Filippo Venturi Photography | Blog

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Zetazeroalfa concert in Milan

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Si è svolto sabato 23 marzo il concerto degli Zetazeroalfa il cui frontman, Gianluca Iannone, è il fondatore di CasaPound (un partito politico italiano di estrema destra neofascista). L’evento è stato organizzato per celebrare i 100 anni della nascita dei “Fasci di Combattimento” (il movimento politico fondato a Milano da Benito Mussolini il 23 marzo 1919, che il 10 novembre 1921 si trasformò in Partito Nazionale Fascista) e per festeggiare i 20 anni della band. Nonostante le associazioni di sinistra abbiano provato a opporsi, l’evento si è svolto comunque in una location segreta, resa nota 24 ore prima dell’evento: lo “Space 25” in Via Toffetti. L’orario d’inizio era stato fissato alle ore 19.19, l’anno di fondazione dei “Fasci di Combattimento”. Erano attese delegazioni anche straniere, per circa 2000 persone complessive.

The Zetazeroalfa concert took place on Saturday, March 23. The frontman, Gianluca Iannone, is the founder of CasaPound (an extreme right neo-fascist Italian political party). The event was organized to celebrate the 100th anniversary of the birth of the “Fasci di Combattimento” (the political movement founded in Milan by Benito Mussolini on March 23, 1919, which became the National Fascist Party on November 10, 1921) and to celebrate 20 years of the band. Although the leftist associations have tried to oppose it, the concert took place anyway in a secret location, announced 24 hours before the event (the “Space 25” in Toffetti Street). The start time was set at 7.19 pm (19.19), the year in which the “Fasci di Combattimento” were founded. Foreign delegations were expected, for a total of about 2000 people.

Written by filippo

25 March 2019 at 10:38 pm

Annie Leibovitz, “WOMEN: New Portraits”, a Milano

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Annie Leibovitz, "WOMEN: New Portraits", a Milano

“WOMEN: New Portraits”, i nuovi ritratti di Annie Leibovitz in mostra a Milano!
Commissionata da UBS, la mostra sarà aperta al pubblico dal 9 settembre presso Fabbrica Orobia 15.

Annie Leibovitz, “WOMEN: New Portraits”
9 Settembre / 2 Ottobre 2016

Fabbrica Orobia 15 – Via Orobia 15, 20139 Milano
Dal lunedì alla domenica ore 10-18, venerdì fino alle ore 20
Ingresso libero

La Mostra
“WOMEN: New Portraits”, la mostra in cui si possono ammirare i nuovi scatti commissionati alla celebre fotografa Annie Leibovitz, sarà inaugurata a Milano il 9 settembre 2016 presso gli spazi di Fabbrica Orobia 15, e resterà in programma fino al 2 ottobre, come tappa di un tour globale che tocca 10 città.
Il nuovo lavoro della fotografa prosegue un progetto iniziato oltre quindici anni fa con “Women”, una raccolta di ritratti pubblicata nel 1999 e tuttora molto popolare. Susan Sontag, che aveva collaborato alla realizzazione del primo progetto, l’aveva definita un work in progress.
“WOMEN: New Portraits” riflette i cambiamenti del ruolo della donna nella società contemporanea e, nel corso del prossimo anno, andrà a costituire un’unica opera composta da molteplici scatti.
Annie Leibovitz ha dichiarato: “Quando ho proposto a UBS di proseguire il progetto WOMEN, non c’è stata alcuna esitazione. Facciamolo, è stata la risposta, e il supporto è stato straordinario su tutti i fronti. L’impresa è molto ambiziosa, il soggetto talmente vasto, è come andare in mare aperto e fotografare l’oceano.”
Fabio Innocenzi, Country Head del Gruppo UBS in Italia, ha affermato: “Collaborare con Annie alla realizzazione di un progetto che celebra donne incredibili, ciascuna ai massimi livelli nel proprio campo, è un’opportunità molto stimolante. Il tour si inserisce in una serie di iniziative volte a promuovere l’impegno nell’arte contemporanea, di cui da lungo tempo siamo portavoce. Ci auguriamo che i nuovi scatti commissionati e i programmi di accompagnamento rivolti al pubblico diano ispirazione e slancio a quante più persone possibile.”

Fabbrica Orobia 15
Costruita nel 1920, è uno spazio industriale storico, situato nel sud di Milano, vicino alla Fondazione Prada, in una zona che sta rapidamente diventando una destinazione per l’arte, la cultura e la moda.

Annie Leibovitz
Ha iniziato la sua carriera nel 1970 come fotoreporter per Rolling Stone, mentre era ancora una studentessa del San Francisco Art Institute. Da allora le sue fotografie sono apparse regolarmente sulle copertine di varie riviste. Il suo vasto e originale lavoro comprende alcuni dei ritratti più famosi del nostro tempo. Il suo primo incarico importante fu per una storia di copertina su John Lennon. Nel 1973 Leibovitz divenne il principale fotografo di Rolling Stone e quando lasciò la rivista, dieci anni dopo, aveva realizzato centoquarantadue copertine e pubblicato saggi fotografici su decine di storie, tra cui i suoi memorabili resoconti sulle dimissioni di Richard Nixon e sul tour dei Rolling Stones del 1975. Nel 1983, quando entrò a far parte dello staff della rinata rivista Vanity Fair, si era affermata come la più grande fotografa della musica rock e abile documentarista del contesto sociale. In Vanity Fair, e in seguito in Vogue, ha sviluppato un vasto lavoro che ha ampliato il suo ritratto collettivo della vita contemporanea: ritratti di attori, registi, scrittori, musicisti, atleti e personaggi del mondo politico e imprenditoriale, oltre che fotografie di moda. Oltre al lavoro redazionale ha creato importanti campagne pubblicitarie, tra cui gli scatti per American Express e Gap, che le sono valsi vari premi. Ha anche collaborato con molte organizzazioni artistiche. Annie Leibovitz ha un particolare interesse per la danza e nel 1990 ha documentato la creazione del White Oak Dance Project con Mikhail Baryshnikov e Mark Morris. Sono state pubblicate varie raccolte dei suoi lavori, tra cui Annie Leibovitz: Photographs (1983); Annie Leibovitz: Photographs 1970–1990 (1991); Olympic Portraits (1996); Women (1999), in collaborazione con Susan Sontag; American Music (2003); A Photographer’s Life, 1990-2005 (2006); Annie Leibovitz at Work (2008), un commento in prima persona sulla sua carriera; Pilgrimage (2011). Nel 2014 è stata realizzata un’edizione limitata da collezione in formato gigante delle sue fotografie pubblicata da Taschen. Sono state allestite mostre sul suo lavoro in musei e gallerie in ogni parte del mondo, tra cui la National Portrait Gallery e la Corcoran Gallery a Washington, D.C.; l’International Center of Photography e il Brooklyn Museum a New York; lo Stedelijk Museum ad Amsterdam; la Maison Européenne de la Photographie a Parigi; la National Portrait Gallery a Londra; il museo dell’Hermitage di San Pietroburgo; e il Pushkin State Museum of Fine Arts di Mosca. Annie Leibovitz ha ottenuto numerose onorificenze. Nel 2006 è stata nominata Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres dal governo francese. L’anno prima, in una classifica dell’American Society of Magazine Editors (ASME) delle copertine più memorabili degli ultimi 40 anni aveva ottenuto le prime due posizioni (n. 1 per la fotografia di John Lennon e Yoko Ono scattata per Rolling Stone il giorno in cui il cantante fu ucciso e n. 2 per una Demi Moore incinta su Vanity Fair). Nel 2009 ha ricevuto il Premio alla carriera dell’International Center of Photography, il primo Premio per l’eccellenza creativa dell’ASME e la Centenary Medal della Royal Photographic Society a Londra. Nel 2012 ha conseguito il Premio per le donne che si sono distinte nel campo dell’arte del Los Angeles Museum of Contemporary e il Wexner Prize. Nel 2013 ha ricevuto il Prince of Asturias Award for Communication and Humanities. Nel 2015 è stata la prima persona ad aggiudicarsi il Modern Art Contemporary Vision Award del museo di Arte Moderna di San Francisco nel 2015. Annie Leibovitz è stata designata “Leggenda vivente” dalla Library of Congress. Vive a New York con le tre figlie, Sarah, Susan e Samuelle.

Sito ufficiale: www.ubs.come/annieleibovitz
Fonte: italiaartmagazine.it

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Written by filippo

6 September 2016 at 7:42 am

Sony World Photography Awards, la mostra in Italia

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Sony World Photography Awards

Lo scorso aprile a Londra, ai Sony World Photography Awards, ho avuto la grande soddisfazione aggiudicarmi il 2° Premio col mio lavoro Made in Korea, nella sezione Professional/People.
I Sony World Photography Awards premiano ogni anno le eccellenze della fotografia internazionale.
L’ultima edizione, la nona, ha battuto ogni record, con un totale di 230.103 candidature da 186 Paesi.

La mostra delle fotografie premiate al concorso, dopo aver girato il mondo, il 16 settembre giunge per la prima volta in Italia!

SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS
Curatore: Denis Curti
16 Settembre / 16 Ottobre 2016
Spazio Tadini, Via Niccolò Jommelli, 24 – Milano
Presentazione in anteprima il 15 Settembre, ore 11.30

Sony World Photography Awards

Tappe della mostra fino ad oggi:
Londra (Inghilterra), Somerset House, dal 22 aprile all’8 maggio 2016.
Pechino (Cina), U Space, dal 7 al 26 giugno 2016.
Berlino (Germania), Willy-Brandt-Haus, dal 5 luglio al 30 settembre 2016.
Milano (Italia), Spazio Tadini, dal 16 settembre al 22 ottobre 2016.

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Written by filippo

5 September 2016 at 7:32 pm

Mostra fotografica su Walter Bonatti, a Milano

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Walter Bonatti

Ho cercato di mettermi nei panni del primo uomo sulla terra, un uomo che guarda affascinato e attento il mondo intorno a lui per trarne una lezione di vita. – Walter Bonatti

Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi
13 Novembre 2014 – 8 marzo 2015
Palazzo della Ragione
Piazza dei Mercanti 1, Milano

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Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo della Ragione, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta ed in collaborazione con l’archivio Bonatti.

Palazzo della Ragione, il nuovo spazio espositivo interamente dedicato alla fotografia in Piazza dei Mercanti, a due passi da Piazza Duomo, dopo la mostra di Sebastião Salgado mette a fuoco la sua proposta espositiva e culturale con questa importante rassegna dedicata alla figura del grande esploratore e pensatore Walter Bonatti.

L’esposizione dal titolo Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi, con l’ausilio di video, di documenti inediti e di un allestimento particolarmente coinvolgente, ripercorre il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure dell’alpinista ed esploratore italiano.

“Prosegue il nuovo corso di Palazzo della Ragione con una nuova mostra di fotografia dedicata ad un protagonista di questa arte e ai grandi spazi del nostro pianeta – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Una mostra che conferma, seppure con una diversa sensibilità e una declinazione nuova rispetto alle mostre fotografiche di Salgado e di YannArtus Bertrand, appena concluse, la passione per la bellezza della natura e l’esigenza di una tutela sempre più necessaria e urgente, per un ritorno, ormai non più procrastinabile, a una relazione più rispettosa con il mondo che ci circonda”.

La mostra partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato alle figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruire la dimensione culturale dell’identità europea.

Le immagini in mostra testimoniano oltre 30 anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra e raccontano una passione travolgente per l’avventura insieme alla straordinaria professionalità di un grande reporter.

È difficile separare il ricordo di Walter Bonatti da quello delle sue fotografie. Ed è sorprendente scoprire quanto la sua figura e le sue imprese siano radicate nella memoria di un pubblico tanto differenziato per età e interessi. La persistente popolarità di Bonatti ha più di una spiegazione. Imparò a fotografare e a scrivere le proprie avventure con la stessa dedizione con cui si impadronì dei segreti della montagna: alpinista estremo, spesso solitario, ha conquistato l’ammirazione degli uomini e il cuore delle donne, affascinando nello stesso tempo l’immaginario dei più giovani.

Il mestiere di fotografo per grandi riviste italiane, soprattutto per Epoca, lo portò a cercare di trasmettere la conoscenza di luoghi estremi del nostro pianeta. Al tempo stesso, non smise mai di battersi con forza per tramandare la vera storia, troppe volte nascosta, della conquista del K2 e del tradimento dei compagni di spedizione.

Molte tra le sue folgoranti immagini sono grandiosi “autoritratti ambientati” e i paesaggi in cui si muove sono insieme luoghi di contemplazione di scoperta. Bonatti si pone davanti e dietro l’obiettivo: in un modo del tutto originale è in grado di rappresentare la sua fatica e la gioia per una scoperta, ma al tempo stesso sa cogliere le geometrie e le vastità degli orizzonti che va esplorando.

Il talento per la narrazione, l’amore per le sfide estreme, l’interesse per la fotografia come possibilità di scoprire e testimoniare per sé e per gli altri. Una passione, e probabilmente anche un’esigenza, nata già negli anni dell’alpinismo (con i trionfi e le amarezze che li segnarono), con le foto scattate sulle pareti più difficili, e poi consolidata nel tempo, con i racconti d’imprese affascinanti e impossibili.

Walter Bonatti nasce a Bergamo nel 1930. La sua grande passione per la montagna lo ha portato a condurre centinaia di imprese alpinistiche. Nel 1951 la sua prima grande impresa: con Luciano Chigo scala la parete est del GrandCapucin nel gruppo del Monte Bianco. Nel 1954 Bonatti è il più giovane partecipante alla spedizione capitanata da Ardito Desio, che porterà Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima del K2. Nel 1955 scala in solitaria e per la prima volta assoluta il pilastro sud del Petit Dru, sempre nel massiccio del Monte Bianco. Fa parte delle guide di Courmayeur. Nell’inverno del 1965 scala in solitaria la parete nord del Cervino su una via fino ad allora inesplorata. È questa la sua ultima impresa di alpinismo estremo.
Successivamente si dedicherà all’esplorazione e all’avventura come inviato del settimanale Epoca fino al 1979. A partire dagli anni ‘60 pubblica numerosi libri che narrano le sue imprese alpinistiche.
Muore a Roma il 13 settembre 2011, all’età di 81 anni.

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Info
T + 39 0243353535

Orari
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30
Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Chiuso lunedì
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Festività
Sabato 1° novembre: 9.30 – 22.30
Domenica 7 dicembre:9.30-19.30
Lunedì 8 dicembre:9.30 – 19.30
Mercoledì 24 dicembre:9.30 – 14.30
Giovedì 25 dicembre:14.30 – 18.30
Mercoledì 31 dicembre:9.30 – 14.30
Giovedì 1° gennaio 2015 : 14.30 – 22.30
Martedì 6 gennaio:9.30-19.30

Visite guidate
Singoli: prenotazione consigliata.
Gruppi e scuole: prenotazione obbligatoria, min. 15 – max. 30 persone
Diritto di prenotazione € 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi, scuole.
Diritto di prenotazione € 1,00 per i biglietti: famiglia, ridotto speciale

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Written by filippo

23 October 2014 at 9:08 am

Hopperiana, Milano

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Hopperiana, Milano

Hopperiana, Milano

HOPPERIANA: Campigotto, Crewdson, Tuschman
Mostra fotografica ispirata a Edward Hopper

PHOTOLOGY
Via della Moscova, 25 – Milano

01/10/2014 -28/11/2014
Lunedì-Venerdì, 11.00-19.00

Photology Milano presenta ”Hopperiana”, una mini collettiva di artisti, Luca Campigotto, Gregory Crowdson, Richard Tuschman che nelle loro opere prendono spunto e si ispirano al grande artista Edward Hopper.

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La mostra che Photology Milano presenta quest’autunno, “Hopperiana”, vede protagonisti tre importanti artisti quali Luca Campigotto, Gregory Crowdson e Richard Tuschman che attraverso le quindici opere esposte, si confrontano in modo diretto con l’opera dell’artista Edward Hopper, ispirandosi ai suoi silenziosi e quanto mai realisti dipinti. Dall’unione dei luoghi emblematici della città americana quali ristoranti, teatri, cinema ed uffici, sino ai distributori di benzina e agli interni semideserti con la presenza minima di figure umane, perlopiù femminili, dipinte in atteggiamenti riflessivi, quasi lontani dalla realtà in cui si trovano, l’artista crea opere dalle atmosfere solitarie e pacate, che suggeriscono immobilità e rassegnazione. Sia nelle scene urbane che nei dipinti d’interni, la luce chiara, quasi aurorale, assume un ruolo importante: posandosi sui soggetti e sugli ambienti ritratti, dona ai dipinti un alone di sospensione che mitiga il senso di alienazione che spesso traspare. Ciò che ritrae Hopper non è soltanto la malinconia e la solitudine di un’intera società, quella americana degli anni ’50, ma nelle sue opere rappresenta la noia, il rimpianto e il silenzio che regnano nell’animo umano.

Luca Campigotto, veneziano classe 1962, ha iniziato a fotografare paesaggi, architetture e industrie nel 1980. Coscritto di Campigotto, ma proveniente dagli Stati Uniti è Gregory Crewdson, fotografo statunitense rinomato in tutto il mondo per le sue opere dal taglio fortemente cinematografico, che si rifanno ai sogni-visione di Stephen Spielberg e David Lynch. Dal mondo della stampa e della pubblicità, arriva invece Richard Tuschman, le cui immagini sono frutto della sintesi tra disegno grafico, fotografia, pittura e assemblaggio.

Luca Campigotto

Luca Campigotto

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Fonti: photology.com e libreriamo.it

Written by filippo

19 September 2014 at 11:06 am