Archive for the ‘Fotografie’ Category
Giornata della Cultura Rom
Forlì, 13/09/2013

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Concorso Fotografico “Uno scatto per Regnoli”

“L’uomo riflesso”
Ieri ho avuto il piacere di ricevere il primo premio nel concorso “Uno scatto per Regnoli”, organizzato dall’Associazione Culturale “Regnoli 41” e dal quotidiano “La Voce di Romagna”, con la mia fotografia “L’uomo riflesso”.
“L’uomo riflesso” è una delle fotografie del reportage che ho fatto nel 2010 all’evento-parata organizzato dalla Casa del Cuculo “Il Re oggi gira. Voi no?”
“Uno scatto per Regnoli” è un evento inserito nell’ambito di “Prove Tecniche” per la candidatura di Forlì per Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019.
La premiazione si è svolta all’ex disco rosso in Piazza XX Settembre 1 – 47121 Forlì (FC), sede dell’Associazione Regnoli 41, dove è stata allestita una esposizione di una selezione delle fotografie iscritte al concorso.
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Qualche informazione dal bando:
1° edizione del concorso fotografico “UNO SCATTO PER REGNOLI”.
La parola “scatto” è naturalmente una metafora.
Via G. Regnoli via dell’Arte, dell’Artigianato e del Buon Vivere e Galleria a Cielo Aperto in tutte le ore del giorno e della notte.
Obiettivo del Concorso fotografico è mettere in evidenza la mostra “Galleria a cielo aperto” in via Giorgio Regnoli e tener desta l’attenzione sulla via portando i forlivesi, e non solo, a conoscere il progetto dell’ass. culturale Regnoli 41 “Via Regnoli la via dell’arte, dell’artigianato e del buon vivere”.
Le foto dei primi tre saranno pubblicate sul quotidiano La Voce. La foto del primo classificato sarà stampata a spese dell’associazione su forex e farà parte della seconda edizione di Galleria a cielo aperto (luglio – dicembre 2013), cioè sarà esposta sulla via G. Regnoli insieme alle altre opere d’arte.
Commissione di qualità:
Stanghellini Franco Artista, Dervis Castellucci Foto Cine Club Forlì, Roberta Invidia giornalista La Voce Di Romagna, Mario Saccone e Elisabetta Celli Regnoli 41, Gianluca Naphtalina Camporesi Video Maker, Valentina Ravaioli Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, Lisa Tormena Documentarista Sunset Soc. Coop.
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Krzysztof Penderecki, Emilia Romagna Festival

Krzysztof Penderecki, Emilia Romagna Festival, Foto 1

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La XIII edizione dell’Emilia Romagna Festival si è chiusa il 22 settembre 2013, al Teatro Masini di Faenza, con un concerto che coincide anche quest’anno con l’apertura della stagione invernale e che rende omaggio a Krzysztof Penderecki, in occasione del suo 80° compleanno, organizzato in collaborazione con Ravello Festival e la Sagra Musicale Umbra.
Un appuntamento che vede il celebre compositore polacco impegnato sia come autore che come direttore dell’Orchestra da Camera di Perugia, con Massimo Mercelli solista al flauto.
Krzysztof Eugeniusz Penderecki (Dębica, 23 novembre 1933) è un compositore e direttore d’orchestra polacco. La sua opera si colloca nell’ambito del postserialismo.
La sua sperimentazione sonora destava e desta tuttora scalpore. Viene considerato il musicista di riferimento dell’avanguardia polacca e fra le varie etichette gli è stata assegnata anche quella di “classico postmoderno”.
Penderecki è uno dei pochi compositori di musica contemporanea il cui nome sia giunto con successo anche presso il grande pubblico grazie all’utilizzo di alcune sue composizioni in due celebri film: The Exorcist, di William Friedkin, e in Shining di Stanley Kubrick. In quest’ultimo, il brano De Natura Sonoris nr. 2 – una delle composizioni di Penderecki usate da Kubrick per la nota pellicola del 1980, insieme a Jutrznia (o Utrenja), The Awakening of Jacob e Polymorphia – contribuisce notevolmente ad aumentare il clima di tensione e di suspense nel film, grazie ai suoi caratteri striduli e interrotti.
Nel 1961 ha composto un’opera in onore delle vittime di Hiroshima, Threnodia per le Vittime di Hiroshima: in questo brano, scritto per 52 archi, Penderecki utilizza i cluster e i glissato; il tempo musicale non si misura in battute, ma in secondi. Anche questa composizione è stata resa celebre per l’utilizzo cinematografico a commento di una sequenza del film I figli degli uomini di Alfonso Cuaròn. È stato personalmente molto legato a Giovanni Paolo II, al quale ha dedicato alcune composizioni.
Penderecki ha composto otto sinfonie (la sesta è ancora in fase di composizione). Molte di esse nascono dalla sua profonda fede cattolica. Di grande rilievo soprattutto la Settima, intitolata Le sette porte di Gerusalemme, per soli, coro e orchestra. Di rilievo infine la monumentale Passione secondo San Luca, composta negli anni 1965-66, per soli, coro, coro di voci bianche e orchestra, ispirata al modello delle Passioni di Bach.
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Intervista per Cesena24ore

Raccontare la vita per immagini
Intervista a tutto campo al fotografo cesenate Filippo Venturi
CESENA – La Romagna è terra di creativi, noi ne siamo convinti, di artisti e di profondi spiriti illuminati dall’arte. Nelle nostre frequenti ricerche su internet ci siamo imbattuti in Filippo Venturi, fotografo professionista e “romagnolo doc” che è stato recentemente insignito di un premio per il concorso “Crediamo ai tuoi occhi”, contest organizzato dal Centro Italiano della Fotografia d’Autore.
Non ci siamo fatti scappare l’occasione di intercettarlo e di sottoporlo ad una a fastidiosa mitragliata di domande, chiedendogli come è nata la sua passione per la fotografia e che ne sarà di quest’arte, come ‘è nato il progetto con cui ha vinto il premio e cosa significa vivere in provincia… Insomma, un’intervista a tutto campo per conoscere le tante sfaccettature che caratterizzano questo professionista che volente o nolente, dà lustro col suo lavoro alla Romagna tutta.
1. Filippo sei stato insignito di un premio davvero importante… come ti senti?
Essere premiato nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi” è uno dei riconoscimenti principali che ho ottenuto come fotografo.
Fa piacere ricevere un riconoscimento importante: è una conferma che si è lavorato bene ed è un ulteriore stimolo a continuare.
2. Quando hai deciso di concorrere?
Ho letto del bando su internet, essendo un premio importante e con una giuria di livello, ho deciso di tentare e vedere che sarebbe successo.
Sono molto soddisfatto di “In Oblivion”, così ho voluto metterlo alla prova.
3. Su cosa hai incentrato il tuo lavoro?
Il mio lavoro si intitola appunto “In Oblivion”, l’ho realizzato nel giugno 2012 a New York City.
Ho voluto raccontare il quartiere di Red Hook e i suoi abitanti, realizzando una serie di ritratti e di paesaggi, che ho poi deciso di alternare, per mettere in risalto il contrasto che emerge fra un ambiente degradato, consumato e annerito e la popolazione, in gran parte composta da giovani e artisti, che sta ripopolando l’area.
Il progetto è composto da 39 fotografie.
Sicuramente, nella realizzazione, sono stato influenzato dai lavori di maestri come Joel Sternfeld, Stephen Shore e Alec Soth.
4. Quando hai scoperto la fotografia e soprattutto com’è scattata in te l’idea di trasformarla in una professione?
Ho scoperto la fotografia un po’ tardi, a 28 anni.
In un certo senso mi sembra di essere partito con un gap di 10-15 anni e di dover recuperare. Probabilmente però è questa sensazione che dal 2008 fino ad oggi mi ha spinto a dedicare ogni attimo libero a studiare, osservare e praticare la fotografia.
La scoperta è stata un po’ banale: un giorno, vedendo alcune fotografie molto particolari su internet, mi sono chiesto “Perché non provo a farle anche io?” e lì è iniziato il mio percorso.
I primi esperimenti erano inguardabili, anche se sul momento mi sembravano ottime fotografie, per fortuna mi sono reso conto presto che dovevo educare il mio sguardo, senza impuntarmi su ciò che ritenevo bellissimo così, “a pelle”.
Col tempo ho preso sempre più sicurezza in me stesso, fino a quando ho deciso di propormi a livello professionale.
Qualcosa di simile sta avvenendo anche col video. Ho sempre amato il cinema e ultimamente ho iniziato a dedicarmi anche al video; entro ottobre dovrebbe uscire il mio primo lavoro in questo campo, il documentario “Forum Living”, di cui sono il regista, assieme a Stefania Amanti, e che ho potuto realizzare grazie al grandissimo lavoro svolto dai ragazzi della troupe (ora, tutti assieme, abbiamo creato l’Associazione Sovraesposti, specializzata nella realizzazione video).
Molto prezioso è stato il supporto tecnico-pratico dei ragazzi della Cooperativa Sunset di Forlì.
Il documentario “Forum Living” è stato pensato nell’ambito Progetto “MU.VI.TECH, Musica, Video e Nuove Tecnologie” (finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e dall’ANCI. A livello locale questa iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Forlì Assessorato alle Politiche Giovanili, da Techne, Materiali Musicali, Sunset Soc. coop.)
5. Vivere in una provincia credi renda ancora più difficile alle persone, in particolare ai giovani, la possibilità di trovare una propria dimensione professionale?
Vi sono dei pro e dei contro.
In una provincia la qualità della vita solitamente è migliore, i tempi meno compressi e la concorrenza meno affollata. Questo consente di cercarsi più facilmente un proprio settore dove specializzarsi o, meglio ancora, il settore di proprio interesse potrebbe essere scoperto e potrebbe attendere proprio noi.
D’altro canto i contatti con le grosse agenzie, riviste, gallerie e musei sono più semplici se vivi a Roma o Milano e da questo dipendono anche le opportunità di ricevere lavori commissionati o altre proposte.
Internet ha semplificato le cose, anche chi vive a Cesena è visibile e raggiungibile. Nonostante questo, però, è molto importante viaggiare, visitare i Festival, le mostre e così via, sia per crearsi i contatti, sia per mostrare il proprio lavoro e sia perché vedere le fotografie stampate è molto diverso dal vederle su internet, consente di apprezzare di più il lavoro altrui ed anche il proprio.
6. Cosa significa per te la fotografia?
La fotografia è un linguaggio attraverso il quale posso esprimere me stesso e posso raccontare ciò che vedo.
La fotografia è, oltre alla scrittura, il canale col quale cerco di sfogare e dare forma alle idee e le visioni che ho in mente.
Lo stesso linguaggio, professionalmente, può servire per raccontare ciò che i clienti vorrebbero esprimere.
7. Che rapporto hai con le nuove piazze virtuali dedicate alle immagini, ad esempio Flickr, Instagram…?
Flickr lo conosco bene ed è stato il primo luogo dove ho pubblicato le mie fotografie. E’ stato molto utile per vedere i lavori altrui e per i commenti. Un rischio, su Flickr, è di lasciarsi incantare da perdite di tempo come le fotografie su “Explore” o gli “HDR”.
Instagram lo conosco meno, ma questo è anche colpa del mio disinteresse per gli smartphone, che riconosco essere un errore, considerando che oggi alcuni consentono di realizzare fotografie ad una qualità buona, in modo discreto ed anche in situazioni dove non potresti mai estrarre una macchina fotografica. Sull’argomento c’è online un interessante articolo di Marco Pinna, dedicato a Michael Christopher Brown, “Se la Magnum abbraccia l’uomo dell’iPhone”.
8. Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nel presentare la decima edizione del concorso cita Mallarmè: “Il mondo è fatto per finire in un bel libro”, tu che ne pensi?
Credo che la citazione di Mallarmè sia la perfetta chiusura del discorso di Fulvio Merlak.
Sono convinto che gli ebook saranno destinati a sostituire buona parte dei libri cartacei di oggi, soprattutto per quanto riguarda i prodotti commerciali, di massa. Allo stesso tempo sono convinto che, assorbita la rivoluzione digitale che sta coinvolgendo la nostra generazione, la fruizione e l’interesse torneranno a seguire più fedelmente le abitudini delle persone. Il digitale ha reso facile procurarsi canzoni, libri, film e fotografie e questo ha portato a fare enormi scorpacciate a cui non è sempre seguita una maggior fruizione effettiva e con qualità adeguata.
Inoltre il supporto digitale con cui usufruiremo degli ebook, e non solo, sarò lo stesso che ci permette di comunicare istantaneamente… e il rischio è di frammentare la fruizione di qualsiasi cosa perché saremo interrotti da notifiche di email o di messaggi sui social network.
Per non tirarla troppo lunga, sono convinto che in futuro convivranno supporti digitali e “materiali” e che chi vorrà una fruizione di qualità, soprattutto nel campo fotografico, non potrà fare a meno della carta e quindi della stampa di buona qualità.
Il problema, a quel punto, diventerà l’aumento dei costi per stampare una quantità limitata di libri. Per quanto mi riguarda, si, il mondo merita di finire in un bel libro e quel libro merita un buon supporto e una buona qualità.
9. Dai un consiglio ai giovani che si affacciano al mondo della fotografia o a quanti vorrebbero farne una professione…
Studiare molto. Osservare molto. Fotografare molto.
Evitare di ascoltare i facili complimenti, seppur in buona fede.
Uno dei rischi per chi è agli inizi è quello di sottovalutare la fotografia e pensare che l’acquisto di una reflex e qualche effetto di Photoshop possano colmare le proprie lacune, ma non è così.
Fra le arti la fotografia è ancora quella più maltrattata, forse perché la tecnica si è semplificata molto e il pigiare un tasto sembra alla portata di tutti, ma anche scrivere è semplicissimo, basta una penna, ma non per questo tutti sanno scrivere buoni libri.
La tecnica è facile da apprendere, più difficile è iniziare a comunicare efficacemente con la fotografia.
Enrico Samorì (fonte)
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