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Better Call Saul

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Better Call Saul

Prima puntata di Better Call Saul promossa a pieni voti.
E Bob Odenkirk si conferma all’altezza per essere protagonista di una serie TV di alto livello.

La serie ha come protagonista Saul Goodman, sette anni prima della sua apparizione nella serie madre quando ancora si chiamava James McGill, ma la trama non sarà lineare, infatti ci saranno episodi ambientati durante e dopo Breaking Bad.

Di seguito alcuni collegamenti fra Better Call Saul e Breaking Bad, apparsi nel primo episodio.
Altri riferimenti e curiosità sono visibili a questo link!

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Collegamenti fra Better Call Saul e Breaking Bad

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Collegamenti fra Better Call Saul e Breaking Bad

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Written by filippo

18 febbraio 2015 at 10:15 PM

Video progetto per Spazi Indecisi (n° 3)

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Alcune foto del backstage delle riprese effettuate nell’ex Asilo Santarelli, set del video-progetto di Spazi Indecisi, ideato dall’artista Alice Cesari.
Backstage a cura dell’Associazione Sovraesposti (quel giorno presente con Filippo Venturi, René Ruisi e Matteo Perini).

Seguiranno altri video nelle prossime settimane, in altre location, per il completamento del progetto :)

Articoli correlati:

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DO.VE. è l’itinerario che lega arte contemporanea e spazi in abbandono. Acronimo di dotted venue, è un percorso per il quale otto giovani artisti, diretti da Patrizia Giambi, sono stati invitati a creare opere in altrettanti spazi abbandonati, dismessi o deantropizzati rimasti oggi a testimonianza di storia e cultura della Romagna.

L’arte contemporanea è stata il veicolo con cui investigare il potenziale estetico e la capacità narrativa di spazi come i silos dell’ex distilleria Martini e il convento di Scardavilla a Meldola, il cimitero di Valdinoce, Villa Muggia a Imola e altri edifici ancora, con il tentativo di riportarli nell’immaginario collettivo attraverso interventi unici elaborati in stretta connessione con il contesto.

Barbara Baroncini, Alice Cesari, Luca Freschi, Elena Hamerski, Matteo Lucca, Maurizio Mercuri, Stefano Ricci e Francesco Selvi hanno prodotto opere effimere, legate ai luoghi identificati dal percorso, che nelle giornate di apertura dell’ex Asilo Santarelli (dal 14 al 24 maggio 2015) saranno visibili grazie a video, installazioni e contenuti esclusivi che ne documentano la realizzazione e i concept.

Dopo la mostra forlivese, le opere saranno fruibili esclusivamente dal pubblico che si recherà appunto in loco seguendo l’itinerario,  attraverso contenuti multimediali scaricabili tramite QR-code posti nelle vicinanze degli spazi stessi.

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Written by filippo

18 febbraio 2015 at 8:44 PM

Contrasto Day 2015 a Firenze

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Contrato Day 2015 a Firenze

Sabato 7 marzo 2015, presso “Le Murate. Progetti arte contemporanea” di Firenze, dalle ore 10.00 alle ore 20.00, si terrà la seconda edizione del Contrasto Day!

L’evento – completamente dedicato alla fotografia – consentirà di effettuare letture portfolio, di assistere alla presentazione di libri, di incontrare o approfondire fotografi del calibro di Ferdinando Scianna, Cesare Colombo, Mario Giacomelli e Antoine D’Agata!

La giornata sarà una festa, un momento di incontro, un’occasione per parlare di fotografia e linguaggi classici e nuovi. Sarà aperta a tutti, fotoamatori, professionisti, curiosi e neofiti. Perché la fotografia non è solo una passione per pochi addetti ma un linguaggio con cui comunicare, una chiave interpretativa. Una lente attraverso cui guardare al mondo e nel mondo. Per questo, nel corso dei venti anni di attività editoriale, Contrasto ha sempre cercato di riempire di parole, significati, protagonisti e idee lo spazio intorno alla fotografia.

L’organizzazione è a cura di Michelangelo Chiaramida, Deaphoto, Contrasto e Libreria Brac, in collaborazione con Le Murate PAC.

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PROGRAMMA

Ore 10:00 – Le mostre fotografiche
Una riflessione a partire dal libro Photoshow, a cura di Alessandra Mauro, in cui per la prima volta si studia la storia della fotografia attraverso le grandi mostre internazionali che hanno segnato dei momenti di svolta nella disciplina. Insieme alla curatrice intervengono Michele Smargiassi, giornalista di Repubblica, Michelangelo Chiaramida di Deaphoto, Alessia Tagliaventi e Francesco Zanot, autori di alcuni dei testi del libro.

Ore 11:00-13:00 – Lettura dei portfolio
A cura di Sandro Bini di Deaphoto e Tommaso Ausili, Lorenzo Cicconi Massi, Michele Palazzi e Mattia Zoppellaro, fotografi di Contrasto. Le letture dei portfolio saranno effettuate solo su prenotazione, indicando almeno due preferenze associate ai fotografi ed inviando la richiesta via mail all’indirizzo deaphoto@tin.it

Ore 12:00 – Incontro con la fotografia d’autore
Cesare Colombo è fotografo per amore e per professione, ma è stato anche grafico pubblicitario, giornalista, critico e polemista. E poi curatore di mostre, docente universitario, storico: in dialogo con Michelangelo Chiaramida, seguendo il percorso del suo libro La camera del tempo, Colombo racconterà di come ha partecipato e testimoniato la storia del nostro paese proprio attraverso la fotografia, la sua pratica quotidiana, i suoi protagonisti.

Ore 13:00-15:00 – Grandi autori, grandi film
Due ore consecutive di proiezione per i documentari di Lorenzo Cicconi Massi “Mi ricordo Mario Giacomelli” (44 min) e “The Cambodian Room. Situations with Antoine D’Agata” di Tommaso Lusena De Sarmiento e Giuseppe Schillaci (55 min).

Ore 15:00-17:00 – Cinque fotografi, cinque storie
Alcuni tra gli interpreti più rappresentativi del linguaggio contemporaneo presentano il loro lavoro, tra fotogiornalismo, video e ricerca personale. Tommaso Ausili, Lorenzo Cicconi Massi, Francesca Leonardi, Michele Palazzi e Mattia Zoppellaro sono i fotografi di Contrasto che presenteranno i loro lavori più recenti e significativi in dialogo con Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida di Deaphoto.

Ore 17:00-17:30 – Deaphoto e la fotografia
Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida illustreranno le attività dell’Associazione e del web magazine Clich-hè.

Ore 17:30-18:00 – Pagine di fotografia
L’attività editoriale di Contrasto. Con Roberto Koch si parlerà delle ultime novità in libreria e della necessità di raccontare le storie dei grandi autori e dei nuovi interpreti in libri di carta e no.

Ore 18:00-19:00 – Un libro, tante storie
Ferdinando Scianna presenta il suo libro Visti&Scritti in dialogo con Roberto Koch e Michelangelo Chiaramida: una lunga carrellata di ritratti che tessono il percorso personale e professionale dell’autore e per i quali il fotografo ha sentito il bisogno raccontare una storia. Un libro che potete sfogliare on line qui.

Ore 19:30-20:00 – Happy Hour

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Fonti:
clickblog.it
deaphoto.it

Video progetto per Spazi Indecisi (n° 2)

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Alcune foto del backstage delle riprese effettuate nei 12 silos abbandonati, set del video-progetto di Spazi Indecisi, ideato dall’artista Stefano Ricci.
Video a cura dell’Associazione Sovraesposti (quel giorno presente con Filippo Venturi, René Ruisi, Matteo Perini e Anna Frabotta), con la supervisione di Patrizia Giambi e Stefano Ricci.

Seguiranno altri video nelle prossime settimane, in altre location, per il completamento del progetto :)

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Spazi Indecisi Video-Progetto, riprese a cura dell’Associazione Sovraesposti, #9

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DO.VE. è l’itinerario che lega arte contemporanea e spazi in abbandono. Acronimo di dotted venue, è un percorso per il quale otto giovani artisti, diretti da Patrizia Giambi, sono stati invitati a creare opere in altrettanti spazi abbandonati, dismessi o deantropizzati rimasti oggi a testimonianza di storia e cultura della Romagna.

L’arte contemporanea è stata il veicolo con cui investigare il potenziale estetico e la capacità narrativa di spazi come i silos dell’ex distilleria Martini e il convento di Scardavilla a Meldola, il cimitero di Valdinoce, Villa Muggia a Imola e altri edifici ancora, con il tentativo di riportarli nell’immaginario collettivo attraverso interventi unici elaborati in stretta connessione con il contesto.

Barbara Baroncini, Alice Cesari, Luca Freschi, Elena Hamerski, Matteo Lucca, Maurizio Mercuri, Stefano Ricci e Francesco Selvi hanno prodotto opere effimere, legate ai luoghi identificati dal percorso, che nelle giornate di apertura dell’ex Asilo Santarelli (dal 14 al 24 maggio 2015) saranno visibili grazie a video, installazioni e contenuti esclusivi che ne documentano la realizzazione e i concept.

Dopo la mostra forlivese, le opere saranno fruibili esclusivamente dal pubblico che si recherà appunto in loco seguendo l’itinerario,  attraverso contenuti multimediali scaricabili tramite QR-code posti nelle vicinanze degli spazi stessi.

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Written by filippo

11 febbraio 2015 at 3:23 PM

L’Uomo di Marte, recensione

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Recensione del libro L'Uomo di Marte, di Andy Weir

Recensione del libro L’Uomo di Marte, di Andy Weir

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E’ la versione più probabile di quella che sarà la nostra prima missione su Marte. Tutte le informazioni sul pianeta sono reali come pure la fisica del viaggio spaziale. Ho anche calcolato i vari percorsi orbitali di cui si parla nella storia e per farlo ho dovuto programmare un software apposito per tracciare le traiettorie a spinta costante.
– Andy Weir

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Lo scorso weekend ho terminato la lettura del libro “L’Uomo di Marte”, di Andy Weir (ingegnere del software e space nerd dichiarato, amante di ingegneria aerospaziale, fisica relativistica, meccanica orbitale e storia dell’esplorazione spaziale).

Nell’articolo che segue farò una breve recensione, senza spoilerare o anticipare nulla, se non la premessa iniziale (di cui si legge già a pagina 1 e sulla sovraccoperta).

Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Ma il suo momento di gloria è durato troppo poco. Un’improvvisa tempesta lo ha quasi ucciso e i suoi compagni di spedizione, credendolo morto, sono fuggiti e hanno fatto ritorno sulla terra. Ora Mark si ritrova completamente solo su un pianeta inospitale e non ha nessuna possibilità di mandare un segnale alla base.

La premessa è decisamente accattivante per chi, come me, ama lo spazio, i viaggi spaziali e tutto ciò che concerne questo settore; per fortuna la recente avventura di Rosetta e della sonda Philae hanno rilanciato l’attenzione sui viaggi spaziali a livello mondiale ed hanno anche risvegliato la mia antica passione.

In cerca di materiale nuovo da leggere o vedere, mi sono imbattuto in questo libro della Newton Compton, un buon cartonato ma a prezzo abbordabile, 9,90 euro e con la suddetta premessa accattivante.

“Gravity incontra Robinson Crusoe”, recita veritiera la copertina.

Senza dilungarmi troppo, giungo al punto:
E’ un libro di facile lettura (a parte qualche tecnicismo che potrebbe essere leggermente ostico ai non amanti della Fisica), di ottimo intrattenimento, che sono felice di aver letto, che consiglierei, che ha dei pregi, ma anche dei difetti.

I pregi sono sicuramente il rispondere a molte domande e curiosità, praticamente a tutti quei “perché” e “cosa succederebbe se…” che potrebbe porre una persona (o anche un ragazzino). Davanti a difficoltà, problemi e catastrofi, come può cavarsela il protagonista? Il tutto condito con alcuni momenti di ironia.

Il difetto principale, invece, è la mancanza di introspezione psicologica, che invece mi sarebbe piaciuto trovare, anche considerando che il protagonista si trova da solo su un pianeta, con la prospettiva di morire o, nella migliore delle ipotesi, di passare anni in completa solitudine in un luogo dove non è possibile trovare cibo, acqua e dove ogni minimo problema può rivelarsi fatale.

Un estratto del libro è disponibile qui: L’Uomo di Marte, estratto.

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“L’uomo di Marte” è il primo romanzo dell’autore americano Andy Weir, che lo aveva auto-pubblicato in ebook nel 2011; in seguito la Crown Publishing ne acquistò i diritti e lo ripubblicò nel febbraio 2014.

Andy Weir ha vinto alla lotteria perché, oltre a riscuotere un notevole successo, ha visto anche l’interesse della Twentieth Century Fox che ha voluto farne la trasposizione cinematografica che uscirà nel 2015, diretta da Ridley Scott e interpretata da Matt Damon (a quanto pare ormai abituato al ruolo di uomo abbandonato su un pianeta inospitale, vedi Interstellar), Jessica Chastain, Jeff Daniels e Sean Bean.

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Riporto di seguito un breve testo in cui l’autore Andy Weir parla di sé:

Andy Weir

Andy Weir

I’m a nerd.

OK, a lot of people say that these days. But I really am. I was hired as a computer programmer for a national laboratory at age 15. I have seen every existing episode of “Doctor Who” (classic and modern). I study orbital dynamics as a hobby. My idea of a good time is sitting down and drawing on that knowledge to imagine a space mission from beginning to end, getting as many details right as I can.

Pretty frickin’ nerdy, right?

On top of that, as you might expect, I’ve also been a science fiction fan ever since I was old enough to read, which was when I started plowing through my dad’s nearly infinite collection of Heinlein, Clarke, Asimov and all the other great authors of the genre.

One day, in between doing highly charismatic non-nerdy things, I started  working up a manned Mars mission in my head. I even wrote my own software to calculate the orbital trajectory my imaginary crew would take to get from Earth to Mars. And not some boring Hohmann Transfer, either! I envisioned a  constantly accelerating VASIMR powered ship, which — ahem. Sorry, got carried away. Anyway, I had to account for failure scenarios on their surface mission. What if something went wrong? How could I design the mission so the crew would have contingency plans? What if they had multiple failures, one after another, that ruined those contingency plans?

While working that out, I started to realize their increasingly desperate solutions would make a pretty interesting story. That’s when I came up with the idea for “The Martian.”

Oh, one more nerdy hobby I forgot to mention up top: I’ve also been a wannabe writer since I was a teenager. I wrote countless short stories and even penned two complete books before “The Martian.” My first book was so horrible I have deleted all copies of it. Thankfully, it was before the Internet so there are no lurking caches of it anywhere. I made up for that failure by writing a second book that was also crappy. This time I resolved to do better.

So I created an unlucky main character named Mark Watney and then spent 368 pages making his life a living hell. He’s stranded on Mars, his crew has evacuated and thinks he’s dead, and he has no way to contact Earth.

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Written by filippo

9 febbraio 2015 at 8:09 am