Filippo Venturi Photography | Blog

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Agamennone, con Paolo Graziosi e Daniela Poggi

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Plautus Festival, Sarsina, 17/08/2016
Le foto del backstage sono visibili QUI.

AC ZERKALO – Roma e Compagnia LOMBARDI-TIEZZI – Firenze presentano
Paolo Graziosi e Daniela Poggi in AGAMENNONE
da Eschilo, di Fabrizio Sinisi

Con: Elisabetta Arosio e Valeria Perdonò
Scene: Elisabetta Salvatori
Costumi: Sara Bianchi
Regia: Alessandro Machia

Personaggi e interpreti:
Paolo Graziosi (Agamennone)
Daniela Poggi (Clitemnestra)
Elisabetta Arosio (Città)
Valeria Perdonò (Cassandra)

Trama
Agamennone, re e capo della spedizione achea contro Troia, sbarca ad Argo dopo dieci anni di guerra. Porta con sé Cassandra, giovane preda di guerra, amante e profetessa. Ad attenderlo Clitemnestra, piena di rancore e di vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia sull’altare della guerra. Ma lo aspetta anche Argo stessa: la città, la polis, nella persona del suo Coro. Agamennone e Cassandra moriranno nella congiura di Clitemnestra. Questa è la trama, celeberrima, dell’Agamennone di Eschilo, primo pannello del trittico di Orestea.

Ventiquattro ore. Tre donne e un solo uomo destinato a morire.
Ma chi sono queste figure? Chi e cosa sono adesso? Agamennone non è più l’uomo della guerra, ma l’uomo della stanchezza e del disincanto, l’uomo che tutto sa perché tutto ha visto e tutto ha provato. Cassandra è la giovane donna, è l’emblema della città di Troia ferita e distrutta e proprio dal fondo di questa rovina vede e sente ogni cosa: Cassandra vive nel profondo, alla radice delle cose. Poi c’è Clitemnestra, la protagonista. Clitemnestra è il grande conflitto della Donna: rovescia l’attesa di Penelope, da luogo dell’attesa diventa luogo della rabbia, mano del sacrificio; in Clitemnestra l’uomo d’oggi vede la terribile giustizia dell’umano, la febbre dell’esistenza che diventa violenza, il lutto che diventa ferocia. E infine il Coro, lo sfondo dell’esistente: la città, la politica; il Coro è la società e, dunque, la paura e lo scandalo. Tutto si svolge nell’arco di tempo che va dall’arrivo di Agamennone ad Argo fino al suo omicidio. In questo lasso di tempo, tutti i personaggi del dramma vengono a confronto in un agone sfrenato: Agamennone e Cassandra, nella loro complicità di padrone e di schiava, eppure entrambi vittime dell’orrore della guerra; Cassandra e Clitemnestra, la ragazza e la donna, la moglie e l’amante; Agamennone e Clitemnestra, l’Uomo e la Donna, il Marito e la Moglie, separati da dieci anni di assenza e dal sacrificio di una figlia. E infine la Città, l’istanza etica, perduta e dimenticata. Tutti gli elementi del dramma eschileo vengono qui messi a reazione, scatenati uno contro l’altro fino all’estremo, in una tensione di amore e rabbia, erotismo, malinconia e furore, fino all’esplosione dell’omicidio.
– Fabrizio Sinisi

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Agamennone, con Paolo Graziosi e Daniela Poggi (backstage)

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Plautus Festival, Sarsina, 17/08/2016
Le foto dello spettacolo sono visibili QUI.

AC ZERKALO – Roma e Compagnia LOMBARDI-TIEZZI – Firenze presentano
Paolo Graziosi e Daniela Poggi in AGAMENNONE
da Eschilo, di Fabrizio Sinisi

Con: Elisabetta Arosio e Valeria Perdonò
Scene: Elisabetta Salvatori
Costumi: Sara Bianchi
Regia: Alessandro Machia

Personaggi e interpreti:
Paolo Graziosi (Agamennone)
Daniela Poggi (Clitemnestra)
Elisabetta Arosio (Città)
Valeria Perdonò (Cassandra)

Trama
Agamennone, re e capo della spedizione achea contro Troia, sbarca ad Argo dopo dieci anni di guerra. Porta con sé Cassandra, giovane preda di guerra, amante e profetessa. Ad attenderlo Clitemnestra, piena di rancore e di vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia sull’altare della guerra. Ma lo aspetta anche Argo stessa: la città, la polis, nella persona del suo Coro. Agamennone e Cassandra moriranno nella congiura di Clitemnestra. Questa è la trama, celeberrima, dell’Agamennone di Eschilo, primo pannello del trittico di Orestea.

Ventiquattro ore. Tre donne e un solo uomo destinato a morire.
Ma chi sono queste figure? Chi e cosa sono adesso? Agamennone non è più l’uomo della guerra, ma l’uomo della stanchezza e del disincanto, l’uomo che tutto sa perché tutto ha visto e tutto ha provato. Cassandra è la giovane donna, è l’emblema della città di Troia ferita e distrutta e proprio dal fondo di questa rovina vede e sente ogni cosa: Cassandra vive nel profondo, alla radice delle cose. Poi c’è Clitemnestra, la protagonista. Clitemnestra è il grande conflitto della Donna: rovescia l’attesa di Penelope, da luogo dell’attesa diventa luogo della rabbia, mano del sacrificio; in Clitemnestra l’uomo d’oggi vede la terribile giustizia dell’umano, la febbre dell’esistenza che diventa violenza, il lutto che diventa ferocia. E infine il Coro, lo sfondo dell’esistente: la città, la politica; il Coro è la società e, dunque, la paura e lo scandalo. Tutto si svolge nell’arco di tempo che va dall’arrivo di Agamennone ad Argo fino al suo omicidio. In questo lasso di tempo, tutti i personaggi del dramma vengono a confronto in un agone sfrenato: Agamennone e Cassandra, nella loro complicità di padrone e di schiava, eppure entrambi vittime dell’orrore della guerra; Cassandra e Clitemnestra, la ragazza e la donna, la moglie e l’amante; Agamennone e Clitemnestra, l’Uomo e la Donna, il Marito e la Moglie, separati da dieci anni di assenza e dal sacrificio di una figlia. E infine la Città, l’istanza etica, perduta e dimenticata. Tutti gli elementi del dramma eschileo vengono qui messi a reazione, scatenati uno contro l’altro fino all’estremo, in una tensione di amore e rabbia, erotismo, malinconia e furore, fino all’esplosione dell’omicidio.
– Fabrizio Sinisi

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Ballet of Moscow, Swan Lake

with 2 comments

Ballet of Moscow, Swan Lake
Bonci Theatre, Cesena, 27/12/2015

Some pictures from the backstage and the show :)

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Written by filippo

29 December 2015 at 10:34 pm

Le Intellettuali, regia di Monica Conti

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Fotografie di scena dello spettacolo "Le Intellettuali", di Monica Conti

In questi giorni va in scena la nuova produzione di Elsinor: lo spettacolo Le intellettuali di Molière, con la regia di Monica Conti, di cui ho curato le fotografie di scena!

L’Anteprima s’è svolta nel Teatro Testori di Forlì il 10 marzo, mentre dal 12 al 29 marzo è andato in scena al Teatro Sala Fontana di Milano. Con Le intellettuali prosegue il lavoro di Monica Conti su Molière, iniziato nel 2002 con Il medico per forza interpretato da Gianrico Tedeschi e tradotto appositamente da Cesare Garboli per quella edizione. Protagonisti dello spettacolo sono Maria Ariis, Stefano Braschi, Marco Cacciola, Federica Fabiani, Miro Landoni, Angelica Leo, Roberto Trifirò e Carlotta Viscovo.

Di seguito 3 degli articoli usciti in questi giorni, rispettivamente su Corriere della Sera, L’Avvenire e La Repubblica.

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LE INTELLETTUALI, di Molière

Traduzione: Cesare Garboli
Regia: Monica Conti
Attori: Maria Ariis, Stefano Braschi, Marco Cacciola, Federica Fabiani, Miro Landoni, Angelica Leo, Giuditta Mingucci, Roberto Trifirò
Scene e costumi: Domenico Franchi

“Le intellettuali” (titolo originale “Les femmes savantes”) fu rappresentato per la prima volta a Parigi, al Palais Royal, l’11 marzo 1672.
La scena si svolge in una “casa”, quella del ricco borghese Crisalo. Clitandro, rifiutato da Armanda, figlia di Crisalo e di Filaminta, vuole sposare la sorella di lei Enrichetta. Il padre è favorevole al matrimonio ma la madre, amante della cultura e della scienza, la vuole invece dare in sposa a Trissottani, un pedante vanesio idolatrato da lei e dalle altre due “intellettuali” di casa, Armanda e la zia Belisa.
Il contrasto tra padre e madre per la scelta del genero si risolve nel momento in cui arriva il finto annuncio che la famiglia di Enrichetta è completamente rovinata economicamente, annuncio portato da Aristo, zio delle ragazze. Trissottani infatti, interessato a sposare una ricca ereditiera, si tira subito indietro, lasciando via libera a Clitandro. Le intellettuali è uno dei testi più particolari e interessanti del commediografo francese ma è sicuramente meno conosciuto e meno rappresentato rispetto ad altri suoi grandi classici come Il Tartufo, Il Misantropo o La scuola delle mogli.
Uno dei motivi principali è la mancanza del protagonista assoluto tanto caro ai primi attori, ma altrettanto importante è il fatto che la commedia pare “ non avere centro” per la ricchezza infinita di prospettive che offre. Vi si celebra continuamente il potere ma “ è potere la cultura, ed è potere l’ignoranza; è potere l’intellettuale, ed è potere la serva di casa; è potere la tradizione ed è potere la novità; è potere il maschio ed è potere la femmina: perché il potere non ha sede né volto, cambia faccia e posizione a seconda di chi lo detiene”, come nota Cesare Garboli.
Per noi oggi sono proprio questa “mobilità” estrema del potere, questo continuo cambio di prospettive, questa coralità priva di “grandi personaggi” a renderla invece particolarmente interessante e contemporanea. E a consentirci di ridere di molti nostri atteggiamenti.

Con “Le intellettuali” prosegue il lavoro di Monica Conti su Molière iniziato nel 2002 con Il medico per forza interpretato da Gianrico Tedeschi e tradotto appositamente da Cesare Garboli per quella edizione. Per gli attori Molière è ricerca, invenzione, laboratorio e follia. Per questo lavoro Elsinor costituisce una straordinaria compagnia, con un notevole sforzo produttivo.

Monica Conti
Si diploma in regia alla “Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi” di Milano e in pianoforte al Conservatorio di Brescia. Dal 1986, per dieci anni, lavora come attrice diretta da alcuni tra i maggiori registi italiani. Il debutto come regista avviene nel 1989 con Faust. Un travestimento di Edoardo Sanguineti, prodotto dal Centro Teatrale Bresciano. Dal 1996 si dedica prevalentemente alla regia cominciando un lungo periodo di sperimentazione con teatri come L’Out Off e il Franco Parenti di Milano, il Fabbricone di Prato e il Centro Teatrale Bresciano. Fra le tante regie firma: Aprile a Parigi di John Godberg, Edmenegarda di Giovanni Prati, Stretta sorveglianza di Jean Genet, La mite personale elaborazione drammaturgica dalla novella di Dostoevskij, L’ultimo nastro di Krapp di Beckett, Voltati, parlami di Alberto Moravia, La donna di pietra, di cui è anche autrice, ispirato a Emily Dickinson, Sottotenente Gustl di Schnitzler, Minetti di Thomas Bernhard con Gianrico Tedeschi.
Nel 2001 per questi ultimi tre lavori le viene conferito il Premio Hystrio alla regia.
Nel 2000 il debutto alla regia lirica con l’opera dodecafonica Barrabas di Camillo Togni presentata in prima internazionale e Il mito di Caino di Franco Margola.
Fra gli ultimi lavori si ricorda Sei personaggi in cerca di autore di Pirandello, rappresentato Tempio di Apollo di Siracusa con i giovani attori dell’Accademia del Dramma Antico.
É stata docente al corso di alta specializzazione per attori dell’ERT diretto da Massimo Castri, alla Scuola Civica di Arte Drammatica di Milano e all’Accademia del Dramma Antico di Siracusa.

Le Intellettuali, regia di Monica Conti

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Written by filippo

10 March 2015 at 5:22 pm

Moscow Ballet, Lo Schiaccianoci

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Written by filippo

1 January 2015 at 5:19 pm