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Eyes Wide Shut in mostra a Bibbiena

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Eyes Wide Shut in mostra a Bibbiena

Eyes Wide Shut in mostra a Bibbiena

Il mio lavoro fotografico “Eyes wide Shut”, premiato nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi”, sarà in mostra al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena dal 21 settembre al 17 novembre 2019!

Saranno esposti anche gli altri lavori premiati, di autori del calibro di Daniele Vita, Umberto Verdoliva, Enrico Genovesi, Andrea Angelini, Alessandro Mazzola e altri.

La mostra sarà aperta dal martedì al sabato negli orari 9.30-12.30 e 15.30-18.30 e domenica nell’orario 10-12.30.

 

2° premio nel concorso Crediamo ai tuoi occhi

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2° premio nel concorso Crediamo ai tuoi occhi

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Il mio lavoro “Made in Korea” si è aggiudicato il secondo premio nel concorso Crediamo ai tuoi occhi :)

La cerimonia di premiazione del concorso si terrà sabato 19 settembre 2015, alle ore 22.00, al teatro Dovizi di Bibbiena.

I lavori premiati saranno esposti al Centro Italiano della Fotografia d’Autore in occasione di Fotoconfronti 2015 e del Congresso FIAF 2016.

Il mio lavoro, in quanto 2° classificato, sarà inoltre pubblicato in un e-book fotografico edito dalla casa editrice digitale emuse!

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SEZIONE “PERCORSI”

1° Premio
Ettore Perazzini
, con l’opera “Us’sta poc a di Rumagna”
2° Premio
Filippo Venturi, con l’opera “Made in Korea”
3° Premio ex-aequo
Andrea Angelini, con l’opera “Nym: il prima, io poi e l’istante”
Michele Mattiello, con l’opera “Balkan Express”
Simone Padelli, con l’opera “A est”

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SEZIONE “AUTOEDIZIONE”

1° Premio
Roberto Jefferson Ramirez Criollo, con “Milano è una cipolla”
2° Premio ex-aequo
Daniela Balzani, con “Personal”
Massimo Giuseppe Ferrero, con “Nocchier che non seconda il vento”
Enrico Genovesi, con “Temporary Home”
Attilio Lauria, con “Statale 18”
Gigi Montalti, con “Mezzano rondani”
Carlo Panza e Michele Furci, con “Aspro monte”

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wwww.centrofotografia.org

Crediamo ai tuoi occhi 2013, La Mostra

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Crediamo ai tuoi occhi 2013, I Vincitori
Il mio progetto “In Oblivion” (visibile qui), premiato nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi” 2013 (il verbale della giuria è consultabile qui), sarà esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore dal 21 settembre 2013 al 17 novembre 2013.

IN OBLIVION
21 settembre – 17 novembre 2013
CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore)
Via delle Monache, 2 – Bibbiena

Orario mostre
Da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30
Domenica 10,00 / 12,30

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Alcune fotografie dell’allestimento:

La copertina di Fotoit di ottobre, dedicata alla mostra:

Fotoit di ottobre 2013, mostra "In Oblivion" di Filippo Venturi

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Oltre al mio, saranno esposti anche i seguenti progetti:

Angela Maria Antuono, I Sud
(Progetto vincitore della sezione Percorsi)
“I Sud” è un lavoro fotografico sorprendentemente attuale, posseduto da forze arcane e potenti, radicato nella cultura sacro/profana popolare, capace di attingere alle fonti vitali dell’ispirazione. Storia dei tanti Sud che abbiamo dentro e che ci stanno intorno, a dispetto dell’appiattimento monoculturale in cui affoghiamo.

Carlo Cavicchio, Paesaggi Milanesi
Spogliando le vie cittadine dalla presenza umana, emergono a soggetto protagonista del progetto fotografico, la struttura urbanistica e gli impianti architettonici in mezzo ai quali ci muoviamo. E’ documentata la città evidenziando i contrasti e cercando di cogliere situazioni inattese ed insospettate, per dimostrare che non esiste una città unica, ma Milano, come ogni altro centro urbano, esprime tante e diverse personalità esistenziali, ricche e povere che convivono ognuna a fianco dell’altra.

Giuseppe Faralli, Tracce in ordine sparso
La ricerca di Faralli ha preso vita riscoprendo la semplicità delle cose e degli oggetti che fanno parte del vivere quotidiano. Un percorso fatto di piccole tracce lasciate dall’uomo, dove ogni elemento, anche il più banale, ha sempre qualcosa da raccontare, in quanto cela ricordi che si rivelano all’occhio attento dell’osservatore.

Ettore Perazzini, Il treno delle vacanze
Le strade ci portano in mezzo alle case, alle fabbriche, alle campagne. Gli edifici che si affacciano alle vie offrono allo sguardo di chi passa la facciata migliore, ordinata e pulita. La ferrovia, invece, generalmente passa dietro e ci fa vedere i garage, gli orti, le cose vecchie messe da parte. L’autore, percorrendo in treno i comuni rivieraschi della Romagna, ha cercato di capire e carpire il fascino di quel guardare in movimento “dietro le quinte”.

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Saranno inoltre esposti i seguenti libri autoprodotti:

Bärbel Reinhard, As above so below (Libro fotografico vincitore della sezione Autoedizioni)
Mauro Magrini, One Minute After
Gabriella Di Marco, EVRU – Un demiurgo nella sua alcova
Umberto Verdoliva, Forestieri, foresterie e grandi progetti
Jacopo Chioatto, Gerusalemme e dintorni
Enrico Genovesi, Spettacolo Nostalgia
Virginia Righeschi, Fotografando verso Santiago: il Cammino Portoghese

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Sito ufficiale: www.centrofotografia.org

Intervista per Cesena24ore

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Raccontare la vita per immagini, Intervista a tutto campo al fotografo cesenate Filippo Venturi

Raccontare la vita per immagini
Intervista a tutto campo al fotografo cesenate Filippo Venturi

CESENA – La Romagna è terra di creativi, noi ne siamo convinti, di artisti e di profondi spiriti illuminati dall’arte. Nelle nostre frequenti ricerche su internet ci siamo imbattuti in Filippo Venturi, fotografo professionista e “romagnolo doc” che è stato recentemente insignito di un premio per il concorso “Crediamo ai tuoi occhi”, contest organizzato dal Centro Italiano della Fotografia d’Autore.

Non ci siamo fatti scappare l’occasione di intercettarlo e di sottoporlo ad una a fastidiosa mitragliata di domande, chiedendogli come è nata la sua passione per la fotografia e che ne sarà di quest’arte, come ‘è nato il progetto con cui ha vinto il premio e cosa significa vivere in provincia… Insomma, un’intervista a tutto campo per conoscere le tante sfaccettature che caratterizzano questo professionista che volente o nolente, dà lustro col suo lavoro alla Romagna tutta.

1. Filippo sei stato insignito di un premio davvero importante… come ti senti?

Essere premiato nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi” è uno dei riconoscimenti principali che ho ottenuto come fotografo.

Fa piacere ricevere un riconoscimento importante: è una conferma che si è lavorato bene ed è un ulteriore stimolo a continuare.

2. Quando hai deciso di concorrere?

Ho letto del bando su internet, essendo un premio importante e con una giuria di livello, ho deciso di tentare e vedere che sarebbe successo.

Sono molto soddisfatto di “In Oblivion”, così ho voluto metterlo alla prova.

3. Su cosa hai incentrato il tuo lavoro?

Il mio lavoro si intitola appunto “In Oblivion”, l’ho realizzato nel giugno 2012 a New York City.
Ho voluto raccontare il quartiere di Red Hook e i suoi abitanti, realizzando una serie di ritratti e di paesaggi, che ho poi deciso di alternare, per mettere in risalto il contrasto che emerge fra un ambiente degradato, consumato e annerito e la popolazione, in gran parte composta da giovani e artisti, che sta ripopolando l’area.

Il progetto è composto da 39 fotografie.

Sicuramente, nella realizzazione, sono stato influenzato dai lavori di maestri come Joel Sternfeld, Stephen Shore e Alec Soth.

4. Quando hai scoperto la fotografia e soprattutto com’è scattata in te l’idea di trasformarla in una professione?

Ho scoperto la fotografia un po’ tardi, a 28 anni.

In un certo senso mi sembra di essere partito con un gap di 10-15 anni e di dover recuperare. Probabilmente però è questa sensazione che dal 2008 fino ad oggi mi ha spinto a dedicare ogni attimo libero a studiare, osservare e praticare la fotografia.

La scoperta è stata un po’ banale: un giorno, vedendo alcune fotografie molto particolari su internet, mi sono chiesto “Perché non provo a farle anche io?” e lì è iniziato il mio percorso.

I primi esperimenti erano inguardabili, anche se sul momento mi sembravano ottime fotografie, per fortuna mi sono reso conto presto che dovevo educare il mio sguardo, senza impuntarmi su ciò che ritenevo bellissimo così, “a pelle”.

Col tempo ho preso sempre più sicurezza in me stesso, fino a quando ho deciso di propormi a livello professionale.

Qualcosa di simile sta avvenendo anche col video. Ho sempre amato il cinema e ultimamente ho iniziato a dedicarmi anche al video; entro ottobre dovrebbe uscire il mio primo lavoro in questo campo, il documentario “Forum Living”, di cui sono il regista, assieme a Stefania Amanti, e che ho potuto realizzare grazie al grandissimo lavoro svolto dai ragazzi della troupe (ora, tutti assieme, abbiamo creato l’Associazione Sovraesposti, specializzata nella realizzazione video).

Molto prezioso è stato il supporto tecnico-pratico dei ragazzi della Cooperativa Sunset di Forlì.

Il documentario “Forum Living” è stato pensato nell’ambito Progetto “MU.VI.TECH, Musica, Video e Nuove Tecnologie” (finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e dall’ANCI. A livello locale questa iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Forlì Assessorato alle Politiche Giovanili, da Techne, Materiali Musicali, Sunset Soc. coop.)

5. Vivere in una provincia credi renda ancora più difficile alle persone, in particolare ai giovani, la possibilità di trovare una propria dimensione professionale?

Vi sono dei pro e dei contro.

In una provincia la qualità della vita solitamente è migliore, i tempi meno compressi e la concorrenza meno affollata. Questo consente di cercarsi più facilmente un proprio settore dove specializzarsi o, meglio ancora, il settore di proprio interesse potrebbe essere scoperto e potrebbe attendere proprio noi.

D’altro canto i contatti con le grosse agenzie, riviste, gallerie e musei sono più semplici se vivi a Roma o Milano e da questo dipendono anche le opportunità di ricevere lavori commissionati o altre proposte.

Internet ha semplificato le cose, anche chi vive a Cesena è visibile e raggiungibile. Nonostante questo, però, è molto importante viaggiare, visitare i Festival, le mostre e così via, sia per crearsi i contatti, sia per mostrare il proprio lavoro e sia perché vedere le fotografie stampate è molto diverso dal vederle su internet, consente di apprezzare di più il lavoro altrui ed anche il proprio.

6. Cosa significa per te la fotografia?

La fotografia è un linguaggio attraverso il quale posso esprimere me stesso e posso raccontare ciò che vedo.

La fotografia è, oltre alla scrittura, il canale col quale cerco di sfogare e dare forma alle idee e le visioni che ho in mente.

Lo stesso linguaggio, professionalmente, può servire per raccontare ciò che i clienti vorrebbero esprimere.

7. Che rapporto hai con le nuove piazze virtuali dedicate alle immagini, ad esempio Flickr, Instagram…?

Flickr lo conosco bene ed è stato il primo luogo dove ho pubblicato le mie fotografie. E’ stato molto utile per vedere i lavori altrui e per i commenti. Un rischio, su Flickr, è di lasciarsi incantare da perdite di tempo come le fotografie su “Explore” o gli “HDR”.

Instagram lo conosco meno, ma questo è anche colpa del mio disinteresse per gli smartphone, che riconosco essere un errore, considerando che oggi alcuni consentono di realizzare fotografie ad una qualità buona, in modo discreto ed anche in situazioni dove non potresti mai estrarre una macchina fotografica. Sull’argomento c’è online un interessante articolo di Marco Pinna, dedicato a Michael Christopher Brown, “Se la Magnum abbraccia l’uomo dell’iPhone”.

8. Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nel presentare la decima edizione del concorso cita Mallarmè: “Il mondo è fatto per finire in un bel libro”, tu che ne pensi?

Credo che la citazione di Mallarmè sia la perfetta chiusura del discorso di Fulvio Merlak.

Sono convinto che gli ebook saranno destinati a sostituire buona parte dei libri cartacei di oggi, soprattutto per quanto riguarda i prodotti commerciali, di massa. Allo stesso tempo sono convinto che, assorbita la rivoluzione digitale che sta coinvolgendo la nostra generazione, la fruizione e l’interesse torneranno a seguire più fedelmente le abitudini delle persone. Il digitale ha reso facile procurarsi canzoni, libri, film e fotografie e questo ha portato a fare enormi scorpacciate a cui non è sempre seguita una maggior fruizione effettiva e con qualità adeguata.

Inoltre il supporto digitale con cui usufruiremo degli ebook, e non solo, sarò lo stesso che ci permette di comunicare istantaneamente… e il rischio è di frammentare la fruizione di qualsiasi cosa perché saremo interrotti da notifiche di email o di messaggi sui social network.

Per non tirarla troppo lunga, sono convinto che in futuro convivranno supporti digitali e “materiali” e che chi vorrà una fruizione di qualità, soprattutto nel campo fotografico, non potrà fare a meno della carta e quindi della stampa di buona qualità.

Il problema, a quel punto, diventerà l’aumento dei costi per stampare una quantità limitata di libri. Per quanto mi riguarda, si, il mondo merita di finire in un bel libro e quel libro merita un buon supporto e una buona qualità.

9. Dai un consiglio ai giovani che si affacciano al mondo della fotografia o a quanti vorrebbero farne una professione…

Studiare molto. Osservare molto. Fotografare molto.

Evitare di ascoltare i facili complimenti, seppur in buona fede.

Uno dei rischi per chi è agli inizi è quello di sottovalutare la fotografia e pensare che l’acquisto di una reflex e qualche effetto di Photoshop possano colmare le proprie lacune, ma non è così.

Fra le arti la fotografia è ancora quella più maltrattata, forse perché la tecnica si è semplificata molto e il pigiare un tasto sembra alla portata di tutti, ma anche scrivere è semplicissimo, basta una penna, ma non per questo tutti sanno scrivere buoni libri.

La tecnica è facile da apprendere, più difficile è iniziare a comunicare efficacemente con la fotografia.

Enrico Samorì (fonte)

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Written by filippo

14 September 2013 at 9:49 pm

Crediamo ai tuoi occhi 2013, I Vincitori

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Crediamo ai tuoi occhi 2013, I Vincitori

VERBALE DI GIURIA

La giuria composta dai Sig.ri
Silvano Bicocchi, Federico Ghelli, Roberto Maggiori, Nino Migliori, Cristina Paglionico e Claudio Pastrone
riunitasi a Bologna presso lo Studio di Nino Migliori, il giorno 25 luglio 2013, provvedeva ad esaminare per la sezione “Percorsi” le n. 31 opere dei n. 32 autori presentate alla 10ª Edizione del Premio “Crediamo ai tuoi occhi”; dopo attento e scrupoloso esame, decideva di assegnare i premi come segue:

Miglior Autore:

  • ANGELA MARIA ANTUONO con l’opera “I SUD
    Vincitrice del Premio “Crediamo ai tuoi occhi 2013”
    e di assegnare i quattro premi ex-aequo “Crediamo ai tuoi Occhi 2013” a:
  • CARLO CAVICCHIO con l’opera “PAESAGGI MILANESI
  • GIUSEPPE FARALLI con l’opera “TRACCE IN ORDINE SPARSO
  • ETTORE PERAZZINI con l’opera “IL TRENO DELLE VACANZE
  • FILIPPO VENTURI con l’opera “IN OBLIVION

mentre per la sezione “Autoedizione” analizzava le n. 32 opere dei n. 32 autori e decideva di assegnare i premi come segue:

Miglior Libro Fotografico d’Autore in Autoedizione:

  • BÄRBEL REINHARD con “AS ABOVE SO BELOW
    e di assegnare i sei premi ex-aequo a:
  • JACOPO CHIOATTO con “GERUSALEMME E DINTORNI
  • GABRIELLA DI MARCO con “EVRU – UN DEMIURGO NELLA SUA ALCOVA
  • ENRICO GENOVESI con “SPETTACOLO NOSTALGIA
  • MAURO MAGRINI con “ONE MINUTE AFTER
  • VIRGINIA RIGHESCHI con “FOTOGRAFANDO VERSO SANTIAGO: IL CAMMINO PORTOGHESE
  • UMBERTO VERDOLIVA con “FORESTIERI, FORESTERIE E GRANDI PROGETTI”.

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Complimenti ad Angela Maria Antuomo che si aggiudica il premio più ambito: la pubblicazione del proprio progetto in un volume fotografico della collana monografica FIAF, oltre ad esporre al Centro Italiano della Fotografia d’Autore in occasione di FOTOCONFRONTI 2013, nella Galleria FIAF di Torino e al Congresso FIAF 2014.

Gli altri 4 lavori premiati, fra cui il mio,  saranno esposti al Centro Italiano della Fotografia d’Autore dal 21 settembre al 17 novembre 2013.

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