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Intervista per artwave.it

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Intervista per artwave.it

Su artwave.it è uscito un articolo a cura della bravissima Anna Frabotta, che mi ha intervistato a proposito del mio lavoro sulla Corea del Nord :)

 

Korean Dream
Cosa significa vivere in Corea del Nord? Ce lo siamo fatti raccontare dal fotografo Filippo Venturi, uno dei pochi ad aver posato l’obiettivo nel paese di Kim. Il progetto tra i finalisti del Cortona on The Move (12 luglio – 30 settembre)
di Anna Frabotta – 08.07.2018

A volersela immaginare, la Corea del Nord, si fa davvero fatica. Pochi altri posti al mondo sono così interdetti all’umana (extra nord-coreana) presenza e di pochi altri posti al mondo si sente parlare solo e soltanto per interposta persona. E solo e soltanto di guerre presunte e minacciate, di armamentari bellici o nucleari e di dittatori dal bizzarro taglio di capelli.

C’è chi però quell’invalicabile muro fatto di silenzi e immaginari pensati è riuscito a scavalcarlo e a restituircene un racconto che, se non poteva essere del tutto fedele nelle meravigliose immagini, lo è sicuramente nelle parole.

Il nostro uomo è Filippo Venturi, fotografo cesenate classe 1980, diversi premi importanti alle spalle e un sogno chiamato Corea.
Lo abbiamo incontrato a pochi giorni dall’inaugurazione del “Cortona On The Move” che lo vedrà tra i protagonisti proprio con il suo progetto Corean Dream, selezionato fra le New Vision del festival.

Filippo ci racconta di come, dopo aver lavorato a un progetto fotografico sulla Corea del Sud, da cui emerge una corsa alla perfezione talmente sfrenata e stressante da oltrepassare i limiti della sopravvivenza, sia cresciuta in lui la voglia di raccontare l’altra e più sconosciuta faccia della medaglia.

Ufficialmente Stato socialista con libere elezioni, nella pratica dittatura totalitaria basata sul culto della dinastia Kim, questo fazzoletto di terra di 120.540 km² nasconde innumerevoli contraddizioni, che partono dalla sua forma di stato e finiscono nell’avanzato sviluppo tecnologico cui fa da contraltare l’elevato livello di povertà e arretratezza della popolazione.

Entrarci non è semplice, sono molte le difficoltà per ottenere un visto cui soprattutto giornalisti e fotografi vanno incontro, molti i documenti da preparare, le relazioni da redigere e gli agganci fondamentali che bisogna avere, qualcuno che garantisca per te alle autorità coreane: “Ero piuttosto pessimista all’inizio, c’erano troppe cose che dovevano incastrarsi per il verso giusto, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il mio contatto in Corea prima di partire mi ha preparato su come avrei vissuto in quelle due settimane, mi ha spiegato che sarei stato sempre accompagnato da quattro guide, che non avrei potuto lasciare l’albergo senza di loro… che poi le chiamano guide, ma in realtà sono controllori e censori. Ho lavorato in condizioni molto particolari e restrittive, con un fotografo che fotografava me e qualunque cosa inquadrassi e un livello d’isolamento mai sperimentato prima. Non c’è internet, non va il telefono e l’unico modo per mettersi in contatto col resto del mondo è utilizzare il telefono dell’hotel, ovviamente sotto sorveglianza”.

Anche le conversazioni in Corea si riducono all’osso, non si parla di politica, America o Trump, e soprattutto a scomparire è la riservatezza con microfoni piazzati ovunque, a partire dalle camere degli hotel riservati ai turisti stranieri, e l’ossessione per la spia occidentale ancora molto sentita. A tal proposito Filippo ci racconta di quando la giornalista che era con lui ha chiesto alle guide “Se ci fosse un nord coreano contrario al leader cosa succederebbe?” e, dopo attimi di preoccupato silenzio, la risposta è stata “ma chi è?”, trasformando una semplice ipotesi in una preoccupante e reale minaccia.

E ad essere quasi del tutto assente è anche la percezione di vivere in una bolla, una specie di cattivo Truman Show alimentato dal Leader Supremo: “Avevamo preso l’abitudine di chiedere ogni mattina quale fosse la notizia del giorno, in quel periodo stavano facendo molti test missilistici e si parlava della minaccia di una possibile invasione da parte di Trump. Una mattina la notizia del giorno riguardava i festeggiamenti organizzati dal leader Kim Jong-un in onore degli scienziati, il giorno dopo ancora la notizia riguardava i complimenti di un politico di un paese confinante, non ricordo chi si complimentava per il test riuscito. Allora ho chiesto alle nostre guide se venissero mai date notizie negative e la risposta è stata sì, ma solo riguardo a paesi stranieri, ma in Corea apparentemente non succede nulla di brutto o meglio, stando alla nostra guida Kim, i giornali riportano solo le notizie adatte al popolo coreano, come fossero genitori protettivi. Qualcuno quindi è conscio dell’esistenza di una sorta di filtro, ma c’è una fiducia totale nel leader”.

E come in ogni Truman Show che si rispetti, devono esserci attori e figuranti. Secondo Filippo la popolazione nord-coreana potrebbe essere divisa in tre fasce: una include le persone che non hanno un ruolo di rilievo nella società, non possono uscire dal paese e informarsi correttamente, conoscono solo la realtà raccontatagli dalla propaganda di regime e quindi vivono in una sorta di mondo ovattato. Poi c’è un livello intermedio, come le nostre guide, che può percepire che c’è qualcosa che viene nascosto, ma la ritiene più una forma di tutela che una privazione di libertà. Infine c’è la fascia più alta, dirigenti di partito e professori universitari, che possono viaggiare all’estero e hanno accesso al vero internet: “È stato molto interessante incontrare del tutto casualmente un funzionario di partito che sembrava non vedesse l’ora di ricevere la proposta di un’intervista. Ci siamo dati appuntamento per la sera al Koryo Hotel, uno degli alberghi più importanti di Pyongyang. All’inizio lui sembrava quasi un attore americano, molto sicuro di sé e con un inglese quasi impeccabile, ma quando parlava si rivolgeva solo alla giornalista… la prima mezzora è passata con lui che ci provava con la giornalista in modo molto esplicito, ma lei è stata brava a riportare l’intervista sui binari. A quel punto è successa una cosa strana, il nostro uomo ha smesso di parlare in inglese e quindi abbiamo chiamato Kim, la nostra guida, per farci da interprete. È stata una strana intervista anche perché il funzionario di partito si è sbilanciato molto nelle risposte, ammettendo le problematiche legate all’embargo, come la carenza di acciaio e carbon coke, ma la cosa più interessante è stata proprio la reazione di Kim a cui, tra le domande della giornalista e le risposte del funzionario, si è aperto un mondo, venendo a sapere cose di cui era completamente all’oscuro, assassinio del fratellastro di Kim Jong-un incluso. Penso che Kim sia rimasto molto stupito da quello che ha sentito”.

Allo stupore di Kim facciamo seguire il nostro, non solo perché le nostre orecchie hanno ascoltato un racconto a tratti orwelliano, ma anche per il fascino delle foto che Filippo ci mostra, come a dire che la bellezza si nasconde anche dove meno te lo aspetti.

Filippo Venturi
Cesenate, classe 1980, è uno dei più promettenti fotografi italiani. Si occupa di reportage, documentari e lavori commerciali oltre che di progetti personali su questioni che ritiene interessante approfondire e portare all’attenzione degli altri. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste e quotidiani, come The Washington Post, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Vanity Fair, Io Donna/Corriere della Sera, Repubblica. Il suo progetto Made in Korea, ha vinto il secondo premio ai Sony World Photography Awards, uno dei più importanti riconoscimento nel settore che ogni anno premia le eccellenze della fotografia internazionale.
Per conoscere tutti i progetti e le prossime mostre di Filippo Venturi: http://www.filippoventuri.photography

 

Written by filippo

16 July 2018 at 8:45 am

Viaggio in Scozia

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Dal 19 al 29 agosto ho attraversato la Scozia con Elisa, con partenza e ritorno a Edimburgo, in senso orario.
Ecco qualche foto che abbiamo fatto durante il viaggio, principalmente con lo smartphone :)

Scozia 00

L’itinerario

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Prime birre al Loch Lomond Arms Hotel

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Elisa nel solare clima scozzese

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La mia casa preferita di tutto il viaggio

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Il maestoso paesaggio del Glencoe, dove hanno girato anche alcune scene del film Skyfall, con James Bond

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The Jacobite Steam Train (meglio noto come treno di Harry Potter), sopra il viadotto Glenfinnan

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Eilean Donan Castle, a Kyle of Lochalsh, uno dei castelli più famosi della Scozia

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Old Bridge, Sligachan – Isle of Skye

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Vista esterna del B&B Cul na Creagan / Portree – Isle of Skye

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Kilt Rock e Mealt Falls / Trotternish Peninsula – Isle of Skye

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Il campionato di calcio è ripreso in questi giorni anche in Scozia

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Niest Point Lighthouse / Isle of Skye

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Vista dal B&B House on the Point, Ullapool

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Pecore

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Ardvreck Castle, Loch Assynt

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Stoer

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“50 la sciarpa, 100 il maglione”

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Sango Sands Oasis, Durness

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Kyle of Tongue

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Vista dal B&B The Sheiling, Melvich

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Una delle splendide e gelide spiagge scozzesi

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John o’Groats

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Vista dal B&B Eilan View, Inverness

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Old Packhorse Bridge, Carrbridge

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Dunnottar Castle, Stonehaven

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Dunnottar Castle, Stonehaven

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Vista dal B&B Twenty Four Shore Head, Stonehaven

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Fiume… non ricordo

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Pittenweem

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Elie

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Elie

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Edimburgo

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Cafe Royal, Edimburgo

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Fringe Festival, Edimburgo

Written by filippo

6 September 2016 at 9:35 am

Posted in Fotografie

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Paris 2013 (part 2)

with 2 comments

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Paris 2013 (part 1)

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Part 2 here.

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Viaggio in Romagna, progetto fotografico

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Viaggio in Romagna, mostra fotografica

[+] Clicca per ingrandire

Associazione Tank Sviluppo Immagine – Forlì
in collaborazione con Comune di Forlì – Assessorato al Decentramento e Partecipazione, Circoscrizione n.2, Centro della Pace, Centro Aggregazione Giovanile, Cooperativa Paolo Babini

FOTOGRAFIA – MOSTRE – INCONTRI – DIBATITTI – PROIEZIONI

VIAGGIO IN ROMAGNA PROGETTO FOTOGRAFICO
20 APRILE 2013 – 5 MAGGIO 2013

Lo spunto del progetto fotografico proposto viene dal famoso progetto VIAGGIO IN ITALIA di cui fu promotore Luigi Ghirri nel 1984, insieme con Gianni Leone ed Enzo Velati oltre a fotografi quali: Mimmo Jodice, Fulvio Ventura, Giovanni Chiaramonte, Olivo Barbieri, Mario Cresci, Vincenzo Castella, Vittore Fossati, Cuchi White. Non si proposero di spiegare il paesaggio o l’architettura italiana, ma si mossero in una geografia nota proponendo i loro modi di vedere.

Con lo stesso scopo della narrazione di un territorio i fotografi partecipanti al Progetto VIAGGIO IN ROMAGNA vogliono proporre la visione contemporanea di un territorio, indagando, ognuno con la propria singolare visione del mondo, nel paesaggio, nelle città, nel lavoro e nella socialità della propria terra.

Il quotidiano è l’elemento principale della narrazione collettiva, così come la memoria dei luoghi e delle cose in veloce trasformazione, il nuovo che si innesta, non sempre con armonia, nel tessuto storico del vivere.

E’ compito di una Associazione di Fotografia essere presenti al contemporaneo, descriverlo ed interpretarlo per noi stessi e per dare al futuro gli elementi di una maggiore comprensione del nostro tempo.

Per questo VIAGGIO IN ROMAGNA è un progetto destinato a una lunga elaborazione, che abbiamo pensato da completarsi per gradi e con continuità negli anni a venire.

Il nostro pullman ideale altro non è che un trasferimento locale, ove tutte le fermate e gli approfondimenti sono possibili e fanno parte del percorso che vogliamo compiere.

I limiti del nostro viaggiare non sono confini mentali, aperti come vogliamo rimanere alla possibilità della documentazione, all’interpretazione, alla singola espressione artistica di ogni autore.

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.  Il viaggiatore ritorna subito“. – (Jose’ Saramago)

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Il progetto complessivo prevede le seguenti attività:

Sabato 20 aprile 2013 – ore 10:30
Palazzo Albertini – Piazza Aurelio Saffi, 50

INAUGURAZIONE MOSTRA VIAGGIO IN ROMAGNA
con la partecipazione di oltre 50 autori INSTAGRAM #viaggioinromagna  e ampia sezione dedicata alla MOSTRA MARCIA DELLA PACE 2012. Partecipano, inoltre, con i loro lavori oltre 30 soci dell’Associazione Tank Sviluppo Immagini ed altri autori Romagnoli.
Orari: Sabato e Festivi: 10:00 – 12:30 / 17:00 – 19:30 – Giovedì, Venerdì: 17:00 – 19:30 – Martedì: 20:30 – 23:00. La mostra resterà aperta fino al 5 maggio 2013

Sabato 20 aprile 2013 – ore 15:00
Sala Randi – Via Delle Torri, 13

SILVIA ALBERTAZZI: “Foto di famiglia e istantanee amatoriali nella letteratura contemporanea”. Intervengono Ass.re Katia Zattoni, Andrea Angelini, Silvano Bicocchi e Cristina Paglionico

Fotografia significa, etimologicamente, scrittura di luce. Riflettendo sul modo in cui il linguaggio fotografico – la scrittura luminosa – si traduce nel testo letterario, Silvia Albertazzi sfoglia alcuni tra i più significativi romanzi contemporanei come album in cui le istantanee familiari rappresentano un modo per recuperare e conservare la memoria: un punto di partenza per un viaggio intimo nel tentativo di fermare l’attimo e ritrovare il tempo perduto. Durante l’incontro verranno visionate le opere pubblicate nel libro “Ti racconto qualcosa di me” nel quale trentadue scrittori italiani hanno scelto e commentato una fotografia del loro album di famiglia. Letture a cura di Veronica Amadori, Michele Di Domenico, Silvia Navoni, Roberto Turrinunti, Katia Zattoni.

Sabato 20 aprile 2013 – ore 20:45
Sala Foro Boario – P.le Foro Boario, 7

PROIEZIONI AUDIOVISIVIParole ed immagini

Serata dedicata ad analizzare il rapporto tra fotografia e parola. Proiettano i propri lavori Silvia Albertazzi e Stefano Calanchi, Carlo Antonio Conti di Faenza, Alberto Berti, Romano Cicognani.  In collaborazione con l’Associazione I Visionari di Faenza

Domenica 21 aprile 2013
Palazzo Albertini
A cura di  Silvano Bicocchi Dipartimento Cultura FIAF

ore 10:00 Dedalo, Narciso, Medusa: l’anima misteriosa delle immagini fotografiche
Le immagini fotografiche sembra abbiano un’anima, perché ci chiamano, ci interrogano, a volte ci ammutoliscono … Diversi studiosi, per comprendere la loro profonda essenza, sono ricorsi alle figure mitologiche di Dedalo, Narciso, Medusa. La riflessione cercherà di rispondere alla domanda: perché quell’immagine mi attrae, mi piace, mi spaventa?  Lo farà inoltrandosi nell’icone fotografiche di diversi autori scoprendo i meccanismi che le rendono affascinanti messaggere di significati profondi

ore 14:00: Visita guidata e lettura pubblica delle immagini in mostra

Martedì 23 aprile 2013 – ore 21:00
Palazzo Albertini

“LA FOTOGRAFIA TRA GUERRA E PACE”

Intervengono: Ass.ra Katia Zattoni, Andrea Angelini, Cristina Paglionico.

La Fotografia ha saputo denunciare le atrocità delle guerre fin dalla sua nascita a metà dell’Ottocento. La forza espressiva di tanti reportage ha portato maggiore conoscenza del mondo e della sofferenza di milioni di persone. La speranza è quella di riuscire a tradurre la consapevolezza del dolore altrui con l’opposizione ad ogni forma di violenza. La Fotografia serve alla Pace?

Martedì 30 aprile 2013 – ore 21:00
Palazzo Albertini

Documentario IL PICCOLO MARE regia di Maurizio Zaccaro.

Il Marecchia, importante fiume della Romagna. Un mondo che si affaccia sulle sue acque: le attività dell’uomo, le industrie e i piccoli artigiani, il fluire dei giorni e delle stagioni, il mutare dell’ambiente. Un viaggio in una valle di primordiale bellezza.
 Compagno silenzioso delle genti di Romagna, il Marecchia è un fiume carico di cultura e segreti che meritano d’essere svelati. L’ordito del progetto è sostenuto infatti da vari “mediatori del racconto” che incoraggiano lo spettatore a farsi condurre per mano “per molte strade” dove a volte la realtà è diversa da quello che in apparenza è. Uno di questi percorsi svela un pericolo che non solo il fiume ma l’intera valle sta rischiando.

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MANIFESTO

In un periodo storico in cui l’uomo tende a trascurare il proprio territorio e l’ambiente in cui vive, trasferendo le sue attenzioni alla conoscenza virtuale globalizzata e inseguendo viaggi esotici oltre oceano, VIAGGIO IN ROMAGNA vuole essere una riflessione sociale, storica, culturale, paesaggistica del nostro territorio attraverso la fotografia.

Il progetto si basa sulla partecipazione libera di autori romagnoli che intendono approfondire la conoscenza della propria terra attraverso uno sguardo nuovo, con un’analisi attenta e profonda, destinata a raccontare come il territorio affronti il contemporaneo. Ci proponiamo un incontro con i romagnoli, con la loro vita quotidiana, il loro ambiente, analizzando vizi e virtù di nuove e vecchie generazioni. Vogliamo raccontare la storia di un’area geografica a forte vocazione turistica, che cerca di conservare il forte legame alle sue origini contadine, l’amore per la terra e la tradizione, mantenendo la massima attenzione e flessibilità alle evoluzioni dei comportamenti sociali e del tessuto economico. Lo sguardo degli autori aderenti al progetto Viaggio in Romagna è invitato a scrutare, con nuovi occhi, il paesaggio moderno di una regione che non ha veri confini amministrativi, ma che da sempre manifesta la propria appartenenza culturale. Proprio oggi, nelle difficoltà economiche, potrebbe trovare la sua identità politica. Le immagini raccolte osservano le città, le campagne, la collina, il mare, con lo sguardo attento ai suoi abitanti, ai lavoratori, agli artisti, ai personaggi pubblici e alla gente che incontriamo ogni giorno. E’ un viaggio fotografico, che utilizza un mezzo tecnico in veloce evoluzione, ma capace di fermare un attimo e riproporlo all’attenzione del presente rimandando la sua riflessione al futuro. La fotografia consente di meditare su quello che è e che è stato, costringendo l’occhio e la mente a raccogliere informazioni che altrimenti si perderebbero nell’incessante divenire delle cose. Vogliamo rallentare per vedere, incontrare e conoscere. Vogliamo lasciare liberi i sensi alla percezione della realtà, indagare e documentare, interpretare, vivere i momenti della nostra quotidianità.

Ognuno, esercitando il proprio sentire, la propria conoscenza e la propria capacità di utilizzo della fotocamera potrà portare la propria specifica visione delle cose. Ogni tassello comporrà il mosaico, incompleto e discontinuo, della nostra sofferta contemporaneità.

Abbiamo bisogno di sapere chi siamo per decidere dove andare.

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I Relatori di VIAGGIO IN ROMAGNA

SILVIA ALBERTAZZI
E’ docente di Letteratura dei paesi di lingua inglese all’Università di Bologna. Tra i suoi lavori: il volume di teoria postcoloniale Lo sguardo dell’Altro (2000); In questo mondo, ovvero quando i luoghi raccontano le storie (2006), vincitore del I premio Alziator per la saggistica nel  2007; i capitoli sul ’700 e l’800 della Breve storia della letteratura inglese Einaudi (2004); le cure, con Roberto Vecchi, di Abbecedario postcoloniale (2004) e, con Ferdinando Amigoni, di Guardare oltre. Letteratura, fotografia e altri territori (2008) e “Il nulla, quasi” (2010).

ANDREA ANGELINI
E’ nato il 16/10/68 a Forlì e vive a Fratta Terme di Bertinoro. Vince il premio Fotoconfronti Bibbiena nel 2006 con “I sommersi e salvati”. Nel 2007 il Premio Portfolio San Felice sul Panaro con “Le opere ei giorni”.  Nel 2007 Almanacco di Forlì come testimone fotografico. Nel 2007 è invitato dalla Provincia di FC al progetto “Itinerari fotografici – Artisti e luoghi della creatività”. Nel 2008 partecipa ad “Obiettivo Trentino Fototrekking” a Riva del Garda (TN). Segnalazione della giuria a Rovereto Immagini 2010 con “Mancanza di tempo”. Negli ultimi anni si è occupato di ricerche fotografiche sul concetto di tempo e memoria, collabora con artisti romagnoli e come presidente dell’associazione TANK Sviluppo Immagine coordina una ricerca fotografica del territorio e la formazione di un archivio fotografico romagnolo.

SILVANO BICOCCHI Direttore del Dipartimento Cultura della FIAF
Critico di Fotografia, Docente FIAF ha sviluppato un’intensa attività amatoriale ricevendo apprezzabili riconoscimenti nei Concorsi Fotografici. È insignito nel 1997 BFI (Benemerito della Fotografia Italiana) e nel 2002 di SemFIAF. Ha contribuito con articoli di lettura dell’immagine fotografica su Il Fotoamatore e successivamente, con il ruolo di responsabile del Settore Opere, su Fotoit. Ha curato la realizzazione di testi di introduzione ai libri della collana FIAF Foto creativa, Fotografia e realtà, L’Emilia Romagna fotografa, Il Pellegrino del 2000, L‘Emilia Romagna si fotografa – 2, Giuseppe Fausto, Ermanno Foroni, Gianni e Diego Bracci, Michele Battistelli, Mario Vidor, Sergio Carlesso, Armando Di Loreto, Eva Frapiccini, Giuseppe Ialuna, Giovanni Marrozzini, Alberto Di Cesare e Patrizia Casamirra. Ha condotto un’intensa attività di coordinamento artistico e consulenziale prevalentemente presso i Circoli FIAF, volta a promuovere in tale ambito l’evoluzione della propria ed altrui capacità espressiva con il mezzo fotografico. Dal 2011 è il Direttore del nuovo Dipartimento Cultura della FIAF.

CRISTINA PAGLIONICO
Dal 2004 è Docente FIAF, svolge attività di lettura portfolio nelle principali manifestazioni fotografiche ed è membro delle giurie dei concorsi fotografici nazionali. E’ caporedazione della rivista FOTOIT, organo della Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche, Direttrice del Dipartimento Progetti Speciali e Consigliera Nazionale FIAF. Organizza eventi locali e nazionali (Donne esposte, 2005- Le opere i giorni – 2007 a Forlì, Immagini del Gusto – 2008 e Passione Italia – 2011 tra le principali attività svolte per la Federazione e per il Centro Italiano della Fotografia di Bibbiena). E’  segretaria dell’Associazione Tank Sviluppo Immagine.

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ASSOCIAZIONE TANK SVILUPPO IMMAGINE
Con sede in Via Sillaro, 42 presso i locali della Circoscrizione n.2 a Forlì

L’Associazione Tank Sviluppo Immagine non ha scopi di lucro e la sua attività è finalizzata a promuovere e diffondere la competenza e l’uso del mezzo fotografico, a far conoscere la vasta produzione artistica e documentale disponibile sotto forma di immagine fotografica, nonché a incoraggiare la lettura dell’immagine. I soci ritengono che sia necessario impegnarsi sul proprio territorio per attivare ogni sistema ritenuto idoneo per la pubblicizzazione della fotografia e per la realizzazione di specifici progetti fotografici volti a documentare la contemporaneità. Lo scopo è perseguito mediante eventi espositivi, corsi, conferenze, convegni, congressi, pubblicazioni, letture di portfolio ed ogni altra iniziativa ritenuta adatta allo scopo. E’ scopo dell’Associazione promuovere la realizzazione di un Archivio Fotografico della Romagna che raccolga le donazioni dei soci, dei collaboratori, degli autori locali e i progetti sul territorio promossi dall’Associazione. Attualmente l’Archivio è conservato presso la sede dell’Associazione e conta oltre mille immagini.

I soci si incontrano il martedì sera ore 21.00 presso la sede sociale.

Info tank2009@virgilio.it
Siamo presenti anche su Face Book.
Andrea 3332039765
Cristina 3355989156

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Written by filippo

15 April 2013 at 7:24 am