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Alec Soth con Francesco Zanot, Conversazioni intorno a un tavolo

“Ho sempre sostenuto che il parente più prossimo della fotografia sia lo poesia, per il modo in cui stimola l’immaginazione e lascia allo spettatore delle lacune da colmare”
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Alec Soth è uno dei fotografi di cui più apprezzo il lavoro.
Qualche giorno fa ho terminato la lettura del libro “Alec Soth con Francesco Zanot, Conversazioni intorno a un tavolo”.
In precedenza avevo letto il suo blog, avevo comprato un suo libro dove oltre alle sue fotografie c’erano vari testi selezionati, avevo letto articoli a lui dedicati, ma mi mancava una intervista di questo tipo.
Leggendo questa intervista ho aggiunto altri tasselli al mio mosaico personale su di lui; non sempre le risposte esplorano in profondità l’argomento quanto avrei voluto, ma quando lo fanno ne rimango decisamente soddisfatto.
Ho compreso meglio alcuni suoi progetti e il suo approccio verso di essi, rimangono intatte la mia stima per “Sleeping by the Mississippi” e “Niagara”, il mio apprezzamento per i suoi primi lavori e la mia perplessità per gli ultimi lavori, che mi fanno pensare più a confusione e instabilità, piuttosto che ad una ricerca complessa e produttiva, sulla propria arte e sulla propria persona.
Non mancano gli aneddoti simpatici o interessanti ed anche l’interpretazione di certe fotografie colpisce, nel bene e nel male.
Il linguaggio è molto semplice, ci sono diverse citazioni e riferimenti ma, personalmente, sono riuscito sempre a coglierli o comunque a non perdere il filo del discorso.
Chi non conosce Alec Soth dovrebbe, prima di iniziare la lettura, passare qualche tempo sul sito alecsoth.com per vedere i suoi progetti.
Questo libro rappresenta per me la chiusura di un ciclo.
Impiego sempre un po’ di tempo a metabolizzare autori, progetti e concetti, probabilmente anche troppo, ma quando arriva il momento in cui penso di aver compreso, una grande senso di soddisfazione si diffonde dentro di me.
Questo non esclude che in futuro lo rilegga e, magari, possa comprendere meglio e allontanare certe perplessità.
Autore: Alec Soth
Autore dei testi: Francesco Zanot
Anno di pubblicazione: 2013
ISBN: 978-88-6965-390-2
Prezzo di copertina: 21,90 Euro
15x21cm, 182 pagine, 78 fotografie a colori
brossura con sovracoperta

Alec Soth (Charles, Vasa, Minnesota, 2002)
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Vestigia e simulacri

Vestigia e simulacri, foto 1

Vestigia e Simulacri, foto 2

Vestigia e Simulacri, foto 3

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Vestigia e Simulacri, foto 12

Vestigia e Simulacri, foto 13
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Terzo Tempo, mostra fotografica e non solo

In occasione delle celebrazioni di Cesena Città Europea dello Sport 2014
TERZO TEMPO
Mostra fotografica sul rugby di Filippo Venturi
n. 86 stampe fotografiche, realizzate fra il 2010 e il 2013
26 ottobre 2013 – 1 dicembre 2013
Galleria del Centro Cinema San Biagio
Via Aldini, 24 – 47521 Cesena (FC)
Apertura
Dal lunedì al venerdì 8.00/13.00 e 20.30/23.00
Sabato 20.30/23.00
Domenica 16.00/23.00
Ingresso gratuito
La mostra
In occasione delle celebrazioni del conferimento alla città di Cesena del titolo “Città Europea dello Sport 2014”, sarà esposta una grande mostra dedicata allo sport del rugby, con ben 86 stampe fotografiche del fotografo cesenate Filippo Venturi, che dal 2010 segue le società del Romagna Rugby Football Club e del Cesena Rugby.
Le foto, selezionate fra quelle realizzate in questi 4 anni, racconteranno il percorso delle 2 squadre di rugby, in particolare si rivivranno le emozioni vissute col Romagna RFC, capace col suo ambizioso progetto di compiere l’impresa di ottenere ben 2 promozioni in 2 anni consecutivi, salendo dalla serie B alla serie A2 fino alla serie A1.
La mostra sarà ospitata nello spazio Galleria del Centro Cinema San Biagio, uno spazio espositivo attrezzato dove in passato sono state esposte importanti mostre fotografiche, legate al cinema e non solo.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 1 dicembre 2013 compreso.
L’autore
Filippo Venturi è nato nel 1980 a Cesena. Vive e lavora principalmente in Italia.
Come fotografo si è specializzato nel reportage (eventi, teatro, concerti, politica, sociale), collaborando
con diversi quotidiani, riviste e agenzie di comunicazione, italiane e non.
I lavori di maestri come Stephen Shore, Joel Sternfeld, Alec Soth e Stefano de Luigi, sono fra le sue fonti
di ispirazione. Dal 2010 si dedica anche al rugby, seguendo le squadre del Cesena Rugby e del Romagna
Rugby Football Club. Parallelamente al reportage, si dedica a progetti personali e di carattere sociale.
L’ultimo tema a cui si sta dedicando è quello dell’incomunicabilità; il primo progetto in questo campo
riguarda il morbo di Alzheimer.
Ultimi progetti:
“The Game of War”
Nel maggio 2013 è stato ospitato a Camariñas (Spagna), nell’ambito del Progetto Europeo YPAD,
assieme al creativo del suono Gianluca Licciardi, per presentare il progetto a 4 mani “The Game of
War”, video che collega le fotografie di Filippo Venturi, il libro “L’Arte della Guerra” di Sun Tzu, letto
dall’attore Joe Mantegna, e le improvvisazioni strumentali di Gianluca Licciardi.
“In Oblivion”
Nel 2012 ha realizzato il progetto intitolato “In Oblivion”, che descrive con rigore il quartiere
newyorkese di “Red Hook” ed i suoi abitanti; tale progetto è stato esposto a New York City (USA)
nel giugno 2012, a Bologna nel dicembre 2012, a Camariñas (Spagna) e a Forlì nel maggio 2013 ed è
tuttora esposto al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore) di Bibbiena, dal 21 settembre al 17
novembre 2013, grazie al premio ricevuto nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi”.
“Forum Living”
Da gennaio 2013 lavora, come membro dell’Associazione Culturale Sovraesposti e in veste di regista,
al documentario “Forum Living”, con lo scopo di raccontare la realtà storico, sociale, culturale e di
integrazione fra gli abitanti del centro storico forlivese. L’uscita del film è prevista a fine 2013.
Rugby
Ho iniziato a fotografare il rugby nel 2010, per una serie di coincidenze.
Fin da subito mi sono accorto che le fotografie che realizzavo erano diverse da quelle di ogni altro sport
che mi era capitato di documentare. Gli atleti sono completamente immersi nell’azione e il contatto
fisico è pieno: non c’è una rete che li separa, non gareggiano uno alla volta, non si possiede altro che le
proprie mani, il proprio corpo e il proprio coraggio di andare incontro al gioco.
I ragazzi e gli uomini che fotografavo in campo, con i loro sguardi, la postura, i gesti atletici,
emanavano un senso di epicità e un profondo fascino, al punto da farmi pensare a personaggi
mitologici. Da allora sono passati 4 anni, durante i quali ho capito appieno cos’è il rugby.
Innanzitutto mi sono accorto che il rugby è veramente passione, coraggio, generosità, lealtà,
amicizia e rispetto, non si tratta solo di un mantra ripetuto da chi è del settore. Questi valori si vedono
sia in campo, fra compagni di squadra e fra avversari, sia fuori dal campo, basti pensare all’importanza
del terzo tempo, quello in cui si mettono da parte le rivalità e si festeggia tutti assieme.
Mi rendo conto che questo sport è capace di influenzare positivamente le persone che lo
frequentano, di stimolare amicizia e lealtà. Non a caso, spesso, realtà diverse si avvicinano al rugby
per carpirne i valori e lo spirito di gruppo.
Il rugby è uno degli sport meno inquinati da elementi estranei alla cultura sportiva.
Devo sicuramente ringraziare le società del Cesena Rugby e del Romagna Rugby, che col loro lavoro
e impegno riescono a coltivare la passione di tanti giovani e dare tante soddisfazioni personali e
collettive. Il progetto del Romagna Rugby, proprio negli ultimi anni, è riuscito nell’impresa sportiva di salire dalla serie B, alla serie A2 e fino alla serie A1; un salto di 2 categorie in 2 anni, senza snaturare la propria natura e affidando l’ossatura della squadra ai giovani selezionati dalle varie squadre romagnole. – Filippo Venturi
Con il contributo di
Assessorato ai Servizi Culturali e Assessorato allo Sport del Comune di Cesena, Centro Cinema San Biagio, Romagna RFC, Cesena Rugby, Associazione Panathlon.
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Il 26 ottobre 2013, oltre all’inaugurazione della mostra, ci saranno i seguenti eventi relativi al rugby:
ore 18.00
Inaugurazione Mostra Fotografica.
ore 19.00
Proiezione del film “I Giganti dell’Aquila” (2010) del regista Enrico Martia Artale. Si tratta di un documentario che racconta le problematiche della città di L’Aquila, conseguenti al terremoto del 2009, attraverso la testimonianza della squadra di rugby.
ore 20.00
Fine proiezione e Intervento del regista Enrico Maria Artale e delle delegazioni delle squadre di rugby L’aquila Rugby e Romagna RFC.
Agli eventi parteciperanno anche i giocatori, lo staff e i dirigenti delle società del Cesena Rugby, Romagna RFC e L’Aquila Rugby.
A fine ottobre e nel mese di novembre continueranno gli eventi legati al rugby:
Martedì 29 ottobre 2013, ore 17.00
Proiezione de “I 400 folpi” e “Un filo di pensieri” di Marco Paolini.
Martedì 5 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Invictus” di Clint Eastwood.
Venerdì 8 novembre 2013, ore 12.00
Conferenza stampa a cura di “Panathlon”, con la partecipazione del Sindaco Paolo Lucchi.
Martedì 12 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Asini” di Antonello Grimaldi.
Giovedì 21 novembre 2013, ore 17.00
Presentazione del libro “Mar del Plata” di Claudio Fava, con la presenza dell’autore e la testimonianza dell’allenatore della società Cesena Rugby, Jorge Eduardo Gutierrez.
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Parlano della mostra
- Clickblog
- CesenaToday
- Comune di Cesena
- Centro Cinema San Biagio
- Onrugby
- Corriere di Romagna
- La Voce di Romagna (1)
- La Voce di Romagna (2)
- Il Resto del Carlino
- DotRugby
- Romagna RFC
- RomagnaSport
- RavennaNotizie
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Aulularia, con Camillo Grassi e Massimo Boncompagni

Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 1

Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 2

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Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 4

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Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 24

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Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 27Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 27

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Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 27Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 40

Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 27Aulularia, di Tito Maccio Plauto, foto 41
Teatro Europeo Plautino presenta
CAMILLO GRASSI e MASSIMO BONCOMPAGNI in
AULULARIA di Tito Maccio Plauto
Regia di CRISTIANO ROCCAMO
con Riccardo Bartoletti, Mauro Eusti, Giulia Fabbri, Filippo Renda
Note di Regia
“Aulularia” è una delle commedie che più ha influenzato il teatro seicentesco ma anche il Cinema moderno. L’Avaro di Molière è di fatto quasi una copia perfetta dell’opera di Plauto e, a rifarsi all’ Aulularia, è stato anche il grande Totò nel film “47 Morto che parla”.
Ma Aulularia ha ispirato anche la Walt Disney, nei suoi fumetti “Topolino”, con la storia “Zio Paperone e la pentola d’oro”. In fondo chi meglio di Zio Paperone poteva impersonare l’ossessione per il denaro di Euclione?
Nel nostro allestimento, degli ipotetici edifici si affacciano su una piazza. Il pretesto per raccontare i “tipi fissi” è il terrore di perdere qualcosa che si è trovato ma che non ci appartiene, la pentola di Euclione, e in questa commedia ci divertiamo a raccontare non solo la storia ma soprattutto quei personaggi che vivono dentro e fuori il teatro.
Ovviamente l’avarizia spadroneggia in scena in modi grotteschi.
Un vero lavoro di gruppo, con una nuova compagnia che nasce dal Plautus Festival con comici esperti con il giocare Plautino.
In questo gli attori in scena rappresentano la tradizione istrionica del Teatro Italiano, un Teatro che lascia liberi di spaziare in argomenti e sentimenti, battute e circostanze comiche.
Come è tradizione delle mie regie, nel totale rispetto della storia plautina, gli attori interpretano più parti grazie all’uso delle maschere della Commedia dell’Arte e della stessa Commedia Latina.
Cristiano Roccamo
Trama dello spettacolo
Euclione, un vecchio taccagno, eredita una pentola piena di monete e vive nel costante terrore che gli venga sottratta.
Eunomia consiglia al fratello Megadoro, vicino di casa di Euclione, di trovare moglie.
Così Megadoro decide di sposare Fedria, figlia di Euclione, e va da questo per chiedergli la mano della figlia. I due si accordano di celebrare il matrimonio il giorno stesso; Euclione pensa che Congrione, il cuoco chiamato per cucinare il banchetto nuziale, sia un ladro sentendolo più volte pronunciare la parola “pentola” e lo malmena, ma poi si rende conto della paranoia e lo lascia continuare a cucinare.
Per sicurezza però Euclione decide di spostare la pentola d’oro nel tempio della fede.
Il servo di Liconide, nipote di Megadoro, innamorato anch’esso di Fedria, vede Euclione nascondere la pentola e fa per prenderla, ma il vecchio avaro decide di rispostarla nel bosco Silvano e il servo avendolo seguito fin lì ruba la pentola e la nasconde in casa di Megadoro.
Il servo allora cerca di comprarsi la libertà offrendo la pentola a Liconide che però rifiuta e portando la pentola a Euclione chiede la mano di Feria.
L’audiodescrizione
Lo spettacolo è audiodescritto per non vedenti e ipovedenti, in quanto inserito nel progetto “Un invito al teatro – No-Limits”, promosso dal Comune di Forlì in collaborazione con il “Centro Diego Fabbri” di Forlì, il Dipartimento Interpretazione e Traduzione – DIT – Università di Bologna sede Forlì, con il coinvolgimento del Teatro Diego Fabbri, dei Comuni di Cesena, Sarsina, Predappio e del “Fondo per la Cultura” di Forlì.
L’iniziativa, con i contributi della Regione Emilia-Romagna, Provincia di Forlì-Cesena e Lions Club Forlì Host, porta l’audiodescrizione a Teatro e consente anche alle persone non vedenti e ipovedenti di apprezzare questa antica e nobile arte.
Tramite il supporto dell’ audiodescrizione è possibile rendere “visibili” tutti quei particolari, quali dettagli scenografici, aspetto fisico e costumi dei personaggi, movimenti degli attori ed espressioni del volto, che costituiscono componenti fondamentali e significative del lavoro teatrale.
L’audiodescrizione viene arricchita da informazioni storicoculturali e critico-letterarie che possono aiutare nella comprensione più approfondita del significato dell’opera.
Il servizio viene effettuato dotando il pubblico non-vedente di cuffie wireless, collegate alla sala di regia, dalla quale una voce narrante accompagna gli utenti lungo lo sviluppo narrativo dello spettacolo. Il testo dell’audiodescrizione si integra con il copione teatrale, senza mai sovrapporsi ai dialoghi e alla colonna sonora.
Camillo Grassi
originario di Gambettola (FC), ha esordito nel teatro nel 1998 frequentando il 1° Laboratorio Teatrale del Plautus Festival, allora diretto dall’attore e regista cesenate, Franco Mescolini.
D allora ha avviato una ricca attività di attore di teatro e di cinema lavorando con importanti attori e registi tra i quali: Ermanno Olmi, Manfrè, Massimo Venturiello, Manuela Mandracchia, Giuseppe Pambieri, Luigi Diberti, mariano Rigillo e tanti altri ancora.
Ha calcato in precedenza le scene del Plautus Festival per cinque volte in ruoli che spaziano dalla commedia Plautina (Asinaria e Pseudolo) alla tragedia greca (Elettra di Euripide).
Massimo Boncompagni
è nato ad Arezzo il 7 Settembre 1977 e risiede a Sansepolcro(AR).
Si forma artisticamente alla Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone dove si diploma nel 2005, lavorando con artisti quali Pierre Bylant, Mario Valgoj, Vittorio Franceschi e Walter Pagliaro
Nel 2006 vince il premio nazionale “T.M.Plauto” come migliore attore.
Nel 2007 avviene l’incontro con Jurij Ferrini. Col “Timone d’Atene” con protagonista Pino Quartullo comincia la collaborazione col Progetto URT/Compagnia Jurij Ferrini che prosegue ancora oggi. Collabora occasionalmente col teatro stabile di Bologna Arena del Sole, dove ha lavorato anche con Lorenzo Salveti e Marinella Manicardi.
Dal 2011 ha lavorato con la compagnia “Teatro Vivo” diretta da Cristiano Roccamo nella realizzazione di opere plautine al fianco di Vanessa Incontrada, Corrado Tedeschi, Massimo Venturiello.
Nel 2013 è socio fondatore della compagnia TEP teatro europeo plautino che nasce dall’esperienza di Teatro Vivo con sede a Sarsina dove ogni estate si svolge il tradizionale Plautus Festival. TEP ha lo scopo di promuovere e realizzare opere di teatro comico classico, ovviamente con un occhio di riguardo a Plauto.
E’ docente di teatro presso le scuole superiori (licei e istituti professionali) della Romagna, Umbria e Toscana.
Nel 2013 è in scena con lo spettacolo “GabbiaNo. Ovvero dell’Amar per Noia” per la regia di Woody Neri.
In precedenza Aulularia è andata in scena al Plautus Festival sei volte. L’ultima presenza in cartellone risale al 2009 e vedeva quale attore protagonista, nel ruolo di Euclione, Stefano Mascerelli.
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Concerto Nicola Piovani e Orchestra Italiana del Cinema
Sabato 27 Luglio 2013
Piazza Ganganelli di Santarcangelo di Romagna.
“La bellezza ci salverà”
Concerto-evento, che unisce musica e cinema, dedicato ai maestri Federico Fellini e Tonino Guerra, dell’Orchestra Italiana del Cinema e del Maestro Nicola Piovani.
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