Filippo Venturi Photography | Blog

Portrait and Documentary Photographer

Interstellar o il Cinema di fantascienza

leave a comment »

Interstellar

Interstellar

Stavo ripensando a Interstellar e ad altri film di fantascienza, che promettono tanto e lasciano poco.

Al contrario della forma letteraria, dove racconti e romanzi di fantascienza esplorano qualche tematica sociale, prevedendo o estremizzando i bisogni primari dell’uomo o magari la tecnologia e i rapporti con essa, ecc. regalando suggestivi, affascinanti o angoscianti scenari e spunti di riflessione… la forma cinematografica molto spesso illude di voler fare altrettanto ma ha in realtà il banale scopo di raccontare una favoletta che si risolverà con un deus ex machina spettacolare e/o improbabile.

In fondo non è un caso che quando si pensa al binomio di fantascienza-filosofia e cinema, i film veramente interessanti si possano contare con le dita di una mano.

Provo a fare un breve elenco (ma il livello è molto altalenante): 2001 Odissea nello spazio, Moon, Stati di allucinazione, L’esercito delle dodici scimmie, Contact, Gattaca, Primer (ma ne ho soltanto sentito parlare, mai visto), I figli degli uomini, L’invasione degli ultracorpi, Blade Runner.

___

Passando al film in oggetto, esprimo qualche riflessione.

Non è esente da difetti, ma ho apprezzato che siano riusciti a rendere abbastanza bene alcune tematiche, molto suggestive e affascinanti, affrontate nel corso del film (il concetto di relatività, il viaggio nel tempo, i buchi neri, ecc)… ad esempio mi sono commosso quando McCoso, tornato alla nave madre dopo 23 anni di assenza, scorre i filmati ricevuti in quel lasso di tempo dai figli.

Al termine della visione, però, non rimane molto, se non la voglia di tornare a leggere Asimov e magari altri libri di fantascienza che non si è mai letto.

Alla fine è un buon film d’avventura, ma non cerca di andare oltre o se lo fa non ci riesce minimamente (nonostante Nolan dichiarasse di essersi ispirato a 2001 di Kubrick).

L’unico tentativo è, forse, il concetto di amore che, come la gravità, dovrebbe andare oltre le nostre 4 dimensioni (nelle ipotesi del film) e dovrebbe anche guidarci nella giusta direzione.

Però, se si va a vedere bene:
– Matt Damon tradisce tutti per amor proprio, insomma vuole salvarsi ad ogni costo, anche quello di mentire e compromettere la salvezza dell’umanità;
– McCoso ad un certo punto, per amore dei figli, cerca di mandare a monte la missione e di tornare a casa; anche il messaggio “Stay”, tramite la libreria, va in quella direzione e, soltanto dopo che non riesce a fermare il se stesso del passato, decide di inviare la mole di dati mostruosa presi all’interno del buco nero col codice morse (davvero?).
– Anne Hathaway cerca di andare nel pianeta del suo amato, nonostante il pianeta di Matt Damon sembri perfetto per viverci.
ecc.

Written by filippo

24 November 2014 at 9:01 am

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s