Filippo Venturi Photography | Blog

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Still Life, di Uberto Pasolini

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Still Life, di Uberto Pasolini, con Eddie Marsan

Un film di Uberto Pasolini.
Con Eddie Marsan, Joanne Froggatt, Karen Drury, Andrew Buchan, Ciaran McIntyre.
Durata 87 min. – Gran Bretagna, Italia 2013.

John May è un funzionario comunale dedicato alla ricerca dei parenti di persone morte in solitudine. Diligente e sensibile, John scrive discorsi celebrativi, seleziona la musica appropriata all’orientamento religioso del defunto, presenzia ai funerali e raccoglie le fotografie di uomini e donne che non hanno più nessuno che li pianga e ricordi. La sua vita ordinata e tranquilla, costruita intorno a un lavoro che ama e svolge con devozione, riceve una battuta d’arresto per […]

Era un po’ che non uscivo dal cinema così soddisfatto!

Il film si denota subito per una gran bella fotografia, ho apprezzato molto la precisione e pulizia delle inquadrature e delle scenografie, così come la regia in generale, che fra l’altro è di un giovane italiano: Uberto Pasolini.

L’atmosfera è leggermente surreale, sicuramente qualcuno potrà obiettare sull’effettiva credibilità che nel 2013 esista un lavoro simile e svolto con questa libertà di movimento e impegno, ma le condizioni, quasi fiabesche, sono ben chiare fin dall’inizio e ci si immerge nel film senza difficoltà.

L’attore, Eddie Marsan, è una piacevolissima sorpresa per me, come protagonista, e da solo regge tutto il film.

Certamente fra i migliori film che ho visto, fra quelli usciti nel 2013.

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Written by filippo

23 December 2013 at 11:57 am

Funeral blues, W. H. Auden

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Funeral blues, W. H. Auden

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

(Traduzione di Gilberto Forti)

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Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.

The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.

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Written by filippo

4 December 2013 at 12:01 am