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Made in Korea, recensito su The Mammoth’s Reflex

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Il mio ebook Made in Korea è recensito su The Mammoth’s Reflex da Claudia Stritof :)
L’articolo originale è visibile a questo indirizzo: Made in Korea. Ecco il libro di Filippo Venturi.
The Mammoth’s Reflex è una piattaforma di contenuti dedicati al mondo della fotografia, costruita con la collaborazione di giornalisti, fotografi, blogger e appassionati che contribuiscono al progetto inviando contenuti su mostre, festival, progetti fotografici, libri, incontri, spunti di conversazione e materiali artistici.
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Come un antropologo sul campo il fotografo Filippo Venturi con il libro Made in Korea (Emuse editore) fa il resoconto visivo di quello che è stato il suo lungo viaggio intrapreso meno di un anno fa nella Corea del Sud, partendo dalla capitale Seoul per poi scendere fino a Busan.
Un libro che mette in luce le contraddizioni interne di un paese che fino a cinquanta anni fa è stato afflitto da carestie e «oppresso da dominazioni straniere e dittatori», ma che oggi è diventato uno dei paesi economicamente più avanzati al mondo grazie al considerevole sviluppo tecnologico.
Contraddizioni che riemergono con forza negli scatti di Filippo Venturi in cui una ragazza osserva con attenzione un cartellone pubblicitario di una clinica di bellezza, dei ragazzi ben vestiti dormono con la testa appoggiata su dei tavoli di un pub, mentre un gruppo di persone, senza mai distogliere lo sguardo dal proprio smartphone, siede in un centro commerciale di fronte alla riproduzione della fontana di Trevi.
Il libro di Venturi è uno spaccato su un mondo in perenne evoluzione, in bilico tra natura e artificio, alla ricerca di un sogno che spesso assume i connotati di un vero e proprio incubo, dove lo stereotipo dilaga e la ricerca del nuovo e del bello diventa canone da dover rispettare rigorosamente per poter far parte a tutti gli effetti del sistema sociale, in cui i primi a farne le spese sono proprio i coreani.
In poco tempo la Corea è diventato un paese all’avanguardia in campo tecnologico se si pensa alle grandi multinazionali come Hyundai, LG e la Samsung, “il più importante gruppo industriale del paese e un colosso che da solo genera un quinto del PIL coreano“, i ritmi di crescita economici sono forsennati e altrettanto quelli dei suoi abitanti che vengono spronati a studiare a ritmi serrati fin da piccoli perché “una persona senza istruzione è come una bestia che indossa abiti”. L’incremento delle ore di studio è proporzionale alla crescita dei ragazzi e un popolare detto, riferito specialmente agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, afferma “se dormi tre ore al giorno potrai riuscire a entrare in una delle SKY [Seoul National University, Korea University e Yonsei University], se dormi quattro ore al giorno potrai riuscire ad entrare in un’università, se dormi cinque ore al giorno scordati l’università”.
All’eccellenza intellettuale si lega la cura per il corpo, ed ecco che la città mette a disposizione dei suoi abitanti attrezzature sportive negli spazi pubblici e se questo non dovesse bastare per rientrare nei giusti canoni, che spesso si richiamano a quelli occidentali, ci pensa la chirurgia estetica, quasi un’ossessione per i coreani, tanto che piccoli interventi chirurgici vengono regalati dai genitori per la promozione all’università dei propri figli.
Made in Korea è un’indagine realizzata con attenzione e analisi critica dal fotografo Filippo Venturi, e in quanto tale apre un ampio ventaglio di interrogativi riguardo agli effetti che questa “rincorsa alla modernità, al progresso tecnologico e industriale, mediante una smisurata competizione, nella ricerca della perfezione estetica, scolastica” e professionale ha portato con sé, tra questi la dipendenza da internet e dalla tecnologia, tanto che il parlamento ha varato una legge per impedire agli “adolescenti al di sotto dei 16 anni di giocare ai videogame online da mezzanotte alle sei del mattino”, a cui si aggiunge la dipendenza da alcol e un elevato tasso di suicidi, che coinvolge specialmente gli studenti.
Quello di Filippo Venturi è un racconto fatto di immagini vivide e dirette, che mette in luce usi e costumi di un paese alla ricerca di sé stesso, perché come afferma Confucio “solo i più saggi o i più stupidi degli uomini non cambiano mai“, ma sta agli uomini stessi decidere quale strada e indirizzo dare ai propri cambiamenti, ben vengano i primati ma se questi non sono ottenuti a costo della perdita dell’identità e della propria natura, poiché “la nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, bensì nel rialzarci ogni volta che cadiamo”.
Il libro Made in Korea, è edito da emuse, e all’interno sono contenuti due interessanti saggi critici scritti da Silvia Camporesi e Davide Grossi.
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Il perCORSO di Fotografia dell’Associazione TANK
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Martedì 17 novembre inizieranno gli interessantissimi appuntamenti previsti dal PerCORSO organizzato dall’Associazione Tank Sviluppo Immagine, che si terranno nella sede di Via Sillaro 42 a Forlì alle ore 21.00, e che ci accompagneranno per tutto l’inverno e la primavera, fino al termine previsto a maggio 2016.
Interverranno Nino Migliori, Michele Smargiassi, Antonella Monzoni, Luca Panaro, tanti altri personaggi di spicco del settore… e il 12 gennaio ci sarò anche io a parlare di reportage :)
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PROGRAMMA UFFICIALE
Martedì 17 novembre 2015
perCORSO di Fotografia 0 – INTRODUZIONE
Introduzione al perCORSO: Aspettative, Obiettivi, descrizione delle serate, presentazione del Gruppo Tank
Martedì 24 novembre 2015
perCORSO di Fotografia 1 – PSICOLOGIA DELL’IMMAGINE
Cosa c’è dietro e dentro uno scatto? Viaggio nelle motivazioni che ci spingono a fare proprio quella fotografia
Incontro con DAVIDE BARONI, psicologo e fotografo
Martedì 1 dicembre 2015
perCORSO di Fotografia 2 – SPERIMENTAZIONI
Mi piace lasciare la strada vecchia per la nuova
Incontro con NINO MIGLIORI, fotografo
Martedì 15 dicembre 2015
perCORSO di Fotografia 3 – LEGGERE LA FOTOGRAFIA
Se la fotografia è un linguaggio, allora dobbiamo leggerla
Incontro con MASSIMO MAZZOLI, docente FIAF
Martedì 12 gennaio 2016
perCORSO di Fotografia 4 – REPORTAGE 1
Pianificazione, concentrazione, consapevolezza, azione
Incontro con FILIPPO VENTURI, fotografo
Martedì 19 gennaio 2016
perCORSO di Fotografia 5 – FOTOGRAFIA NATURALISTICA ED ALTRO
I miei compagni di avventura sono: un capanno mimetico, ore di appostamenti immobili, le fredde giornate di gennaio, l’afa di luglio, le zanzare, la nebbia, e la mia inseparabile fotocamera
Incontro con MILKO MARCHETTI, fotografo
Martedì 2 febbraio 2016
perCORSO di Fotografia 6 – PORTFOLIO
faceTOface: due lettori a confronto
introducono ANDREA ANGELINI e CRISTINA PAGLIONICO
Martedì 9 febbraio 2016
perCORSO di Fotografia 7 – REPORTAGE 2
Il delicato sentimento del vedere
Incontro con ANTONELLA MONZONI, fotografa
Martedì 16 febbraio 2016
perCORSO di Fotografia 8 – PROGETTI COLLETTIVI – avviamo un progetto
Affrontare un progetto, lavorare insieme: realizzare un’opera su soggetto a tema assegnato. Conducono ANDREA ANGELINI e CRISTINA PAGLIONICO
Martedì 1 marzo 2016
perCORSO di Fotografia 9 – AUDIOVISIVI
Esprimersi con un linguaggio complesso: fotografia, sonoro, movimento
Incontro con LUCIANO LAGHI BENELLI, fotografo
Martedì 8 marzo 2016
perCORSO di Fotografia 10 – STREET PHOTOGRAPHY 1
La vita, come accade.
Incontro con i fotografi del collettivo ROMAGNA STREET PHOTOGRAPHY
Martedì 15 marzo 2016
perCORSO di Fotografia 11 – STREET PHOTOGRAPHY 2
Convergenza di stili e visioni
Incontro con i fotografi del collettivo SPONTANEA – ITALIAN STREET PHOTOGRAPHY
Martedì 22 marzo 2016
perCORSO di Fotografia 12 – INCONTRO CON L’AUTORE
L’essenziale nel mondo ordinario
Incontro con DARIO APOSTOLI, fotografo
Martedì 29 marzo 2016
perCORSO di Fotografia 13 – INCONTRO CON L’AUTORE
La camera magica e l’approccio tecnico concettuale
Incontro con CARLO CAVINA, fotografo
Venerdì 8 aprile 2016
perCORSO di Fotografia 14 – LE GRANDI QUESTIONI
Tre strade per la fotografia
Incontro con LUCA PANARO, critico d’arte
Martedì 12 aprile 2016
perCORSO di Fotografia 15 – MISERABILISMO
“… è giusto o no mettersi con una fotocamera davanti alla miseria e alla sofferenza? Sfruttamento o solidarietà? Empatia o ipocrisia?…”
Incontro con MIGHELE SMARGIASSI, giornalista di La Repubblica, blogger Fotocrazia
Martedì 19 aprile 2016
perCORSO di Fotografia 16 – LETTURA COLLETTIVA OPERE DEI PARTECIPANTI
Leggiamo insieme le foto portate dai partecipanti
Martedì 3 maggio 2016
Chiusura perCORSO di Fotografia 2015-2016
Conclusioni e mostra di fine perCORSO
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INFO
Email: tank2009@virgilio.it
Telefono: 333 2039765 Andrea – 335 5989156 Cristina
ISCRIZIONI
Entro 10 novembre 2013 presso sede Tank tutti i martedì sera dalle ore 21.00. Per chi volesse iscriversi mediante bonifico bancario: Conto intestato a Tank Sviluppo Immagine – Associazione Culturale Presso Credito di Romagna – Agenzia di Corso della Repubblica, 126 – 47122 Forlì – Cod. IBAN: IT 14X0327313201000100104682
QUOTA DI ISCRIZIONE
Si può scegliere tra Associazione TANK oppure Associazione TANK+FIAF come da prospetto:
La quota di iscrizione a Tank dà diritto alla partecipazione al perCORSO e l’accesso a tutte le serate organizzate dal circolo fino a dicembre 2016.
Iscrizione/rinnovo solo ASSOCIAZIONE TANK 2016
Socio ordinario, Euro 25.00
Socio giovane fino 25 anni, Euro 15.00
Socio aggregato (convivente), Euro 10.00
La quota di iscrizione a TANK+FIAF (tramite TANK) dà diritto alla partecipazione al perCORSO, a tutte le serate organizzate da TANK fino a dicembre 2016, alla rivista FOTOIT (10 numeri), alla partecipazione al progetto nazionale FIAF Tanti per Tutti http://fiaf.net/tantipertutti, all’annuario fotografico 2016, al libro grande AUTORE edito dalla FIAF e a numerose altre opportunità.
Iscrizione/rinnovo ASSOCIAZIONE TANK+FIAF
Socio ordinario già iscritto FIAF (rinnovo), Euro 75.00
Socio ordinario nuovo iscritto FIAF (prima iscrizione), Euro 55.00
Socio giovane fino 25 anni, Euro 40.00
Socio aggregato (convivente), Euro 25.00
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L’Associazione Tank Sviluppo Immagine nasce a Forlì il 18 novembre 2009 per iniziativa di 9 soci fondatori provenienti da tutta la Romagna. Il suo scopo è quello di promuovere la cultura fotografia e dell’immagine mediante l’istituzione di corsi di formazione (corsi di fotografia, corsi di lettura dell’immagine, corsi di allestimento mostre); sviluppare l’utilizzo della fotografia come modalità documentale o artistica con specifica attenzione al territorio Romagnolo e con l’attivazione di progetti collettivi da realizzarsi anche in stretta collaborazione con le associazioni e con le Amministrazioni locali; preparare e diffondere materiale informativo atto a stimolare le proposte culturali attinenti alla fotografia e alle arti applicate affini anche con l’utilizzo di audiovisivi o cortometraggi; organizzare festival di fotografia, incontri di lettura, incontri con gli autori, convegni, seminari, corsi e manifestazioni; costituire un Archivio Fotografico Romagnolo che possa raccogliere le opere donate all’Associazione stessa. La valorizzazione dell’archivio verrà effettuata mediante una corretta archiviazione e periodiche esposizioni delle opere raccolte.
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2° Premio al Moscow International Foto Awards

Con piacere ho appreso di aver ricevuto 3 premi nell’ambito del Moscow International Foto Awards!
Si tratta della seconda edizione di questo Festival e Concorso fotografico internazionale.
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Il mio lavoro Demigods si è aggiudicato il 2° premio nella categoria Editorial: Sports.
Il mio lavoro Made in Korea si è aggiudicato il 3° premio nella categoria Editorial: General News.
La mia fotografia Songdo si è aggiudicata il 2° premio nella categoria Architecture: Bridges.
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La giuria era così composta:
Tina Schelhorn – Curator, Galerie Lichtblick
Chris Davis – Artdirector, Fabrik Magazine
Elizabeth Pojé – Founder, Elizabeth Poje + associates
Chrsitophe Loviny – Artistic Director, Yangon Photo Festival
Susan Baraz – Curator, atedge, Photo Award
Frank Meo – Founder, The Photo Closer
Balázs Zoltán Tóth – Curator, Editor, Museologist, Hungarian Museum of Photography
Hossein Farmani – Founder, Curator, The Lucie Awards, IPA
Steven Brown – Ph.D. Candidate, photography critic, History of American Civilization, Harvard University
Robert Berman – Director, Berman Gallery
Kenneth Zane – Producer, Leo Burnett
Gordon Undy – Co-Director, Point light Gallery
Sherrie Berger – Photography Consultant
Roy Flukinger – Senior Research Curator, Harry Ransom Center, The University of Texas at Austin
Lucy Bell – Curator, Lucy Bell Fine Art Gallery
Emanuele Cucuzza – Founder, Editor-in-Chief, Image in Progress
Rohit Vohra – Editor in Chief, APF
Dr Michael Pritchard FRPS – Director-General, The Royal Photographic Society
Maria-Vaschuk – Curator, Photoeditor, Director of StarFace.ru
Donald R. Winslow – Editor, News Photographer magazine, The National Press Photographers Association
Daria Bonera – Director, Daria Bonera Agnecy
Hugh Merrell – Founder, Merrell Publishers
Patrick Kahn – Director, Snap Gallery, Snap Photo Festival
Michael Itkoff – Cofounder at Daylight, Associate Professor at SVA
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Intervista per Mag’zine



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Su Mag’zine Issue #4, in uscita a breve, ci sarà anche una mia intervista, che riporto di seguito, e molto altro!
Mag’zine, a metà fra un magazine e una fanzine, si pone come obiettivo la ricerca di giovani fotografi per farne la loro conoscenza e condivisione delle esperienze per una crescita collettiva.
E’ disponibile a questo indirizzo: Collettivo Magma Foto
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Cosa rappresenta per te la fotografia?
La fotografia è uno splendido linguaggio in cui mi sono imbattuto fortuitamente nel 2007.
Nel 2008 scelsi di fare tutto il possibile, studiando, osservando e praticando, per comprendere meglio il mondo vasto e ignoto che si era aperto davanti a me e che fino a quel momento coglievo soltanto nel suo aspetto più banale e luccicante.
Grazie anche ai maestri con cui mi sono rapportato, ho cercato di perfezionare la mia conoscenza del linguaggio e di imparare a narrare con un mio stile i temi e le storie che mi interessano; la semplice conoscenza del linguaggio non è sufficiente.
Si può conoscere perfettamente l’italiano, ma non essere un bravo poeta o romanziere. Vedo molte assonanze fra lo scrivere e il realizzare un lavoro fotografico, fra il leggere e l’osservare.
Fra i vari linguaggi e le varie arti, è uno dei più semplici da praticare e, anche per questo, uno dei più complessi da maneggiare con sapienza. È anche uno dei più potenti, perché alcune fotografie sanno rimanere impresse nella nostra mente e condizionarci nella percezione del mondo e di ciò che vedremo successivamente.
Rimanendo nel paragone letterario, la stessa potenza si verifica meno frequentemente nella letteratura, a tal proposito mi viene in mente il bel racconto Amnesia in litteris, di Patrick Süskind, dove il protagonista si trova a leggere con entusiasmo un bel libro, fino al punto di sottolinearne delle parti, per poi accorgersi con disperazione che ci sono già delle sottolineature, le stesse che aveva fatto in un passato dimenticato, in cui si era già promesso di fissare nella mente quelle splendide parole.
Il tuo progetto Made in Korea ha ottenuto vari riconoscimenti, parlaci di come è nato questo progetto.
Nel 2014 ho realizzato a Forlì, dove vivo, il progetto L’Ira Funesta. Terminato questo lavoro ho sentito il bisogno di allontanarmi da casa per avvicinarmi a una cultura e società completamente diversa dalla mia. Era un modo per mettermi nuovamente alla prova e cercare di realizzare un lavoro più maturo rispetto ai precedenti e, al tempo stesso, arricchirmi personalmente.
La scelta della Corea del Sud risale circa a 1 anno prima della partenza effettiva. L’Estremo Oriente mi ha sempre affascinato e incuriosito per le sue peculiarità a volte così distanti dal mondo occidentale. Questo paese in particolare, poi, estremizza alcuni fenomeni e problematiche comuni a paesi come Giappone, Cina e altri.
Il lavoro si è concluso a giugno 2015. Da allora mi sta dando parecchie soddisfazioni, sta ricevendo consensi e riconoscimenti, tra cui il primo premio al Portfolio dello Strega di Sassoferrato che fa parte del Portfolio Italia e il premio Crediamo ai tuoi occhi del Centro Italiano Fotografia d’Autore.
C’è una foto del progetto Nero Orgoglio che ci ha colpito e arriva come un pugno allo stomaco, ed è quella della madre con i suoi figli, di cui uno fa il saluto fascista. Hai intuito fin da subito che era la foto simbolo di quell’evento?
Era la prima volta che andavo a un raduno di nostalgici fascisti, per la precisione si teneva a Predappio, per la commemorazione dei 70 anni dalla morte di Benito Mussolini.
Fin da subito mi ero focalizzato sui ritratti ai partecipanti. Dopo un po’ mi sono accorto che c’erano anche diverse famiglie con bambini appresso (i nostalgici di domani), per l’occasione vestiti di nero e con addosso simboli fascisti, a cui veniva chiesto di esibirsi in saluti e gesti tipici. A quel punto la mia attenzione è andata unicamente a quell’aspetto, ho realizzato diverse fotografie, fino a quella in questione.
Ancora prima di scattarla ho intuito che sarebbe potuta essere quella che avrebbe colpito e fatto riflettere di più l’osservatore. Trovo interessante quella fotografia per vari motivi ma il più forte è nei 3 sguardi, che svelano ognuno la realtà dietro la recita.
Un tuo progetto a cui sei più legato e perché?
Sono molto legato a In Oblivion, fatto a New York nel 2012. È il mio primo progetto e rappresenta il momento in cui penso di aver superato un grosso esame personale su ciò che sarei potuto essere in fotografia e non solo.
In quei giorni ho raggiunto un grado di risolutezza che non pensavo di avere e che poi ho replicato negli altri progetti, fotografici e non. Convivevo mentalmente con alcuni seri problemi familiari, con la diffidenza che percepivo in alcune persone, per le quali la fotografia era solo un gioco, mentre per altre era un lavoro troppo grande per me.
È una delle esperienze più utili che mi sia capitata, per conoscermi e per migliorarmi.
Progetti per il futuro
Ne ho diversi in mente, sia in campo fotografico che video, ma quello che oggi mi ossessiona di più riguarda la Corea del Nord, che andrebbe a ultimare il mio lavoro “Made in Korea”.
L’asticella è più alta, le condizioni per lavorare sono difficili se non proibitive, già solo entrare nel paese non è semplice… ma nonostante questo spero di riuscire a realizzarlo.
Come vedi la fotografia oggi e il suo futuro
La fotografia è morta!
Direbbe qualcuno. E non sarebbe la prima volta.
Io invece sono convinto che sia viva e vegeta e in continua evoluzione.
Il digitale non ha ancora terminato la propria rivoluzione, nemmeno possiamo immaginare dove ci porterà. Il digitale assottiglierà sempre di più la differenza fra illustratori, game designer, fotografi, videomaker e così via.
A quel punto, sarà sempre più importante per il fotogiornalismo essere fedele a certi principi per mantenersi legato alla realtà, mentre molta fotografia assomiglierà alla fiction (filtri, automatismi, rendering, ecc. saranno sempre più a portata di mano e invasivi).
Già ora la fotografia di massa, con gli smartphone, si sta allontanando dalla realtà.
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Made in Korea, ebook

Il mio lavoro “Made in Korea” è disponibile in ebook, edito da emuse, casa editrice indipendente, che si è specializzata in pubblicazioni che parlano di immagini, con l’intento di sperimentare nuove modalità di fare editoria, affiancando ai formati tradizionali una incessante ricerca nel digitale.
L’ebook, oltre alle immagini del mio lavoro svolto in Corea del Sud nel 2015, conterrà due bei testi critici di Silvia Camporesi e Davide Grossi :)
Si può vederne l’anteprima e acquistarlo nel sito ufficiale dell’editore: www.emusebooks.com.
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MADE IN KOREA
Categoria: Portfolio
Autore: Filippo Venturi
Ebook: 4,99 euro
Reportage fotografico sulla Corea del Sud e sugli effetti collaterali di uno sviluppo sfrenato
“Made in Korea è il resoconto di un paese che ha puntato tutto sulla rincorsa alla modernità, al progresso tecnologico e industriale, mediante una smisurata competizione, nella ricerca della perfezione estetica, scolastica, professionale, una competizione che ha portato con sé devastanti effetti collaterali: stress, alcolismo, isolamento sociale e un tasso elevatissimo di suicidi.”
Così, Filippo Venturi, fotografo e videomaker, su questo lavoro di approfondimento antropologico sulla Corea del Sud, che in meno di mezzo secolo è diventato uno dei paesi più moderni al mondo, un lavoro che ci fornisce spunti di riflessione universali su chi siamo e dove stiamo andando.
Made in Korea è l’opera seconda classificata all’edizione 2015 del Premio “Crediamo ai tuoi occhi” (sezione “Percorsi”) promosso da Club Fotografico Avis di Bibbiena, Centro Italiano della Fotografia d’Autore, Comune di Bibbiena e Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) in occasione del festival FotoConfronti 2015.
Testi di Filippo Venturi, Silvia Camporesi, Davide Grossi
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ISBN:
978-88-98461-46-2 (.mobi)
978-88-98461-47-9 (.epub)
Si può leggere con: PC, Iphone, Kindle, Ipad, Kobo, Android, Nook
Si può acquistare su: Amazon Kindle, Book Republic, iBookstore.
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Le prime recensioni :)



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