Filippo Venturi Photography | Blog

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Menzione d’onore al Moscow International Foto Awards

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Moscow International Foto Awards

Con piacere ho appreso di aver ricevuto una Menzione d’Onore al Moscow International Foto Awards, con la mia fotografia “The Clash” :)

Si trattava della prima edizione di questo Festival e Concorso fotografico internazionale.

La giuria era così composta:

Chrsitophe Loviny – Artistic Director, Yangon Photo Festival
Susan Baraz – Curator, AtEdge, Photo Award
Jasper Thomsen – Director, Mews 42 Gallery
Hossein Farmani – President, Lucie Awards
Sherrie Berger – Photography Consultant
Patrick Kahn – Director, Snap Gallery, Snap Photo Festival
Maria-Vaschuk – Curator, Photoeditor, Director of StarFace.ru
Tina Schelhorn – Curator, Galerie Lichtblick
Robert Berman – Director, Berman Gallery
Christoph Tannert – Curator and Art Critic
Chris Davis – Artdirector, Fabrik Magazine

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Filippo Venturi, The Clash

The Clash

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Written by filippo

28 ottobre 2014 at 7:37 am

Mostra fotografica su Walter Bonatti, a Milano

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Walter Bonatti

Ho cercato di mettermi nei panni del primo uomo sulla terra, un uomo che guarda affascinato e attento il mondo intorno a lui per trarne una lezione di vita. – Walter Bonatti

Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi
13 Novembre 2014 – 8 marzo 2015
Palazzo della Ragione
Piazza dei Mercanti 1, Milano

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Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo della Ragione, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta ed in collaborazione con l’archivio Bonatti.

Palazzo della Ragione, il nuovo spazio espositivo interamente dedicato alla fotografia in Piazza dei Mercanti, a due passi da Piazza Duomo, dopo la mostra di Sebastião Salgado mette a fuoco la sua proposta espositiva e culturale con questa importante rassegna dedicata alla figura del grande esploratore e pensatore Walter Bonatti.

L’esposizione dal titolo Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi, con l’ausilio di video, di documenti inediti e di un allestimento particolarmente coinvolgente, ripercorre il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure dell’alpinista ed esploratore italiano.

“Prosegue il nuovo corso di Palazzo della Ragione con una nuova mostra di fotografia dedicata ad un protagonista di questa arte e ai grandi spazi del nostro pianeta – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Una mostra che conferma, seppure con una diversa sensibilità e una declinazione nuova rispetto alle mostre fotografiche di Salgado e di YannArtus Bertrand, appena concluse, la passione per la bellezza della natura e l’esigenza di una tutela sempre più necessaria e urgente, per un ritorno, ormai non più procrastinabile, a una relazione più rispettosa con il mondo che ci circonda”.

La mostra partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato alle figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruire la dimensione culturale dell’identità europea.

Le immagini in mostra testimoniano oltre 30 anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra e raccontano una passione travolgente per l’avventura insieme alla straordinaria professionalità di un grande reporter.

È difficile separare il ricordo di Walter Bonatti da quello delle sue fotografie. Ed è sorprendente scoprire quanto la sua figura e le sue imprese siano radicate nella memoria di un pubblico tanto differenziato per età e interessi. La persistente popolarità di Bonatti ha più di una spiegazione. Imparò a fotografare e a scrivere le proprie avventure con la stessa dedizione con cui si impadronì dei segreti della montagna: alpinista estremo, spesso solitario, ha conquistato l’ammirazione degli uomini e il cuore delle donne, affascinando nello stesso tempo l’immaginario dei più giovani.

Il mestiere di fotografo per grandi riviste italiane, soprattutto per Epoca, lo portò a cercare di trasmettere la conoscenza di luoghi estremi del nostro pianeta. Al tempo stesso, non smise mai di battersi con forza per tramandare la vera storia, troppe volte nascosta, della conquista del K2 e del tradimento dei compagni di spedizione.

Molte tra le sue folgoranti immagini sono grandiosi “autoritratti ambientati” e i paesaggi in cui si muove sono insieme luoghi di contemplazione di scoperta. Bonatti si pone davanti e dietro l’obiettivo: in un modo del tutto originale è in grado di rappresentare la sua fatica e la gioia per una scoperta, ma al tempo stesso sa cogliere le geometrie e le vastità degli orizzonti che va esplorando.

Il talento per la narrazione, l’amore per le sfide estreme, l’interesse per la fotografia come possibilità di scoprire e testimoniare per sé e per gli altri. Una passione, e probabilmente anche un’esigenza, nata già negli anni dell’alpinismo (con i trionfi e le amarezze che li segnarono), con le foto scattate sulle pareti più difficili, e poi consolidata nel tempo, con i racconti d’imprese affascinanti e impossibili.

Walter Bonatti nasce a Bergamo nel 1930. La sua grande passione per la montagna lo ha portato a condurre centinaia di imprese alpinistiche. Nel 1951 la sua prima grande impresa: con Luciano Chigo scala la parete est del GrandCapucin nel gruppo del Monte Bianco. Nel 1954 Bonatti è il più giovane partecipante alla spedizione capitanata da Ardito Desio, che porterà Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima del K2. Nel 1955 scala in solitaria e per la prima volta assoluta il pilastro sud del Petit Dru, sempre nel massiccio del Monte Bianco. Fa parte delle guide di Courmayeur. Nell’inverno del 1965 scala in solitaria la parete nord del Cervino su una via fino ad allora inesplorata. È questa la sua ultima impresa di alpinismo estremo.
Successivamente si dedicherà all’esplorazione e all’avventura come inviato del settimanale Epoca fino al 1979. A partire dagli anni ‘60 pubblica numerosi libri che narrano le sue imprese alpinistiche.
Muore a Roma il 13 settembre 2011, all’età di 81 anni.

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Info
T + 39 0243353535

Orari
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30
Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Chiuso lunedì
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Festività
Sabato 1° novembre: 9.30 – 22.30
Domenica 7 dicembre:9.30-19.30
Lunedì 8 dicembre:9.30 – 19.30
Mercoledì 24 dicembre:9.30 – 14.30
Giovedì 25 dicembre:14.30 – 18.30
Mercoledì 31 dicembre:9.30 – 14.30
Giovedì 1° gennaio 2015 : 14.30 – 22.30
Martedì 6 gennaio:9.30-19.30

Visite guidate
Singoli: prenotazione consigliata.
Gruppi e scuole: prenotazione obbligatoria, min. 15 – max. 30 persone
Diritto di prenotazione € 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi, scuole.
Diritto di prenotazione € 1,00 per i biglietti: famiglia, ridotto speciale

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Written by filippo

23 ottobre 2014 at 9:08 am

Totally Lost | Spazi Indecisi

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Spazi Indecisi Exhibition

Una mia fotografia, fra quelle esposte :)

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TOTALLY LOST

A project by
SPAZI INDECISI

for
ATRIUM
Architecture of Totalitarian Regimes
of the XX Century in Europe’s
Urban Memory

Scientific committee
Piergiorgio Massaretti
Giovanni Hanninen
Fabio Fornasari

Funded and supported by
European Union
South-East Europe
Transnational Cooperation Programme
Municipality of Forlì, Italy
Province of Forlì-Cesena, Italy

In collaboration with
European Institute of Cultural Routes
Fondation de l’Architecture e de
l’Ingegnerie Luxembourg

When:
07.10 | 08.11

Where:
Fondation de l’Architecture
et de l’Ingénierie

1 rue de l’Aciérie, Luxembourg

Opening days:
tuesday| wednesday | thursday| friday
h 9:00-13:00 ; 14:00-18:00
saturday
h 11:00-15:00.

Free entry.

www.spaziindecisi.itwww.atrium-see.euwww.fondarch.lu

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Totally Lost | Spazi Indecisi

Totally Lost | Spazi Indecisi

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Ri-osservare la città: dalla parte dei cittadini

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Ri-osservare la città: dalla parte dei cittadini

Fra le foto esposte, ve ne sarà anche una proveniente da un mio work in progress sul fiume Savio di Cesena.

Nell’ambito della 1° edizione della Festa dell’Architettura
Mostra fotografica
Ri-Osservare la città: dalla parte dei cittadini

26-28 settembre, ore 10.00 – 18.00
Spazi contigui refettorio San Domenico
Ingresso gratuito.

Installazione fotografica di indagine sulle aree urbane ed edifici dismessi oggetto di probabili interventi di riuso. Il tema è “raccontare la propria città” focalizzandosi sui luoghi ora privi di identità, dismessi o poco usati, percepiti come luoghi potenziali per rivitalizzare la città.

Il programma intero dell’evento è disponibile QUI.

 

Festa dell'Architettura

 Si svolgerà a Forlì, nel complesso dei Musei San Domenico e in altri luoghi del centro storico, la prima edizione della Festa dell’Architettura, evento culturale di tipo annuale con sede alternata di anno in anno tra le città di Forlì e di Cesena.

Attraverso la creazione della Commissione Qualità e la recente fondazione dell’Associazione APP.A (Associazione Progetto e Promozione dell’Architettura), l’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della provincia di Forlì-Cesena mira alla creazione sul nostro territorio di una piattaforma culturale aperta e partecipata, uno spazio di pensiero, di idee ed iniziative culturali per la divulgazione dell’innovazione e della qualità dell’architettura; un contenitore di eventi, mostre ed incontri con Autori, che abbia sufficiente forza per attirare l’attenzione del territorio, per un fine settimana, ogni anno, sulle tematiche legate all’Architettura e alla Città.

L’Ordine degli Architetti P.P.C. di Forlì-Cesena ed il Comune di Forlì, in qualità di promotori dell’evento, coordineranno questa iniziativa che vedrà come protagonista assoluto il progetto di architettura come principale strumento di promozione di una cultura dell’estetica utile ed unica risposta efficace al tema urgente e sensibile della rigenerazione dell’esistente.

Numerosi gli eventi in programma presso il complesso dei Musei San Domenico, l’Oratorio di San Sebastiano e altri luoghi in città: Premio d’architettura, Mostra “Riuso: la risposta degli studi di architettura”, Convegno “Riusare la città: dal riuso al consumo di suolo zero”.

L’evento di configura così come un’occasione di scambio culturale tra tutti gli attori coinvolti nel processo di continua formazione e trasformazione del paesaggio e di riflessione comune per l’individuazione, attraverso lo sguardo dell’architettura, del tipo di lettura da applicare sulla realtà che ci circonda. Un’occasione per individuare emergenze e nuove necessità, prefigurando i nuovi obiettivi condivisi da raggiungere, i percorsi partecipati necessari da intraprendere, le soluzioni da adottare.

Oltre che dal Comune di Forlì, la manifestazione ha ricevuto il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e il patrocinio della Provincia di Forlì-Cesena, del Comune di Cesena, Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C., Federazione degli Ordini Architetti P.P.C. dell’Emilia Romagna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna Dipartimento di Architettura, Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Unindustria e Ance.

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Written by filippo

24 settembre 2014 at 11:58 am

Hopperiana, Milano

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Hopperiana, Milano

Hopperiana, Milano

HOPPERIANA: Campigotto, Crewdson, Tuschman
Mostra fotografica ispirata a Edward Hopper

PHOTOLOGY
Via della Moscova, 25 – Milano

01/10/2014 -28/11/2014
Lunedì-Venerdì, 11.00-19.00

Photology Milano presenta ”Hopperiana”, una mini collettiva di artisti, Luca Campigotto, Gregory Crowdson, Richard Tuschman che nelle loro opere prendono spunto e si ispirano al grande artista Edward Hopper.

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La mostra che Photology Milano presenta quest’autunno, “Hopperiana”, vede protagonisti tre importanti artisti quali Luca Campigotto, Gregory Crowdson e Richard Tuschman che attraverso le quindici opere esposte, si confrontano in modo diretto con l’opera dell’artista Edward Hopper, ispirandosi ai suoi silenziosi e quanto mai realisti dipinti. Dall’unione dei luoghi emblematici della città americana quali ristoranti, teatri, cinema ed uffici, sino ai distributori di benzina e agli interni semideserti con la presenza minima di figure umane, perlopiù femminili, dipinte in atteggiamenti riflessivi, quasi lontani dalla realtà in cui si trovano, l’artista crea opere dalle atmosfere solitarie e pacate, che suggeriscono immobilità e rassegnazione. Sia nelle scene urbane che nei dipinti d’interni, la luce chiara, quasi aurorale, assume un ruolo importante: posandosi sui soggetti e sugli ambienti ritratti, dona ai dipinti un alone di sospensione che mitiga il senso di alienazione che spesso traspare. Ciò che ritrae Hopper non è soltanto la malinconia e la solitudine di un’intera società, quella americana degli anni ’50, ma nelle sue opere rappresenta la noia, il rimpianto e il silenzio che regnano nell’animo umano.

Luca Campigotto, veneziano classe 1962, ha iniziato a fotografare paesaggi, architetture e industrie nel 1980. Coscritto di Campigotto, ma proveniente dagli Stati Uniti è Gregory Crewdson, fotografo statunitense rinomato in tutto il mondo per le sue opere dal taglio fortemente cinematografico, che si rifanno ai sogni-visione di Stephen Spielberg e David Lynch. Dal mondo della stampa e della pubblicità, arriva invece Richard Tuschman, le cui immagini sono frutto della sintesi tra disegno grafico, fotografia, pittura e assemblaggio.

Luca Campigotto

Luca Campigotto

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Fonti: photology.com e libreriamo.it

Written by filippo

19 settembre 2014 at 11:06 am