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Workshop “Fotografia nei Luoghi d’Arte”

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Workshop "Fotografia nei Luoghi d'Arte" a Cesena

Workshop di Fotografia a Cesena

WORKSHOP “FOTOGRAFIA NEI LUOGHI D’ARTE” A CESENA
Uno sguardo moderno, fra storia e cultura, nella Cesena antica e contemporanea
7 Incontri, teorici e pratici, dal 7 Aprile al 19 Maggio 2018
www.filippoventuri.it/luoghiarte2018

Il corso è rivolto a chi volesse scoprire o approfondire il mezzo fotografico e utilizzarlo per indagare ed esplorare alcuni luoghi come atelier di artisti o palazzi storici, dove prende forma l’arte.
Ragioneremo sul concetto di Fotografia al giorno d’oggi e sullo sviluppo teorico e pratico di un piccolo progetto fotografico. Si affronteranno i vari aspetti da curare: la ricerca di una idea, la scelta di un punto di vista, la coerenza visiva, l’organizzazione preliminare e la fase di scatto.
Al termine del corso verrà allestita una piccola mostra in cui ogni partecipante potrà esporre il proprio lavoro.

★ A cura di Filippo Venturi
Filippo Venturi (Cesena, 1980) è un fotografo documentarista che svolge lavori editoriali, aziendali e commerciali. Si dedica inoltre a progetti artistici e personali.
I suoi reportage sono stati pubblicati su diversi magazine come The Washington Post, Financial Times, Vanity Fair, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Die Zeit, D di Repubblica, Io Donna del Corriere della Sera.
Nel 2015 ha realizzato il progetto “Made in Korea”, sulla Corea del Sud, che è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, al Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma nell’ambito della selezione “Emerging Talents” e alla Somerset House di Londra a seguito del premio ricevuto ai Sony World Photography Awards.
Nel 2017 è stato inviato da Vanity Fair in Corea del Nord, dove ha realizzato il reportage “Korean Dream”, completando così il suo progetto sulla penisola coreana.

★ Destinatari
Aperto a tutti

★ Durata
7 Incontri, teorici e pratici, dal 7 Aprile al 19 Maggio 2018

★ Calendario
7, 14, 21, 28 aprile e 5, 12, 19 maggio 2018
Il sabato pomeriggio dalle ore 16 alle ore 18

★ Dove si svolge la parte teorica
Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana – Cesena

★ Dove si svolge la parte pratica
– Conservatorio Bruno Maderna
– Studio dello Scultore Leonardo Lucchi
– La Bottega del Pittore Silvano Barducci

★ Quota di partecipazione
€ 240
€ 190 per chi si iscrive entro il 31 Marzo 2018

★ Iscrizioni e Informazioni
Scrivere a: laboratorio.rif@gmail.com oppure telefonare al 3497972974
Posti limitati (minimo 8, massimo 15)

★ Social
Link all’evento Facebook

 

Written by filippo

10 March 2018 at 10:55 am

Posted in Fotografie

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Mostra Il Lavoro Immateriale

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Il Lavoro Immateriale
Dialogo tra la Collezione Verzocchi e Il lavoro dell’artista contemporaneo attraverso le immagini di backstage per la realizzazione di DO.VE, itinerario d’arte del Museo Diffuso dell’Abbandono IN LOCO.

22 Novembre – 6 Dicembre 2015 (prorogata all’8 Dicembre!)
Palazzo Romagnoli, Via Albicini 12, Forlì
Collezioni d’Arte del Novecento
Inaugurazione Domenica 22 Novembre, presso Palazzo Romagnoli, ore 16.00
Alle 18.00 presentazione dei video di footage presso Galleria Marcolini in Via F. Marcolini 25/a, Forlì

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Fotografie e riprese video di: Matteo Perini, Filippo Venturi, Renè Ruisi (Associazione Sovraesposti);
Selezione di istantanee fotografiche di: Beatrice Biguzzi, Elisa Cimatti, Simone Enei, Anna Frabotta;
Appunti e materiale di studio di: Barbara Baroncini, Alice Cesari, Patrizia Giambi, Elena Hamerski, Matteo Lucca, Maurizio Mercuri, Stefano Ricci;
Progetto a cura di: Patrizia Giambi, Marco Servadei Morgagni in collaborazione con il Servizio Pinacoteca e Cultura del Comune di Forlì.

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La mostra “IL LAVORO IMMATERIALE” mette in dialogo alcune opere della Collezione Verzocchi e il materiale di backstage degli interventi site specific realizzati nel 2014-2015 da diversi artisti per il progetto IN LOCO, Museo Diffuso dell’Abbandono in Romagna, ideato dall’associazione Spazi Indecisi. Si tratta di una mostra che ruota intorno al tema del lavoro connesso all’opera d’arte, piuttosto che all’opera d’arte in sé come risultato.

L’interrelazione tra opere contemporanee e opere del patrimonio novecentesco conservato a Palazzo Romagnoli vuole porsi come occasione per riflettere più che sulla distanza formale tra risultati appartenenti a epoche diverse, il 1950 e il 2015, su due modi diversi di fare e concepire l’arte, messo in risalto appunto attraverso la lente del lavoro dell’artista. Da una parte il mestiere del pittore, dello scultore, del grafico, ancora ben radicati nella seconda metà del Novecento, che vengono presi come soggetto da alcuni autori presenti nella collezione Verzocchi, dall’altra quello dell’artista contemporaneo, che si avvale di tecniche e linguaggi “non tradizionali”, ed arriva alla produzione di opere dal carattere non sempre materiale.

L’opera d’arte oggi infatti è forse più spesso progetto che oggetto: anche quando non rinuncia alla sua oggettualità e alla sua fisicità è un prodotto che conserva sempre, più o meno esplicitamente, la traccia del proprio processo.

Per questo motivo a fianco delle opere della Collezione Verzocchi si è scelto di affiancare il materiale (fotografico, di ripresa, grafico e di appunto) delle fasi di realizzazione di un’opere d’arte contemporanea, prodotto da diverse figure, piuttosto che l’opera stessa.

L’obiettivo è di incentivare un’educazione ai linguaggi e alle operatività dell’arte contemporanea, attraverso una maggiore comprensione di ciò che sta dietro a opere complesse e caratterizzate da un livello di concretezza meno spiccato che in passato. Con questa mostra il Comune di Forlì prosegue un dialogo con i linguaggi dell’arte contemporanea, avvalendosi di progetti sperimentali pensati e sviluppati nel suo territorio, da risorse locali.

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Mostra Il Lavoro Immateriale

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Mantegna cercasi, 2014

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Mantegna cercasi 2014, Concorso Internazionale di Arte Contemporanea

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Con piacere ho appreso di essere fra i finalisti di “Mantegna cercasi 2014”, Concorso Internazionale di Arte Contemporanea, che da quest’anno è aperto anche ai fotografi, oltre che ai pittori, con la mia opera “E =”.

“Energia vitale: verso Expo 2015” è il tema scelto per l’edizione di quest’anno, curata dai critici d’arte e curatori Francesca Baboni, Alberto Maria Martini, Stefano Taddei e riservata a giovani artisti under 35.

La giuria è composta da:
Francesca Baboni, critico d’arte e curatore della mostra;
Gianfranco Ferlisi, Responsabile Ufficio Cultura della Provincia di Mantova;
Alberto Mattia Martini, critico d’arte e curatore della mostra;
Carlo Micheli, Responsabile Ufficio Mostre del Comune di Mantova;
Massimo Mossini, gallerista;
Stefano Taddei, critico d’arte e curatore della mostra.

Ad ospitare in anteprima le opere finaliste, da giovedì 12 giugno sino a domenica 22 giugno, saranno le vetrine dei negozi del centro di Mantova, che daranno vita ad una sorta di museo aperto e itinerante, permettendo così di avvicinare alle arti visive anche i non addetti ai lavori.

Alcune delle opere saranno invece esposte alla Rotonda di San Lorenzo, in un suggestivo connubio tra lo stile romanico del tempio e lo sguardo contemporaneo delle opere.

Dal 27 giugno “Mantegna Cercasi” si sposterà alla Casa del Mantegna, dove tutte le opere dei finalisti resteranno esposte sino al 27 luglio.

Finalisti Sezione Pittura:
Saba Ferrari; Beatrice Zagato; Andrea Coccoli; Rihard Lobenwein; Gabriele Grones; Federica Aiello Pini; Davide Genna; Piero Ramella; Giulio Catelli; Linda Carrara; Luca Moscariello; Fabio Valentini; Simone Fazio; Lemeh42; Mary Cinque; Manuel Portioli; Chiara Campanile; Enrico Minguzzi; Baj Shuang; Giulia Dall’Olio; Dellaclà; Mattia Scappini; Marco Pariani; Maurizio Cariati; Giulio Zanet; Federico Lanaro; Enej Gala; Giorgio Pignotti; Juan Eugenio Ochoa; Kalina Danailova.

Finalisti Sezione Fotografia:
Emanuela Cerutti; Giuliano Brancati; Matteo Procaccioli; Samuele Mollo; Valerio Balzano; Artura Anita Agresta; Isotta Bellomunno; Sandra Miranda Pattin; Gabriele Lei; Lucilla Esce; Oriella Montin; Niccolo’ Cecchella; Matteo Sanna; Ketra; Francesco Fossati; Viola Bonfanti; Emmanuele Panzarini; Sanghita Bruno; Filippo Venturi; Marta Guerrini; Camà; Dorothy Bhawl; Nicola Mette; Vittorio Campana; Matteo Cesari; Valentina Merzi; Miriam Secco; Mozdhe Nourmohammadi; Luka Moncaleano; Barbara Nati.

Consulta il Comunicato stampa ufficiale Mantegna cercasi 2014.

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Written by filippo

10 June 2014 at 6:58 am

Concorso Fotografico “Uno scatto per Regnoli”

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Concorso Fotografico "Uno scatto per Regnoli"

“L’uomo riflesso”

Ieri ho avuto il piacere di ricevere il primo premio nel concorso “Uno scatto per Regnoli”, organizzato dall’Associazione Culturale “Regnoli 41” e dal quotidiano “La Voce di Romagna”, con la mia fotografia “L’uomo riflesso”.

“L’uomo riflesso” è una delle fotografie del reportage che ho fatto nel 2010 all’evento-parata organizzato dalla Casa del Cuculo “Il Re oggi gira. Voi no?

“Uno scatto per Regnoli” è un evento inserito nell’ambito di “Prove Tecniche” per la candidatura di Forlì per Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019.

La premiazione si è svolta all’ex disco rosso in Piazza XX Settembre 1 – 47121 Forlì (FC), sede dell’Associazione Regnoli 41, dove è stata allestita una esposizione di una selezione delle fotografie iscritte al concorso.

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Qualche informazione dal bando:

1° edizione del concorso fotografico “UNO SCATTO PER REGNOLI”.

La parola “scatto” è naturalmente una metafora.
Via G. Regnoli via dell’Arte, dell’Artigianato e del Buon Vivere e Galleria a Cielo Aperto in tutte le ore del giorno e della notte.

Obiettivo del Concorso fotografico è mettere in evidenza la mostra “Galleria a cielo aperto” in via Giorgio Regnoli e tener desta l’attenzione sulla via portando i forlivesi, e non solo, a conoscere il progetto dell’ass. culturale Regnoli 41 “Via Regnoli la via dell’arte, dell’artigianato e del buon vivere”.

Le foto dei primi tre saranno pubblicate sul quotidiano La Voce. La foto del primo classificato sarà stampata a spese dell’associazione su forex e farà parte della seconda edizione di Galleria a cielo aperto (luglio – dicembre 2013), cioè sarà esposta sulla via G. Regnoli insieme alle altre opere d’arte.

Commissione di qualità:
Stanghellini Franco Artista, Dervis Castellucci Foto Cine Club Forlì, Roberta Invidia giornalista La Voce Di Romagna, Mario Saccone e Elisabetta Celli Regnoli 41, Gianluca Naphtalina Camporesi Video Maker, Valentina Ravaioli Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, Lisa Tormena Documentarista Sunset Soc. Coop.

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Concorso Fotografico "Uno scatto per Regnoli"

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Intervista per Cesena24ore

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Raccontare la vita per immagini, Intervista a tutto campo al fotografo cesenate Filippo Venturi

Raccontare la vita per immagini
Intervista a tutto campo al fotografo cesenate Filippo Venturi

CESENA – La Romagna è terra di creativi, noi ne siamo convinti, di artisti e di profondi spiriti illuminati dall’arte. Nelle nostre frequenti ricerche su internet ci siamo imbattuti in Filippo Venturi, fotografo professionista e “romagnolo doc” che è stato recentemente insignito di un premio per il concorso “Crediamo ai tuoi occhi”, contest organizzato dal Centro Italiano della Fotografia d’Autore.

Non ci siamo fatti scappare l’occasione di intercettarlo e di sottoporlo ad una a fastidiosa mitragliata di domande, chiedendogli come è nata la sua passione per la fotografia e che ne sarà di quest’arte, come ‘è nato il progetto con cui ha vinto il premio e cosa significa vivere in provincia… Insomma, un’intervista a tutto campo per conoscere le tante sfaccettature che caratterizzano questo professionista che volente o nolente, dà lustro col suo lavoro alla Romagna tutta.

1. Filippo sei stato insignito di un premio davvero importante… come ti senti?

Essere premiato nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi” è uno dei riconoscimenti principali che ho ottenuto come fotografo.

Fa piacere ricevere un riconoscimento importante: è una conferma che si è lavorato bene ed è un ulteriore stimolo a continuare.

2. Quando hai deciso di concorrere?

Ho letto del bando su internet, essendo un premio importante e con una giuria di livello, ho deciso di tentare e vedere che sarebbe successo.

Sono molto soddisfatto di “In Oblivion”, così ho voluto metterlo alla prova.

3. Su cosa hai incentrato il tuo lavoro?

Il mio lavoro si intitola appunto “In Oblivion”, l’ho realizzato nel giugno 2012 a New York City.
Ho voluto raccontare il quartiere di Red Hook e i suoi abitanti, realizzando una serie di ritratti e di paesaggi, che ho poi deciso di alternare, per mettere in risalto il contrasto che emerge fra un ambiente degradato, consumato e annerito e la popolazione, in gran parte composta da giovani e artisti, che sta ripopolando l’area.

Il progetto è composto da 39 fotografie.

Sicuramente, nella realizzazione, sono stato influenzato dai lavori di maestri come Joel Sternfeld, Stephen Shore e Alec Soth.

4. Quando hai scoperto la fotografia e soprattutto com’è scattata in te l’idea di trasformarla in una professione?

Ho scoperto la fotografia un po’ tardi, a 28 anni.

In un certo senso mi sembra di essere partito con un gap di 10-15 anni e di dover recuperare. Probabilmente però è questa sensazione che dal 2008 fino ad oggi mi ha spinto a dedicare ogni attimo libero a studiare, osservare e praticare la fotografia.

La scoperta è stata un po’ banale: un giorno, vedendo alcune fotografie molto particolari su internet, mi sono chiesto “Perché non provo a farle anche io?” e lì è iniziato il mio percorso.

I primi esperimenti erano inguardabili, anche se sul momento mi sembravano ottime fotografie, per fortuna mi sono reso conto presto che dovevo educare il mio sguardo, senza impuntarmi su ciò che ritenevo bellissimo così, “a pelle”.

Col tempo ho preso sempre più sicurezza in me stesso, fino a quando ho deciso di propormi a livello professionale.

Qualcosa di simile sta avvenendo anche col video. Ho sempre amato il cinema e ultimamente ho iniziato a dedicarmi anche al video; entro ottobre dovrebbe uscire il mio primo lavoro in questo campo, il documentario “Forum Living”, di cui sono il regista, assieme a Stefania Amanti, e che ho potuto realizzare grazie al grandissimo lavoro svolto dai ragazzi della troupe (ora, tutti assieme, abbiamo creato l’Associazione Sovraesposti, specializzata nella realizzazione video).

Molto prezioso è stato il supporto tecnico-pratico dei ragazzi della Cooperativa Sunset di Forlì.

Il documentario “Forum Living” è stato pensato nell’ambito Progetto “MU.VI.TECH, Musica, Video e Nuove Tecnologie” (finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e dall’ANCI. A livello locale questa iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Forlì Assessorato alle Politiche Giovanili, da Techne, Materiali Musicali, Sunset Soc. coop.)

5. Vivere in una provincia credi renda ancora più difficile alle persone, in particolare ai giovani, la possibilità di trovare una propria dimensione professionale?

Vi sono dei pro e dei contro.

In una provincia la qualità della vita solitamente è migliore, i tempi meno compressi e la concorrenza meno affollata. Questo consente di cercarsi più facilmente un proprio settore dove specializzarsi o, meglio ancora, il settore di proprio interesse potrebbe essere scoperto e potrebbe attendere proprio noi.

D’altro canto i contatti con le grosse agenzie, riviste, gallerie e musei sono più semplici se vivi a Roma o Milano e da questo dipendono anche le opportunità di ricevere lavori commissionati o altre proposte.

Internet ha semplificato le cose, anche chi vive a Cesena è visibile e raggiungibile. Nonostante questo, però, è molto importante viaggiare, visitare i Festival, le mostre e così via, sia per crearsi i contatti, sia per mostrare il proprio lavoro e sia perché vedere le fotografie stampate è molto diverso dal vederle su internet, consente di apprezzare di più il lavoro altrui ed anche il proprio.

6. Cosa significa per te la fotografia?

La fotografia è un linguaggio attraverso il quale posso esprimere me stesso e posso raccontare ciò che vedo.

La fotografia è, oltre alla scrittura, il canale col quale cerco di sfogare e dare forma alle idee e le visioni che ho in mente.

Lo stesso linguaggio, professionalmente, può servire per raccontare ciò che i clienti vorrebbero esprimere.

7. Che rapporto hai con le nuove piazze virtuali dedicate alle immagini, ad esempio Flickr, Instagram…?

Flickr lo conosco bene ed è stato il primo luogo dove ho pubblicato le mie fotografie. E’ stato molto utile per vedere i lavori altrui e per i commenti. Un rischio, su Flickr, è di lasciarsi incantare da perdite di tempo come le fotografie su “Explore” o gli “HDR”.

Instagram lo conosco meno, ma questo è anche colpa del mio disinteresse per gli smartphone, che riconosco essere un errore, considerando che oggi alcuni consentono di realizzare fotografie ad una qualità buona, in modo discreto ed anche in situazioni dove non potresti mai estrarre una macchina fotografica. Sull’argomento c’è online un interessante articolo di Marco Pinna, dedicato a Michael Christopher Brown, “Se la Magnum abbraccia l’uomo dell’iPhone”.

8. Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nel presentare la decima edizione del concorso cita Mallarmè: “Il mondo è fatto per finire in un bel libro”, tu che ne pensi?

Credo che la citazione di Mallarmè sia la perfetta chiusura del discorso di Fulvio Merlak.

Sono convinto che gli ebook saranno destinati a sostituire buona parte dei libri cartacei di oggi, soprattutto per quanto riguarda i prodotti commerciali, di massa. Allo stesso tempo sono convinto che, assorbita la rivoluzione digitale che sta coinvolgendo la nostra generazione, la fruizione e l’interesse torneranno a seguire più fedelmente le abitudini delle persone. Il digitale ha reso facile procurarsi canzoni, libri, film e fotografie e questo ha portato a fare enormi scorpacciate a cui non è sempre seguita una maggior fruizione effettiva e con qualità adeguata.

Inoltre il supporto digitale con cui usufruiremo degli ebook, e non solo, sarò lo stesso che ci permette di comunicare istantaneamente… e il rischio è di frammentare la fruizione di qualsiasi cosa perché saremo interrotti da notifiche di email o di messaggi sui social network.

Per non tirarla troppo lunga, sono convinto che in futuro convivranno supporti digitali e “materiali” e che chi vorrà una fruizione di qualità, soprattutto nel campo fotografico, non potrà fare a meno della carta e quindi della stampa di buona qualità.

Il problema, a quel punto, diventerà l’aumento dei costi per stampare una quantità limitata di libri. Per quanto mi riguarda, si, il mondo merita di finire in un bel libro e quel libro merita un buon supporto e una buona qualità.

9. Dai un consiglio ai giovani che si affacciano al mondo della fotografia o a quanti vorrebbero farne una professione…

Studiare molto. Osservare molto. Fotografare molto.

Evitare di ascoltare i facili complimenti, seppur in buona fede.

Uno dei rischi per chi è agli inizi è quello di sottovalutare la fotografia e pensare che l’acquisto di una reflex e qualche effetto di Photoshop possano colmare le proprie lacune, ma non è così.

Fra le arti la fotografia è ancora quella più maltrattata, forse perché la tecnica si è semplificata molto e il pigiare un tasto sembra alla portata di tutti, ma anche scrivere è semplicissimo, basta una penna, ma non per questo tutti sanno scrivere buoni libri.

La tecnica è facile da apprendere, più difficile è iniziare a comunicare efficacemente con la fotografia.

Enrico Samorì (fonte)

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Written by filippo

14 September 2013 at 9:49 pm