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Interstellar o il Cinema di fantascienza

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Interstellar

Interstellar

Stavo ripensando a Interstellar e ad altri film di fantascienza, che promettono tanto e lasciano poco.

Al contrario della forma letteraria, dove racconti e romanzi di fantascienza esplorano qualche tematica sociale, prevedendo o estremizzando i bisogni primari dell’uomo o magari la tecnologia e i rapporti con essa, ecc. regalando suggestivi, affascinanti o angoscianti scenari e spunti di riflessione… la forma cinematografica molto spesso illude di voler fare altrettanto ma ha in realtà il banale scopo di raccontare una favoletta che si risolverà con un deus ex machina spettacolare e/o improbabile.

In fondo non è un caso che quando si pensa al binomio di fantascienza-filosofia e cinema, i film veramente interessanti si possano contare con le dita di una mano.

Provo a fare un breve elenco (ma il livello è molto altalenante): 2001 Odissea nello spazio, Moon, Stati di allucinazione, L’esercito delle dodici scimmie, Contact, Gattaca, Primer (ma ne ho soltanto sentito parlare, mai visto), I figli degli uomini, L’invasione degli ultracorpi, Blade Runner.

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Passando al film in oggetto, esprimo qualche riflessione.

Non è esente da difetti, ma ho apprezzato che siano riusciti a rendere abbastanza bene alcune tematiche, molto suggestive e affascinanti, affrontate nel corso del film (il concetto di relatività, il viaggio nel tempo, i buchi neri, ecc)… ad esempio mi sono commosso quando McCoso, tornato alla nave madre dopo 23 anni di assenza, scorre i filmati ricevuti in quel lasso di tempo dai figli.

Al termine della visione, però, non rimane molto, se non la voglia di tornare a leggere Asimov e magari altri libri di fantascienza che non si è mai letto.

Alla fine è un buon film d’avventura, ma non cerca di andare oltre o se lo fa non ci riesce minimamente (nonostante Nolan dichiarasse di essersi ispirato a 2001 di Kubrick).

L’unico tentativo è, forse, il concetto di amore che, come la gravità, dovrebbe andare oltre le nostre 4 dimensioni (nelle ipotesi del film) e dovrebbe anche guidarci nella giusta direzione.

Però, se si va a vedere bene:
– Matt Damon tradisce tutti per amor proprio, insomma vuole salvarsi ad ogni costo, anche quello di mentire e compromettere la salvezza dell’umanità;
– McCoso ad un certo punto, per amore dei figli, cerca di mandare a monte la missione e di tornare a casa; anche il messaggio “Stay”, tramite la libreria, va in quella direzione e, soltanto dopo che non riesce a fermare il se stesso del passato, decide di inviare la mole di dati mostruosa presi all’interno del buco nero col codice morse (davvero?).
– Anne Hathaway cerca di andare nel pianeta del suo amato, nonostante il pianeta di Matt Damon sembri perfetto per viverci.
ecc.

Written by filippo

24 novembre 2014 at 9:01 am

Pubblicato su Cinema

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Due pensieri su La grande bellezza

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La grande bellezza, di Paolo Sorrentino

Il tema centrale è quello della sensibilità schiacciata dalla quotidianità borghese e Roma ha solo il ruolo di essere un segnaposto per la grande bellezza che costantemente lo chiama fuori dalla mondanità: la bellezza che lo fa passeggiare alla mattina per le strade felice dopo il deserto delle feste a casa sua.

In realtà poi il film si permette di toccare anche altri temi, sempre insistendo su una forte ricerca estetica.

Ma al di là di questo, la bellezza di un film prescinde dal messaggio che lo stesso ci vorrebbe trasmettere o meglio: viene ancor prima. Il film di Sorrentino puoi anche non capirlo, ma non puoi negarne la grandezza tecnica o la bellezza estetica.

Puoi dire che non ti é piaciuto o non l’hai capito o che é pretestuoso il messaggio? Sí.
Puoi dire che hanno studiato bene cosa piace agli americani per tentare di vincere l’Oscar? Si.
Puoi dire che non è cinema di alto livello? No.

Leggendo alcuni commenti su Twitter o Facebook degli “spettatori medi” della TV italiana, mi viene in mente la risposta di Servillo alla giornalista di RaiNews che pone domande inutili:
“Non la sento più! Guardi, sto entrano in un tunnel. Pronto? Pronto?… ma vattenaffanculo”.

La grande bellezza, Paolo Sorrentino e Toni Servillo

The walking sad – La grande bellezza

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Written by filippo

5 marzo 2014 at 8:48 am

I vincitori degli Oscar 2014

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12 anni schiavo

“Gravity” 7 statuette per premi tecnici e miglior regia di Alfonso Cuarón.
Miglior film “12 anni schiavo” di Steve McQueen.
Miglior film straniero a “La grande bellezza”
Matthew McConaughey miglior attore e Jared Leto miglior attore non protagonista.

Non ho visto tutti i film, ma sono soddisfatto delle premiazioni di quest’anno.

Curioso di vedere “Her” di Spike Jonze, che ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura.

American Hustle 0 Oscar su 10 Nomination… giustissimo.

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Miglior Film
12 anni schiavo

Miglior Attore
Matthew McConaughey – Dallas Buyer’s Club

Miglior Attrice
Cate Blanchett – Blue Jasmine

Miglior Regista
Alfonso Cuarón – Gravity

Migliore Sceneggiatura
Spike Jonze – Her

Migliore Sceneggiatura non originale
John Ridley – 12 anni schiavo

Migliore Canzone Originale
Let It Go – Frozen (di Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez)

Migliore Colonna Sonora
Steven Price – Gravity

Migliori Scenogragie
Catherine Martin, Beverley Dunn – The Great Gatsby

Miglior Montaggio
Alfonso Cuarón, Mark Sanger – Gravity

Migliore Fotografia
Emmanuel Lubezki – Gravity

Miglior Attrice non Protagonista
Lupita Nyong’o – 12 anni schiavo

Miglior Montaggio Sonoro
Glen Freemantle – Gravity

Miglior Sonoro
Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead, Chris Munro – Gravity

Miglior Film Straniero
La grande bellezza

Miglior Documentario
20 Feet From Stardom

Miglior Corto Documentario
The Lady in Number 6: Music Saved My Life

Miglior Cortometraggio
Helium

Migliori Effetti Speciali
Tim Webber, Chris Lawrence, Dave Shirk, Neil Corbould – Gravity

Miglior Film d’Animazione
Frozen

Miglior Corto d’Animazione
Mr. Hublot

Miglior Trucco e Parrucco
Dallas Buyers Club

Migliori Costumi
Catherine Martin – The Great Gatsby

Miglior Attore non Protagonista
Jared Leto Dallas – Buyer’s Club

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Written by filippo

3 marzo 2014 at 12:04 PM

Still Life, di Uberto Pasolini

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Still Life, di Uberto Pasolini, con Eddie Marsan

Un film di Uberto Pasolini.
Con Eddie Marsan, Joanne Froggatt, Karen Drury, Andrew Buchan, Ciaran McIntyre.
Durata 87 min. – Gran Bretagna, Italia 2013.

John May è un funzionario comunale dedicato alla ricerca dei parenti di persone morte in solitudine. Diligente e sensibile, John scrive discorsi celebrativi, seleziona la musica appropriata all’orientamento religioso del defunto, presenzia ai funerali e raccoglie le fotografie di uomini e donne che non hanno più nessuno che li pianga e ricordi. La sua vita ordinata e tranquilla, costruita intorno a un lavoro che ama e svolge con devozione, riceve una battuta d’arresto per […]

Era un po’ che non uscivo dal cinema così soddisfatto!

Il film si denota subito per una gran bella fotografia, ho apprezzato molto la precisione e pulizia delle inquadrature e delle scenografie, così come la regia in generale, che fra l’altro è di un giovane italiano: Uberto Pasolini.

L’atmosfera è leggermente surreale, sicuramente qualcuno potrà obiettare sull’effettiva credibilità che nel 2013 esista un lavoro simile e svolto con questa libertà di movimento e impegno, ma le condizioni, quasi fiabesche, sono ben chiare fin dall’inizio e ci si immerge nel film senza difficoltà.

L’attore, Eddie Marsan, è una piacevolissima sorpresa per me, come protagonista, e da solo regge tutto il film.

Certamente fra i migliori film che ho visto, fra quelli usciti nel 2013.

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Written by filippo

23 dicembre 2013 at 11:57 am

The Book, il ritorno dei maestri dell’horror italiano

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The Book, con Alberto De Martino, Aldo Lado, Antonio Bido, Enzo G. Castellari, Lamberto Bava, Luigi Cozzi, Ruggero Deodato, Sergio Martino, Sergio Stivaletti, Umberto Lenzi, Edoardo Margheriti e Tonino Valerii.

E FINALMENTE!

La Patria del Cinema di Genere ha deciso di mettersi nuovamente in gioco riunendo alcuni dei più grandi Registi viventi italiani in un’unica Antologia Horror: THE BOOK – The Italian Masters Return.

Ricordo un primo simile tentativo, poi non andato in porto, risalente al 2009, che intendeva ripercorrere la stessa idea del fortunato Masters of Horror (QUI potete leggere un nostro Dossier in proposito). A distanza di anni, lo ripeto, finalmente, questo progetto sembra ora essersi concretizzato.

The Book racconterà attraverso una serie di episodi la grande Roma, la Città Eterna.

Specialisti del genere Horror, Giallo, Spaghetti Western, Thriller, Poliziesco, uniscono le forze in quello che potenzialmente rappresenta una vera e propria Bomba.

Il merito di questa idea va ai produttori Sergio Stivaletti, David Bond e Manda Manuel. Questi ultimi due sono anche i produttori di un’altra antologia horror, The Profane Exhibit, alla quale ha partecipato lo stesso Stivaletti firmando uno degli episodi (Tophet Quorom).

Al momento i nomi confermati sono i seguenti.

Alberto De Martino, Aldo Lado, Antonio Bido, Enzo G. Castellari, Lamberto Bava, Luigi Cozzi, Ruggero Deodato, Sergio Martino, Sergio Stivaletti, Umberto Lenzi, Edoardo Margheriti e Tonino Valerii.

La sceneggiatura degli episodi sarà a cura di un altro grande simbolo del Cinema di Genere italiano: Dardano Sacchetti.

Altra sorpresa sono le musiche, che saranno direttamente curate dai Goblin e Claudio Simonetti.

Per garantire la realizzazione di questo ambizioso progetto, è stata lanciata una campagna di Crowd Funding che ha come obiettivo quello di raggiungere quota 100.000 dollari in 60 giorni.

Il link alla campagna di Crowd Funding è QUI.
il link alla pagina ufficiale Facebook è QUI.

Qui di seguito invece il simpatico Trailer che ci mostra la carrellata degli Italian Masters coinvolti in The Book. La mano mostruosa che sfoglia il libro mi ricorda quella di Inferno di Dario Argento… che sia un modo per suggerirci un imminente ingresso del regista romano in questa antologia? Sarebbe un vero colpaccio.

Lo ridico? FINALMENTE!!!

Pollice in Su per The Book, non vedo l’ora di saperne di più…

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Articolo tratto da splattercontainer.com

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