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Totally Lost | Spazi Indecisi

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Mostra fotografica Totally Lost

Fra i fotografi selezionati per la mostra, ci sono anche io :)

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Inaugurazione Totally Lost
Dal 4 giugno alle ore 16.00 al 16 giugno alle ore 21.00
Ex Deposito ATR, Largo Savonarola – Forlì

Un’esplorazione visiva, una riflessione sui residui dell’architettura dei regimi totalitari nei Paesi di Atrium (Italia, Slovenia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Grecia, Albania, Serbia), progetto europeo per valorizzazione dell’architettura dei regimi totalitari del XX secolo in Europa.

Il collettivo Spazi Indecisi all’interno dell’ex stabilimento delle corriere SITA, edificio razionalista in stato di abbandono nel centro storico di Forlì, allestisce un’esposizione visiva che raccoglie fotografie e video raccolti attraverso una open call (circa 2300 fotografie da 11 paesi) offrendo una panoramica sul patrimonio architettonico abbandonato del ventennio in Romagna, in Italia confrontandolo con le architetture in disuso dei regimi totalitari est europei.

Il percorso espositivo vuole fare vibrare alcuni concetti alla base della riflessione e dell’agire del collettivo: il valore del gioco nella scoperta, l’esplorazione come conoscenza, il rapporto fra mappa e territorio.

4 giugno
ore 16.00 Inaugurazione, interventi di:
– Piergiorgio Massaretti
– Fabio Fornasari
– Giovanni Hanninen

ore 17.00 Tavola Rotonda “Nuovi contenuti per vecchi contenitori”
> chiusura ore 20.00

7 | 8 | 9 | 14 | 15 | 16 giugno
apertura: 16.00 – 24.00 (per maggiori info su eventi serali www.spaziindecisi.it)

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In collaborazione con:

  • Ipercorpo – Città di Ebla
  • ATR
  • Patrizia Giambi
  • Cineclub Forcine

Con il contributo e il sostegno di:

  • ATRIUM – Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Urban Management
  • Comune di Forlì
  • Provincia di Forlì – Cesena
  • Regione Emilia-Romagna
  • South East Europe
  • Prove Tecniche Ravenna Capitale 2019

Nudi di Architettura – progetto fotografico su Deposito Corriere ATR:
Luca Massari

liberAZIONE
in collaborazione con Biblioteca Comunale “Aurelio Saffi”

La memoria privata. Immagini dell’architettura razionalista di Forlì dalla collezione di Gilberto Giorgetti
a cura di Associazione Cameranote

Comitato Scientifico:

  • Piergiorgio Massaretti
  • Giovanni Hanninen
  • Fabio Fornasari

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Fotografi selezionati | Selected photographers:

Kastriot Mersinaj
Gabriele Evangelisti
Roberto Berna
Basil Glystos
Gianluca Colagrossi
Nicola Avanzinelli
Dario Spadoni
Andrej Derkovic
Kamren Barlow
Reginald Van de Velde
Yves Lemay Lachance
Balazs Toro
Eliza Yankova
Lorenzo Linthout
Stephanie Avery
Bruno Maran
Jelena Prokopljevic
Guillaume Michelet
Stefan Tuchila
Mircea Struteanu
Ivan Maksimovic
Igor Markovic
Paolo Boggi
Isidora Amidzic
Petr Dusek
Peter Sarkozi
Daniel Domolky
Tibor Smid
Mark Peter Vargha
Matteo Danesin
Fabrizio Verni
Nicole Sassi
Emanuele Dari
Fabio Gubellini
Pierclaudio Duranti
Alessandro Costa
Lorenzo Mini
Daniele Campi Martucci
Adriano Zanni
Alessandro Costa
Davide Rabiti
Stefano Bottari
Filippo Venturi
Sardegna Abbandonata
Luca Cagnazzo
Roberto Giannesse
Francesca Buglioni
Lilly Greco
Maurizio Nimis
Giulio Speranza
Simona Tratzi
Elisa Posella
Trevor Patt
Gabriele Girolamo

Videomaker selezionati | Selected videomakers:

Pierluigi Tamanini
Andrea Pisac
Realgoodbread
Milaneze81
Alessandro Manfredi
La Voce Romagnola
Loredan Baiardi
Gabriela Baiardi
Vargha Mark Peter
RebelTheGearhead
Ivan Maksimovic
Takacs Mihaly
Yves Lemay Lachance
Ventseslav Kolev
Anewredtruck
Atropaworkshop
Liubomir Ikonoma Hristov
Christina Petkova

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In Oblivion, a Forlì

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In Oblivion, a Forlì

[+] clicca per ingrandire

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IN OBLIVION
Filippo Venturi

Da lunedì 29 aprile a lunedì 20 maggio 2013
Aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30

Associazione Artincanti c/o Ex Disco Rosso
Piazza XX Settembre 1 – 47121 Forlì (FC)

Progetto Spazio agli Spazi

Saranno esposte n. 12 foto del progetto “In Oblivion“, realizzato nel 2012 nel quartiere newyorkese di Red Hook.

In Oblivion

In Oblivion (slideshow)

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Red Hook è uno dei quartieri più vecchi di Brooklyn e di tutta New York City.
Nell’ultimo censimento (2010) risultano 11.319 abitanti.
Il primo insediamento risale al 1636, quando i coloni olandesi fondarono qui un primo villaggio, Roode Hoeke, che contrariamente a quanto si possa pensare ha poco a che vedere con un uncino. Il nome olandese significa “punto rosso”, riferendosi al terreno argilloso che da lontano forniva un punto di riferimento (rosso) alle navi in arrivo.

A Red Hook mosse i primi passi nella criminalità Al Capone.
Nel 1990 LIFE definì Red Hook come uno dei peggiori quartieri di tutti gli Stati Uniti (“The crack capital of America”).

Nel 1992 Patrick Daly, direttore della scuola (che oggi porta il suo nome), mentre cercava uno studente che si era allontanato dopo una rissa, rimase ucciso in una sparatoria in strada fra trafficanti di droga. La reazione fu un massiccio intervento della polizia fra il 1993 e il 2003: gli omicidi calarono del 100%, le aggressioni del 68%, le rapine del 55% e gli stupri del 33%.

Oggi il quartiere vive in un oblio fatto di rumori di sottofondo, quasi ovattati; l’infrangersi del mare sulla costa, il volo silente dei gabbiani, il vento che attraversa palazzi e fabbriche deserte, l’attività di qualche piccola bottega ricavata in palazzi anneriti, l’eco di macchine d’epoca abbandonate… tracce di quello che un tempo è stato uno dei principali punti di accesso di New York City.

Camminando per le vie di questo quartiere è impossibile non percepire un’atmosfera nostalgica, diversa da quella sfarzosa e luminiscente della midtown, dove fiumi di persone lottano per un metro quadro di marciapiede o per uno spiraglio di vetrina.

Il quartiere ruota attorno a pochi fulcri: il campo sportivo sovrastato dal gigantesco scheletro del Grain Terminal, l’IKEA che è forse l’unica attrazione per gli altri newyorkesi, l’accogliente cattedrale della Visitazione della Beata Vergine Maria, i numerosi depositi di school bus dove il viavai è continuo, i supermercati economici, l’area delle case popolari e la zona portuale dove si scorge irraggiungibile la Statua della Libertà.

Negli ultimi anni, grazie anche dei costi ridotti degli affitti degli appartamenti e dei magazzini, molti giovani e artisti si stanno stabilendo in questo quartiere, gettando le basi per una futura rinascita dell’area. Nell’agosto 2012, il quartiere è tornato d’attualità mediatica perché l’ultimo film del regista Spike Lee, “Red Hook Summer”, si ambienta proprio in questo quartiere.

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Written by filippo

28 aprile 2013 at 10:43 PM

Tracce da un workshop 13

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Tracce da un workshop 13

Tracce da un workshop 13

Domenica 21 Aprile 2013, alle ore 18.30
Inaugurazione di “Tracce da un workshop 13″
Mostra delle fotografie realizzate durante il corso di Conversazioni sulla fotografia, condotto da Silvia Camporesi. Ingresso gratuito. DJ SET: Elle est E.

Dal 21 aprile al 28 aprile 2013
Diagonal Loft Club
Viale Salinatore, 101 – Forli

Nella mostra sarà possibile vedere la mia serie Close Encounters of the Third Quarter.
La bellissima foto della locandina, in stile Philip-Lorca diCorcia, è di Alessandro Lucchi.

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Written by filippo

12 aprile 2013 at 10:25 am

Paolo Ventura, Il teatro della memoria

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Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il teatro della memoria
a cura di Gigliola Foschi

Rimini, 17 marzo – 12 maggio 2013, presso il FAR e il Museo della Città.

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FAR | fabbrica arte rimini
galleria comunale d’arte moderna e contemporanea
Piazza Cavour, Rimini
Orario: tutti i giorni 10-13; 16-19,30 chiuso il lunedì
ingresso libero/info 0541.704416/www.riminifar.it

Museo della Città, Sala delle teche,
Via L. Tonini 1, Rimini
Orario: tutti i giorni 18,30-13; 16-19; domenica e festivi 10-12,30; 15-19; chiuso il lunedì/ingresso libero/info 0541.704416/www.museicomunalirimini.it

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E’ quasi una mostra antologica Il teatro della memoria, l’esposizione alla FAR di Rimini delle ricerche di Paolo Ventura, artista che si è imposto all’attenzione internazionale grazie alle sue fotografie in bilico tra sogno e realtà, dove sembra riemergere il passato di un’Italia immaginata, immersa in un tempo stranamente immobile e al contempo vacillante. Simili a un teatro delle ombre, dove si aggirano personaggi solitari che popolano paesaggi cittadini nebbiosi e inquieti, misteriosi e al contempo famigliari. Sospese in un silenzio malinconico, che sottrae la realtà al divenire, le sue opere trasportano gli spettatori in un universo quasi onirico e fanno riemergere mondi dimenticati come per incanto. Danno voce alla nostalgia di un passato mai vissuto, ma fervidamente immaginato attraverso i racconti, i libri e le illustrazioni che hanno nutrito la sua fantasia fin da piccolo. Un mondo ricostruito,  meraviglioso e un po’ triste, a cui egli dà una nuova vita, come se emergesse da un’emozione duratura della sua infanzia.  Simile a un tenace custode del passato, ancora capace di fantasticare e sognare a occhi aperti,  Paolo Ventura  crea immagini enigmatiche e giocose, ci guida per mano in mondi incantati ed  enigmatici,  al contempo anacronistici  e ambiguamente verosimili. A proposito della sua ultima serie Lo zuavo scomparso, l’autore racconta: “Non amo ricreare mondi passati come se fossi davvero stato negli anni 50 a Roma. Mi interessa cogliere un’atmosfera e lavorarci sopra con la fantasia. Perché certe atmosfere ci sono ma poi in realtà non sono così, sono dei mondi complessi  in cui le epoche si sovrappongono e si contraddicono a vicenda”.

In mostra sono esposte alcune delle sue ricerche più recenti e significative, come: Behind the walls  (2011), dove un personaggio reale si aggira  in un’imprecisata città italiana del primo Novecento; Lo zuavo scomparso  (2012), viaggio poetico in una Roma trasfigurata e metafisica;  The Automaton  (2010), fiaba malinconica dove si narra la storia di un vecchio che, nel ghetto ebraico di Venezia, costruisce un automa  durante i tristi anni dell’ultima guerra; Winter Stories  (2007-09),  raffigurazione affascinata del mondo del circo, dove giocolieri,  mangiafuoco, clown, domatori, equilibristi paiono riprendere vita, come per un omaggio a Federico Fellini;  Il pittore futurista  (2012) e un’ampia serie di  polaroid. Per avvicinare il pubblico all’universo fantastico di questo artista – al contempo fotografo, narratore e pittore – verranno inoltre esposti  scenografie e personaggi da lui creati per realizzare le sue immagini. Nella sala delle teche  del Museo della Città vengono presentati libri e altri oggetti che egli raccoglie in parallelo al suo lavoro e che potranno avvicinare lo spettatore alla sua formazione artistica.

In occasione della mostra verrà presentato il libro: Paolo Ventura [An invented world], con testi di: G. Foschi, W.M. Hunt, L. Panaro, M. Pulini; Danilo Montanari Editore, Ravenna, 2013.

Nato a Milano nel 1968, Paolo Ventura vive tra New York e la cittadina toscana di Anghiari, dove ha trasformato il suo studio in un regno di meraviglie popolato da colorati pupazzi, strade ed edifici in miniatura. I suoi lavori sono stati esposti al MART di Rovereto, al Museum of Art and Design di New York, alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, al Museo Fortuny di Venezia, al Lowe Art Museum di Miami e Fondazione Forma per la Fotografia di Milano. Di recente è stato protagonista di un’importante personale al MACRO/Museo di Arte Contemporanea di Roma dove ha presentato Lo zuavo scomparso.

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

Paolo Ventura, Il Teatro della Memoria

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Written by filippo

25 marzo 2013 at 8:59 am

Mostra fotografica: Il bello della vita

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Mostra fotografica: Il bello della vita

Mostra fotografica: “Il bello della vita, storie, immagini ed emozioni”

“Il bello della vita, storie, immagini ed emozioni”
Dal 22 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013

Galleria Ex Pescheria, Via Pescheria, 23 – Cesena (FC)
Apertura ore 10:00 – 12:00; ore 15:30 -19:00;
Chiusura: mattina del 25 dicembre 2012, 1 gennaio 2013 tutto il giorno, mattina del 6 gennaio 2013

In occasione di questa mostra saranno esposte 4 fotografie del mio progetto “Children of Auguste D.”

Locandina

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Presentazione

“Il bello della vita, storie, immagini ed emozioni” è il suggestivo titolo della mostra fotografica con squarci del vissuto degli anziani ospiti di alcune strutture assistenziali cesenati che si terrà dal 22 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 alla Galleria ex Pescheria di Cesena.

Promotrici sono quattro strutture gestite dalla cooperativa sociale Il Cigno, che fa parte del Gruppo Cooperativo Pactum (La Meridiana e Violante Malatesta di Cesena, Casa Insieme di Mercato Saraceno e San Fortunato di Rimini).

Coordinatrice dell’iniziativa culturale e artistica è Franca Canini la responsabile della Casa Residenza La Meridiana, struttura che ospita 44 anziani non autosufficienti a Sant’Andrea in Bagnolo.

La mostra fotografica ha il patrocinio dei Comuni di Cesena, Mercato Saraceno e della Provincia di Forlì-Cesena. L’iniziativa verrà riproposta a febbraio nella sala Mostra del Comune di Rimini in piazza Cavour.

Saranno oltre un centinaio le foto in mostra – informa la direttrice Canini – e all’inaugurazione interverrà l’attore Franco Mescolini che leggerà dei testi sulla vita degli anziani, che fungono da didascalia alle fotografie.

Altri eventi a corredo riguarderanno una festa con i “Pasquaroli” della Pioppa il 29 dicembre e un pomeriggio di animazione con i bambini nel luogo della mostra, la settimana successiva.

Oltre alle foto verranno esposti anche i fumetti di Denis Medri che ha fatto il servizio civile alla Casa Residenza per anziani La Meridiana e che si ispirano alla vita degli anziani.L’obiettivo dell’iniziativa è di aprire all’esterno le nostre strutture veicolando e mettendo in vetrina la bellezza dell’esperienza di assistenza e di condivisione con gli anziani vissuta ogni giorno nelle quattro strutture.

Le foto, scattate da fotografi e volontari che collaborano con le strutture e dai nostri lavoratori in occasione dei momenti di vita quotidiana dentro le strutture o nel contesto delle varie iniziative realizzate, ritraggono momenti di vita significativi in cui gli ospiti sono protagonisti o comunque vengono ritratti nelle interrelazioni che si stabiliscono all’interno della nostra comunità operante.

Un altro scopo di questa iniziativa – rimarca Franca Canini – è quello di favorire la sinergia delle nostre strutture con il territorio e di rendere pubblico e trasparente, attraverso l’omaggio fotografico ai nostri anziani, il lavoro che viene svolto attraverso l’erogazione di servizi di qualità nell’ambito di un rapporto affettuoso con i nostri assistiti. Abbiamo scelto il periodo di Natale per allestire la mostra perchè favorisce la possibilità di visita della mostra nel cuore del centro di Cesena ed il coinvolgimento di quanti più possibili visitatori che così potranno conoscere più dal di dentro la vita quotidiana degli anziani che si svolge all’interno dei nostri servizi.

Fonte: coopilcigno.it

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Written by filippo

20 dicembre 2012 at 11:33 am