Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Archive for the ‘Fotografie’ Category

Progetto YPAD

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Progetto YPAD

Dal 7 al 10 maggio 2013 avrò il piacere di partecipare all’evento finale del Progetto YPAD, che si svolgerà a Camarinas (Spagna), assieme al creativo del suono Gianluca Licciardi, titolare di “Anonima Italiana“.

Fra i partecipanti:

  • Piteå Kommun, Sweden
  • Maskun Kunta, Finland
  • Comune di Borgotaro, Italy
  • Comune di Forlì, Italy
  • Concello de Ferrol, Spain
  • Concello de Camariñas, Spain

Il Comune di Forlì è partner del progetto “YPAD: Young People and Development“, finalizzato alla promozione e allo scambio di esperienze per sviluppare le opportunità lavorative destinate ai giovani.

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"The Game of War" and "In Oblivion" by Filippo Venturi e Gianluca Licciardi

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YPAD | European Project

YPAD (Young People and Development) is a two year EU project under Europe for Citizens which will take place from 2/6 2011 to 1/6 2013. Partner communities involve : Spain– Camarinas and Ferrol, Italy– Forli and Borgotaro (Borgo Val di Taro) , Finland– Masku and Sweden– Piteå.

The main objective of the project is to bring people from local communities across Europe together to share and exchange experiences, opinions and values within the field of young people development opportunities. Today young people do not have the adequate tools which give them the confidence to feel that they are a part of society.

The project points out three problems of common interest to be approached in the transnational meetings: – Lack of right competencies to be employed (employability opportunities) – Marginalization of young people in the civil society – Lack of competencies of public authorities to interact and to communicate effectively with young people. The project is composed of a total of six events: a coordination meeting which was held 5-9/9 2011 in Borgo Val di Taro , four thematic seminars and a final meeting.

The seminars will be focused on:

1. Unemployment and opportunities and training for self-employment, 21-24/11 2011 Piteå
2. Young enterpreneurship and opportunities within European municipalities, 6-9/3 2012 Masku
3. Project ideas and how to support young people with good ideas, 11-14/9-2012 Forli
4. Raising awareness in the municipality to face and overcome lack of communication, 22-25/1 2013 Ferrol
5. Evaluation and follow up meetings, 7-10/5 Camarinas

The meetings will last for four days using different methodologies in order to better involve the target groups: Plenary sessions, work groups, informal meetings among young people and discussion panels. The coordination of the project will be followed by a specific work group with the task to be the contact point for local participants and to ensure an effective communication among the European partners.

The target groups that will be involved in the project are:

1. young people between 18-35 years old
2. youth associations and centers
3. municipal civil servants
4. unemployed young people who lack any specific skills or relevant education

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Written by filippo

3 Maggio 2013 at 12:03 PM

In Oblivion, a Forlì

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In Oblivion, a Forlì

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IN OBLIVION
Filippo Venturi

Da lunedì 29 aprile a lunedì 20 maggio 2013
Aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30

Associazione Artincanti c/o Ex Disco Rosso
Piazza XX Settembre 1 – 47121 Forlì (FC)

Progetto Spazio agli Spazi

Saranno esposte n. 12 foto del progetto “In Oblivion“, realizzato nel 2012 nel quartiere newyorkese di Red Hook.

In Oblivion

In Oblivion (slideshow)

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Red Hook è uno dei quartieri più vecchi di Brooklyn e di tutta New York City.
Nell’ultimo censimento (2010) risultano 11.319 abitanti.
Il primo insediamento risale al 1636, quando i coloni olandesi fondarono qui un primo villaggio, Roode Hoeke, che contrariamente a quanto si possa pensare ha poco a che vedere con un uncino. Il nome olandese significa “punto rosso”, riferendosi al terreno argilloso che da lontano forniva un punto di riferimento (rosso) alle navi in arrivo.

A Red Hook mosse i primi passi nella criminalità Al Capone.
Nel 1990 LIFE definì Red Hook come uno dei peggiori quartieri di tutti gli Stati Uniti (“The crack capital of America”).

Nel 1992 Patrick Daly, direttore della scuola (che oggi porta il suo nome), mentre cercava uno studente che si era allontanato dopo una rissa, rimase ucciso in una sparatoria in strada fra trafficanti di droga. La reazione fu un massiccio intervento della polizia fra il 1993 e il 2003: gli omicidi calarono del 100%, le aggressioni del 68%, le rapine del 55% e gli stupri del 33%.

Oggi il quartiere vive in un oblio fatto di rumori di sottofondo, quasi ovattati; l’infrangersi del mare sulla costa, il volo silente dei gabbiani, il vento che attraversa palazzi e fabbriche deserte, l’attività di qualche piccola bottega ricavata in palazzi anneriti, l’eco di macchine d’epoca abbandonate… tracce di quello che un tempo è stato uno dei principali punti di accesso di New York City.

Camminando per le vie di questo quartiere è impossibile non percepire un’atmosfera nostalgica, diversa da quella sfarzosa e luminiscente della midtown, dove fiumi di persone lottano per un metro quadro di marciapiede o per uno spiraglio di vetrina.

Il quartiere ruota attorno a pochi fulcri: il campo sportivo sovrastato dal gigantesco scheletro del Grain Terminal, l’IKEA che è forse l’unica attrazione per gli altri newyorkesi, l’accogliente cattedrale della Visitazione della Beata Vergine Maria, i numerosi depositi di school bus dove il viavai è continuo, i supermercati economici, l’area delle case popolari e la zona portuale dove si scorge irraggiungibile la Statua della Libertà.

Negli ultimi anni, grazie anche dei costi ridotti degli affitti degli appartamenti e dei magazzini, molti giovani e artisti si stanno stabilendo in questo quartiere, gettando le basi per una futura rinascita dell’area. Nell’agosto 2012, il quartiere è tornato d’attualità mediatica perché l’ultimo film del regista Spike Lee, “Red Hook Summer”, si ambienta proprio in questo quartiere.

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Written by filippo

28 aprile 2013 at 10:43 PM

Chi ha letto il Decamerone? (backstage)

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 1

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 1

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 2

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 2

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 3

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 3

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 4

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 4

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 5

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 5

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 6

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 6

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 7

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 7

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 8

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 8

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 9

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 9

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 11

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 12

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 12

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 13

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 13

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 14

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 16

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 17

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 20

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 21

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Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 22

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 23

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 23

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 24

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 24

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 25

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 25

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 26

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 26

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) - photo 27

Chi ha letto il Decamerone? (backstage) – photo 27

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in occasione del 700° anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio

ideazione del progetto Franco Pollini
scrittura scenica, ideazione scenografica e regia Gabriele Marchesini

con i ragazzi del Corso per allievi attori, selezionati negli Istituti scolastici ed universitari
in collaborazione con il FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO SCOLASTICO E. Turroni

Roberta Baccanti, Francesco Bertozzi, Camilla Casali, Giuliano Luca Coppolecchia, Jesus De Lara Cummings, Sara Domeniconi, Giorgia  Esposito, Giada Garofani, Rita Giorgi, Flavia Gramaccioni, Martina Lardieri, Maria Mancini, Emanuele Marchesini, Manuel  Purita, Giovanni Romio, Francesco  Tamburini, Sofia Tassinari, Elena Turci, Azzurra Urna

selezione, elaborazione e mixaggio della colonna sonora
Dario Giovannini
scenografia e costumi in collaborazione con Conservatorio “B. Maderna” di Cesena
e Accademia di Belle Arti di Bologna Corso di Scenografia del Melodramma – Sede di Cesena
coordinamento Laboratorio Marcello Morresi
scenografa assistente Roberta Cocchi
adattamento e realizzazione costumi Alessandra Biondi

assistente alla regia Stefania Albertini
segreteria del corso e ufficio stampa Emanuela Dallagiovanna
collaborazione alla produzione Letizia Pollini

capo macchinista
Franco Federiconi
capo elettricista Carlo Moretti
macchinisti Paolo Guidi e Stefano Cortesi
datore luci Carlo Moretti
proiezioni e immagini Andrea Zanella
fonico Andrea Zanella

una produzione del
Teatro Perché promossa dal Teatro Bonci

Date e Info:
venerdì 19 e sabato 20 aprile 2013 (ore 21)

Compagnia:
Teatro Bonci/ Teatro ragazzi/ Festival Nazionale del Teatro Scolastico

Scheda:
CHI HA LETTO IL DECAMERONE? è un progetto di Gabriele Marchesini che si realizza con i giovani allievi dei corsi di formazione per attori in programma al Bonci a partire dal gennaio 2013: coinvolge studenti delle scuole e delle università cesenati, sulla falsariga di In viaggio da Itaca (2010-2011), un format riuscito sia sul piano teatrale sia sul piano formativo. L’occasione è data dal 700° anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio.

Nel salotto della villa sui colli fi orentini, meta della fuga dalla peste dei dieci naufraghi letterari che raccontano a turno le cento novelle del Decamerone, i ragazzi scelti da Marchesini si immergeranno nelle atmosfere rarefatte di quell’esilio dorato e volontario. Lo spettacolo vuole affrontare la complessità di un caposaldo della nostra tradizione letteraria, dando l’idea della struttura, dei temi e della bellezza della lingua del Decamerone con una versione teatrale che diviene quasi una traduzione, per rendere il testo più accessibile all’ascolto.

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Written by filippo

26 aprile 2013 at 10:59 PM

Luigi Ghirri. Pensare per immagini (MAXXI Roma)

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Luigi Ghirri. Pensare per immagini (MAXXI Roma)

Luigi Ghirri. Pensare per immagini (MAXXI Roma)

Luigi Ghirri. Pensare per immagini
a cura di Francesca Fabiani, Laura Gasparini, Giuliano Sergio
24 aprile 2013 – 27 ottobre 2013
MAXXI, museo nazionale della arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A – 00196 Roma

Orario
mar-merc-giov-ven-dom 11.00-19.00
sab 11.00-22.00
La biglietteria chiude un’ora prima.

Una mostra su Luigi Ghirri non è solo una muta raccolta dei sui scatti; l’artista emiliano, infatti, é stato un evocatore di linguaggi che ha sperimentato e studiato attraverso l’attività fotografica aspetti inediti dell’esperienza umana nel mondo. Nelle sue mani la macchina da presa diventa una mediatrice tra sensazioni private e dati di senso proiettando, come una lente d’ingrandimento, l’occhio umano direttamente nelle cose per captare  particolari che solitamente non ricevono attenzioni  perché apparentemente banali o troppo inflazionati, ma che proprio per questo sono in continuo rapporto con l’uomo e possono assumere una portata universale. In questo modo Ghirri ha tracciato, durante tutto il suo percorso di studio, delle linee di connessione tra tutto ciò con cui entrava in rapporto costruendo man mano una vera e propria mappa della sua esperienza nel mondo. Proprio l’idea di mappa è centrale nella concezione di Ghirri di archivio come luogo mentale: «ho lavorato in diverse direzioni, in un processo di attivazione del pensiero» scriveva nel 1970 «non ho cercato di fare delle fotografie, ma delle carte, delle mappe, che fossero contemporaneamente delle fotografie». Questa doppia attività della fotografia («collezionare ed editare») viene definita da Ghirri ‘catalogica’ alludendo alla cura con la quale le sue immagini vengono concepite all’interno di uno spazio più ampio che si vuole rappresentare e al valore che queste assumono nello ‘stare insieme’: catalogare logicamente. Le rappresentazioni diventano simboli attraverso i quali la realtà ci parla e questi perdono i loro confini quando sono posti in sequenza tre essi come in un mosaico, costruendo assieme un significato più ampio di se stessi nell’immagine d’insieme che infine ne viene a risultare.

La retrospettiva “Pensare per Immagini”, che si inaugurerà il 24 aprile 2013 al MAXXI di Roma e sarà visitabile fino al 27 ottobre 2013, indica già dal titolo questi aspetti concettuali della visione Ghirriana: le immagini come attività di pensiero; ogni dettaglio del reale non è un ostacolo da eliminare per vedere oltre di esso, ma un concentrato di significati funzionali all’interno di un complesso maggiore, un punto d’appoggio per uno slancio conoscitivo e un continuo superamento.Gli oggetti sono presentati come immobili, definiti, perché rappresentano una base solida per un salto e dalla loro staticità creano movimento, dalla semplicità spaziano verso contesti più ampi e Ghirri ha avuto la capacità, saltando da un oggetto all’altro, di creare questi flussi universali rimanendo sempre in un intimo rapporto con la realtà. Un’esposizione dei suoi lavori deve poter rendere conto di questi processi rappresentando la scia che si è lasciato dietro.

A Roma, infatti, saranno esposti anche tutti i materiali d’archivio ritenuti secondari, ma che sono un’importante testimonianza per comprendere l’esperienza artistica di Ghirri, come i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati e altri elementi della sua attività editoriale, parte della raccolta di cartoline utilizzate dall’autore per realizzare le polaroid o le immagini concettuali, alcuni dei libri della sua biblioteca personale e altri materiali che aiutano ad immergersi nella particolarissima creatività di Ghirri e nella sua vita privata.

Tra le 300 immagini che saranno presentate, particolare attenzione sarà rivolta ai vintage print stampati direttamente dall’autore, appartenenti al primo periodo di produzione di attività dell’autore (1968-1975 circa); l’intero archivio di Ghirri, infatti, è stato, nella prima fase di rielaborazione, suddiviso in diverse fasi per tentare di sciogliere la complessità dei materiali e di certo, questo primo periodo, meno noto, è di fondamentale importanza per la comprensione dell’opera di questo artista poiché contiene i germi di tutta la sua produzione successiva. L’interazione di queste immagini con i ‘materiali secondari renderà possibile osservare e ripercorrere in modo approfondito i processi caratterizzanti di Luigi Ghirri per individuare, in modo ovviamente parziale, ma efficace, il sentiero che ha tracciato, facendoci posare lo sguardo sulle isole che incontrava costantemente agli argini del suo cammino permettendoci di spiare le sue immersioni e arrancando, poi, dietro lui nei suoi balzi da un’isola all’altra, passando sui ponti scomodi che ha costruito.

Marco Cicolini

 

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Written by filippo

16 aprile 2013 at 8:38 PM

Pubblicato su Fotografie, Mostre e musei

Romagna Rugby – Modena Rugby 15-11

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Written by filippo

15 aprile 2013 at 10:54 PM

Pubblicato su Fotografie, Rugby

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