Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Posts Tagged ‘Plautus Festival

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Spettacolo)

leave a comment »

Plautus Festival, Sarsina, 23/07/2017
Le foto del backstage sono visibili QUI.

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 1

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 1

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 2

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 2

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 3

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 3

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 4

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 4

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 5

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 5

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 6

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 6

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 7

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 7

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 8

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 8

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 9

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 9

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 10

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 10

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 11

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 11

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 12

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 12

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 13

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 13

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 14

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 14

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 15

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 15

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 16

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 16

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 17

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 17

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 18

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 18

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 19

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 19

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 20

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 20

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 21

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 21

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 22

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 22

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 23

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 23

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 24

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 24

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 25

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 25

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 26

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 26

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 27

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 27

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 28

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 28

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 29

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 29

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 30

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 30

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 31

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 31

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 32

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 32

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 33

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 33

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 34

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 34

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 35

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 35

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 36

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 36

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 37

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 37

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 38

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 38

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 39

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 39

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 40

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 40

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 41

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 41

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 42

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 42

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 43

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi, foto 43

Ecole Internationale de Mime Corporel Dramatique di Parigi
presenta in PRIMA MONDIALE
Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi in

MILES GLORIOSUS
di Tito Maccio Plauto

Con Anna Cappellari, Veluna Cauli, Jacopo Costantini, Cosette Dubois, Mauro Eusti, Jason Ribes e alcuni degli allievi della Ecole Internationale de Mime Corporel Dramatique di Parigi

Maschere realizzate da Anna Cappellari
Strutture scenografiche realizzate da Gabriele Bosi
Aiuto regista Natalie Stadelmann (Svizzera)
Regia di Ivan Bacciocchi

Personaggi e interpreti:
Sceledro: Ivan Bacciocchi
Milfidippa: Camillo Grassi
Palestrione: Jacopo Costantini
Periplectomeno: Camillo Grassi
Acroteleuzia: Anna Cappellari
Pirgopolinice: Mauro Eusti
Filocomasia: Veluna Cauli
Pleusicle: Jason Ribes (Francia)
Artrotogo: Yannick Barnole (Francia)
Nocchiero (personaggio mascherato)
: Cosette Dubois (Guatemala)
Coro: Takahiro Narumi (Giappone), Yannick Barnole (Francia), Juan Fernandez (Cile), Iryna Labetskaïa (Russia), Clotilde Pradere (Francia), Paola Olarte (Colombia), Anna Cappellari, Veluna Cauli, Jason Ribes (Francia), Cosette Dubois (Guatemala)

Trama
Il Miles Gloriosus è la commedia di Plauto più lunga a noi giunta. La trama è ricca e articolata e ruota intorno a un soldato vanesio e fanfarone, Pirgopolinice. Il soldato rapisce, portandola con sé a Efeso, una giovane cortigiana, Filocomasia, amante di Pleusicle, lontano da Atene in quel momento.
Il furbo schiavo del giovane, Palestrione, si mette sulle tracce di Pirgopolinice. Dopo una serie di disavventure, lo schiavo riesce a raggiungere il soldato e a far chiamare il suo padrone. I due sono ospiti del vecchio Periplectomeno, vicino di casa del soldato. Palestrione escogita un piano per salvare Filocomasia, facendo credere a Pirgopolinice che la ricca moglie di Periplectomeno sia innamorata di lui. Ulteriore beffa è quella ordita da Palestrione nei confronti dello schiavo del soldato, Sceledro. Sceledro, infatti, vede Filocomasia e Pleusicle baciarsi, e Palestrione, per evitare che Pirgopolinice lo scopra, fa credere all’altro schiavo che il giovane non sta baciando Filocomasia, ma la sorella gemella.
Quello del doppio è un espediente molto utilizzato nelle commedie latine, soprattutto da Plauto.

Introduzione alla messa in scena
Formati all’arte del Mimo alla Scuola Internazionale di Mimo Corporeo Drammatico di Parigi, un gruppo di dieci mimi, di diversa nazionalità, accompagnati in scena da un gruppo di attori italiani, si confronteranno con uno dei classici della Commedia Latina: “Miles Gloriosus” di Plauto.
Questo incrocio fra culture teatrali di diversa provenienza, vuole essere una proposta originale che vuole mettere in relazione fra di loro coreografia, gioco mascherato e teatro classico.
L’intento è quello di proporre una lettura originale di un classico della drammaturgia antica.
Attraverso una serie di “quadri”, lo spettatore è trasportato, da una rissa di strada, all’intimità del gioco amoroso, per ritrovarsi poi nel quotidiano di una piazza e di un banchetto, fino all’assurda poesia di una casa che parla.
La messa in scena di Ivan Bacciocchi lascia ampio spazio al teatro visuale riuscendo così a far coesistere Mimo e Teatro Classico.

Note di regia
Il mimo non è un arte narrativa, è fatto di presenze e di azioni che vogliono evocare i diversi momenti di uno sviluppo drammatico, proponendone una lettura evocativa, poetica e metaforica.
Allo spettatore viene così lasciata la possibilità di dar vita al suo mondo immaginario.
Il nostro soldato fanfarone si fregia di battaglie che non ha mai combattuto e si vanta di conquiste femminili che non ha mai fatto. Il suo solo talento è la parola, che usa per narrare le sue incredibili e favolose avventure, trasformandosi così in un comico, grottesco ed innocuo eroe di fanfaronate.
Con lui c’è la certezza di ridere, potendo così sfuggire, anche solo per una sera, alla noia e ai problemi del quotidiano.
Ma allora, perché tutti complottano contro di lui? La sua vanità che ci fa tanto ridere non è forse un po’ anche la nostra?
– Ivan Bacciocchi

Lo spettacolo “Miles Gloriosus” segna il debutto di Ivan Bacciocchi al Plautus Festival.
Nato a Sarsina (Italia), la Città di Plauto, nel 1955, Ivan Bacciocchi riceve una formazione d’attore al Teatro Laboratorio di Cesena, diretto da Franco Mescolini.
Successivamente frequenta la scuola di Mimo Corporeo Drammatico di Etienne Decroux, padre fondatore del Mimo moderno, ed è invitato dal Maestro a partecipare alle classi di ricerca, dove lo assiste nel suo lavoro.
Al Théâtre de l’Ange Fou, compagnia e scuola diretta da Steve Wasson e Corinne Soum, partecipa per otto anni alla formazione degli allievi della stessa scuola e alla creazione di numerosi spettacoli nei quali interpreta i ruoli principali.
Ha insegnato in diverse scuole di Mimo, fra le quali, per dieci anni, all’Ecole Internationale de Mimodrame di Marcel Marceau.
Nel 1988, apre il proprio Centro di Formazione che diventerà l’Atelier de Belleville, Ecole Internationale de Mime Corporel Dramatique, del quale assume la direzione pedagogica ed artistica.
Con la sua Compagnia, denominata Compagnie Commedia, ha firmato diverse regie, fra le quali quelle degli spettacoli “Pierino e il Lupo” di Prokofiev e “Barbablu – Copia Conforme”, che sono state poi protagoniste di una lunga tourné in Francia e all’estero.
Piu recentemente al Théâtre du Mouvement, diretto per Claire Heggen e Yves Marc, ha partecipato alla creazione di diversi spettacoli tra i quali “Blanc sous le masque”, “Faut-il croire le mime sur Parole” (500 repliche in Francia e all’estero) e, in ultimo, “Je pense donc ça se voit”.
Quale Maestro di Mimo Corporeo Drammatico, Ivan Bacciocchi ha insegnato all’Università Paris 8, all’Ecole du Samovar, all’Ecole National de Cirque de Chatellerault e al Conservatoire d’Art Dramatique de Cambrai.
Interviene tutt’ora con lezioni, dimostrazioni e conferenze al Musée du Louvre, al Grand Palais e al Musée d’Orsay, al Centre National du Théâtre di Parigi, a Bruxelles e al Centro di Promozione Teatrale “La Soffita” dell’Università di Bologna.

In precedenza Camillo Grassi ha calcato le scene del Plautus Festival nel:
1998: Asinaria di Tito Maccio Plauto. La partecipazione di Camillo Grassi al Laboratorio Teatrale del Plautus festival 1998, segna il suo debutto sulle scene teatrali;
2006: Gastone di Petrolini;
2009: Elettra di Euripide;
2010: Omaggio a Plauto da Tito Maccio Plauto;
2012: Farse Plautine da Tito Maccio Plauto;
2013: Aulularia di Tito Maccio Plauto.

 

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage)

leave a comment »

Plautus Festival, Sarsina, 23/07/2017
Le foto dello spettacolo sono visibili QUI.

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 1

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 1

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 2

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 2

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 3

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 3

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 4

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 4

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 5

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 5

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 6

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 6

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 7

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 7

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 8

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 8

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 9

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 9

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 10

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 10

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 11

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 11

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 12

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 12

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 13

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 13

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 14

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 14

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 15

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 15

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 16

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 16

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 17

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 17

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 18

Miles Gloriosus, con Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi (Backstage), foto 18

 

Ecole Internationale de Mime Corporel Dramatique di Parigi
presenta in PRIMA MONDIALE
Ivan Bacciocchi e Camillo Grassi in

MILES GLORIOSUS
di Tito Maccio Plauto

Con Anna CappellariVeluna Cauli,  Jacopo Costantini,  Cosette DuboisMauro Eusti,  Jason Ribes e alcuni degli allievi della Ecole Internationale de Mime Corporel Dramatique di Parigi

Maschere realizzate da Anna Cappellari
Strutture scenografiche realizzate da Gabriele Bosi
Aiuto regista Natalie Stadelmann (Svizzera)
Regia di Ivan Bacciocchi

Personaggi e interpreti:
Sceledro: Ivan Bacciocchi
Milfidippa: Camillo Grassi
Palestrione: Jacopo Costantini
Periplectomeno: Camillo Grassi
Acroteleuzia: Anna Cappellari
Pirgopolinice: Mauro Eusti
Filocomasia: Veluna Cauli
Pleusicle: Jason Ribes (Francia)
Artrotogo: Yannick Barnole (Francia)
Nocchiero (personaggio mascherato)
: Cosette Dubois (Guatemala)
Coro: Takahiro Narumi (Giappone), Yannick Barnole (Francia), Juan Fernandez (Cile), Iryna Labetskaïa (Russia), Clotilde Pradere (Francia), Paola Olarte (Colombia), Anna Cappellari, Veluna Cauli, Jason Ribes (Francia), Cosette Dubois (Guatemala)

Trama
Il Miles Gloriosus è la commedia di Plauto più lunga a noi giunta. La trama è ricca e articolata e ruota intorno a un soldato vanesio e fanfarone, Pirgopolinice. Il soldato rapisce, portandola con sé a Efeso, una giovane cortigiana, Filocomasia, amante di Pleusicle, lontano da Atene in quel momento.
Il furbo schiavo del giovane, Palestrione, si mette sulle tracce di Pirgopolinice. Dopo una serie di disavventure, lo schiavo riesce a raggiungere il soldato e a far chiamare il suo padrone. I due sono ospiti del vecchio Periplectomeno, vicino di casa del soldato. Palestrione escogita un piano per salvare Filocomasia, facendo credere a Pirgopolinice che la ricca moglie di Periplectomeno sia innamorata di lui. Ulteriore beffa è quella ordita da Palestrione nei confronti dello schiavo del soldato, Sceledro. Sceledro, infatti, vede Filocomasia e Pleusicle baciarsi, e Palestrione, per evitare che Pirgopolinice lo scopra, fa credere all’altro schiavo che il giovane non sta baciando Filocomasia, ma la sorella gemella.
Quello del doppio è un espediente molto utilizzato nelle commedie latine, soprattutto da Plauto.

Introduzione alla messa in scena
Formati all’arte del Mimo alla Scuola Internazionale di Mimo Corporeo Drammatico di Parigi, un gruppo di dieci mimi, di diversa nazionalità, accompagnati in scena da un gruppo di attori italiani, si confronteranno con uno dei classici della Commedia Latina: “Miles Gloriosus” di Plauto.
Questo incrocio fra culture teatrali di diversa provenienza, vuole essere una proposta originale che vuole mettere in relazione fra di loro coreografia, gioco mascherato e teatro classico.
L’intento è quello di proporre una lettura originale di un classico della drammaturgia antica.
Attraverso una serie di “quadri”, lo spettatore è trasportato, da una rissa di strada, all’intimità del gioco amoroso, per ritrovarsi poi nel quotidiano di una piazza e di un banchetto, fino all’assurda poesia di una casa che parla.
La messa in scena di Ivan Bacciocchi lascia ampio spazio al teatro visuale riuscendo così a far coesistere Mimo e Teatro Classico.

Note di regia
Il mimo non è un arte narrativa, è fatto di presenze e di azioni che vogliono evocare i diversi momenti di uno sviluppo drammatico, proponendone una lettura evocativa, poetica e metaforica.
Allo spettatore viene così lasciata la possibilità di dar vita al suo mondo immaginario.
Il nostro soldato fanfarone si fregia di battaglie che non ha mai combattuto e si vanta di conquiste femminili che non ha mai fatto. Il suo solo talento è la parola, che usa per narrare le sue incredibili e favolose avventure, trasformandosi così in un comico, grottesco ed innocuo eroe di fanfaronate.
Con lui c’è la certezza di ridere, potendo così sfuggire, anche solo per una sera, alla noia e ai problemi del quotidiano.
Ma allora, perché tutti complottano contro di lui? La sua vanità che ci fa tanto ridere non è forse un po’ anche la nostra?
– Ivan Bacciocchi

Lo spettacolo “Miles Gloriosus” segna il debutto di Ivan Bacciocchi al Plautus Festival.
Nato a Sarsina (Italia), la Città di Plauto, nel 1955, Ivan Bacciocchi riceve una formazione d’attore al Teatro Laboratorio di Cesena, diretto da Franco Mescolini.
Successivamente frequenta la scuola di Mimo Corporeo Drammatico di Etienne Decroux, padre fondatore del Mimo moderno, ed è invitato dal Maestro a partecipare alle classi di ricerca, dove lo assiste nel suo lavoro.
Al Théâtre de l’Ange Fou, compagnia e scuola diretta da Steve Wasson e Corinne Soum, partecipa per otto anni alla formazione degli allievi della stessa scuola e alla creazione di numerosi spettacoli nei quali interpreta i ruoli principali.
Ha insegnato in diverse scuole di Mimo, fra le quali, per dieci anni, all’Ecole Internationale de Mimodrame di Marcel Marceau.
Nel 1988, apre il proprio Centro di Formazione che diventerà l’Atelier de Belleville, Ecole Internationale de Mime Corporel Dramatique, del quale assume la direzione pedagogica ed artistica.
Con la sua Compagnia, denominata Compagnie Commedia, ha firmato diverse regie, fra le quali quelle degli spettacoli “Pierino e il Lupo” di Prokofiev e “Barbablu – Copia Conforme”, che sono state poi protagoniste di una lunga tourné in Francia e all’estero.
Piu recentemente al Théâtre du Mouvement, diretto per Claire Heggen e Yves Marc, ha partecipato alla creazione di diversi spettacoli tra i quali “Blanc sous le masque”, “Faut-il croire le mime sur Parole” (500 repliche in Francia e all’estero) e, in ultimo, “Je pense donc ça se voit”.
Quale Maestro di Mimo Corporeo Drammatico, Ivan Bacciocchi ha insegnato all’Università Paris 8, all’Ecole du Samovar, all’Ecole National de Cirque de Chatellerault e al Conservatoire d’Art Dramatique de Cambrai.
Interviene tutt’ora con lezioni, dimostrazioni e conferenze al Musée du Louvre, al Grand Palais e al Musée d’Orsay, al Centre National du Théâtre di Parigi, a Bruxelles e al Centro di Promozione Teatrale “La Soffita” dell’Università di Bologna.

In precedenza Camillo Grassi ha calcato le scene del Plautus Festival nel:
1998: Asinaria di Tito Maccio Plauto. La partecipazione di Camillo Grassi al Laboratorio Teatrale del Plautus festival 1998, segna il suo debutto sulle scene teatrali;
2006: Gastone di Petrolini;
2009: Elettra di Euripide;
2010: Omaggio a Plauto da Tito Maccio Plauto;
2012: Farse Plautine da Tito Maccio Plauto;
2013: Aulularia di Tito Maccio Plauto.

 

Agamennone, con Paolo Graziosi e Daniela Poggi

leave a comment »

Plautus Festival, Sarsina, 17/08/2016
Le foto del backstage sono visibili QUI.

AC ZERKALO – Roma e Compagnia LOMBARDI-TIEZZI – Firenze presentano
Paolo Graziosi e Daniela Poggi in AGAMENNONE
da Eschilo, di Fabrizio Sinisi

Con: Elisabetta Arosio e Valeria Perdonò
Scene: Elisabetta Salvatori
Costumi: Sara Bianchi
Regia: Alessandro Machia

Personaggi e interpreti:
Paolo Graziosi (Agamennone)
Daniela Poggi (Clitemnestra)
Elisabetta Arosio (Città)
Valeria Perdonò (Cassandra)

Trama
Agamennone, re e capo della spedizione achea contro Troia, sbarca ad Argo dopo dieci anni di guerra. Porta con sé Cassandra, giovane preda di guerra, amante e profetessa. Ad attenderlo Clitemnestra, piena di rancore e di vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia sull’altare della guerra. Ma lo aspetta anche Argo stessa: la città, la polis, nella persona del suo Coro. Agamennone e Cassandra moriranno nella congiura di Clitemnestra. Questa è la trama, celeberrima, dell’Agamennone di Eschilo, primo pannello del trittico di Orestea.

Ventiquattro ore. Tre donne e un solo uomo destinato a morire.
Ma chi sono queste figure? Chi e cosa sono adesso? Agamennone non è più l’uomo della guerra, ma l’uomo della stanchezza e del disincanto, l’uomo che tutto sa perché tutto ha visto e tutto ha provato. Cassandra è la giovane donna, è l’emblema della città di Troia ferita e distrutta e proprio dal fondo di questa rovina vede e sente ogni cosa: Cassandra vive nel profondo, alla radice delle cose. Poi c’è Clitemnestra, la protagonista. Clitemnestra è il grande conflitto della Donna: rovescia l’attesa di Penelope, da luogo dell’attesa diventa luogo della rabbia, mano del sacrificio; in Clitemnestra l’uomo d’oggi vede la terribile giustizia dell’umano, la febbre dell’esistenza che diventa violenza, il lutto che diventa ferocia. E infine il Coro, lo sfondo dell’esistente: la città, la politica; il Coro è la società e, dunque, la paura e lo scandalo. Tutto si svolge nell’arco di tempo che va dall’arrivo di Agamennone ad Argo fino al suo omicidio. In questo lasso di tempo, tutti i personaggi del dramma vengono a confronto in un agone sfrenato: Agamennone e Cassandra, nella loro complicità di padrone e di schiava, eppure entrambi vittime dell’orrore della guerra; Cassandra e Clitemnestra, la ragazza e la donna, la moglie e l’amante; Agamennone e Clitemnestra, l’Uomo e la Donna, il Marito e la Moglie, separati da dieci anni di assenza e dal sacrificio di una figlia. E infine la Città, l’istanza etica, perduta e dimenticata. Tutti gli elementi del dramma eschileo vengono qui messi a reazione, scatenati uno contro l’altro fino all’estremo, in una tensione di amore e rabbia, erotismo, malinconia e furore, fino all’esplosione dell’omicidio.
– Fabrizio Sinisi

___

Agamennone, con Paolo Graziosi e Daniela Poggi (backstage)

leave a comment »

Plautus Festival, Sarsina, 17/08/2016
Le foto dello spettacolo sono visibili QUI.

AC ZERKALO – Roma e Compagnia LOMBARDI-TIEZZI – Firenze presentano
Paolo Graziosi e Daniela Poggi in AGAMENNONE
da Eschilo, di Fabrizio Sinisi

Con: Elisabetta Arosio e Valeria Perdonò
Scene: Elisabetta Salvatori
Costumi: Sara Bianchi
Regia: Alessandro Machia

Personaggi e interpreti:
Paolo Graziosi (Agamennone)
Daniela Poggi (Clitemnestra)
Elisabetta Arosio (Città)
Valeria Perdonò (Cassandra)

Trama
Agamennone, re e capo della spedizione achea contro Troia, sbarca ad Argo dopo dieci anni di guerra. Porta con sé Cassandra, giovane preda di guerra, amante e profetessa. Ad attenderlo Clitemnestra, piena di rancore e di vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia sull’altare della guerra. Ma lo aspetta anche Argo stessa: la città, la polis, nella persona del suo Coro. Agamennone e Cassandra moriranno nella congiura di Clitemnestra. Questa è la trama, celeberrima, dell’Agamennone di Eschilo, primo pannello del trittico di Orestea.

Ventiquattro ore. Tre donne e un solo uomo destinato a morire.
Ma chi sono queste figure? Chi e cosa sono adesso? Agamennone non è più l’uomo della guerra, ma l’uomo della stanchezza e del disincanto, l’uomo che tutto sa perché tutto ha visto e tutto ha provato. Cassandra è la giovane donna, è l’emblema della città di Troia ferita e distrutta e proprio dal fondo di questa rovina vede e sente ogni cosa: Cassandra vive nel profondo, alla radice delle cose. Poi c’è Clitemnestra, la protagonista. Clitemnestra è il grande conflitto della Donna: rovescia l’attesa di Penelope, da luogo dell’attesa diventa luogo della rabbia, mano del sacrificio; in Clitemnestra l’uomo d’oggi vede la terribile giustizia dell’umano, la febbre dell’esistenza che diventa violenza, il lutto che diventa ferocia. E infine il Coro, lo sfondo dell’esistente: la città, la politica; il Coro è la società e, dunque, la paura e lo scandalo. Tutto si svolge nell’arco di tempo che va dall’arrivo di Agamennone ad Argo fino al suo omicidio. In questo lasso di tempo, tutti i personaggi del dramma vengono a confronto in un agone sfrenato: Agamennone e Cassandra, nella loro complicità di padrone e di schiava, eppure entrambi vittime dell’orrore della guerra; Cassandra e Clitemnestra, la ragazza e la donna, la moglie e l’amante; Agamennone e Clitemnestra, l’Uomo e la Donna, il Marito e la Moglie, separati da dieci anni di assenza e dal sacrificio di una figlia. E infine la Città, l’istanza etica, perduta e dimenticata. Tutti gli elementi del dramma eschileo vengono qui messi a reazione, scatenati uno contro l’altro fino all’estremo, in una tensione di amore e rabbia, erotismo, malinconia e furore, fino all’esplosione dell’omicidio.
– Fabrizio Sinisi

___

L’Avaro, con Alessandro Benvenuti

leave a comment »

Plautus Festival, Sarsina, 11/08/2016
Le foto del backstage sono visibili QUI.

Arca Azzurra Teatro
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Regione Toscana – Comune di San Casciano Val di Pesa presenta

Alessandro Benvenuti in
L’AVARO
di Molière

con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Giaffreda, Desirée Noferini

Ricerca e realizzazione costumi: Giuliana Colzi
Luci: Marco Messeri
Musiche: Vanni Cassori
Aiuto regia: Chiara Grazzini
Macchinista: Nicola Monami
Elettricista: Francesco Peruzzi
Materiale elettrico: Watt Studio
Organizzazione: Costanza Gaeta, Tiziana Ringressi
Amministrazione: Valentina Strambi
Foto: Carlotta Benvenuti

Libero adattamento, ideazione spazio costumi: Ugo Chiti
Regia: Ugo Chiti

In collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi
Si ringrazia Arteatro Gruppo – Montepulciano

___

Amaro e irresistibilmente comico, un’opera di bruciante modernità… L’avaro molieriano riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni.
Dopo il successo del nostro “Malato Immaginario” – votato dal pubblico dei teatri toscani, come miglior spettacolo della stagione 2014-15 – scegliamo ancora una volta Molière, ancora una volta nell’adattamento sempre rispettoso e spesso illuminante di Ugo Chiti, e aggiungiamo, nella parte del protagonista Arpagone, la grande cifra attoriale di Alessandro Benvenuti, al quale ci legano, oltre che una solida amicizia di lunga data, esperienze comuni di grandissimo spessore e successo quali il Nero Cardinale e una sempre più intensa attività di produzione dei suoi spettacoli.
Con questo lavoro Ugo Chiti riprende il ricco filone di riscritture di classici per Arca Azzurra che ha visto messe in scena di grande impatto e di straordinario successo a partire dai due testi tratti dal Decameron di Boccaccio, fino alla Clizia Machiavelliana, e ai testi su l’Amleto e la Genesi, lavori che costituiscono vere e proprie punte di diamante nella storia della compagnia.
Chiti innesta le vicende dei grandi classici nel linguaggio, forte, crudo, e a volte comicissimo che gli è proprio e che diventa tutt’uno con le sue regie, scavando al fondo delle psicologie dei personaggi anche grazie alla assoluta corrispondenza dell’uso che fa della parola teatrale con il procedere delle sue messe in scena, del suo lavoro con gli attori, da quelli che hanno con lui una storia ormai più che trentennale ai giovani che di volta in volta sceglie per i suoi personaggi e che sa inserire mirabilmente in questo contesto di forte conoscenza e solidarietà tutta teatrale tipica dell’Arca Azzurra.
E anche nel caso di questo Avaro molieriano, anche grazie all’apporto del “primattore” Benvenuti, pur seguendo con grandissimo rispetto la vicenda, i tempi e la lettera del grande classico, il testo della riscrittura si plasma e si radica nel corpo degli attori della compagnia che del lavoro con il loro dramaturg fanno ancora la principale e la più intensa delle loro esperienze.

NOTE DI REGIA
Premessa
“Libero adattamento da Molière” o forse sarebbe più corretto dire “rispettoso tradimento” oppure potrei azzardare in vena di barocchismi, una sottotitolazione più pretestuosa come “da Molière le premesse per una metateatrale rivisitazione attorno a L’avaro”…
Come sempre, al momento di buttare giù qualche nota di regia, si affollano indicazioni diverse, spesso contraddittorie che spiegano bene le conflittualità interne di una riscrittura che non vorrebbe mai stravolgere l’originale ma “attraversarlo” con una riappropriazione drammaturgica attenta ad attualizzare, per certi aspetti, i personaggi come a rivederne età e connotazioni secondo le logiche di un “autore di compagnia” che rispetta il suo ensemble di attori con cui lavora da più di trent’anni.
Adattamento
La storia critica de L’avaro, esemplificando in maniera sommaria, nei secoli si è divisa tra coloro che considerano la commedia un’opera comico farsesca con un buffone al centro della vicenda e quelli che vi leggono una componente seria che nel personaggio di Arpagone sfiora quasi il tragico.
L’adattamento guarda L’avaro occhieggiando a Balzac senza dimenticare la commedia dell’arte intrecciando ulteriormente le trame amorose in un’affettuosa allusione a Marivaux.
Contaminazioni a parte, Arpagone resta personaggio centrale assoluto, mantenendo quelle caratteristiche che da sempre hanno determinato la sua fortuna teatrale, si accentuano alcune implicazioni psicologiche, si allungano ombre paranoiche, emergono paure e considerazioni che sono anche rimandi al contemporaneo.
La “parola” è usata in maniera diretta, spogliata di ogni parvenza aggraziata, vista in funzione di una ritmica tesa ad evidenziare l’aggressività come la “ferocia” più sotterranea della vicenda.
Altra scelta della riscrittura è stata quella di ridisegnare alcuni passaggi del testo ritenuti da sempre “deboli o frettolosamente liquidatori”; vedi, per esempio, il piano per ingannare Arpagone, che solo annunciato da Frosina all’inizio del quarto atto nell’originale, diviene in questo caso un’occasione drammaturgica per accentuare il livore risentito e la spinta illusoria dei figli Elisa e Cleante. Con eguale libertà drammaturgica l’improvviso e precipitato scioglimento finale, accentua una valenza fiabesca suggerendola fino dalla prima scena (Valerio – Elisa) per poi utilizzarla come un “rilancio” finale di Arpagone che si riprende appieno la scena ribadendo così la peculiarità di personaggio senza antagonisti, consumandosi in un assolo delirante perfettamente speculare al prologo – monologo che dà l’avvio allo spettacolo.
Attori
Il gruppo “storico” dell’Arca Azzurra, assieme ad alcuni giovani attori, torna ad affiancare dopo “Nero cardinale” la presenza appassionata di Alessandro Benvenuti che veste i panni ambiguamente divertiti e feroci di Arpagone.
La scena
Un interno che potrebbe suggerire un magazzino polveroso dove si mimetizzano ricchezze, accumuli nascosti in vecchie casse nude, niente grazia, civetterie di arredi, sedute riconoscibili, comode. Un luogo dove si avverte l’ossessione del risparmio quasi come una sottrazione di vita.
Una scena cubica, volumetrica che potrebbe ospitare la tragedia greca come prestarsi alle labirintiche evoluzioni di una farsa chiassosa e colorata.
I costumi
Come sempre, nei miei adattamenti da un classico, i costumi rifuggono una scelta filologica, sono più usati come suggerimento di caratteri, allusioni cromatiche, indicazioni di “travestimenti” interiori dei personaggi. I costumi come la scena, nascono durante la scrittura, diventano una specie di sostegno drammaturgico che aiuta la definizione e la messa a fuoco di ogni parte del testo.
– Ugo Chiti