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Paris 2013 (part 1)

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Breve riflessione sul voto di domani

Ho deciso che voterò al 100% PD al Senato e al 99% PD alla Camera.
Il M5S piazzerà comunque molti rappresentanti in Parlamento, ha poco senso dare anche il mio voto, perchè avere 90 grillini oppure 80 grillini in Parlamento cambia poco, nella pratica.
Mi aspetto che i rappresentanti del M5S facciano veramente l’attività di controllo e di diffusione ai cittadini delle porcherie che accadono in Parlamento, provocandone un calo si spera, così come hanno avuto un effetto benefico durante la campagna elettorale, spingendo uno come Berlusconi a parlare di temi come l’incandidabilità di certi politici.
Voterò PD perchè per la vittoria le alternative sono PD e PDL e, sapendo di creare scandalo fra molti idealisti di ferro, userò il ragionamento “chi è il meno peggio?”.
Spero anche che il PD prenda abbastanza senatori da non dover dipendere da Monti per far sopravvivere il Governo… e a questo punto non avranno più scuse per non legiferare sul conflitto di interessi, sul taglio agli sprechi e tutto il resto.
Oggi, 23 febbraio 2013, più di sperare che il PD non faccia cazzate, l’Italia non si può permettere.
Qualcuno mi ha chiesto “Ma come fai ancora a credere nel PD?”.
Ci credo – o voglio crederci – perchè nel Governo Prodi II (2006-2008) sono state fatte veramente alcune cose buone, anche da Bersani (liberalizzazioni), oltre che da Padoa Schioppa; il debito pubblico scendeva effettivamente e altro ancora.
Purtroppo quel Governo era fortemente malato a causa di personaggi come Mastella e aveva una maggioranza così ristretta da dover chiedere il voto ai Senatori a vita, come Rita Levi Montalcini.
Il PD di Bersani che andrà al Governo spero appunto che non dipenda da bestie, come Casini, e confido anche che volente o nolente dovrà attuare diverse buone proposte uscite in campagna elettorale (tenendo conto che Bersani e gli altri vecchiardi del PD sanno che quasi il 40% dei loro elettori appoggiava Renzi, che a parole prometteva tante belle cose – anche condivise o derivanti dal M5S – e non è importante sapere se fossero promesse vuote, perchè i cittadini se le aspettaranno).
Inoltre sanno che se non lavoreranno bene, alle prossime elezioni rischiano di essere messi nello stesso calderone del PDL dai grillini.
Qualche tempo fa davo per scontato che, in qualsiasi caso, dopo il Governo del PD ne sarebbe seguito uno del PDL… ora invece non escludo che se il PD farà cazzate anche questa volta, il prossimo Governo sarà del M5S e con loro – in teoria – non puoi accordarti.
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2013: Odissea nello spiazzo
Fotografie realizzate per la copertina e il booklet dell’ultimo album di Frei, “2013: Odissea nello spiazzo”, in uscita il 14 gennaio 2013.
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2013: Odissea nello spiazzo è il secondo disco di Frei, a solo un anno dall’esordio con “Sulle tracce della volpe”, ritorna con un lavoro completamente nuovo nei suoni, nelle scelte artistiche, di produzione e nella stesura dei brani. Privilegia il Pop come mezzo per tradurre storie e sensazioni in musica, ma lascia spazio a momenti di narrazione che riportano la canzone a respirare ciò che racconta, a volte con un impeto di voce graffiante, altre con il tono pacato e posato di chi osserva una storia mentre la sta raccontando.
Le canzoni sono nate separatamente l’una dall’altra, in diversi periodi dell’anno. Ma tutte legate o forse sottomesse, alla forte passione che ha rapito Frei in questi ultimi mesi per i misteri e le bellezze dell’universo, attraverso le fotografie e le decine di documentari che hanno occupato il suo tempo libero, e che in qualche modo si sono mescolate alla sua vita quotidiana, o più semplicemente sono diventate una fissazione maniacale.
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Hanno collaborato alla realizzazione di “2013: ODISSEA NELLO SPIAZZO” l’insostituibile Dario Giovannini, curando, come nel disco precedente, gli arrangiamenti e registrando gran parte degli strumenti; Enzo Cimino, già da qualche mese alla batteria, punto di riferimento per il suono, si è occupato delle riprese, dell’editing, fino a portare i brani al missaggio, dove sono stati presi in cura da Andrea Rovacchi.
Inoltre hanno partecipato Fabio ‘Mocambo’ Tozzi (Jang Senato), che insieme ad Enzo Cimino hanno registrato e contribuito agli arrangiamenti delle batterie; Michele Barbagli anche lui già da qualche mese alla chitarra elettrica, ha dato l’ultimo tocco ai brani con colori di chitarre soliste e invettive sonore di rara efficacia. Infine Filippo Venturi, con le sue brillanti idee e soprattutto con un ottimo lavoro di fotografia e post-produzione che ha dato vita al booklet.
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Frei sul disco: Quando ero un bambino guardavo film di fantascienza che raccontavano il 2000 come l’era in cui avremmo esplorato le cavità dei pianeti e i sentieri delle galassie. Lo spazio sembrava alla nostra prossima portata. Siamo nel 2013 e io, nello spazio, non ci sono ancora andato.
Continuo disperatamente a sognare di esplorare l’universo, guardo come un pervertito documentari e immagini fotografate dai telescopi, che tutte le volte mi lasciano a bocca aperta, e mi chiedo sempre se in qualche luogo, nelle profondità dell’universo, ci sia qualcuno che sta a bocca aperta come me.
Vivo così la mia odissea nello spiazzo di casa, sotto una volta celeste che fa il verso alla mia mediocrità, alla mia vita quotidiana, alle mie manie, e ogni volta che mi fermo a guardarla, per un attimo, resto senza parole.
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