Posts Tagged ‘In Oblivion’
Fotoit di ottobre 2013
Qualche giorno fa, girovagando nel sito della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), mi è caduto l’occhio sulla copertina della rivista Fotoit di ottobre e con sorpresa ci ho trovato il mio nome :)
Maggiori informazioni sulla mostra promossa in copertina sono qui: “Crediamo ai tuoi occhi 2013“.

- 04 Periscopio
- 10 Autori Storici WANDA…PER RICORDARLA MEGLIO di Elena Falchi
- 14 Portfolio italia NOVELLA OLIANA di Luigi Erba
- 18 Intervista MIMMO JODICE di Attilio Lauria
- 23 Leggere di Fotografia PENSARE AGLI ALTRI di Pippo Pappalardo
- 24 Saggistica INSTAGRAM, NON SOLO FILTRI di Attilio Lauria
- 28 Crediamo ai tuoi occhi LE VINCITRICI DELLA DECIMA EDIZIONE
- 30 Visti per voi 55A ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE BIENNALE DI VENEZIA di Cinzia Busi Thompson
- 35 Singolarmente fotografia
- 38 Portfolio LORENZO ZOPPOLATO di Elena Falchi
- 40 Circoli FIAF G.F. ACAR UNICREDIT CIRCOLO PERUGIA di Massimo Pinciroli
- 42 Circoli FIAF FOTOCLUB ARTI VISIVE BFI di Massimo Pinciroli
- 44 Lavori in corso TECNICHE FOTOGRAFICHE IN EVOLUZIONE di Romano Cicognani
- 46 Rubriche
Copertina
Foto di Filippo Venturi
dall’opera “in oblivion” esposta al CIFA per la 10^ edizione di “Crediamo ai tuoi occhi”
___
In Oblivion, a Forlì
IN OBLIVION
Filippo Venturi
Da lunedì 29 aprile a lunedì 20 maggio 2013
Aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30
Associazione Artincanti c/o Ex Disco Rosso
Piazza XX Settembre 1 – 47121 Forlì (FC)
Progetto Spazio agli Spazi
Saranno esposte n. 12 foto del progetto “In Oblivion“, realizzato nel 2012 nel quartiere newyorkese di Red Hook.
___
Red Hook è uno dei quartieri più vecchi di Brooklyn e di tutta New York City.
Nell’ultimo censimento (2010) risultano 11.319 abitanti.
Il primo insediamento risale al 1636, quando i coloni olandesi fondarono qui un primo villaggio, Roode Hoeke, che contrariamente a quanto si possa pensare ha poco a che vedere con un uncino. Il nome olandese significa “punto rosso”, riferendosi al terreno argilloso che da lontano forniva un punto di riferimento (rosso) alle navi in arrivo.
A Red Hook mosse i primi passi nella criminalità Al Capone.
Nel 1990 LIFE definì Red Hook come uno dei peggiori quartieri di tutti gli Stati Uniti (“The crack capital of America”).
Nel 1992 Patrick Daly, direttore della scuola (che oggi porta il suo nome), mentre cercava uno studente che si era allontanato dopo una rissa, rimase ucciso in una sparatoria in strada fra trafficanti di droga. La reazione fu un massiccio intervento della polizia fra il 1993 e il 2003: gli omicidi calarono del 100%, le aggressioni del 68%, le rapine del 55% e gli stupri del 33%.
Oggi il quartiere vive in un oblio fatto di rumori di sottofondo, quasi ovattati; l’infrangersi del mare sulla costa, il volo silente dei gabbiani, il vento che attraversa palazzi e fabbriche deserte, l’attività di qualche piccola bottega ricavata in palazzi anneriti, l’eco di macchine d’epoca abbandonate… tracce di quello che un tempo è stato uno dei principali punti di accesso di New York City.
Camminando per le vie di questo quartiere è impossibile non percepire un’atmosfera nostalgica, diversa da quella sfarzosa e luminiscente della midtown, dove fiumi di persone lottano per un metro quadro di marciapiede o per uno spiraglio di vetrina.
Il quartiere ruota attorno a pochi fulcri: il campo sportivo sovrastato dal gigantesco scheletro del Grain Terminal, l’IKEA che è forse l’unica attrazione per gli altri newyorkesi, l’accogliente cattedrale della Visitazione della Beata Vergine Maria, i numerosi depositi di school bus dove il viavai è continuo, i supermercati economici, l’area delle case popolari e la zona portuale dove si scorge irraggiungibile la Statua della Libertà.
Negli ultimi anni, grazie anche dei costi ridotti degli affitti degli appartamenti e dei magazzini, molti giovani e artisti si stanno stabilendo in questo quartiere, gettando le basi per una futura rinascita dell’area. Nell’agosto 2012, il quartiere è tornato d’attualità mediatica perché l’ultimo film del regista Spike Lee, “Red Hook Summer”, si ambienta proprio in questo quartiere.
___
11° Portfolio Trieste, terzo premio
Il 30 settembre 2012 ho avuto la soddisfazione di vincere il terzo premio all’ “11° Portfolio Trieste”, col progetto “In Oblivion” (portfolio composto da 25 immagini a colori, realizzate nel giugno 2012 nel quartiere newyorkese Red Hook).
La lettura portfolio faceva parte del Trieste Photo Festival 2012, organizzato dal Circolo Fincantieri Wärtsilä.
La motivazione:
“Per il rigore, la completezza, la capacità di progetto e di ricerca nella tematica sociale scelta“.
La Commissione Selezionatrice era composta dalle lettrici: Alessandra Capodacqua, Antonella Monzoni e Cristina Paglionico (Renata Ferri e Federica Muzzarelli hanno svolto unicamente funzioni di lettrici ed hanno segnalato alla Commissione le loro preferenze).
Hanno partecipato 41 autori con 48 diversi portfolio e sono state effettuate 104 letture.
Il primo premio è andato a Lorenzo Zoppolato, di Udine, col progetto “Skate view” (portfolio composto da 20 immagini a colori realizzate nel 2012); la motivazione: “Per la capacità compositiva, la freschezza, la contemporaneità dello scatto e del tema”.
Il secondo premio è andato a Giancarlo Rupolo, di Caneva (Pordenone), col progetto “Sicilia tra spiritualità ed emozioni” (portfolio composto da 12 immagini in bianco e nero realizzate nel 2012); la motivazione: “Per l’originalità e la capacità di cogliere elementi inquietanti e nuovi entro un rituale già ampiamente documentato”.
___








