Filippo Venturi Photography | Blog

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Sana et Salva, L’arte della carne

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Performance Art:
Sana et Salva, L’arte della carne
Tiger Orchid & Matteo Masini

1 Maggio 2015
Mikasa, Bologna

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Written by filippo

9 May 2015 at 11:32 pm

Posted in Fotografie

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Nascondiglio degli echi

Longiano, Italy
2012

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“Ricordo che, in quegli anni, vagheggiavo la possibilità, in prossimità della fine della mia vita, di poter seppellire tutto il mio lavoro di scultore in una grande fossa e farlo sparire, affidandolo al grembo della terra.”

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Written by filippo

12 July 2014 at 12:34 pm

Paolo Ventura, Il teatro della memoria

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Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il teatro della memoria
a cura di Gigliola Foschi

Rimini, 17 marzo – 12 maggio 2013, presso il FAR e il Museo della Città.

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FAR | fabbrica arte rimini
galleria comunale d’arte moderna e contemporanea
Piazza Cavour, Rimini
Orario: tutti i giorni 10-13; 16-19,30 chiuso il lunedì
ingresso libero/info 0541.704416/www.riminifar.it

Museo della Città, Sala delle teche,
Via L. Tonini 1, Rimini
Orario: tutti i giorni 18,30-13; 16-19; domenica e festivi 10-12,30; 15-19; chiuso il lunedì/ingresso libero/info 0541.704416/www.museicomunalirimini.it

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E’ quasi una mostra antologica Il teatro della memoria, l’esposizione alla FAR di Rimini delle ricerche di Paolo Ventura, artista che si è imposto all’attenzione internazionale grazie alle sue fotografie in bilico tra sogno e realtà, dove sembra riemergere il passato di un’Italia immaginata, immersa in un tempo stranamente immobile e al contempo vacillante. Simili a un teatro delle ombre, dove si aggirano personaggi solitari che popolano paesaggi cittadini nebbiosi e inquieti, misteriosi e al contempo famigliari. Sospese in un silenzio malinconico, che sottrae la realtà al divenire, le sue opere trasportano gli spettatori in un universo quasi onirico e fanno riemergere mondi dimenticati come per incanto. Danno voce alla nostalgia di un passato mai vissuto, ma fervidamente immaginato attraverso i racconti, i libri e le illustrazioni che hanno nutrito la sua fantasia fin da piccolo. Un mondo ricostruito,  meraviglioso e un po’ triste, a cui egli dà una nuova vita, come se emergesse da un’emozione duratura della sua infanzia.  Simile a un tenace custode del passato, ancora capace di fantasticare e sognare a occhi aperti,  Paolo Ventura  crea immagini enigmatiche e giocose, ci guida per mano in mondi incantati ed  enigmatici,  al contempo anacronistici  e ambiguamente verosimili. A proposito della sua ultima serie Lo zuavo scomparso, l’autore racconta: “Non amo ricreare mondi passati come se fossi davvero stato negli anni 50 a Roma. Mi interessa cogliere un’atmosfera e lavorarci sopra con la fantasia. Perché certe atmosfere ci sono ma poi in realtà non sono così, sono dei mondi complessi  in cui le epoche si sovrappongono e si contraddicono a vicenda”.

In mostra sono esposte alcune delle sue ricerche più recenti e significative, come: Behind the walls  (2011), dove un personaggio reale si aggira  in un’imprecisata città italiana del primo Novecento; Lo zuavo scomparso  (2012), viaggio poetico in una Roma trasfigurata e metafisica;  The Automaton  (2010), fiaba malinconica dove si narra la storia di un vecchio che, nel ghetto ebraico di Venezia, costruisce un automa  durante i tristi anni dell’ultima guerra; Winter Stories  (2007-09),  raffigurazione affascinata del mondo del circo, dove giocolieri,  mangiafuoco, clown, domatori, equilibristi paiono riprendere vita, come per un omaggio a Federico Fellini;  Il pittore futurista  (2012) e un’ampia serie di  polaroid. Per avvicinare il pubblico all’universo fantastico di questo artista – al contempo fotografo, narratore e pittore – verranno inoltre esposti  scenografie e personaggi da lui creati per realizzare le sue immagini. Nella sala delle teche  del Museo della Città vengono presentati libri e altri oggetti che egli raccoglie in parallelo al suo lavoro e che potranno avvicinare lo spettatore alla sua formazione artistica.

In occasione della mostra verrà presentato il libro: Paolo Ventura [An invented world], con testi di: G. Foschi, W.M. Hunt, L. Panaro, M. Pulini; Danilo Montanari Editore, Ravenna, 2013.

Nato a Milano nel 1968, Paolo Ventura vive tra New York e la cittadina toscana di Anghiari, dove ha trasformato il suo studio in un regno di meraviglie popolato da colorati pupazzi, strade ed edifici in miniatura. I suoi lavori sono stati esposti al MART di Rovereto, al Museum of Art and Design di New York, alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, al Museo Fortuny di Venezia, al Lowe Art Museum di Miami e Fondazione Forma per la Fotografia di Milano. Di recente è stato protagonista di un’importante personale al MACRO/Museo di Arte Contemporanea di Roma dove ha presentato Lo zuavo scomparso.

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

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Written by filippo

25 March 2013 at 8:59 am

Douglas Scholes, Assigning simple tasks to a walk

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Douglas Scholes
Assigning simple tasks to a walk

Assegnazione di semplici mansioni ad una camminata

Performance artistica eseguita il 6 novembre 2012, da San Romano, passando per Borello, fino alla discarica “Tessello II” di San Carlo (17km).

Durante la camminata l’artista canadese ha provveduto a raccogliere i rifiuti trovati lungo il percorso, sostituendoli con le sue Amphottles (in italiano Anfottiglie): manufatti in cera d’api prodotti interamente dall’artista, dalla forma metà di bottiglia di plastica e metà di anfora.

Statement:

I explore the qualities of maintenance and art through a pragmatic aesthetic, which places art as part of rather than a reflection of the everyday. The pragmatic aesthetic refers to the intrinsic and evolving appearance of things, objects, and structures found in our environments, appearances that are inherently dynamic due to the passage of time. I am fascinated by the appearance of things created by abandoned attention and by the maintenance performed in an attempt to reverse deterioration.

To perform maintenance as art is an act of creation which exposes the inherent beauty of the orchestrated movements of human resources and tools/materials that are required to get the job done – acts of cleaning, repairing, constructing, picking up, clearing, etc., and the results thereof. These acts are done in response to gradual and unrelenting entropic forces working in natural opposition to the acts of creation. There is a dichotomy between maintenance and deterioration with an inevitable, usual, predictable interaction of one to the other.

dougscholes.ca

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