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Mostra fotografica di Filippo Venturi a Brescia

“Il rugby è uno spettacolo magnifico: balletto, opera e all’improvviso il sangue di un delitto.” – Richard Burton
Mostra fotografica a contrasto di Filippo Venturi
Dal 15 febbraio al 15 marzo 2014 (termine posticipato al 5 aprile)
www.filippoventuri.it/mostrabrescia
www.facebook.com/spazioarte.upart
www.operbacco.com/notizie.php?idn=92
Inaugurazione sabato 15 febbraio, ore 20.00
Associazione Culturale Alberodonte
Via Ponte Cigoli, 24 – Rodengo Saiano (Brescia)
L’ingresso alla mostra sarà gratuito.
La mostra
A partire da lunedì 17 febbraio la mostra sarà visitabile presso la sala espositiva dell’Osteria Operbacco a Travagliato (BS) per poi proseguire il suo percorso nei locali del Dulcis Infundo a Castegnato (BS). Saranno esposte 18 stampe fotografiche, di formato 50x70cm. 10 fotografie saranno relative al rugby e 8 al balletto classico. L’ideazione e l’organizzazione dell’evento sono a cura di Luisa Bosio.
L’autore
Filippo Venturi è nato nel 1980 a Cesena. Vive e lavora principalmente in Italia.
Come fotografo si è specializzato nel reportage (eventi, teatro, concerti, politica, sociale), collaborando con diversi quotidiani, riviste e agenzie di comunicazione, italiane e non.
I lavori di maestri come Stephen Shore, Joel Sternfeld, Alec Soth e Stefano de Luigi, sono fra le sue fonti di ispirazione. Dal 2010 si dedica anche al rugby, seguendo le squadre del Cesena Rugby e del Romagna Rugby Football Club. Parallelamente al reportage, si dedica a progetti personali e di carattere sociale. L’ultimo tema a cui si sta dedicando è quello dell’incomunicabilità; il primo progetto in questo campo riguarda il morbo di Alzheimer.
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Alcune fotografie dell’allestimento presso l’Associazione Culturale Alberodonte (sede dell’inaugurazione):
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Altri poster dell’evento:
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Guido Guidi. Cinque Paesaggi, 1983-1993, a Cesena

Guido Guidi, Cinque Paesaggi, 1983-1993
17 dicembre 2013 – 19 gennaio 2014
Chiesa dello Spirito Santo – Via Milani – Cesena
Dal lunedì al venerdì ore 16.30-19.30
Sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 16.30-19.30
Ingresso gratuito
Il 17 dicembre 2013 alle ore 17.30, inaugura a Cesena, presso la Chiesa dello Spirito Santo, la mostra fotografica “Guido Guidi. Cinque Paesaggi, 1983-1993”
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“Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria”, ovvero, volendo parafrasare questo pensiero aforismatico che lo scrittore Italo Calvino scrive ne Il barone rampante, per conoscere davvero il mondo che è sotto i nostri occhi occorre vedere le cose vicine come fossero lontane, quasi, vien voglia di dire, da stranieri. Ed è forse proprio questa una delle tante, possibili chiavi di lettura con cui avvicinarsi alla mostra retrospettiva del fotografo Guidi Guidi attualmente in corso presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma – e aperta al pubblico fino al 29 novembre.
La mostra dal titolo Cinque paesaggi, 1983-1993 è la prima personale di Guido Guidi a Roma ed è stata ideata dall’ICCD insieme al curatore Antonello Frongia (parallelamente, una selezione di quaranta opere è esposta a Lugano presso la Photographica Fine Art Gallery). Successivamente le circa 130 foto in mostra presso l’ICCD passeranno a Cesena, nello spazio espositivo del Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Sia l’ICCD per il suo essere prima di tutto un archivio, sia il Dipartimento di Architettura sono luoghi che meglio di ogni altro possono ospitare le foto di Guidi con l’intento di promuovere una riflessione nuova e tutt’altro che scontata su parole spesso abusate come paesaggio, territorio, locale – di contro a globale – e architettura; parole che sono da sempre al centro delle ricerca visiva di Guidi.
Ma andiamo con ordine; come suggerisce il titolo della mostra, i curatori hanno prediletto un preciso lasso temporale quello, appunto, che va dal 1983 al 1993. Se Guidi avvia l’esplorazione del paesaggio fin dagli anni Sessanta, tuttavia proprio a partire dai primi anni Ottanta si fa più imperiosa in lui l’urgenza di conoscere e documentare un’area geografica del nostro territorio che va dal cesenate fino a Venezia e alle prealpi venete, facendo uso di una macchina fotografica di grande formato. Guidi percorre questo tragitto con meticolosa e sistematica serietà, mosso dallo stesso spirito di ricerca dell’esploratore che viaggia in terre remote e a lui sconosciute. Poco importa che Cesena sia la città dove Guidi è nato e che Venezia sia poi diventata la sua città d’adozione; questi luoghi sono esplorati e percorsi da Guidi con gli occhi dello straniero che vuole capire e documentare. Chissà, se i viaggiatori del Grand Tour che tra Settecento e Ottocento percorrevano la nostra penisola da Nord a Sud avessero avuto una macchina fotografica, forse l’avrebbero fotografata con la stessa precisione di Guidi. Infatti il fotografo non si limita a “sessioni fotografiche” mordi e fuggi, al contrario predilige un appostamento ripetuto, compiuto settimanalmente e per anni. Prima sulla base di una iniziativa personale, poi su incarichi del Dipartimento di Urbanistica dell’Università IUAV di Venezia.
Ma che cos’è un territorio? Esso è paesaggio, ovvero natura addomesticata e antropizzata, ma anche architettura e nella sua versione più degenere edilizia, e la maniera in cui questi elementi interagiscono e dialogano tra loro, a volta armoniosamente altre volte meno. Questa non sempre pacifica interazione viene registrata da Guidi nelle sue immagini, così che esse divengono documenti fondamentali per comprendere come un preciso territorio, quello poco sopra indicato, sia andato modificandosi negli anni.
Percorrendo le sale dello spazio espositivo si passa da fotografie che documentano il paesaggio agrario di Cesena, ad altre che mostrano l’environment urbano di Mestre, Padova e Treviso, la via Romea, il polo industriale di Porto Marghera, e infine un sito storico come quello del Monte Grappa, teatro del primo conflitto mondiale. Tanti luoghi emblematici del nostro paese, che pur avendo fisionomie totalmente diverse sono documentati da Guidi con una medesima vocazione, o meglio ancora attitudine. Infatti più che di stile è a nostro avviso più appropriato parlare di attitudine, che ricorda per certi versi quella di Palomar, il protagonista del libro omonimo di Calvino, uno scrittore che è più volte ritornato sul concetto di “vedere”. In questo libro, una raccolta di ventisette racconti brevi, Calvino descrive Palomar come un uomo dal carattere riflessivo e taciturno, come un uomo che guarda. Calvino concentra nei tre scritti finali buona parte delle sue riflessioni sul “vedere”. Nel primo di questi scritti: “Mondo guarda il mondo”, l’autore si pone alcune fondamentali interrogazioni: “E’ possibile guardare le cose dal di fuori? E se ciò è possibile di chi sono gli occhi che guardano”. E infine: “Ma, poi, come si fa a guardare le cose dal di fuori lasciando da parte l’io?”.
Queste riflessioni ci paiono pertinenti per comprendere il lavoro di Guidi. Se Calvino resta senza una risposta definitiva, incapace di risolvere alla radice i problemi di “convivenza” tra soggettività e scienza nel pensiero contemporaneo, Guidi invece a suo modo una via d’uscita la trova, promuovendo delle esperienze del vedere “minime” e circoscritte , ovvero delimitate a ciò che cade sotto i propri occhi. E in questo guardare le cose né da troppo vicino, né da troppo lontano Guidi non abdica al proprio io in favore di una osservazione neutrale e oggettiva, sempre che questa sia possibile, e tuttavia il proprio mondo egli lo osserva come dal di fuori, da straniero appunto. E qui ci approssimiamo alla quadratura del cerchio: sembra quasi che Guidi voglia dirci che l’unica via percorribile in un mondo, come quello attuale, in cui tutto pare appiattito, è quella di scegliere il proprio punto di vista, non temendo di operare esclusioni o gerarchie di preferenza, tanto più se queste preferenze conducono verso luoghi poco battuti, non alla moda, “vernacolari”, considerati marginali dall’iconografia ufficiale.
© CultFrame 01/2013
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Mostra Fotografica “Io fotografo il Rof”

Domenica 17 novembre 2013, alle ore 19.00, ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica realizzata con gli scatti che il gruppo FotografaRòf ha dedicato, durante la sua ultima gloriosa edizione, al Festival ìl Rof.
La mostra sarà allestita presso lo spazio Cosmonauta, in Via Regnoli n. 41 – Forlì (FC).
Link all’evento Facebook: QUI.
Nella mostra ci saranno anche alcune mie fotografie.
“Io fotografo il Rof”
17 Novembre – 23 Novembre 2013
Cosmonauta, Via Regnoli n. 41 – 47121 Forlì (FC)
Apertura
Mar – Gio: 14.30 – 1.00
Ven – Sab: 14.30 – 2.00
Dom: 18.00 – 0.00
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Per chi volesse vedere le mie fotografie delle varie edizioni de il Rof, ecco i link:
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Fotoit di ottobre 2013
Qualche giorno fa, girovagando nel sito della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), mi è caduto l’occhio sulla copertina della rivista Fotoit di ottobre e con sorpresa ci ho trovato il mio nome :)
Maggiori informazioni sulla mostra promossa in copertina sono qui: “Crediamo ai tuoi occhi 2013“.

- 04 Periscopio
- 10 Autori Storici WANDA…PER RICORDARLA MEGLIO di Elena Falchi
- 14 Portfolio italia NOVELLA OLIANA di Luigi Erba
- 18 Intervista MIMMO JODICE di Attilio Lauria
- 23 Leggere di Fotografia PENSARE AGLI ALTRI di Pippo Pappalardo
- 24 Saggistica INSTAGRAM, NON SOLO FILTRI di Attilio Lauria
- 28 Crediamo ai tuoi occhi LE VINCITRICI DELLA DECIMA EDIZIONE
- 30 Visti per voi 55A ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE BIENNALE DI VENEZIA di Cinzia Busi Thompson
- 35 Singolarmente fotografia
- 38 Portfolio LORENZO ZOPPOLATO di Elena Falchi
- 40 Circoli FIAF G.F. ACAR UNICREDIT CIRCOLO PERUGIA di Massimo Pinciroli
- 42 Circoli FIAF FOTOCLUB ARTI VISIVE BFI di Massimo Pinciroli
- 44 Lavori in corso TECNICHE FOTOGRAFICHE IN EVOLUZIONE di Romano Cicognani
- 46 Rubriche
Copertina
Foto di Filippo Venturi
dall’opera “in oblivion” esposta al CIFA per la 10^ edizione di “Crediamo ai tuoi occhi”
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Terzo Tempo, mostra fotografica e non solo

In occasione delle celebrazioni di Cesena Città Europea dello Sport 2014
TERZO TEMPO
Mostra fotografica sul rugby di Filippo Venturi
n. 86 stampe fotografiche, realizzate fra il 2010 e il 2013
26 ottobre 2013 – 1 dicembre 2013
Galleria del Centro Cinema San Biagio
Via Aldini, 24 – 47521 Cesena (FC)
Apertura
Dal lunedì al venerdì 8.00/13.00 e 20.30/23.00
Sabato 20.30/23.00
Domenica 16.00/23.00
Ingresso gratuito
La mostra
In occasione delle celebrazioni del conferimento alla città di Cesena del titolo “Città Europea dello Sport 2014”, sarà esposta una grande mostra dedicata allo sport del rugby, con ben 86 stampe fotografiche del fotografo cesenate Filippo Venturi, che dal 2010 segue le società del Romagna Rugby Football Club e del Cesena Rugby.
Le foto, selezionate fra quelle realizzate in questi 4 anni, racconteranno il percorso delle 2 squadre di rugby, in particolare si rivivranno le emozioni vissute col Romagna RFC, capace col suo ambizioso progetto di compiere l’impresa di ottenere ben 2 promozioni in 2 anni consecutivi, salendo dalla serie B alla serie A2 fino alla serie A1.
La mostra sarà ospitata nello spazio Galleria del Centro Cinema San Biagio, uno spazio espositivo attrezzato dove in passato sono state esposte importanti mostre fotografiche, legate al cinema e non solo.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 1 dicembre 2013 compreso.
L’autore
Filippo Venturi è nato nel 1980 a Cesena. Vive e lavora principalmente in Italia.
Come fotografo si è specializzato nel reportage (eventi, teatro, concerti, politica, sociale), collaborando
con diversi quotidiani, riviste e agenzie di comunicazione, italiane e non.
I lavori di maestri come Stephen Shore, Joel Sternfeld, Alec Soth e Stefano de Luigi, sono fra le sue fonti
di ispirazione. Dal 2010 si dedica anche al rugby, seguendo le squadre del Cesena Rugby e del Romagna
Rugby Football Club. Parallelamente al reportage, si dedica a progetti personali e di carattere sociale.
L’ultimo tema a cui si sta dedicando è quello dell’incomunicabilità; il primo progetto in questo campo
riguarda il morbo di Alzheimer.
Ultimi progetti:
“The Game of War”
Nel maggio 2013 è stato ospitato a Camariñas (Spagna), nell’ambito del Progetto Europeo YPAD,
assieme al creativo del suono Gianluca Licciardi, per presentare il progetto a 4 mani “The Game of
War”, video che collega le fotografie di Filippo Venturi, il libro “L’Arte della Guerra” di Sun Tzu, letto
dall’attore Joe Mantegna, e le improvvisazioni strumentali di Gianluca Licciardi.
“In Oblivion”
Nel 2012 ha realizzato il progetto intitolato “In Oblivion”, che descrive con rigore il quartiere
newyorkese di “Red Hook” ed i suoi abitanti; tale progetto è stato esposto a New York City (USA)
nel giugno 2012, a Bologna nel dicembre 2012, a Camariñas (Spagna) e a Forlì nel maggio 2013 ed è
tuttora esposto al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore) di Bibbiena, dal 21 settembre al 17
novembre 2013, grazie al premio ricevuto nel concorso “Crediamo ai tuoi occhi”.
“Forum Living”
Da gennaio 2013 lavora, come membro dell’Associazione Culturale Sovraesposti e in veste di regista,
al documentario “Forum Living”, con lo scopo di raccontare la realtà storico, sociale, culturale e di
integrazione fra gli abitanti del centro storico forlivese. L’uscita del film è prevista a fine 2013.
Rugby
Ho iniziato a fotografare il rugby nel 2010, per una serie di coincidenze.
Fin da subito mi sono accorto che le fotografie che realizzavo erano diverse da quelle di ogni altro sport
che mi era capitato di documentare. Gli atleti sono completamente immersi nell’azione e il contatto
fisico è pieno: non c’è una rete che li separa, non gareggiano uno alla volta, non si possiede altro che le
proprie mani, il proprio corpo e il proprio coraggio di andare incontro al gioco.
I ragazzi e gli uomini che fotografavo in campo, con i loro sguardi, la postura, i gesti atletici,
emanavano un senso di epicità e un profondo fascino, al punto da farmi pensare a personaggi
mitologici. Da allora sono passati 4 anni, durante i quali ho capito appieno cos’è il rugby.
Innanzitutto mi sono accorto che il rugby è veramente passione, coraggio, generosità, lealtà,
amicizia e rispetto, non si tratta solo di un mantra ripetuto da chi è del settore. Questi valori si vedono
sia in campo, fra compagni di squadra e fra avversari, sia fuori dal campo, basti pensare all’importanza
del terzo tempo, quello in cui si mettono da parte le rivalità e si festeggia tutti assieme.
Mi rendo conto che questo sport è capace di influenzare positivamente le persone che lo
frequentano, di stimolare amicizia e lealtà. Non a caso, spesso, realtà diverse si avvicinano al rugby
per carpirne i valori e lo spirito di gruppo.
Il rugby è uno degli sport meno inquinati da elementi estranei alla cultura sportiva.
Devo sicuramente ringraziare le società del Cesena Rugby e del Romagna Rugby, che col loro lavoro
e impegno riescono a coltivare la passione di tanti giovani e dare tante soddisfazioni personali e
collettive. Il progetto del Romagna Rugby, proprio negli ultimi anni, è riuscito nell’impresa sportiva di salire dalla serie B, alla serie A2 e fino alla serie A1; un salto di 2 categorie in 2 anni, senza snaturare la propria natura e affidando l’ossatura della squadra ai giovani selezionati dalle varie squadre romagnole. – Filippo Venturi
Con il contributo di
Assessorato ai Servizi Culturali e Assessorato allo Sport del Comune di Cesena, Centro Cinema San Biagio, Romagna RFC, Cesena Rugby, Associazione Panathlon.
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Il 26 ottobre 2013, oltre all’inaugurazione della mostra, ci saranno i seguenti eventi relativi al rugby:
ore 18.00
Inaugurazione Mostra Fotografica.
ore 19.00
Proiezione del film “I Giganti dell’Aquila” (2010) del regista Enrico Martia Artale. Si tratta di un documentario che racconta le problematiche della città di L’Aquila, conseguenti al terremoto del 2009, attraverso la testimonianza della squadra di rugby.
ore 20.00
Fine proiezione e Intervento del regista Enrico Maria Artale e delle delegazioni delle squadre di rugby L’aquila Rugby e Romagna RFC.
Agli eventi parteciperanno anche i giocatori, lo staff e i dirigenti delle società del Cesena Rugby, Romagna RFC e L’Aquila Rugby.
A fine ottobre e nel mese di novembre continueranno gli eventi legati al rugby:
Martedì 29 ottobre 2013, ore 17.00
Proiezione de “I 400 folpi” e “Un filo di pensieri” di Marco Paolini.
Martedì 5 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Invictus” di Clint Eastwood.
Venerdì 8 novembre 2013, ore 12.00
Conferenza stampa a cura di “Panathlon”, con la partecipazione del Sindaco Paolo Lucchi.
Martedì 12 novembre 2013, ore 17.00
Proiezione del film “Asini” di Antonello Grimaldi.
Giovedì 21 novembre 2013, ore 17.00
Presentazione del libro “Mar del Plata” di Claudio Fava, con la presenza dell’autore e la testimonianza dell’allenatore della società Cesena Rugby, Jorge Eduardo Gutierrez.
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Parlano della mostra
- Clickblog
- CesenaToday
- Comune di Cesena
- Centro Cinema San Biagio
- Onrugby
- Corriere di Romagna
- La Voce di Romagna (1)
- La Voce di Romagna (2)
- Il Resto del Carlino
- DotRugby
- Romagna RFC
- RomagnaSport
- RavennaNotizie
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