Filippo Venturi Photography | Blog

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Archive for the ‘Cinema’ Category

Il Cinema Ritrovato

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Il Cinema Ritrovato: Barry Lyndon

Negli ultimi mesi ho avuto l’enorme piacere di rivedere al cinema alcuni capolavori che avevo potuto guardare soltanto in televisione, su VHS o DVD.
Come ad esempio “C’era una volta in America”, “Il buono, il brutto, il cattivo” e “Barry Lyndon”.

E’ stata una esperienza meravigliosa.
Sarà perché le sale erano mezze vuote e quei pochi erano rispettosi della visione, propria e altrui; l’immersione nel film era totale, niente distrazioni, soltanto buio e silenzio fuori dallo schermo.

Fanno tutti parte di una pregevole iniziativa della Cineteca di Bologna.
Come indicato nel sito ufficiale:

A partire da settembre 2013, la Cineteca di Bologna ha promosso la distribuzione di una serie di grandi film del passato nelle sale dell’intero territorio nazionale. Una scommessa in nome del cinema che amiamo, che restauriamo, che ci impegniamo a proporre al pubblico nelle condizioni migliori; e un gesto attivo di tutela nei confronti della sala cinematografica, in anni nei quali in Italia la vita delle sale (quelle che resistono) sta diventando una sempre più problematica sopravvivenza. Partiamo dalla considerazione semplice che questi film sono stati concepiti e realizzati per la visione in una sala: è questa la loro sede naturale, ed è inevitabile che il loro passaggio attraverso altri formati e canali rappresenti un’esperienza impoverita. Vedere o rivedere I quattrocento colpi, o Tempi moderni, o Gioventù bruciata sullo schermo e nella dimensione d’una sala cinematografica significa fare di ciascuno di questi film un’esperienza importante, capace di incidere nelle nostre vite, e di non perdersi in un indistinto frastuono di immagini. Si tratta, in tutti i casi, di film restaurati negli ultimi anni con tecnologia digitale, riportati quindi a uno splendore e a una nitidezza visiva mai raggiunti prima. La tecnologia digitale, inoltre, alleggerendo costi e modalità della distribuzione, ha reso possibile quel che fino a oggi sarebbe stato impensabile: organizzare un Cinema ritrovato al cinema non come serie di occasioni o eventi speciali, ma come una vera e propria stagione di novità che copre l’intero anno, e che della stagione di novità ha il ritmo, l’impatto comunicativo e anche l’ambizione commerciale. Perché crediamo davvero che, visti in sala, questi che presentiamo tornino a essere nuovi film, pronti a conquistare il pubblico delle nuove generazioni.

Fra le prossime uscite:
– Salvatore Giuliano (1962) di Francesco Rosi, dal 9 febbraio 2015.
– Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi, dal 9 febbraio 2015.
– Metropolis (1925) di Fritz Lang, dal 16 marzo 2015.
– Todo modo (1976) di Elio Petri, dal 13 aprile 2015.
– I 400 colpi (1959) di Francois Truffaut.
– Gioventù bruciata (1955) di Nicholas Ray, dal 6 novembre 2015.
– Tempi Moderni (1936) di Charlie Chaplin, dall’8 dicembre 2015.

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Written by filippo

26 January 2015 at 6:52 pm

Breve recensione di The Theory of Everything

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The Theory of Everything, photo 3

The Theory of Everything (Felicity Jones e Eddie Redmayne)

Ho visto “La teoria del tutto”, film sulla vita di Stephen Hawking, diretto da James Marsh.

Con sorpresa hanno tradotto il titolo fedelmente, senza inventarsi qualcosa tipo “Se mi lasci ti deformo lo spaziotempo”.

Più profondo, a livello emotivo, di “The Imitation Game” (sulla vita di Alan Turing), che pure avevo apprezzato, senza però annotarmi mentalmente, nè l’uno nè l’altro, fra i film migliori che abbia mai visto.

Anzi, volendo fare una classifica del genere Superdotato stramboide con donna bella e brava appresso che lo aiuta ad affrontare il deficit fisico/psicologico o la persecuzione/discriminazione, personalmente al primo posto rimane ancora “A beautiful Mind” (sulla vita di John Nash), nonostante la mia enorme simpatia e stima per i veri personaggi di Alan Turing e Stephen Hawking.

Che poi, a pensarci un attimo, nel genere potrebbero rientrare anche diversi supereroei Marvel.

Tornando al film in questione, c’è da dire che gli attori, Eddie Redmayne e Felicity Jones, sono effettivamente bravi (lei poi è di una rara candida bellezza). Le scenografie, i costumi e la fotografia sono curatissimi.

Il difetto principale rimane una durata eccessiva che comporta la diluizione delle emozioni, su cui il film poggia la propria struttura.

Dello Stephen Hawking scienziato c’è veramente poco (purtroppo), se non qualche sporadico momento trattato anche in modo superficiale, dove i suoi studi e le sue teoria somigliano più ai sogni di un poeta che di uno scienziato.

In conclusione, si può dire che sia un buon film romantico con un protagonista disabile che accidentalmente è anche uno scienziato.

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Written by filippo

24 January 2015 at 9:01 am

I 10 migliori film del 2014

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I 10 migliori film del 2014

1) Nebraska di Alexander Payne
Nonostante fosse girato con un bianco e nero che non mi piaceva, a livello fotografico, e il trailer non mi avesse ispirato particolarmente, devo dire che è il film che mi ha sorpreso e che ho apprezzato maggiormente. Affronta il tema del rapporto padre-figlio, le incomprensioni, i ruoli che si invertono col passare degli anni, l’amore che comunque sopravvive, in modo apparentemente semplice, crudo, a volte anche ironico, ma in realtà più profondo di quel che sembra.

2) Boyhood di Richard Linklater
Quasi videoarte, con gli attori (tutti bravissimi) che invecchiano effettivamente nei 12 anni in cui si sono svolte le riprese di questo racconto di formazione (dal 2002 al 2013), senza ricorrere a parrucche o rughe posticce. E così la vita del protagonista e delle persone che gli orbitano attorno assumono un altro significato. “A fine film ci si sente parte della sua famiglia”.

3) The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson
Nonostante trovi un po’ troppo lezioso lo stile di Anderson, questo film, a differenza di altri, scorre molto bene e narra vicende dal sapore felliniano.

4) Interstellar di Christopher Nolan
Film pieno di difetti, ma tocca argomenti affascinanti come il viaggio nel tempo, il paradosso dei gemelli, i buchi neri e ci sono anche alcuni momenti azzeccatissimi, come ad esempio Matthew McConaughey che guarda i videomessaggi dei figli.

5) 12 anni schiavo di Steve McQueen
Molto interessante questo relativamente nuovo regista, proveniente dalla videoarte.
Il tema è trito e ri-trito, ma il film è realizzato in modo impeccabile e McQueen si/ci concede anche alcuni momenti che non possono non colpire, come i quasi 3 minuti di impiccagione.
Ridicole alcune locandine che hanno diffuso con Brad Pitt gigante, che in realtà nel film ricopre una parte molto piccola.

6) A proposito di Davis di Ethan e Joel Coen
Non il mio preferito dei fratelli Coen, ma al solito curatissimo sotto ogni aspetto e probabilmente da rivedere almeno una seconda volta per essere compreso del tutto (e forse salire in classifica).

7) Le meraviglie di Alice Rohrwacher
Un fiorellino molto delicato, che tocca argomenti e temi che definirei “vincenti” già sulla carta, ma lo fa bene.

8) Pride di Matthew Warchus
Visto soltanto per una serie di coincidenze, ammetto che è stata una gran bella sorpresa; era da un po’ che non mi divertivo così al cinema.

9) Lei di Spike Jonze
Film sottovalutato. Molti, dopo l’inzio molto promettente, hanno criticato il finale del film, che però è meno banale di quel che sembra. I temi affrontati sono ben noti a tutti, si. Però, ad esempio, la “maturazione” e presa di coscienza di Samantha, quasi indistinguibile da un essere umano (in futuro sarà ancora distringuibile?), fino a giungere ad una insoddisfazione del rapporto con l’essere umano, è realizzata molto bene.
Come dicevo tempo fa su Facebook, non sono molti i film che affrontano in modo intelligente la fantascienza, molti si limitano ad usare soltanto lo “scenario” per poi ambientavi i soliti film di azione, invece questo lo fa e forse non siamo ancora pronti per capirlo completamente.

10) Il sale della terra di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado
Anche se la figura di Salgado viene troppo mitizzata, il film in sè trasmette entusiasmo e voglia di fare, di uscire dalla sala e iniziare progetti, viaggi e così via.
Wenders trova anche un modo interessante di far interagire il fotografo con le proprie opere, in una sorta di emersione e immersione del volto di Salgado.
Non è mai semplice fare un film sulla fotografia, forse soltanto Wenders poteva riuscirci (anche se, personalmente, continuo a ritenere che ci sia una certa incompatibilità).

Un gradino sotto la top ten, Il giovane favoloso di Mario Martone (di cui ricordo soprattutto la recitazione di Elio Germano, alcune sequenze particolarmente riuscite, come quella del bordello simil “girone dantesco”, ma anche le lungaggini e le goffe scene in cui Leopardi partorisce letteralmente alcune delle sue poesie) e Si alza il vento di Hayao Miyazaki (non fra i suoi migliori, ma comunque col suo fascino).

Probabilmente se rifacessi fra una settimana, la classifica potrebbe essere diversa, ma stasera va così e pubblico questo post prima di qualsiasi tipo di ripensamento ;)

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La sopravvalutata ricerca della simmetria

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La sopravvalutata ricerca della simmetria

Premesso che adoro Kubrick.
A me quel famoso video sulla simmetria nei film di Kubrick, che gira spesso nei social network, fa cascare le palle.

Nel 90% dei casi sono inquadrature di corridoi o comunque location dove l’inquadratura centrale e simmetrica è “obbligata” perchè è quella più ordinata e “necessaria”.

L’inquadratura simmetrica in quei casi è fare ordine in qualcosa che ha già un suo ordine, a volte così lapalissiano perchè l’architettura stessa del luogo è simmetrica.

La simmetria è anche la soluzione ordinata più intuitiva, pulita, piacevole ed anche semplice.
Basta anche vedere come, in campo fotografico, i fotoamatori agli inizi spesso siano attratti dal fotografare scalinate o architetture simmetriche e molti osservatori-amatori vadano in visibilio.
Altre volte la stessa immagine viene “specchiata” per creare artificialmente la simmetria.

Se prendete una persona a digiugno di fotografia o cinema, la piazzate in un corridoio e le chiedete come lo inquadrerebbe, cosa pensate che risponderebbe?

Ovviamente Kubrick ha mille pregi e quello del rigore nella composizione dell’immagine, nella ricerca di una pulizia visiva, è fra questi, ma non lo considero il principale e nemmeno il più particolare, anzi forse rappresenta la pecurliarità più semplice da imparare, anche senza avere il suo talento.

E’ più complesso e sorprendente, sia per l’autore che per l’osservatore, trovare ordine, con una inquadratura, nel disordine, nell’assenza di un ordine già pensato, progettato e digerito da altri.

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Written by filippo

3 January 2015 at 12:42 pm

House of Cards

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House of Cards

Con colevole ritardo ho iniziato a guardare House of Cards; quattro giorni dopo l’ho finito.

Trovo che sia davvero ben realizzato sotto ogni aspetto, a partire ovviamente dagli attori e in particolare da Kevin Spacey.

Non si avvicina, per ora, al mio personale Olimpo dei telefilm, dove risiedono soltanto Breaking Bad e The Shield, ma comunque ha un buon piazzamento e confido che possa salire andando avanti con le stagioni.

Tre cose ritengo siano migliorabili:

Complessità degli intrecci
Fino a questo punto il telefilm è molto lineare e Jack Underwood sembra essere l’unico personaggio che trama alle spalle altrui (il che è improbabile, considerando l’ambiente in cui si svoge il tutto); gli intrecci sono sempre semplici da seguire, a volte anche troppo. Confido che sia una scelta, sia per partire piano nei confronti dello spettatore e sia per calare gradualmente il protagonista nella rete di intrecci, doppigiochi, ecc.

Vicende secondarie poco interessanti
Quando non c’è Underwood, le altre vicende sono poco interessanti; potrebbe essere una scelta per gestire il ritmo e non andare sempre sparati, ma in altri telefilm (es. Breaking Bad), riescono sia a farti interessare ai personaggi secondari e sia a gestire il ritmo della narrazione in modo eccellente.

Ammiccamenti troppo frequenti
Underwood ogni tanto si rivolge direttamente allo spettatore, a parole o con sguardi. Forse avviene troppo spesso.

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Written by filippo

26 November 2014 at 9:05 pm