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Le Grandi Storie – I Classici della letteratura rivivono in Biblioteca

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Le Grandi Storie - I Classici della letteratura rivivono in Biblioteca

Ogni domenica in Sala lignea, Biblioteca Malatestiana
dalle 17.00 alle 18.00, febbraio – maggio 2013
Ingresso gratuito
a cura di Corrado Bertoni

Per informazioni
Biblioteca Malatestiana p.zza. Bufalini, 1
Tel 0547 610892
www.malatestiana.it

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PROGRAMMA

17 Febbraio
FERRUCCIO FILIPAZZI
presenta l’ Odissea di Omero
“Odissea” la madre di tutte le storie, nella traduzione poetica di Cetrangolo. Una riscoperta della sua forza evocativa e la modernità della costruzione letteraria, un viaggio nell’animo umano tra debolezze e sfrontatezze, un inno alla curiosità e al desiderio struggente della conoscenza.  Ma soprattutto la bellezza della parola.

3 Marzo
FRANCO MESCOLINI
presenta Pinocchio di Carlo Collodi
Ho scelto Pinocchio perché Pinocchio è un libro che racconta la vita nel suo misterioso farsi, nel suo difficile realizzarsi, la vita che tuttavia ci permette, attraverso una serie (a volte incredibile) di circostanze, di capirne il senso più profondo.

17 Marzo
ROBERTO MERCADINI
presenta Moby Dick di Herman Melville
Moby Dick non racconta una storia. Non è un romanzo. Forse neppure un libro. E’ un mostro che sta fra gli altri volumi scritti come il leviatano bianco sta in mezzo alle altre creature marine. Moby Dick non si può narrare, “sebbene molti abbiano tentato” (come scrive Melville).Che può farne, allora, un narratore (e nel tempo d’una narrazione)? Può almeno far brillare alcuni frammenti incandescenti; far intuire, per sintesi, l’intera luce, l’intero calore del magma.

7 aprile * nuova data
NICOLA D’ALTRI
presenta Myricae di Giovanni Pascoli
Il rapporto che ha Pascoli con il paesaggio è viscerale e primitivo. Ho scelto di raccontare questo libro per aprire un dialogo con un poeta che spesso conosciamo solo superficialmente, e metterci così in comunicazione con una voce a noi vicina in tutti i sensi. Attraverso l’immagine di un uomo, uno qualunque attraverso il poeta, che osserva da una finestra, guarderemo i paesaggi di Pascoli con l’attenzione dei millimetri, verso le loro viscere, a cui noi stessi siamo inesorabilmente attaccati.

14 Aprile
GIUSEPPE VIROLI
presenta Delitto e Castigo di Dostoevkij
Semplicemente. Delitto e castigo l’ho letto quando ancora non facevo teatro. Perché la scelta… È l’unico libro che sono stato in grado di leggere accovacciato sul pavimento di un treno stipato in modo disumano, sperando per di più che il viaggio non finisse. Ora l’ho ripreso e mi dà le stesse sensazioni. Vorrei giocarci in modo divertito e illogico, con le voci, le mani, piccole sagome o pupazzi, forse un librone-teatrino.

21 Aprile
PAOLO SUMMARIA
presenta L’Orlando Furioso dell’Ariosto
L’ORLANDO IN VIAGGIO è uno spettacolo agito da un solo attore, con pochi elementi scenici. L’aspetto su cui si vuole porre l’attenzione è il viaggio di Orlando, impazzito d’amore, alla ricerca della bella Angelica. Questa è la linea guida dello spettacolo. Nel poema originale di Ariosto la storia di Orlando e Angelica è una delle tante storie che, come una tela di ragno, si intrecciano tra loro formando la struttura drammaturgica del poema stesso. L’Orlando Furioso è paragonabile ad una moderna soap-opera televisiva; chi le segue sa che ci sono infiniti intrecci tra i personaggi e spesso, tra questi, ne predilige uno in particolare. A volte quando questo muore o tende a ripetersi o ad uscire da determinati canoni, il video spettatore non segue più la soap. Credo che un modo per avvicinare il pubblico giovanile al Furioso di Ariosto sia proprio quello di raccontare la storia d’amore impossibile tra Orlando e Angelica, due giovani, tra l’altro, appartenenti a due culture diverse, l’occidente e l’oriente.

28 Aprile
GIORGIO ROCCULI
presenta Il profumo di Patrick Suskind
“Il profumo” di Patrick Suskind mi è stato consigliato durante il corso quadriennale di musicoterapia presso la scuola di Assisi dal neuropsichiatra infantile prof. Ricciotti, in riferimento alla capacità che accomuna i bambini agli artisti; gli artisti riescono per loro    “APERTURA MENTALE” a vedere con le orecchie o ad ascoltare col naso e in ogni caso mantengono una capacità interscambiabile di tutti i sensi che permette loro una lettura originalissima e a volte sconvolgente della realtà, allo stesso modo i bimbi molto piccoli che non hanno ancora formata la guaine mielinica che ricopre le terminazione nervose, rispondono agli stimoli esterni utilizzando una sinergia di tutti i sensi. Il profumo ha potere evocativo: ricorda luoghi, musiche , panorami, amori, l’infanzia, cioè rende attuale in quanto fugace ma sempre presente il passato. La musica, del resto come tutte le arti, ha la stessa capacità. Può aprirci ad un modo nuovo di essere nella realtà. Suskin ha inventato un personaggio che nessuno di noi dimenticherà facilmente.

5 Maggio
ROBERTA BERTOZZI
presenta I Fiori del Male di Charles Baudelaire
Se ho scelto I fiori del male di Charles Baudelaire è per una sola, essenziale, ragione. In quest’opera si inaugura, con largo anticipo sul Novecento, la postmodernità, cioè quella particolare dimensione di paralisi, incertezza, vacuità, che è sintomo di un incrinarsi della fede che l’uomo riponeva in se stesso e nelle proprie azioni. Libro in cui, per la prima volta, appare sulla scena del testo l’orizzonte urbano, il cui aspetto è in tutto simile a quello della città di Dite: il poeta ne accoglie le pulsazioni, ne sonda il movimento convulsivo, e insieme registra l’insorgere di una diversa moralità, sperimentando tutte quelle possibili affezioni psichiche e spirituali, come la nausea, l’impotenza, l’estraneazione, che finiranno per rappresentare il principale dilemma dell’arte e della letteratura contemporanea. Se taluni libri tendono a diventare classici proprio in virtù del fatto che le immagini in essi contenute si trasformano col tempo in perfette allegorie di una condizione condivisa, del sentimento di un’epoca, questo libro è uno di quelli.

12 Maggio
PIERA POLCI
presenta Frankenstein di Mary Shelley
La forza di quest’opera non risiede nella sua struttura stilistica, né nel genio di chi l’ha partorita, il suo potere è d’essere figlia di una visione onirica, di una parola “implicita” che ha la capacità di svelare la natura stessa dell’essere. Il mostro è parte di ognuno, da ognuno rinnegato, nessuno, e così l’autrice, sarà esentato dall’attrattiva e insieme dalla repulsione che egli suscita. Il mostro è la doppia natura dell’essere e in quanto tale orrifico e prodigioso.

19 Maggio
CORRADO BERTONI
presenta Le Metamorfosi di Ovidio
Come raccontare un libro immenso? Un kolossal ricco di effetti speciali, una “mille e una notte” di storie. Ho adottato il suggerimento di Manganelli che dice: “un libro non è lungo, è largo” e l’ho lasciato aperto ad altri libri, ad altre immagini, andando a zonzo nel testo, preso per mano dalla decima Musa, Pagyna, quella della rilettura.

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BIOGRAFIE AUTORI

Ferruccio Filippazzi
attore e raccontatore di storie. Negli ultimi anni ha realizzato gli incontri di letture e musiche in collaborazione con Scuole, Biblioteche e Comuni di tutta Italia. Dal 1998 collabora con Accademia Perduta alla produzione di spettacoli per ragazzi: con “il brutto anatroccolo” ha formato una Compagnia di “teatro musicale” con un musicista e una cantante in scena; dal gennaio 2001 ripropone nei teatri e nelle scuole la storia di Moby Dick.

Franco Mescolini
attore, (solo per citare alcuni film,  Il mostro, Pasolini, un delitto italiano,  La vita è bella, Ogni volta che te ne vai, La tigre e la neve) è lo storico fondatore de “La Bottega del Teatro”, associazione di Cesena che  organizza corsi di teatro e spettacoli teatrali Organizza corsi di teatro e spettacoli teatrali.

Roberto Mercadini
io recito le poesie che scrivo. Ma prima recito monologhi sulle poesie che recito. Io racconto storie. Ma dopo racconto storie sulle storie che racconto. E sembro tutto tranne un poeta, dicono. Le tante cose che faccio, a prima vista, possono apparire eterogenee, slegate, persino incongrue.- Ho pubblicato un libro di poesie che si intitola “Madrigali per surfisti estatici”.
– Ho scritto e interpretato molti monologhi di teatro civile e di narrazione.
– Tengo un video blog che si chiama “Poeta parlante”.
Ma, nonostante le apparenze, ho uno scopo. Trovare il modo di parlare con l’attenzione meticolosa che si mette nello scrivere. E di scrivere con la guizzante energia che si mette nel parlare. Avvicinare lo scrivere e il parlare sempre di più. Di più. Fino a renderli un unico gesto.

Nicola D’Altri
è nato a Cesena nel 1990. È cresciuto a San Tommaso, e ha vissuto a Barcellona e a Ferrara. Studia Lingue e Letterature Straniere. Scrive dall’età di quindici anni e è in preparazione la sua prima raccolta di poesie.

Giuseppe Viroli
e’ attore, autore di teatro, inventore di storie per l’infanzia e non. Ha fondato Teatro Distracci e collabora da anni con Drammatico Vegetale. Ha pubblicato le fiabe “La Fata Verdura” e “L’Omino di zucchero”.

Paolo Summaria
è un attore, insegnante e pensatore teatrale, nato in Calabria nel 1973, vissuto a Roma per molti anni e ora abitante in Romagna. In televisione partecipa a varie fiction (Un medico in famiglia, I Cesaroni, Incantesimo 8) e spot pubblicitari (Vodafone, Infostrada, Unicredit). Alterna la sua attività professionale con laboratori teatrali negli istituti scolastici e per gruppi di attori professionisti.

Giorgio Rocculi
Musicista, compositore e cabarettista. E’ stato musico- terapeuta per il Dipartimento Salute Mentale di Cesena. Ha fondato il gruppo di Teatro Musicale “Il Fosso

Roberta Bertozzi
è nata a Cesena nel 1972. Poetessa, saggista e critica letteraria, collabora con numerose riviste e con il mensile «Poesia» (Crocetti). Ha pubblicato Il rituale della neve (Raffaelli 2003) e Gli enervati di Jumièges (peQuod 2007). È presente nell’antologia della giovane poesia italiana Il miele del silenzio, a cura di Giancarlo Pontiggia (Interlinea 2009). Si occupa anche di critica artistica, scrivendo testi in catalogo per diverse gallerie, tra cui L’Affiche di Milano, Gasparelli Arte Contemporanea di Fano e il Vicolo di Cesena. Nel 2000 ha fondato Calligraphie, associazione che promuove letture, seminari e incontri sulla poesia contemporanea. Nel 2008 è stata invitata come rappresentante per l’Italia al 4th International Festival of Contemporary Poetry di Zagabria. Dal 2010 tiene corsi di formazione rivolti agli insegnanti sulla didattica della poesia nella scuola primaria. La sua attività critica e poetica è archiviata sul sito interno38.it

Piera Polci
conduce laboratori per educatori e bambini sui temi della fiaba e della scrittura. Ha realizzato spettacoli denominati “fiabe animate” in cui alla narrazione ha affiancato pupazzi e piccole scenografie autoprodotte.
Fa parte della redazione di un blog letterario, sul quale pubblica anche suoi scritti.

Corrado Bertoni
regista teatrale, documentarista e videomaker. Fa parte dello staff artistico del progetto Arte e Salute –  della A.S.L. di Bologna e del Dipartimento di salute mentale di Cesena. Attualmente è Direttore Artistico di Radiomontecatoneweb, nata per sua iniziativa, all’interno dell’omonimo ospedale.

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Fonte: comune.cesena.fc.it

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Douglas Scholes, Assigning simple tasks to a walk

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Douglas Scholes
Assigning simple tasks to a walk

Assegnazione di semplici mansioni ad una camminata

Performance artistica eseguita il 6 novembre 2012, da San Romano, passando per Borello, fino alla discarica “Tessello II” di San Carlo (17km).

Durante la camminata l’artista canadese ha provveduto a raccogliere i rifiuti trovati lungo il percorso, sostituendoli con le sue Amphottles (in italiano Anfottiglie): manufatti in cera d’api prodotti interamente dall’artista, dalla forma metà di bottiglia di plastica e metà di anfora.

Statement:

I explore the qualities of maintenance and art through a pragmatic aesthetic, which places art as part of rather than a reflection of the everyday. The pragmatic aesthetic refers to the intrinsic and evolving appearance of things, objects, and structures found in our environments, appearances that are inherently dynamic due to the passage of time. I am fascinated by the appearance of things created by abandoned attention and by the maintenance performed in an attempt to reverse deterioration.

To perform maintenance as art is an act of creation which exposes the inherent beauty of the orchestrated movements of human resources and tools/materials that are required to get the job done – acts of cleaning, repairing, constructing, picking up, clearing, etc., and the results thereof. These acts are done in response to gradual and unrelenting entropic forces working in natural opposition to the acts of creation. There is a dichotomy between maintenance and deterioration with an inevitable, usual, predictable interaction of one to the other.

dougscholes.ca

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Written by filippo

15 novembre 2012 at 7:17 am

Mostra di Edward Hopper a Parigi

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Mostra di Edward Hopper a Parigi

Mostra di Edward Hopper a Parigi

Edward Hopper al Grand Palais di Parigi
10 ottobre 2012 – 28 gennaio 2013

Una mostra organizzata dalla Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais e dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid in collaborazione col Centre Pompidou.

Hopper? Una leggenda troppo spesso limitata alle immagini riconosciute dal pubblico più ampio. Basta il suo nome ad evocare notti tinte di verde, architetture distese al sole, luci fredde. Tutto parla di solitudine senza fine, di silenzio ed Edward Hopper (1882-1967) è diventato sinonimo di malinconia, di civiltà avvelenata, di tempo sospeso, di un ordinario dalle note bizzarre che ha l’America come sfondo e attraverso di essa parla di un’umana condizione deprivata delle passioni, della sua stessa carne. I dipinti di Hopper contengono la semplicità ingannevole dei miti unita all’evidenza dei fumetti. Condensano ipotesi e sogni ispirati alla “favolosa” America e in quanto espressione dei sentimenti più toccanti, o di puri costrutti mentali, hanno portato a interpretazioni contrastanti. L’artista è stato di volta in volta battezzato come romantico, realistico, simbolista, formalista a dimostrazione di una complessità ben superiore a quanto possa apparire allo sguardo più distratto.

La retrospettiva al Grand Palais sembra voler ripristinare un’immagine più sanguigna di Hopper e lo fa partendo dalle sperimentazioni di quel giovane che nel 1906 approda a Parigi per la prima volta in cerca di arte, ispirazione e di se stesso. La prima parte della mostra attraversa così gli anni della formazione (1900-1924) e confronta Hopper coi lavori dei suoi contemporanei francesi, mentre la seconda parte è dedicata all’arte della maturità, dai primi dipinti emblematici del suo stile personale (House by the Railroad House, 1924) alle sue ultime opere (Two Comedians, 1966).

LE INFLUENZE – Hopper entra nella bottega di Robert Henri alla New York School of Art nei primi anni del XX secolo. Personalità molto pittoresca, Henri nel 1908 sarà il fondatore della “Scuola della spazzatura” (Ashcan School), nome di per sé sufficiente a esprimere il realismo senza compromessi che legava i membri del sodalizio. Con questa influenza, il giovane Hopper approda a Parigi (nel 1906, nel 1909 e nel 1910), gira per gallerie e saloni avvicinandosi a molteplici influenze: Degas gli ispira prospettive, il principio poetico di una “drammatizzazione” del mondo. Da Albert Marquet prende i volumi mentre con Felix Vallotton, condivide un gusto leggero ispirato da Vermeer. Da Walter Sickert, acquisisce l’iconografia dei luoghi di divertimento, la pittura della “carne sanguinante”. Qui Hopper adotta lo stile degli impressionisti, una tecnica nata per di esprimere l’armonia e il piacere sensuale. Tornato negli Stati Uniti, l’artista s’immerge nel realismo di Bellows, di Sloan, della Scuola Ashcan con la quale condivide una visione distopica. Per guadagnarsi da vivere fa l’illustratore, ma il suo tempo arriverà solo nel 1924. L’anno rappresenta un punto di svolta nella vita e l’opera di Hopper. La mostra al Museo di Brooklyn degli acquerelli di Gloucester, e la sua presentazione alla galleria di Franck Rehn, gli portano quei riconoscimenti e quel successo commerciale che gli permetteranno di dedicarsi esclusivamente alla sua arte (fino ad allora aveva venduto un solo quadro, nel 1913). E può cominciare il lavoro di approfondimento dei suoi soggetti preferiti: le architetture dall’identità quasi “psicologica”, i personaggi solitari e come smarriti nelle profondità nel pensiero, il mondo dello spettacolo, le immagini della città moderna.

ETICHETTE? Per molti versi Hopper resterà sempre un mistero. L’apparente realismo della sua pittura e l’astratto processo mentale che richiede per la loro elaborazione, mandano in corto circuito la stessa critica d’arte.  Un bastione della tradizione americana realista, il Whitney Museum of Art regolarmente propone mostre d’arte dedicate al suo lavoro. Tuttavia la sua prima retrospettiva, lo consacrerà, nel 1933 in quel tempio del Formalismo che è il MoMA di New York il cui direttore Alfred Barr, scrive di un pittore che “in molti dei suoi dipinti perpetua composizioni interessanti da un punto di vista strettamente formale“. Le definizioni, insomma, faticano a trovarsi d’accordo, e così negli anni ’50 ecco etichettato Hopper come “metafisico” e “surrealista” mentre la rivista Reality lo collega con gli artisti del realismo americano per denunciare l’arte astratta che, secondo loro, strabocca da collezioni e musei. Pochi mesi dopo la morte il curatore della sezione americana alla Biennale di San Paolo, Pietro Seltz, organizza una mostra di Hopper, e ne collega l’opera alla generazione di artisti pop. Tutte buone queste etichette, tutte plausibili, nessuna precisa sino in fondo. La magia di Hopper è anche questa. Informazioni mostra: http://www.rmngp.fr (a.d)

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Written by filippo

15 ottobre 2012 at 8:19 am

Mostra di Picasso a Milano

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Mostra di Picasso a Milano

Mostra di Picasso a Milano

Il grande ritorno a Milano di Pablo Picasso
con oltre 200 capolavori tra dipinti, disegni, sculture e fotografie

Dal 20 settembre 2012 al 6 gennaio 2013
Palazzo Reale – Milano

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Infoline e prevendita: 02 54911
http://www.ticket.it/picasso

Orari
lunedì, martedì e mercoledì: 8.30-19.30
giovedì, venerdì, sabato e domenica: 9.30-23.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

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Saranno oltre 200 opere, molte delle quali mai uscite dal Museo Picasso di Parigi, che affolleranno le sale di Palazzo Reale a Milano, in occasione della grande antologica dedicata all’ ineguagliabile artista spagnolo Pablo Picasso.

Curata da Anne Baldassari, riconosciuta a livello internazionale fra i più importanti studiosi di Pablo Picasso e curatrice del Musée National Picasso di Parigi, la mostra è pensata come un excursus  cronologico sulla produzione dell’artista, mettendo a confronto le tecniche e i mezzi espressivi con cui si è cimentato nel corso della sua lunga carriera coprendo tutte le fasi fondamentali della creatività multisfaccettata di Pablo Picasso e i vari mezzi espressivi e mediatici tramite cui il suo genio visuale ebbe modo di esprimersi.

Questo sensazionale insieme di opere offre la possibilità unica e straordinaria di confrontarsi con le maggiori fasi artistiche della Modernità, testimoniate da un unico – forse il più grande di tutti – genio: il periodo blu e quello rosa, il periodo della ricerca “africana” o proto-cubista, il Cubismo Sintetico e il Cubismo Classico, le pitture surrealiste, il periodo del coinvolgimento politico e i dipinti sul tema della guerra, l’interludio pop e le variazioni sul tema ispirate ai grandi maestri dell’arte rinascimentale e moderna, fino alle sue ultimissime produzioni prima delle morte, avvenuta nel 1972.

Innumerevoli i capolavori che popolano la mostra come  “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922), ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” e “La supplicante” (1937).

Una combinazione di genialità e linguaggi artistici in continua evoluzione che arricchirà la città di ineguagliabile bellezza.

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Sito ufficiale: mostrapicasso.it

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Written by filippo

25 settembre 2012 at 3:11 am

Andrej Tarkovskij

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Written by filippo

25 aprile 2012 at 6:45 PM

Pubblicato su Arte, Cinema, Fotografie