Archive for the ‘Mostre e musei’ Category
Terzo Tempo, mostra fotografica e non solo

In occasione delle celebrazioni di Cesena Città Europea dello Sport 2014
TERZO TEMPO
Mostra fotografica sul rugby di Filippo Venturi
n. 86 stampe fotografiche, realizzate fra il 2010 e il 2013
26 ottobre 2013 – 1 dicembre 2013
Galleria del Centro Cinema San Biagio
Via Aldini, 24 – 47521 Cesena (FC)
Apertura
Dal lunedì al venerdì 8.00/13.00 e 20.30/23.00
Sabato 20.30/23.00
Domenica 16.00/23.00
Ingresso gratuito
La mostra
In occasione delle celebrazioni del conferimento alla città di Cesena del titolo “Città Europea dello Sport 2014”, sarà esposta una grande mostra dedicata allo sport del rugby, con ben 86 stampe fotografiche del fotografo cesenate Filippo Venturi, che dal 2010 segue le società del Romagna Rugby Football Club e del Cesena Rugby.
Le foto, selezionate fra quelle realizzate in questi 4 anni, racconteranno il percorso delle 2 squadre di rugby, in particolare si rivivranno le emozioni vissute col Romagna RFC, capace col suo ambizioso progetto di compiere l’impresa di ottenere ben 2 promozioni in 2 anni consecutivi, salendo dalla serie B alla serie A2 fino alla serie A1.
La mostra sarà ospitata nello spazio Galleria del Centro Cinema San Biagio, uno spazio espositivo attrezzato dove in passato sono state esposte importanti mostre fotografiche, legate al cinema e non solo.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 1 dicembre 2013 compreso.
L’autore
Filippo Venturi è nato nel 1980 a Cesena. Vive e lavora principalmente in Italia.
Come fotografo si è specializzato nel reportage (eventi, teatro, concerti, politica, sociale), collaborando
con diversi quotidiani, riviste e agenzie di comunicazione, italiane e non.
I lavori di maestri come Stephen Shore, Joel Sternfeld, Alec Soth e Stefano de Luigi, sono fra le sue fonti
di ispirazione. Dal 2010 si dedica anche al rugby, seguendo le squadre del Cesena Rugby e del Romagna
Rugby Football Club. Parallelamente al reportage, si dedica a progetti personali e di carattere sociale.
L’ultimo tema a cui si sta dedicando è quello dell’incomunicabilità; il primo progetto in questo campo
riguarda il morbo di Alzheimer.
Ultimi progetti:
“The Game of War”
Nel maggio 2013 è stato ospitato a Camariñas (Spagna), nell’ambito del Progetto Europeo YPAD,
assieme al creativo del suono Gianluca Licciardi, per presentare il progetto a 4 mani “The Game of
War”, video che collega le fotografie di Filippo Venturi, il libro “L’Arte della Guerra” di Sun Tzu, letto
dall’attore Joe Mantegna, e le improvvisazioni strumentali di Gianluca Licciardi.
“In Oblivion”
Nel 2012 ha realizzato il progetto intitolato “In Oblivion”, che descrive con rigore il quartiere
newyorkese di “Red Hook” ed i suoi abitanti; tale progetto è stato esposto a New York City (USA)
nel giugno 2012, a Bologna nel dicembre 2012, a Camariñas (Spagna) e a Forlì nel maggio 2013 ed è
tuttora esposto al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore) di Bibbiena, dal 21 settembre al 17
novembre 2013, grazie al premio ricevuto nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi”.
“Forum Living”
Da gennaio 2013 lavora, come membro dell’Associazione Culturale Sovraesposti e in veste di regista,
al documentario “Forum Living”, con lo scopo di raccontare la realtà storico, sociale, culturale e di
integrazione fra gli abitanti del centro storico forlivese. L’uscita del film è prevista a fine 2013.
Rugby
Ho iniziato a fotografare il rugby nel 2010, per una serie di coincidenze.
Fin da subito mi sono accorto che le fotografie che realizzavo erano diverse da quelle di ogni altro sport
che mi era capitato di documentare. Gli atleti sono completamente immersi nell’azione e il contatto
fisico è pieno: non c’è una rete che li separa, non gareggiano uno alla volta, non si possiede altro che le
proprie mani, il proprio corpo e il proprio coraggio di andare incontro al gioco.
I ragazzi e gli uomini che fotografavo in campo, con i loro sguardi, la postura, i gesti atletici,
emanavano un senso di epicità e un profondo fascino, al punto da farmi pensare a personaggi
mitologici. Da allora sono passati 4 anni, durante i quali ho capito appieno cos’è il rugby.
Innanzitutto mi sono accorto che il rugby è veramente passione, coraggio, generosità, lealtà,
amicizia e rispetto, non si tratta solo di un mantra ripetuto da chi è del settore. Questi valori si vedono
sia in campo, fra compagni di squadra e fra avversari, sia fuori dal campo, basti pensare all’importanza
del terzo tempo, quello in cui si mettono da parte le rivalità e si festeggia tutti assieme.
Mi rendo conto che questo sport è capace di influenzare positivamente le persone che lo
frequentano, di stimolare amicizia e lealtà. Non a caso, spesso, realtà diverse si avvicinano al rugby
per carpirne i valori e lo spirito di gruppo.
Il rugby è uno degli sport meno inquinati da elementi estranei alla cultura sportiva.
Devo sicuramente ringraziare le società del Cesena Rugby e del Romagna Rugby, che col loro lavoro
e impegno riescono a coltivare la passione di tanti giovani e dare tante soddisfazioni personali e
collettive. Il progetto del Romagna Rugby, proprio negli ultimi anni, è riuscito nell’impresa sportiva di salire dalla serie B, alla serie A2 e fino alla serie A1; un salto di 2 categorie in 2 anni, senza snaturare la propria natura e affidando l’ossatura della squadra ai giovani selezionati dalle varie squadre romagnole. – Filippo Venturi
Con il contributo di
Assessorato ai Servizi Culturali e Assessorato allo Sport del Comune di Cesena, Centro Cinema San Biagio, Romagna RFC, Cesena Rugby, Associazione Panathlon.
___
Il 26 ottobre 2013, oltre all’inaugurazione della mostra, ci saranno i seguenti eventi relativi al rugby:
ore 18.00
Inaugurazione Mostra Fotografica.
ore 19.00
Proiezione del film “I Giganti dell’Aquila” (2010) del regista Enrico Martia Artale. Si tratta di un documentario che racconta le problematiche della città di L’Aquila, conseguenti al terremoto del 2009, attraverso la testimonianza della squadra di rugby.
ore 20.00
Fine proiezione e Intervento del regista Enrico Maria Artale e delle delegazioni delle squadre di rugby L’aquila Rugby e Romagna RFC.
Agli eventi parteciperanno anche i giocatori, lo staff e i dirigenti delle società del Cesena Rugby, Romagna RFC e L’Aquila Rugby.
A fine ottobre e nel mese di novembre continueranno gli eventi legati al rugby:
Martedì 29 ottobre 2013, ore 17.00
Proiezione de “I 400 folpi” e “Un filo di pensieri” di Marco Paolini.
Martedì 5 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Invictus” di Clint Eastwood.
Venerdì 8 novembre 2013, ore 12.00
Conferenza stampa a cura di “Panathlon”, con la partecipazione del Sindaco Paolo Lucchi.
Martedì 12 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Asini” di Antonello Grimaldi.
Giovedì 21 novembre 2013, ore 17.00
Presentazione del libro “Mar del Plata” di Claudio Fava, con la presenza dell’autore e la testimonianza dell’allenatore della società Cesena Rugby, Jorge Eduardo Gutierrez.
___
Parlano della mostra
- Clickblog
- CesenaToday
- Comune di Cesena
- Centro Cinema San Biagio
- Onrugby
- Corriere di Romagna
- La Voce di Romagna (1)
- La Voce di Romagna (2)
- Il Resto del Carlino
- DotRugby
- Romagna RFC
- RomagnaSport
- RavennaNotizie
___
Crediamo ai tuoi occhi 2013, I Vincitori

VERBALE DI GIURIA
La giuria composta dai Sig.ri
Silvano Bicocchi, Federico Ghelli, Roberto Maggiori, Nino Migliori, Cristina Paglionico e Claudio Pastrone
riunitasi a Bologna presso lo Studio di Nino Migliori, il giorno 25 luglio 2013, provvedeva ad esaminare per la sezione “Percorsi” le n. 31 opere dei n. 32 autori presentate alla 10ª Edizione del Premio “Crediamo ai tuoi occhi”; dopo attento e scrupoloso esame, decideva di assegnare i premi come segue:
Miglior Autore:
- ANGELA MARIA ANTUONO con l’opera “I SUD”
Vincitrice del Premio “Crediamo ai tuoi occhi 2013”
e di assegnare i quattro premi ex-aequo “Crediamo ai tuoi Occhi 2013” a: - CARLO CAVICCHIO con l’opera “PAESAGGI MILANESI”
- GIUSEPPE FARALLI con l’opera “TRACCE IN ORDINE SPARSO”
- ETTORE PERAZZINI con l’opera “IL TRENO DELLE VACANZE”
- FILIPPO VENTURI con l’opera “IN OBLIVION”
mentre per la sezione “Autoedizione” analizzava le n. 32 opere dei n. 32 autori e decideva di assegnare i premi come segue:
Miglior Libro Fotografico d’Autore in Autoedizione:
- BÄRBEL REINHARD con “AS ABOVE SO BELOW”
e di assegnare i sei premi ex-aequo a: - JACOPO CHIOATTO con “GERUSALEMME E DINTORNI”
- GABRIELLA DI MARCO con “EVRU – UN DEMIURGO NELLA SUA ALCOVA”
- ENRICO GENOVESI con “SPETTACOLO NOSTALGIA”
- MAURO MAGRINI con “ONE MINUTE AFTER”
- VIRGINIA RIGHESCHI con “FOTOGRAFANDO VERSO SANTIAGO: IL CAMMINO PORTOGHESE”
- UMBERTO VERDOLIVA con “FORESTIERI, FORESTERIE E GRANDI PROGETTI”.
___
Complimenti ad Angela Maria Antuomo che si aggiudica il premio più ambito: la pubblicazione del proprio progetto in un volume fotografico della collana monografica FIAF, oltre ad esporre al Centro Italiano della Fotografia d’Autore in occasione di FOTOCONFRONTI 2013, nella Galleria FIAF di Torino e al Congresso FIAF 2014.
Gli altri 4 lavori premiati, fra cui il mio, saranno esposti al Centro Italiano della Fotografia d’Autore dal 21 settembre al 17 novembre 2013.
___
Totally Lost | Spazi Indecisi

Fra i fotografi selezionati per la mostra, ci sono anche io :)
___
Inaugurazione Totally Lost
Dal 4 giugno alle ore 16.00 al 16 giugno alle ore 21.00
Ex Deposito ATR, Largo Savonarola – Forlì
Un’esplorazione visiva, una riflessione sui residui dell’architettura dei regimi totalitari nei Paesi di Atrium (Italia, Slovenia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Grecia, Albania, Serbia), progetto europeo per valorizzazione dell’architettura dei regimi totalitari del XX secolo in Europa.
Il collettivo Spazi Indecisi all’interno dell’ex stabilimento delle corriere SITA, edificio razionalista in stato di abbandono nel centro storico di Forlì, allestisce un’esposizione visiva che raccoglie fotografie e video raccolti attraverso una open call (circa 2300 fotografie da 11 paesi) offrendo una panoramica sul patrimonio architettonico abbandonato del ventennio in Romagna, in Italia confrontandolo con le architetture in disuso dei regimi totalitari est europei.
Il percorso espositivo vuole fare vibrare alcuni concetti alla base della riflessione e dell’agire del collettivo: il valore del gioco nella scoperta, l’esplorazione come conoscenza, il rapporto fra mappa e territorio.
4 giugno
ore 16.00 Inaugurazione, interventi di:
– Piergiorgio Massaretti
– Fabio Fornasari
– Giovanni Hanninen
ore 17.00 Tavola Rotonda “Nuovi contenuti per vecchi contenitori”
> chiusura ore 20.00
7 | 8 | 9 | 14 | 15 | 16 giugno
apertura: 16.00 – 24.00 (per maggiori info su eventi serali www.spaziindecisi.it)
___
In collaborazione con:
- Ipercorpo – Città di Ebla
- ATR
- Patrizia Giambi
- Cineclub Forcine
Con il contributo e il sostegno di:
- ATRIUM – Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Urban Management
- Comune di Forlì
- Provincia di Forlì – Cesena
- Regione Emilia-Romagna
- South East Europe
- Prove Tecniche Ravenna Capitale 2019
Nudi di Architettura – progetto fotografico su Deposito Corriere ATR:
Luca Massari
liberAZIONE
in collaborazione con Biblioteca Comunale “Aurelio Saffi”
La memoria privata. Immagini dell’architettura razionalista di Forlì dalla collezione di Gilberto Giorgetti
a cura di Associazione Cameranote
Comitato Scientifico:
- Piergiorgio Massaretti
- Giovanni Hanninen
- Fabio Fornasari
___
Fotografi selezionati | Selected photographers:
Kastriot Mersinaj
Gabriele Evangelisti
Roberto Berna
Basil Glystos
Gianluca Colagrossi
Nicola Avanzinelli
Dario Spadoni
Andrej Derkovic
Kamren Barlow
Reginald Van de Velde
Yves Lemay Lachance
Balazs Toro
Eliza Yankova
Lorenzo Linthout
Stephanie Avery
Bruno Maran
Jelena Prokopljevic
Guillaume Michelet
Stefan Tuchila
Mircea Struteanu
Ivan Maksimovic
Igor Markovic
Paolo Boggi
Isidora Amidzic
Petr Dusek
Peter Sarkozi
Daniel Domolky
Tibor Smid
Mark Peter Vargha
Matteo Danesin
Fabrizio Verni
Nicole Sassi
Emanuele Dari
Fabio Gubellini
Pierclaudio Duranti
Alessandro Costa
Lorenzo Mini
Daniele Campi Martucci
Adriano Zanni
Alessandro Costa
Davide Rabiti
Stefano Bottari
Filippo Venturi
Sardegna Abbandonata
Luca Cagnazzo
Roberto Giannesse
Francesca Buglioni
Lilly Greco
Maurizio Nimis
Giulio Speranza
Simona Tratzi
Elisa Posella
Trevor Patt
Gabriele Girolamo
Videomaker selezionati | Selected videomakers:
Pierluigi Tamanini
Andrea Pisac
Realgoodbread
Milaneze81
Alessandro Manfredi
La Voce Romagnola
Loredan Baiardi
Gabriela Baiardi
Vargha Mark Peter
RebelTheGearhead
Ivan Maksimovic
Takacs Mihaly
Yves Lemay Lachance
Ventseslav Kolev
Anewredtruck
Atropaworkshop
Liubomir Ikonoma Hristov
Christina Petkova
___
In Oblivion, a Forlì
IN OBLIVION
Filippo Venturi
Da lunedì 29 aprile a lunedì 20 maggio 2013
Aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30
Associazione Artincanti c/o Ex Disco Rosso
Piazza XX Settembre 1 – 47121 Forlì (FC)
Progetto Spazio agli Spazi
Saranno esposte n. 12 foto del progetto “In Oblivion“, realizzato nel 2012 nel quartiere newyorkese di Red Hook.
___
Red Hook è uno dei quartieri più vecchi di Brooklyn e di tutta New York City.
Nell’ultimo censimento (2010) risultano 11.319 abitanti.
Il primo insediamento risale al 1636, quando i coloni olandesi fondarono qui un primo villaggio, Roode Hoeke, che contrariamente a quanto si possa pensare ha poco a che vedere con un uncino. Il nome olandese significa “punto rosso”, riferendosi al terreno argilloso che da lontano forniva un punto di riferimento (rosso) alle navi in arrivo.
A Red Hook mosse i primi passi nella criminalità Al Capone.
Nel 1990 LIFE definì Red Hook come uno dei peggiori quartieri di tutti gli Stati Uniti (“The crack capital of America”).
Nel 1992 Patrick Daly, direttore della scuola (che oggi porta il suo nome), mentre cercava uno studente che si era allontanato dopo una rissa, rimase ucciso in una sparatoria in strada fra trafficanti di droga. La reazione fu un massiccio intervento della polizia fra il 1993 e il 2003: gli omicidi calarono del 100%, le aggressioni del 68%, le rapine del 55% e gli stupri del 33%.
Oggi il quartiere vive in un oblio fatto di rumori di sottofondo, quasi ovattati; l’infrangersi del mare sulla costa, il volo silente dei gabbiani, il vento che attraversa palazzi e fabbriche deserte, l’attività di qualche piccola bottega ricavata in palazzi anneriti, l’eco di macchine d’epoca abbandonate… tracce di quello che un tempo è stato uno dei principali punti di accesso di New York City.
Camminando per le vie di questo quartiere è impossibile non percepire un’atmosfera nostalgica, diversa da quella sfarzosa e luminiscente della midtown, dove fiumi di persone lottano per un metro quadro di marciapiede o per uno spiraglio di vetrina.
Il quartiere ruota attorno a pochi fulcri: il campo sportivo sovrastato dal gigantesco scheletro del Grain Terminal, l’IKEA che è forse l’unica attrazione per gli altri newyorkesi, l’accogliente cattedrale della Visitazione della Beata Vergine Maria, i numerosi depositi di school bus dove il viavai è continuo, i supermercati economici, l’area delle case popolari e la zona portuale dove si scorge irraggiungibile la Statua della Libertà.
Negli ultimi anni, grazie anche dei costi ridotti degli affitti degli appartamenti e dei magazzini, molti giovani e artisti si stanno stabilendo in questo quartiere, gettando le basi per una futura rinascita dell’area. Nell’agosto 2012, il quartiere è tornato d’attualità mediatica perché l’ultimo film del regista Spike Lee, “Red Hook Summer”, si ambienta proprio in questo quartiere.
___
Luigi Ghirri. Pensare per immagini (MAXXI Roma)

Luigi Ghirri. Pensare per immagini (MAXXI Roma)
Luigi Ghirri. Pensare per immagini
a cura di Francesca Fabiani, Laura Gasparini, Giuliano Sergio
24 aprile 2013 – 27 ottobre 2013
MAXXI, museo nazionale della arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A – 00196 Roma
Orario
mar-merc-giov-ven-dom 11.00-19.00
sab 11.00-22.00
La biglietteria chiude un’ora prima.
Una mostra su Luigi Ghirri non è solo una muta raccolta dei sui scatti; l’artista emiliano, infatti, é stato un evocatore di linguaggi che ha sperimentato e studiato attraverso l’attività fotografica aspetti inediti dell’esperienza umana nel mondo. Nelle sue mani la macchina da presa diventa una mediatrice tra sensazioni private e dati di senso proiettando, come una lente d’ingrandimento, l’occhio umano direttamente nelle cose per captare particolari che solitamente non ricevono attenzioni perché apparentemente banali o troppo inflazionati, ma che proprio per questo sono in continuo rapporto con l’uomo e possono assumere una portata universale. In questo modo Ghirri ha tracciato, durante tutto il suo percorso di studio, delle linee di connessione tra tutto ciò con cui entrava in rapporto costruendo man mano una vera e propria mappa della sua esperienza nel mondo. Proprio l’idea di mappa è centrale nella concezione di Ghirri di archivio come luogo mentale: «ho lavorato in diverse direzioni, in un processo di attivazione del pensiero» scriveva nel 1970 «non ho cercato di fare delle fotografie, ma delle carte, delle mappe, che fossero contemporaneamente delle fotografie». Questa doppia attività della fotografia («collezionare ed editare») viene definita da Ghirri ‘catalogica’ alludendo alla cura con la quale le sue immagini vengono concepite all’interno di uno spazio più ampio che si vuole rappresentare e al valore che queste assumono nello ‘stare insieme’: catalogare logicamente. Le rappresentazioni diventano simboli attraverso i quali la realtà ci parla e questi perdono i loro confini quando sono posti in sequenza tre essi come in un mosaico, costruendo assieme un significato più ampio di se stessi nell’immagine d’insieme che infine ne viene a risultare.
La retrospettiva “Pensare per Immagini”, che si inaugurerà il 24 aprile 2013 al MAXXI di Roma e sarà visitabile fino al 27 ottobre 2013, indica già dal titolo questi aspetti concettuali della visione Ghirriana: le immagini come attività di pensiero; ogni dettaglio del reale non è un ostacolo da eliminare per vedere oltre di esso, ma un concentrato di significati funzionali all’interno di un complesso maggiore, un punto d’appoggio per uno slancio conoscitivo e un continuo superamento.Gli oggetti sono presentati come immobili, definiti, perché rappresentano una base solida per un salto e dalla loro staticità creano movimento, dalla semplicità spaziano verso contesti più ampi e Ghirri ha avuto la capacità, saltando da un oggetto all’altro, di creare questi flussi universali rimanendo sempre in un intimo rapporto con la realtà. Un’esposizione dei suoi lavori deve poter rendere conto di questi processi rappresentando la scia che si è lasciato dietro.
A Roma, infatti, saranno esposti anche tutti i materiali d’archivio ritenuti secondari, ma che sono un’importante testimonianza per comprendere l’esperienza artistica di Ghirri, come i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati e altri elementi della sua attività editoriale, parte della raccolta di cartoline utilizzate dall’autore per realizzare le polaroid o le immagini concettuali, alcuni dei libri della sua biblioteca personale e altri materiali che aiutano ad immergersi nella particolarissima creatività di Ghirri e nella sua vita privata.
Tra le 300 immagini che saranno presentate, particolare attenzione sarà rivolta ai vintage print stampati direttamente dall’autore, appartenenti al primo periodo di produzione di attività dell’autore (1968-1975 circa); l’intero archivio di Ghirri, infatti, è stato, nella prima fase di rielaborazione, suddiviso in diverse fasi per tentare di sciogliere la complessità dei materiali e di certo, questo primo periodo, meno noto, è di fondamentale importanza per la comprensione dell’opera di questo artista poiché contiene i germi di tutta la sua produzione successiva. L’interazione di queste immagini con i ‘materiali secondari renderà possibile osservare e ripercorrere in modo approfondito i processi caratterizzanti di Luigi Ghirri per individuare, in modo ovviamente parziale, ma efficace, il sentiero che ha tracciato, facendoci posare lo sguardo sulle isole che incontrava costantemente agli argini del suo cammino permettendoci di spiare le sue immersioni e arrancando, poi, dietro lui nei suoi balzi da un’isola all’altra, passando sui ponti scomodi che ha costruito.
Marco Cicolini
___


