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Genesi, di Sebastião Salgado, in mostra a Forlì

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Sebastião Salgado, Genesi

La città di Forlì, dopo “Icons” di Steve McCurry, ospiterà la mostra “Genesi” di Sebastião Salgado, uno dei fotografi più importanti al mondo!

Per la seconda volta, dunque, la città aprirà le porte alla grande fotografia, con una esposizione che ha già toccato le grandi città del mondo e sta raccogliendo grandi successi.

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Sebastião Salgado, GENESI
28 ottobre 2016 / 29 gennaio 2017
Chiesa di San Giacomo, Piazza Guido da Montefeltro, Forlì

La mostra è composta da 245 immagini in bianco e nero che raccontano luoghi del mondo ancora incontaminati: dall’Antartide alla Patagonia, dal Circolo Polare Artico all’Amazzonia.

Il progetto ha richiesto 10 anni, nei quali l’autore ha viaggiato alla ricerca di luoghi incontaminati, in cui poter tornare alle origini, che diventano un grido d’allarme, un modo potente di porre al centro dell’attenzione la conservazione dell’ambiente e un rapporto più armonico tra l’uomo e la natura.

“Il successo travolgente di McCurry (oltre 75mila visitatori) – dice Roberto Pinza presidente della Fondazione Carisp promotrice dell’evento in collaborazione con il Comune di Forlì – ci ha posto un problema, quello di continuare su questa strada con eventi dello stesso livello. Eguagliare McCurry non sarà semplice ma noi ci proviamo. Da adesso in poi Forlì ospiterà ogni anno un grande evento legato alla fotografia“.

(All’epoca di McCurry avevo ipotizzato che sarebbe potuto arrivare Salgado; per continuare la tradizione, ipotizzo che l’anno prossimo toccherà a Vivian Maier)

A differenza di “Icons”, la mostra “Genesi” si svolgerà al San Giacomo e non al San Domenico, una scelta fatta anche su richiesta di Lélia Salgado, compagna di Sebastião e ideatrice della mostra con la sua agenzia Amazonas Images, che nei mesi scorsi ha fatto diversi sopralluoghi a Forlì.

L’allestimento sarà suddiviso in cinque sezioni pari alle parti del mondo visitate da Salgado e avrà uno svolgimento lineare e alla luce naturale senza le scenografie utilizzate invece per McCurry.

Il 2 ottobre, alle 17.30, al San Giacomo, sarà proiettato il documentario sul lavoro di Salgado intitolato “Il sale della terra” realizzato da Wim Wenders, insieme al figlio di Sebastião, Juliano Ribeiro Salgado.

Fonte: forlitoday.it, ilrestodelcarlino.it

Sebastião Salgado, Genesi

Sebastião Salgado, Genesi

Sebastião Salgado, Genesi

Sebastião Salgado, Genesi

Sebastião Salgado, Genesi

Sebastião Salgado, Genesi

Sebastião Salgado, Genesi

Sebastião Salgado, Genesi

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Written by filippo

30 agosto 2016 at 9:57 am

L’Ira Funesta in mostra a Forlì

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L'Ira Funesta in mostra a Forli

Volantino

“L’Ira Funesta”, di Filippo Venturi
Mostra fotografica e installazione multimediale

Inaugurazione sabato 5 marzo, ore 18
Chiostro di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
Dal 5 al 20 Marzo 2016, ingresso libero
Dal martedì al sabato ore 17-19, domenica ore 10-12

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L'Ira Funesta in mostra a Forlì, l'allestimento

Allestimento

Comunicato Stampa

S.M.ART – San Mercuriale Art
In occasione della ricorrenza dell’8 Marzo, il fotografo Filippo Venturi esporrà il progetto “L’Ira Funesta”.
La mostra sarà visitabile dal 5 al 20 Marzo 2016, presso il Chiostro di San Mercuriale

In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, la giornata mondiale dedicata alle donne per ricordarne sia le conquiste, sia le discriminazioni e le violenze a cui sono ancora sottoposte in tutte le parti del mondo, l’Associazione Puntodonna di Forlì, l’Agenzia di comunicazione Essere Elite srl, in collaborazione con il Club UNESCO Forlì e Cultura Etica, con il patrocinio del Comune di Forlì, Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità hanno deciso di organizzare un’esposizione di opere fotografiche sul tema della violenza.

Il Chiostro di San Mercuriale è la cornice scelta per ospitare dal 5 al 20 marzo 2016 la mostra “L’Ira Funesta”: un progetto fotografico davvero inconsueto realizzato da Filippo Venturi.

L’inaugurazione si terrà sabato 5 marzo alle ore 18.00 alla presenza del fotografo e della Dr.ssa Lorella Versari, psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicodramma e organizzatrice di laboratori di espressione corporea in varie scuole. La Dott.ssa Versari spiegherà le dinamiche dell’unità corpo-mente e la loro neurofisiologia. Saranno presenti anche alcuni protagonisti del servizio fotografico.

Nei giorni successivi all’inaugurazione la mostra è visitabile tutti i giorni dal martedì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 19.00 e la domenica dalle ore 10 alle ore 12.
Nei venerdì, sabato e domenica di apertura saranno fruibili anche una serie di video realizzati da Filippo Venturi.

Filippo Venturi ha realizzato il progetto “L’Ira Funesta” per descrivere un luogo chiamato “Camera della Rabbia” situato a Forlì: il risultato è una serie di fotografie descrittive e una serie di ritratti degli utenti di questo luogo, in prevalenza donne, del pre e del post sfogo della rabbia. Oltre alle immagini, Filippo Venturi ha raccolto anche un’intervista con Cristian Castagnoli – proprietario della Camera della Rabbia – e con lo Psicologo e Psicoterapeuta Dott. Gianluca Farfaneti, per avere una opinione professionale in merito.

La Camera della Rabbia è un luogo adibito all’esternazione dell’ansia e dello stress, dove le persone possono trovare un nuovo tipo di libertà. 8 utenti su 10 sono donne. Solo chi vi entra conosce i motivi che l’hanno spinto fin lì. I gesti di sfogo compiuti dentro questa camera assumono un valore liberatorio, sono come un “reset”che consente alle persone di liberarsi simbolicamente e fisicamente di rabbie, rancori, scorie accumulati nel tempo, prima di re-iniziare la propria vita libere da questo fardello. Per altre persone è invece una necessità, mensile o anche settimanale, per sfogare e quindi eliminare sentimenti negativi.

Questo fenomeno ha una dimensione internazionale: nel 2013 ha aperto la Camera della Rabbia di Forlì (Italia) ma già prima nel 2011 ha aperto l’Anger Room di Dallas (USA) e nel 2012 ha aperto la Rage Room di Novi Sad (Serbia).

“L’Ira Funesta” ha suscitato l’interesse di molte riviste e televisioni, portando sotto i riflettori la particolarità di questo luogo, il fine che si prefigge e il fatto che siano soprattutto le donne a farvi ricorso, stimolando curiosità e aprendo diversi dibattiti in merito.

Il progetto è stato pubblicato su The Washington Post, Io Donna / Corriere della Sera, Marie Claire Korea, Marie Claire Indonesia, Witness Journal, i quotidiani locali, ed è stato anche il soggetto di un servizio televisivo di La7, nel quale è stato intervistato proprio Filippo Venturi.

L’iniziativa si inserisce nel programma che il Tavolo Permanente delle Associazioni contro la violenza alle donne organizzerà in occasione della giornata della donna, continuando a sviluppare i lavori intrapresi durante il 25 novembre, Giornata Internazionale ONU contro la violenza alla donna. L’obiettivo principale è ribadire, sotto l’unica bandiera della cittadinanza, la necessità di rispetto dei diritti e della integrità fisica, morale e psicologica di ogni persona.

La mostra è stata suggerita da Rosanna Parmeggiani, docente impegnata sul fronte della lotta agli stereotipi di genere, che da tempo collabora con il progetto “Io ci sono lascia il segno” assieme ad Antonella Ravaglia dell’agenzia Esserelite.

Ricordiamo che l’Abbazia, a partire da ottobre 2014, è entrata nel progetto Cultura Etica promosso dal Club Unesco di Forlì, con il fine di rendere questo luogo uno spazio catalizzatore della città e animarlo con varie attività di richiamo turistico, culturale, sociale, educativo, gastronomico, aperte ai forlivesi e non solo.

Ufficio stampa
Antonella Ravaglia
a.ravaglia@esserelite.com
tel. 0543 30480 – fax 0543 30418

Scarica il comunicato in versione WORD oppure PDF.

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L'Ira Funesta in mostra a Forlì

Articolo del Corriere di Romagna (03/03/2016)

Filippo Venturi
(www.filippoventuri.it)
Nato a Cesena nel 1980, è un fotografo e videomaker. Viene da una formazione di tipo informatico, ma nel 2008 ha iniziato a studiare fotografia e dal 2010 lavora nel settore. Si è specializzato in lavori commerciali, documentari, reportage e ritratto. I suoi lavori sono stati pubblicati su diversi quotidiani e magazine, come Internazionale, The Washington Post, Geo Magazine, Focus, Die Zeit, Marie Claire, Vanity Fair e Io Donna. Parallelamente all’attività commerciale, si dedica a progetti personali su temi e storie che ritiene interessanti e, fra questi, vi rientrano Made in Korea e L’Ira Funesta. Il suo ultimo progetto, Made in Korea, è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena e presso la Fondazione Fotografia, Foro Boario di Modena. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, al momento, è finalista al concorso Sony World Photography Awards 2016 (la proclamazione dei vincitori avverrà in aprile).

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Aggiornamento del 05/03/2016: alcune foto dell’inaugurazione!

Written by filippo

29 febbraio 2016 at 1:33 PM

Made in Korea in mostra a Genova

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Made in Korea in mostra a Genova

Mostra fotografica “Made in Korea”
Installazione multimediale “L’Ira Funesta”
di Filippo Venturi

Officina Letteraria in Via Cairoli, 4B – Genova
Dal 27 febbraio al 27 marzo 2016
Inaugurazione sabato 27 febbraio, ore 18.00

Apertura su appuntamento: spazio23fotografia@gmail.com
Dal lunedì al sabato, ore 10-12 e 15-18.

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Alcune fotografie dell’inaugurazione:

Presentazione, di Piera Cavalieri
Il pluripremiato “Made in Korea” è l’acuto sguardo di Filippo Venturi sulla Corea del Sud oggi. Con un procedere da antropologo, l’autore ha indagato gli effetti distruttivi e inquietanti dello sviluppo economico e tecnologico nella società sudcoreana attuale, in un lungo viaggio da Seoul a Busan. Dopo anni di grande sofferenza, in un tempo recente, la forte ripresa economica ha ribaltato il modo di vivere dei coreani. Il nuovo benessere, come analizzato da Venturi, ha portato con sé una forte competizione, le cui vittime sono gli stessi coreani. La Corea diventata uno dei paesi più avanzati, con multinazionali come Samsung, Hyundai, LG, sottopone i suoi abitanti a ritmi di vita folli. Non è concessa la lentezza. La ricerca dell’eccellenza scolastica con ritmi di studio serrati, l’adesione ad ogni costo a convenzionali modelli occidentali di bellezza, anche con la chirurgia estetica, la competizione professionale hanno, come risvolto della medaglia, la dipendenza da internet, dalle tecnologie, dall’alcol e un elevato tasso di suicidi, soprattutto tra i più giovani. Venturi con il suo occhio attento e sensibile, ci restituisce, attraverso le sue immagini vivide, il resoconto realistico di un paese in balia della sua rincorsa alla modernità. Ma Venturi non è nuovo a questo tipo di ricerca sulle società contemporanee. “L’Ira Funesta” è un’altra, eccellente indagine, questa volta in Italia, su un luogo costruito appositamente, la camera della rabbia, per sfogare gli istinti più bellicosi e gli impulsi violenti a colpi di mazza. Il corpo, che sembra essere il veicolo di liberazione, diventa una possibilità narrativa non verbale.

Filippo Venturi
(www.filippoventuri.it)
Nato a Cesena nel 1980, è un fotografo e videomaker. Viene da una formazione di tipo informatico, ma nel 2008 ha iniziato a studiare fotografia e dal 2010 lavora nel settore. Si è specializzato in lavori commerciali, documentari, reportage e ritratto. I suoi lavori sono stati pubblicati su diversi quotidiani e magazine, come Internazionale, The Washington Post, Geo Magazine, Focus, Die Zeit, Marie Claire, Vanity Fair e Io Donna. Parallelamente all’attività commerciale, si dedica a progetti personali su temi e storie che ritiene interessanti e, fra questi, vi rientrano Made in Korea e L’Ira Funesta. Il suo ultimo progetto, Made in Korea, è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena e presso la Fondazione Fotografia, Foro Boario di Modena. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, al momento, è finalista al concorso Sony World Photography Awards 2016 (la proclamazione dei vincitori avverrà in aprile).

Made in Korea
(Corea del sud, 2015)
Fino agli anni ’60 la Corea del Sud era un paese molto povero e arretrato. In meno di mezzo secolo è diventato uno dei paesi più moderni e avanzati, al punto che oggi viene ritenuto 5 anni più avanti al resto del mondo in ambito tecnologico. La rincorsa alla modernità e al progresso si è compiuta imponendo alla società uno smisurato senso della competizione, nella continua ricerca della perfezione dal punto di vista scolastico, professionale e anche estetico. I giovani si trovano a crescere avendo in mente gli stessi ideali e passando per tappe obbligatorie: i migliori voti per accedere alle migliori università, che consentiranno di arrivare ai migliori lavori. Al tempo stesso sono richiesti modelli estetici senza identità, raggiunti comunemente con la chirurgia plastica. Il paese spinge i giovani verso una standardizzazione straniante e surreale, l’esatto contrario di quanto avviene in molti paesi occidentali, dove si ritiene che per emergere sia necessario distinguersi dalla massa. Tutto questo ha fatto emergere anche forti effetti collaterali come la dipendenza da internet e dalla tecnologia, lo stress, l’alcolismo, l’isolamento sociale e un elevato numero di suicidi (ogni giorno si toltono la vita 43 persone).

L’Ira Funesta
(Italia, 2014)
La Camera della Rabbia è un luogo adibito all’esternazione della rabbia, dove è possibile comprare porzioni di tempo da dedicare alla distruzione del suo contenuto, con mazze da baseball e martelli da demolizione. Per alcune persone è un gesto liberatorio, un tasto “reset” che consente di liberarsi simbolicamente e fisicamente di rabbie, rancori e scorie accumulate nel tempo, prima di re-iniziare la propria vita libere da questo fardello. Per altre persone è invece una necessità, mensile o anche settimanale, per sfogare e quindi eliminare sentimenti negativi. 8 utenti su 10 sono donne. Il tempo medio all’interno della stanza è di 20 minuti. La camera della rabbia è il luogo dove l’utente trova un nuovo tipo di libertà. Solo chi vi entra conosce i motivi che l’hanno spinto fin lì, a volte anche a centinaia di chilometri da casa. La prima traccia del concetto di Camera della Rabbia, però, risale al 1962, per la precisione al racconto Il palazzo da rompere di Gianni Rodari. Dopo quasi 50 anni, quel che aveva immaginato Rodari è diventato una vera necessità.

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Written by filippo

16 febbraio 2016 at 11:08 am

Mostra Il Lavoro Immateriale

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Il Lavoro Immateriale
Dialogo tra la Collezione Verzocchi e Il lavoro dell’artista contemporaneo attraverso le immagini di backstage per la realizzazione di DO.VE, itinerario d’arte del Museo Diffuso dell’Abbandono IN LOCO.

22 Novembre – 6 Dicembre 2015 (prorogata all’8 Dicembre!)
Palazzo Romagnoli, Via Albicini 12, Forlì
Collezioni d’Arte del Novecento
Inaugurazione Domenica 22 Novembre, presso Palazzo Romagnoli, ore 16.00
Alle 18.00 presentazione dei video di footage presso Galleria Marcolini in Via F. Marcolini 25/a, Forlì

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Fotografie e riprese video di: Matteo Perini, Filippo Venturi, Renè Ruisi (Associazione Sovraesposti);
Selezione di istantanee fotografiche di: Beatrice Biguzzi, Elisa Cimatti, Simone Enei, Anna Frabotta;
Appunti e materiale di studio di: Barbara Baroncini, Alice Cesari, Patrizia Giambi, Elena Hamerski, Matteo Lucca, Maurizio Mercuri, Stefano Ricci;
Progetto a cura di: Patrizia Giambi, Marco Servadei Morgagni in collaborazione con il Servizio Pinacoteca e Cultura del Comune di Forlì.

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La mostra “IL LAVORO IMMATERIALE” mette in dialogo alcune opere della Collezione Verzocchi e il materiale di backstage degli interventi site specific realizzati nel 2014-2015 da diversi artisti per il progetto IN LOCO, Museo Diffuso dell’Abbandono in Romagna, ideato dall’associazione Spazi Indecisi. Si tratta di una mostra che ruota intorno al tema del lavoro connesso all’opera d’arte, piuttosto che all’opera d’arte in sé come risultato.

L’interrelazione tra opere contemporanee e opere del patrimonio novecentesco conservato a Palazzo Romagnoli vuole porsi come occasione per riflettere più che sulla distanza formale tra risultati appartenenti a epoche diverse, il 1950 e il 2015, su due modi diversi di fare e concepire l’arte, messo in risalto appunto attraverso la lente del lavoro dell’artista. Da una parte il mestiere del pittore, dello scultore, del grafico, ancora ben radicati nella seconda metà del Novecento, che vengono presi come soggetto da alcuni autori presenti nella collezione Verzocchi, dall’altra quello dell’artista contemporaneo, che si avvale di tecniche e linguaggi “non tradizionali”, ed arriva alla produzione di opere dal carattere non sempre materiale.

L’opera d’arte oggi infatti è forse più spesso progetto che oggetto: anche quando non rinuncia alla sua oggettualità e alla sua fisicità è un prodotto che conserva sempre, più o meno esplicitamente, la traccia del proprio processo.

Per questo motivo a fianco delle opere della Collezione Verzocchi si è scelto di affiancare il materiale (fotografico, di ripresa, grafico e di appunto) delle fasi di realizzazione di un’opere d’arte contemporanea, prodotto da diverse figure, piuttosto che l’opera stessa.

L’obiettivo è di incentivare un’educazione ai linguaggi e alle operatività dell’arte contemporanea, attraverso una maggiore comprensione di ciò che sta dietro a opere complesse e caratterizzate da un livello di concretezza meno spiccato che in passato. Con questa mostra il Comune di Forlì prosegue un dialogo con i linguaggi dell’arte contemporanea, avvalendosi di progetti sperimentali pensati e sviluppati nel suo territorio, da risorse locali.

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Mostra Il Lavoro Immateriale

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Written by filippo

15 novembre 2015 at 9:38 PM

Mostra fotografica all’ex GIL di Forlì

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Mostra fotografica all'ex GIL di Forlì

CESARE VALLE
UN’ALTRA MODERNITA’:
ARCHITETTURA IN ROMAGNA
18 settembre – 25 ottobre 2015

presso l’Edificio Ex Gil, in viale Della Libertà, 2, Forlì
scarica la descrizione completa della mostra

Forlì città del Novecento, Il Festival
18 settembre – 25 ottobre 2015
scarica il programma eventi

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ATRIUM, CESARE VALLE E L’EX GIL

L’itinerario culturale ATRIUM (Architecture of Totalitarian Regimes in Europe’s Urban Memory) ha come scopo la promozione, ai fini culturali e turistici, di un patrimonio particolare che riguarda l’Europa del novecento. Un patrimonio fatto di edifici, strade, piazze che caratterizza molte città europee dove i regimi totalitari o dittatoriali hanno lasciato un impronta considerevole, talvolta pesante, sullo sviluppo urbano.
Mantenendo una posizione di forte rifiuto verso i regimi antidemocratici, ATRIUM intende valorizzare questo patrimonio materiale attraverso un’attività culturale che racconta storie importanti, benché tragiche, delle città e del novecento europei.

La mostra “Cesare Valle. Un’altra modernità: Architettura in Romagna” porta alla ribalta una figura di architetto di valore che, oltre ad altri interventi in Italia (ad esempio a Carbonia) ha lasciato una forte impronta sulla città di Forlì, dove ha progettato due degli edifici di maggior pregio e fama nell’area di nuovo sviluppo urbano: l’ex casa-stadio dell’Opera Nazionale Balilla, poi GIL, e il vicino Collegio Aeronautico. Il restauro e quindi la restituzione alla città e ai cittadini forlivesi dell’ “ex-GIL” si presenta come la migliore occasione per riflettere sull’opera e la figura del suo progettista.

A latere della mostra su Valle, ATRIUM presenta altre tre mostre. La prima, intitolata “Cantiere Restauro”, frutto del lavoro di un Tavolo apposito, focalizza l’attenzione, attraverso un “eptalogo” di punti chiave, sui problemi tecnici, storici e culturali del restauro di edifici costruiti nel XX secolo, analizzando, quali esempi pratici, tre casi studio locali (Palazzo Varano a Predappio, la Colonia AGIP a Cesenatico e l’ex-GIL a Forlì). La seconda è una mostra di prototipi di manufatti contemporanei che affiancano il progetto ATRIUM, riprendendo gli stili dell’epoca mantenendo una distanza ideologica e critica. Infine, la mostra “Totally Romagna” esplora, attraverso la fotografia, il tema dell’abbandono di edifici del regime fascista in Romagna e la sfida, culturale e storica, dello sguardo su questo patrimonio scomodo nel presente.

ORARI:
da martedì a venerdì: 16.00 -19.00
sabato e domenica: 10.00 – 13.00  / 15.30 – 19.00
lunedì giorno di chiusura
PER VISITE GUIDATE:
Federazione Guide Turistiche di Forlì, 0543 378075 / turismo@romagnafulltime.it
PER INFORMAZIONI:
0543 712912 / 0543 712918 / mostravalle@atriumroute.eu

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INAUGURAZIONE
18 settembre 2015 ore 17,00

Davide Drei (Sindaco di Forlì)
Patrick Leech (Presidente ATRIUM)
Massimo Mezzetti (Assessore Regione Emilia-Romagna)
Ulisse Tramonti (Università di Firenze)
Marino Mambelli (Co-curatore mostra)
Cesare Valle J. (Archivio Cesare Valle, Roma)
Stefania Pondi/Alberto Gentili (Componenti Ufficio di Progettazione e Direzione Lavori Recupero ex GIL)

ore 18,00
Orazione civile per un cantiere
Io ho visto
Uno spettacolo tratto dall’omonimo libro di Pier Vittorio Buffa con Pamela Villoresi
Sarà presente l’autore.
In collaborazione con Accademia Perduta/Teatro Il Piccolo

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Written by filippo

4 ottobre 2015 at 4:19 PM