò con la stella polare nella navigazione e con un orgoglio spudorato nei rapporti umani.
Grace, nel tentativo di fare una visita di cortesia a Howth Castle, venne informata che al momento la famiglia era a cena e i cancelli del castello le furono chiusi in faccia. Per ritorsione, fece rapire il figlio ed erede del Barone, che venne rilasciato sotto la promessa di tenere i cancelli sempre aperti ai visitatori inaspettati, e di mettere un posto in più durante ogni pasto. Ancora oggi questo accordo viene mantenuto dalla famiglia dei St. Lawrence, proprietari di Howth Castle.
Negli anni seguenti incontrò Elisabetta I, quando ormai l’Irlanda era sotto il dominio inglese, ma questo non la privò della spavalderia di non riconoscerla come propria regina e di “sfidarla” infrangendo alcune regole durante l’incontro formale, compreso il presentarsi armata di coltello.
Grace O’Malley ha ispirato tanti libri e canzoni, venendo citata anche in film e telefilm, come simbolo di donna indipendente e avventurosa, soprannominata Regina dei Pirati.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 11

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 11

GIORNO 12 – Uomini, mare e Yeats

La giornata di oggi è stata all’insegna degli incontri con persone e soltanto nell’ultima parte ci siamo concessi un po’ di sana contemplazione solitaria dei grandi paesaggi irlandesi. Al mattino abbiamo fatto tappa al molo di Easkey dove ho notato una famiglia intera impegnata a tuffarsi ripetutamente in mare.
A primo impatto li ho trovati interessanti perché avevano le caratteristiche tipiche che mi aspetterei dagli irlandesi (o comunque da chi vive nel Regno Unito): capelli rossi, lentiggini, sguardi severi e ginocchia segnate da croste, poi mi ha affascinato la massiccia autoironia contrastata da improvvisi ordini perentori, come quello della madre che non accettava che la figlia non trovasse il coraggio di tuffarsi.
Alla fine li ho conosciuti e sono riuscito anche a scattare un rapido ritratto di famiglia, perché percepivo comunque di essere una interferenza in un contesto meraviglioso perché spontaneo.
Continuando lungo la costa nella Contea di Sligo, ci ha colpiti il Beach Bar in mezzo al nulla di una spiaggia, ma nonostante questo pieno di avventori. Ci siamo scaldati con due zuppe di verdure e rinvigoriti con due Guinness, mentre Ulisse faceva scorpacciata di yogurt greco e mirtilli freschi.
Nel pomeriggio siamo arrivati a Strandhill, dove la spiaggia omonima è famosa per attirare tanti surfisti. Mi sarebbe piaciuto fare qualche ritratto ma non c’è stato il tempo, stare dietro a Ulisse è un lavoro a tempo pieno, così abbiamo fatto lunghe passeggiate sulla sabbia per poi concederci un gelato nel paese, pieno di visitatori essendo domenica.
Più tardi ci siamo diretti verso Sligo, passando attraverso il Benbulben e il Knocknarea, due alture molto particolari che ricordano certe forme del Grand Canyon americano, pur essendo ricoperte di vegetazione, ma che risaltano essendo nel bel mezzo di una pianura sul mare.
Si tratta di un giro di mezz’ora in auto eppure in pochi istanti ci siamo ritrovati lontani dalla civiltà e immersi in un paesaggio inquietante quanto affascinante, con boschi morenti e la pianura che si inclinava di quasi novanta gradi per raggiungere la cima delle due alture.

“[…] Sotto la vetta spoglia del Benbulben
nel cimitero di Drumcliff è sepolto Yeats.
Uno dei suoi antenati ne fu parroco
anni e anni fa; una chiesa si erge lì vicino;
presso la strada v’è un’antica croce.
E niente marmo, niente frasi convenzionali;
sul calcare scavato in quello stesso luogo queste parole sono state incise per sua volontà:
Getta uno sguardo freddo
Sulla vita e sulla morte.
Cavaliere, prosegui il tuo cammino!”

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 12

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 12

GIORNO 13 – Alture, cimiteri e vacche illuminate

La giornata di oggi è stata caratterizzata dalle sensazioni e intuizioni di qualcosa che va oltre la propria percezione.
Non credo a queste cose, non ascolto le religioni, non temo i fantasmi, non mi preoccupo se siamo in 13 a tavola e rido se qualcuno minaccia un malocchio, ma ogni tanto mi piace lasciarmi andare e mettere in stand by questo mio aspetto.
Stamattina è successo.
Abbiamo nuovamente girato attorno al Benbulben, l’altura che si trova nei pressi di Sligo, per ammirarne la forma singolare, le cicatrici dovute ai tanti fiumi istantanei che nascono con la pioggia a causa del l’inclinazione vertiginosa delle pareti, la foschia che ne avvolge sempre la parte superiore e per un attimo abbiamo pensato quanto sarebbe facile, specialmente per chi fosse vissuto secoli o millenni fa, vedere in quella forma qualcosa di divino, domandarsi quali esseri vivano lassù, perennemente nascosti dalle nubi, e come assecondarne la volontà: modificando le coltivazioni o addirittura pensando a sacrifici.
Finito il giro ipnotico, siamo tornati alla realtà e al bisogno di una tazza di caffè.
Il nostro viaggio sta volgendo al termine e quindi abbiamo abbandonato la Wild Atlantic Way per avvicinarci a Dublino.
Le ore alla guida sono trascorse con la malinconia di chi rivive internamente e metabolizza la bellezza di un viaggio e la straordinaria esperienza che ha vissuto e la loro conclusione.
Prima di arrivare ad Athlone, dove passeremo la notte, abbiamo fatto una sosta all’Abbeyshrule Cistercian Abbey e al cimitero adiacente per far passeggiare uno scalpitante Ulisse (in Irlanda e non solo è normale passeggiare o sedersi sull’erba nei cimiteri, che sono quindi vissuti e rispettati dai vivi; non sono luoghi esiliati e ai margini della società dove nessuno vorrebbe finire).
Qui è successo qualcosa.
Giunti all’angolo nord del cimitero, erano ben visibili i ruderi dell’imponente abbazia e delle mucche che sembravano meno timide del solito e che, a differenza di quanto detto scherzosamente giorni fa, sembravano veramente le custodi di qualcosa di profondo, non dimenticato, ma appartenente ad una diversa cultura e credenza, verso cui puoi portare solo un rispetto e silenziare la tua incapacità si comprendere.
Prima di andare via le nubi si sono aperte e i raggi del sole hanno reso ancora più surreale l’atmosfera del luogo.
A quel punto, per proteggere la mia diffidenza e terminare quella suggestione, sono tornato al volante.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 13

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 13

GIORNO 14 – Sterco fumante, barche a remi e Coca Cola

Oggi è stato l’ultimo giorno in Irlanda. Avendo il volo alla sera e dovendo raggiungere Dublino con un paio di ore alla guida, la giornata ha concesso poche divagazioni.
La principale ha riguardato la foresta di St. John e Rindoon, un villaggio abbandonato risalente al 1200, con tanto di castello, nella Contea di Roscommon. Per raggiungerlo sarebbe bastata una passeggiata di un paio di chilometri in mezzo ai verdi prati, agli affascinanti muretti in pietra… e a quintali di sterco di vacca.
Non fosse bastata la pioggerellina che con i suoi tanti aghi ha punzecchiato i nostri volti tutto il tempo, ci siamo trovati a fare lo slalom fra mastodontiche cagate fumanti di mucche che, a breve distanza, ci osservavano con sguardo sornione.
Ad un certo punto ci siamo arresi al fango e alle intemperie, tornando alla macchina.
All’aeroporto ci siamo “goduti” le due ore di ritardo del volo, che almeno ci hanno permesso di far camminare Ulisse (e di fargli scoprire che la Signorina Coca Cola non è affatto male), fino a stancarlo e riuscendo così a farlo dormire quasi per tutta la durata del volo aereo verso Bologna.
Il viaggio si era concluso già ieri, in realtà, comprese le profonde e malinconiche riflessioni del caso. Oggi è stata una giornata puramente di viaggio noioso e dettata dal desiderio di tornare alla routine, ordinare le borse e gettarsi a capofitto nei progetti, nelle proposte, negli shooting lasciati prima di partire e in altri che si sono aggiunti in questi giorni.

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 14

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 14

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 14

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 14

Diario di Viaggio in Irlanda - Giorno 14

Diario di Viaggio in Irlanda – Giorno 14

 

Intervista per artwave.it

leave a comment »

Intervista per artwave.it

Su artwave.it è uscito un articolo a cura della bravissima Anna Frabotta, che mi ha intervistato a proposito del mio lavoro sulla Corea del Nord :)

 

Korean Dream
Cosa significa vivere in Corea del Nord? Ce lo siamo fatti raccontare dal fotografo Filippo Venturi, uno dei pochi ad aver posato l’obiettivo nel paese di Kim. Il progetto tra i finalisti del Cortona on The Move (12 luglio – 30 settembre)
di Anna Frabotta – 08.07.2018

A volersela immaginare, la Corea del Nord, si fa davvero fatica. Pochi altri posti al mondo sono così interdetti all’umana (extra nord-coreana) presenza e di pochi altri posti al mondo si sente parlare solo e soltanto per interposta persona. E solo e soltanto di guerre presunte e minacciate, di armamentari bellici o nucleari e di dittatori dal bizzarro taglio di capelli.

C’è chi però quell’invalicabile muro fatto di silenzi e immaginari pensati è riuscito a scavalcarlo e a restituircene un racconto che, se non poteva essere del tutto fedele nelle meravigliose immagini, lo è sicuramente nelle parole.

Il nostro uomo è Filippo Venturi, fotografo cesenate classe 1980, diversi premi importanti alle spalle e un sogno chiamato Corea.
Lo abbiamo incontrato a pochi giorni dall’inaugurazione del “Cortona On The Move” che lo vedrà tra i protagonisti proprio con il suo progetto Corean Dream, selezionato fra le New Vision del festival.

Filippo ci racconta di come, dopo aver lavorato a un progetto fotografico sulla Corea del Sud, da cui emerge una corsa alla perfezione talmente sfrenata e stressante da oltrepassare i limiti della sopravvivenza, sia cresciuta in lui la voglia di raccontare l’altra e più sconosciuta faccia della medaglia.

Ufficialmente Stato socialista con libere elezioni, nella pratica dittatura totalitaria basata sul culto della dinastia Kim, questo fazzoletto di terra di 120.540 km² nasconde innumerevoli contraddizioni, che partono dalla sua forma di stato e finiscono nell’avanzato sviluppo tecnologico cui fa da contraltare l’elevato livello di povertà e arretratezza della popolazione.

Entrarci non è semplice, sono molte le difficoltà per ottenere un visto cui soprattutto giornalisti e fotografi vanno incontro, molti i documenti da preparare, le relazioni da redigere e gli agganci fondamentali che bisogna avere, qualcuno che garantisca per te alle autorità coreane: “Ero piuttosto pessimista all’inizio, c’erano troppe cose che dovevano incastrarsi per il verso giusto, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il mio contatto in Corea prima di partire mi ha preparato su come avrei vissuto in quelle due settimane, mi ha spiegato che sarei stato sempre accompagnato da quattro guide, che non avrei potuto lasciare l’albergo senza di loro… che poi le chiamano guide, ma in realtà sono controllori e censori. Ho lavorato in condizioni molto particolari e restrittive, con un fotografo che fotografava me e qualunque cosa inquadrassi e un livello d’isolamento mai sperimentato prima. Non c’è internet, non va il telefono e l’unico modo per mettersi in contatto col resto del mondo è utilizzare il telefono dell’hotel, ovviamente sotto sorveglianza”.

Anche le conversazioni in Corea si riducono all’osso, non si parla di politica, America o Trump, e soprattutto a scomparire è la riservatezza con microfoni piazzati ovunque, a partire dalle camere degli hotel riservati ai turisti stranieri, e l’ossessione per la spia occidentale ancora molto sentita. A tal proposito Filippo ci racconta di quando la giornalista che era con lui ha chiesto alle guide “Se ci fosse un nord coreano contrario al leader cosa succederebbe?” e, dopo attimi di preoccupato silenzio, la risposta è stata “ma chi è?”, trasformando una semplice ipotesi in una preoccupante e reale minaccia.

E ad essere quasi del tutto assente è anche la percezione di vivere in una bolla, una specie di cattivo Truman Show alimentato dal Leader Supremo: “Avevamo preso l’abitudine di chiedere ogni mattina quale fosse la notizia del giorno, in quel periodo stavano facendo molti test missilistici e si parlava della minaccia di una possibile invasione da parte di Trump. Una mattina la notizia del giorno riguardava i festeggiamenti organizzati dal leader Kim Jong-un in onore degli scienziati, il giorno dopo ancora la notizia riguardava i complimenti di un politico di un paese confinante, non ricordo chi si complimentava per il test riuscito. Allora ho chiesto alle nostre guide se venissero mai date notizie negative e la risposta è stata sì, ma solo riguardo a paesi stranieri, ma in Corea apparentemente non succede nulla di brutto o meglio, stando alla nostra guida Kim, i giornali riportano solo le notizie adatte al popolo coreano, come fossero genitori protettivi. Qualcuno quindi è conscio dell’esistenza di una sorta di filtro, ma c’è una fiducia totale nel leader”.

E come in ogni Truman Show che si rispetti, devono esserci attori e figuranti. Secondo Filippo la popolazione nord-coreana potrebbe essere divisa in tre fasce: una include le persone che non hanno un ruolo di rilievo nella società, non possono uscire dal paese e informarsi correttamente, conoscono solo la realtà raccontatagli dalla propaganda di regime e quindi vivono in una sorta di mondo ovattato. Poi c’è un livello intermedio, come le nostre guide, che può percepire che c’è qualcosa che viene nascosto, ma la ritiene più una forma di tutela che una privazione di libertà. Infine c’è la fascia più alta, dirigenti di partito e professori universitari, che possono viaggiare all’estero e hanno accesso al vero internet: “È stato molto interessante incontrare del tutto casualmente un funzionario di partito che sembrava non vedesse l’ora di ricevere la proposta di un’intervista. Ci siamo dati appuntamento per la sera al Koryo Hotel, uno degli alberghi più importanti di Pyongyang. All’inizio lui sembrava quasi un attore americano, molto sicuro di sé e con un inglese quasi impeccabile, ma quando parlava si rivolgeva solo alla giornalista… la prima mezzora è passata con lui che ci provava con la giornalista in modo molto esplicito, ma lei è stata brava a riportare l’intervista sui binari. A quel punto è successa una cosa strana, il nostro uomo ha smesso di parlare in inglese e quindi abbiamo chiamato Kim, la nostra guida, per farci da interprete. È stata una strana intervista anche perché il funzionario di partito si è sbilanciato molto nelle risposte, ammettendo le problematiche legate all’embargo, come la carenza di acciaio e carbon coke, ma la cosa più interessante è stata proprio la reazione di Kim a cui, tra le domande della giornalista e le risposte del funzionario, si è aperto un mondo, venendo a sapere cose di cui era completamente all’oscuro, assassinio del fratellastro di Kim Jong-un incluso. Penso che Kim sia rimasto molto stupito da quello che ha sentito”.

Allo stupore di Kim facciamo seguire il nostro, non solo perché le nostre orecchie hanno ascoltato un racconto a tratti orwelliano, ma anche per il fascino delle foto che Filippo ci mostra, come a dire che la bellezza si nasconde anche dove meno te lo aspetti.

Filippo Venturi
Cesenate, classe 1980, è uno dei più promettenti fotografi italiani. Si occupa di reportage, documentari e lavori commerciali oltre che di progetti personali su questioni che ritiene interessante approfondire e portare all’attenzione degli altri. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste e quotidiani, come The Washington Post, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Vanity Fair, Io Donna/Corriere della Sera, Repubblica. Il suo progetto Made in Korea, ha vinto il secondo premio ai Sony World Photography Awards, uno dei più importanti riconoscimento nel settore che ogni anno premia le eccellenze della fotografia internazionale.
Per conoscere tutti i progetti e le prossime mostre di Filippo Venturi: http://www.filippoventuri.photography

 

Written by filippo

16 July 2018 at 8:45 am

Viaggio in Scozia

with 14 comments

Dal 19 al 29 agosto ho attraversato la Scozia con Elisa, con partenza e ritorno a Edimburgo, in senso orario.
Ecco qualche foto che abbiamo fatto durante il viaggio, principalmente con lo smartphone :)

Scozia 00

L’itinerario

Scozia 01

Prime birre al Loch Lomond Arms Hotel

Scozia 02

Elisa nel solare clima scozzese

Scozia 03

La mia casa preferita di tutto il viaggio

Scozia 04

Il maestoso paesaggio del Glencoe, dove hanno girato anche alcune scene del film Skyfall, con James Bond

Scozia 05

The Jacobite Steam Train (meglio noto come treno di Harry Potter), sopra il viadotto Glenfinnan

Scozia 06

Eilean Donan Castle, a Kyle of Lochalsh, uno dei castelli più famosi della Scozia

Scozia 07

Old Bridge, Sligachan – Isle of Skye

Scozia 08

Vista esterna del B&B Cul na Creagan / Portree – Isle of Skye

Scozia 09

Kilt Rock e Mealt Falls / Trotternish Peninsula – Isle of Skye

Scozia 10

Il campionato di calcio è ripreso in questi giorni anche in Scozia

Scozia 11

Niest Point Lighthouse / Isle of Skye

Scozia 12

Vista dal B&B House on the Point, Ullapool

Scozia 13

Pecore

Scozia 14

Ardvreck Castle, Loch Assynt

Scozia 15

Stoer

Scozia 16

“50 la sciarpa, 100 il maglione”

Scozia 17

Sango Sands Oasis, Durness

Scozia 18

Kyle of Tongue

Scozia 19

Vista dal B&B The Sheiling, Melvich

Scozia 20

Una delle splendide e gelide spiagge scozzesi

Scozia 21

John o’Groats

Scozia 22

Vista dal B&B Eilan View, Inverness

Scozia 23

Old Packhorse Bridge, Carrbridge

Scozia 24

Dunnottar Castle, Stonehaven

Scozia 25

Dunnottar Castle, Stonehaven

Scozia 26

Vista dal B&B Twenty Four Shore Head, Stonehaven

Scozia 27

Fiume… non ricordo

Scozia 28

Pittenweem

Scozia 29

Elie

Scozia 30

Elie

Scozia 31

Edimburgo

Scozia 32

Cafe Royal, Edimburgo

Scozia 33

Fringe Festival, Edimburgo

Written by filippo

6 September 2016 at 9:35 am

Posted in Fotografie

Tagged with , , , ,

Paris 2013 (part 2)

with 2 comments

Paris, photo 36

Paris, photo 36

Paris, photo 37

Paris, photo 37

Paris, photo 38

Paris, photo 38

Paris, photo 39

Paris, photo 39

Paris, photo 40

Paris, photo 40

Paris, photo 41

Paris, photo 41

Paris, photo 42

Paris, photo 42

Paris, photo 43

Paris, photo 43

Paris, photo 44

Paris, photo 44

Paris, photo 45

Paris, photo 45

Paris, photo 46

Paris, photo 46

Paris, photo 47

Paris, photo 47

Paris, photo 48

Paris, photo 48

Paris, photo 49

Paris, photo 49

Paris, photo 50

Paris, photo 50

Paris, photo 51

Paris, photo 51

Paris, photo 52

Paris, photo 52

Paris, photo 53

Paris, photo 53

Paris, photo 54

Paris, photo 54

Paris, photo 55

Paris, photo 55

Paris, photo 56

Paris, photo 56

Paris, photo 57

Paris, photo 57

Paris, photo 58

Paris, photo 58

Paris, photo 59

Paris, photo 59

Paris, photo 60

Paris, photo 60

Paris, photo 61

Paris, photo 61

Paris, photo 62

Paris, photo 62

Paris, photo 63

Paris, photo 63

Paris, photo 64

Paris, photo 64

Paris, photo 65

Paris, photo 65

Paris, photo 66

Paris, photo 66

Paris, photo 67

Paris, photo 67

Paris, photo 68

Paris, photo 68

Paris, photo 69

Paris, photo 69

Paris, photo 70

Paris, photo 70

Paris, photo 71

Paris, photo 71

Paris, photo 72

Paris, photo 72

Paris, photo 73

Paris, photo 73

Paris, photo 74

Paris, photo 74

Paris, photo 75

Paris, photo 75

Paris, photo 76

Paris, photo 76

Paris, photo 77

Paris, photo 77

Paris, photo 78

Paris, photo 78

Paris, photo 79

Paris, photo 79

Part 1 here.

___

Paris 2013 (part 1)

leave a comment »

Paris, photo 1

Paris, photo 1

Paris, photo 2

Paris, photo 2

Paris, photo 3

Paris, photo 3

Paris, photo 4

Paris, photo 4

Paris, photo 5

Paris, photo 5

Paris, photo 6

Paris, photo 6

Paris, photo 7

Paris, photo 7

Paris, photo 8

Paris, photo 8

Paris, photo 9

Paris, photo 9

Paris, photo 10

Paris, photo 10

Paris, photo 11

Paris, photo 11

Paris, photo 12

Paris, photo 12

Paris, photo 13

Paris, photo 13

Paris, photo 14

Paris, photo 14

Paris, photo 15

Paris, photo 15

Paris, photo 16

Paris, photo 16

Paris, photo 17

Paris, photo 17

Paris, photo 18

Paris, photo 18

Paris, photo 19

Paris, photo 19

Paris, photo 20

Paris, photo 20

Paris, photo 21

Paris, photo 21

Paris, photo 22

Paris, photo 22

Paris, photo 23

Paris, photo 23

Paris, photo 24

Paris, photo 24

Paris, photo 25

Paris, photo 25

Paris, photo 26

Paris, photo 26

Paris, photo 27

Paris, photo 27

Paris, photo 28

Paris, photo 28

Paris, photo 29

Paris, photo 29

Paris, photo 30

Paris, photo 30

Paris, photo 31

Paris, photo 31

Paris, photo 32

Paris, photo 32

Paris, photo 33

Paris, photo 33

Paris, photo 34

Paris, photo 34

Paris, photo 35

Paris, photo 35

Part 2 here.

___