Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Goran Bregovic, Allegromosso 2012

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 1

Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 1

Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 2

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 3

Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 3

Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 4

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 5

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 6

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 7

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 8

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 9

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 10

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 11

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 12

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 13

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 14

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 15

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 16

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 17

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 18

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 19

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 20

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 21

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 22

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 23

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 24

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 25

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 26

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 27

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 28

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Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 29

Goran Bregovic (Allegromosso 2012), foto 29

Nei giorni 18 e 19 Maggio 2012 la Città di Cesena ha ospitato 5000 giovani musicisti provenienti da 25 Paesi europei: arriva ALLEGROMOSSO 2012, l’XI Festival europeo delle scuole di musica.

ALLEGROMOSSO 2012 è l’XI Festival europeo delle scuole di musica che, per la sua prima edizione in Italia, ha deciso affidarsi all’ospitalità della regione Emilia-Romagna.

Dopo la cerimonia di apertura che si è tenuta a Ravenna la sera del 17 Maggio, circa 5000 giovani musicisti provenienti da tutta Europa sono stati protagonisti di concerti (dalla tradizione musicale classica alla moderna e contemporanea) che nelle giornate del 18 e 19 Maggio hanno animato piazze, teatri e vari luoghi dell’Emilia Romagna.

La Città di Cesena ha avuto un ruolo fondamentale poiché, oltre a essere sede di numerosi concerti durante i due giorni di festival, ha avuto l’onore di ospitare la Cerimonia di chiusura di ALLEGROMOSSO 2012, con il concerto di Goran Bregovic e Wedding & Funeral Band, che si è tenutp la sera del 19 Maggio all’Ippodromo.

Written by filippo

27 Maggio 2012 at 9:28 PM

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Cara Betty

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Cesena, foto 1

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Cesena, foto 5

Cesena, foto 6

Cesena, foto 7

Milledgeville 31 Ottobre 1956

Cara Betty,

questo weekend sarò troppo coinvolta nel disordine di Atlanta per scriverti, così ti sto scrivendo adesso anche perché vorrai conoscere cosa penso di tutto quello che mi hai scritto e anche perché non posso scriverti abbastanza in fretta e dirti che questo non ha creato la benché minima differenza nella mia opinione su di te, che è la stessa di prima, e che è questa: solidamente basata sul rispetto completo. Avevo un cugino che era solito dire: «Non c’è niente di più facile che seppellire i bambini degli altri», e io ho la tendenza a disfarmi delle sofferenze delle altre persone, ma questa, essendo un tuo dolore, sarà anche sempre parte di me. Mi colpisce per il semplice fatto che ha colpito te e ciò dura nel tempo fino a quando ferisce te.[…]

Tu ti stai sbagliando nel dire che sei una storia di orrori. Il significato della Redenzione è precisamente che noi non dobbiamo essere la nostra storia e niente è più semplice per me che dirti che tu non sei la tua storia. Non ho dubbi che tu, come dici, sei insopportabilmente colpevole e che hai accettato la colpevolezza e hai trovato un modo di soffrirne e che fai questo per Dio. Questo è solo l’inizio di quello che devi accettare. Ciò che devi accettare adesso è il perdono e io ti dico che questo è la cosa più difficile da accettare e che devi farlo continuamente.

Nulla di tutto questo è una cortesia o una gentilezza o qualcosa di buona educazione da parte mia, e non è comprensibile. Non inizio a comprendere. Ma tu ti preoccupi se mi crea una qualche differenza se tu sparisci dalla mia esistenza. Certo che fa differenza. Mi sarebbe impossibile lasciarti. Tu mi hai fatto solo del bene e mi hai dato il regalo che volevi, ma il fatto è che, sopra tutto e oltre a tutto, io ho una relazione spirituale con te; io sono la tua padrina, mi sono autonominata tale dalla prima volta in cui mi hai scritto, e questo significa che ho il diritto di stare dove sono stata messa. […]

Tua, Flannery

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Written by filippo

26 Maggio 2012 at 1:00 PM

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Dalla A alla Zebra

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 1

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 1

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 2

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 2

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 3

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 4

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 5

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 6

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 7

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 8

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 9

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 10

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 11

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 12

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 13

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 14

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 15

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 16

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 17

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 18

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 19

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 20

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 21

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 22

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 23

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 24

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 25

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 26

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 27

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 28

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 29

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 30

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 31

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 32

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 33

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 34

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 35

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 36

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 36

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 37

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 38

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 39

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 39

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 40

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 40

“Dalla A alla Z … Andata e Ritorno”
Mercoledì 23 Maggio 2012, ore 21:00
Teatro Diego Fabbri di Forlì
Associazione “Incontro senza barriere”

“Dalla A alla Z … Andata e Ritorno” racconta un percorso di vita, un viaggio nel mondo degli animali, animali non sempre definibili e riconoscibili, animali diversi, notturni e diurni, utili e inutili, reali o immaginari, più o meno fortunati, che ogni mattina si svegliano e vivono il loro “giorno di sole”.

C’è un pipistrello che invece non vuole svegliarsi, che, dal suo punto di vista vede tutto rovesciato e che si trova costretto a vivere di giorno e a fare i conti con i propri handicap. È cieco, il suo radar non funziona, è scorbutico, solo, pieno di ombre, e così non riesce più a cogliere le sfumature.

Un quartetto di rocamboleschi stercorari, “operatori ecologici” della piccola comunità animale, lo guiderà alla scoperta della purezza e della forza delle cose semplici e quotidiane, conducendolo da una scena all’altra -tra una pallina di cacca e l’altra- alla scoperta della goffaggine degli albatros… quando non volano, della fatica del bruco… prima di diventare farfalla, della lentezza di una lumaca… che invece vorrebbe volare, e dell’incomprensione tra una zebra e una giraffa… finché non si accorgono di avere qualcosa in comune: le proprie ombre.

Solo per un giorno… il pipistrello deciderà di accettare l’oscurità insita in lui, negli altri animali, e in ognuno di noi; solo per un giorno si farà guidare e riuscirà ad apprezzare il calore del sole, solo per un giorno… O forse due…

Lo spettacolo è il prodotto di “Lavori in corso: stiamo lavorando per Noi”, un laboratorio teatrale attivo da 5 anni, rivolto a ragazzi diversamente abili ma aperto a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco. Ad esso partecipa un gruppo in cui i ruoli sono intercambiabili, dove tutti sono propositori, ideatori, fruitori ed attori, in cui chi conduce le attività, allo stesso tempo si fa condurre da ciò che ne nasce sperimentandosi egli stesso in prima persona.

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Written by filippo

24 Maggio 2012 at 6:49 PM

Addio a Robin Gibb (Bee Gees)

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Bee Gees

Non avrei avuto niente a che spartire con i Bee Gees.

Ai primi anni delle superiori, quando ero più giovane e stupido, probabilmente li avrei catalogati come una banda di frocioni su cui fare battute e sghignazzare cercando l’appoggio dei compagni di classe.

Però, molti anni prima, mio padre conservava, dimenticata nel cruscotto della macchina (una Fiat Regata bianca), una loro musicassetta e quando fui abbastanza grande da interessarmi al mangianastri della macchina, iniziai a farla andare in loop nei lunghi pomeriggi della domenica. Girando e rigirando il lato.

Non capivo niente, non sapevo cosa fosse il falsetto o la discomusic. Mi piacevano.
Ammetto però che li trovavo più adatti alla notte.

In seguito ampliai la collezione musicassette da auto comprandone una seconda a San Marino, la prima che scelsi autonomamente: Innuendo dei Queen (ancora oggi vado fiero di quella scelta).

Per me i Bee Gees sono legati indissolubilmente alle domeniche pomeriggio in giro coi miei genitori.

Written by filippo

21 Maggio 2012 at 5:58 PM

Perchè Blockbuster è fallito

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Perchè Blockbuster è fallito

[…] Era successo tutto in un batter d’occhio, come in un incubo. Aveva riportato le cassette e lo avevano interrogato e lo avevano torturato e lo avevano picchiato e gli avevano fatto confessare crimini mai commessi e lo avevano gettato…
Dove?
Dove cazzo lo avevano gettato?
Cos’era quel posto? Era completamente buio. E sembrava molto vasto. Le sue urla rimbombavano contro pareti distanti. Come se fosse in una cisterna vuota, una fottuta prigione sotterranea, una di quelle segrete che stanno sotto alla Bastille.

– Aiuto! Aiuto! – urlava. – Qualcuno mi aiuti!
Era solo. E comprese che nessuno lo avrebbe mai sentito. Sopra di lui, a parecchi metri, ci doveva essere un soffitto e sopra un pavimento e sopra ancora la folta e fonoassorbente moquette di Blockbuster. In quel momento, sopra di lui, c’era gente rispettabile, brave persone che affittavano Il silenzio degli innocenti, Il buono, il brutto e il cattivo, L’ira di Khan, incoscienti che un poveraccio era stato sequestrato, gettato in una segreta.
– Vi prego… Un po’ di pietà, – mormorò disperato.
– È cosí. Sei pfinito tra i dannati. Non c’è pfietà per i dannati –. Una voce rauca e bassa gli rispose.
– C’è qualcuno? C’è qualcuno? – Riccardi cominciò a cercarsi nelle tasche. Le chiavi. Il portafoglio. Le sigarette. L’accendino.
L’accendino!
Con le mani che gli tremavano provò piú volte prima di riuscire ad accendere la fiamma.
La flebile fiammella non riuscí ad attraversare le tenebre peste. Vide solo che a terra c’era cemento.
– Chi ha parlato? Dove sei?
– Pfiamo qua. Ma ti pfego, spfenni quella luce, ci fa male agli occhi.
Antonio Riccardi avanzò verso quella voce strana. Sembrava la voce di un vecchio o di un bambino, non si capiva. Vide delle sagome emergere dal buio. Non era uno solo. Erano molti. Erano buttati a terra, uno accanto all’altro, come un branco di macachi nella gabbia di uno zoo. Appena la luce gli trafisse le pupille cominciarono a stringersi di piú e a coprirsi gli occhi con le mani.
Cos’erano? Dei mostri?
Erano completamente bianchi, albini. Avevano i capelli lunghi, sporchi, le barbe crespe, erano avvolti in panni lerci, puzzavano come carogne. Riccardi ebbe l’impressione di essere finito nella caverna dei lebbrosi. Ma non erano lebbrosi. Erano pingui, obesi. Le donne avevano le mani gonfie come cadaveri putrefatti. La maggior parte non aveva piú denti, ad alcuni ne erano rimasti un paio, ma erano marci e cariati.
– Chi siete? Che ci fate qui? – domandò Riccardi.
Il vecchio che aveva parlato prima e che sembrava il capo si mise faticosamente in piedi. Doveva pesare centocinquanta chili. – Le domande le pfacciamo noi. Tu pferché sei qui?
– Mi hanno buttato qui dentro perché ho rotto delle cassette.
– Quante?
– Una ventina…
– Grave. Molto grave. Pensa che io sono qui perché per sei volte non ho riavvolto le cassette.
Una donna accucciata disse: – Io perché il videoregistratore si è mangiato Salvate il soldato Ryan. Era una novità.
– Io perché ho riconsegnato per tre volte le scatole vuote, – disse un altro che aveva intorno agli occhi delle croste e delle perle di pus.
– Ma io ti conosco… – Riccardi fece due passi avanti.
– Tu sei Lorenzo Pavolini… Stavamo in classe insieme al liceo. Ero convinto che fossi morto. Dicevano che eri scomparso. Hanno fatto una puntata di Chi l’ha visto? su di te. Da quanti anni stai qua?
– Non lo so. Abbiamo perso il conto del tempo. Da un’infinità.
– Perché siete ridotti cosí?
– Mangiamo solo dolciumi, merendine, biscotti al cioccolato, popcorn, lecca lecca, gelato. Ogni tanto qualche Bella Napoli. Beviamo solo Coca-Cola, Sprite e Fanta. Le cose che vendono sopra. Tutta questa roba che ci ha aumentato a livelli incredibili il tasso di glicemia e il colesterolo. I denti ci si sono cariati e sono caduti. Molti di noi sono diventati diabetici. E la mancanza di luce ci ha depigmentato la pelle. Siamo esseri mutanti, il nostro dna si è modificato. Questa è la punizione per non aver trattato bene quello che Blockbuster ci aveva dato.
Riccardi scoprí cosí che quegli esseri che prima erano stati gente normale vivevano nelle tenebre, rischiarate una volta al giorno dalle novità di Blockbuster. Una finestrella si apriva e ogni giorno veniva proiettato un nuovo film. Conoscevano tutti i film di Demi Moore, Tom Cruise, Sandra Bullock, Christian De Sica, erano i loro dèi, che pregavano chiedendo pietà. A loro si prostravano e domandavano di essere lasciati liberi. Ma gli dèi se ne fottevano. Appena finiva il film, le tenebre tornavano. […]

– Niccolò Ammaniti, “L’amico di Jeffrey Dahmer è l’amico mio”, Il momento è delicato

Written by filippo

20 Maggio 2012 at 7:31 PM

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