Revenant, di Alejandro González Iñárritu

Visto Revenant e piaciuto abbastanza.
Pensieri sparsi:
- Manca di epicità… quella che trovi ad esempio in un libro di Cormac McCarthy.
- Per me Di Caprio, come presenza fisica, soprattutto in questo contesto selvaggio, è inferiore a Tom Hardy.
- La regia è un po’ troppo invadente.
- La fotografia è molto bella, ma l’uso del controluce abbinato ad una gamma dinamica notevole che mantiene i dettagli nelle ombre, è fin troppo ricorrente. Mi ha fatto pensare all’HDR Hole (con l’aggiunta del grandangolo spinto che deforma il faccione di Di Caprio ogni volta che si trova sul bordo dell’inquadratura, cioè in quasi tutti i piani sequenza).
- La storia vera su cui si ispirano il libro e il film è molto più interessante e incredibile.
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ATRIUM, Mostra Fotografica
Giovedì 11 febbraio 2016, oltre 60 esperti internazionali di turismo hanno visitato diversi luoghi legati alla Route Culturale ATRIUM, a diretto contatto con residenti ed operatori locali della cultura (maggiori info qui).
In questa occasionate è stata allestita una mostra nelle cantine di uno dei palazzi INCIS di Viale della Libertà.
Grazie a Atrium Forlì e Casa del Cuculo.
Fonte: Spazi Indecisi

ATRIUM, Mostra Fotografica

Fotografia di Filippo Venturi
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Il Ballo del Doge su TPI
Il mio servizio fotografico su “Il Ballo del Doge” è su The Post Internazionale, a questo link:
Il Ballo del Doge a Venezia.
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Ballo del Doge, Venezia
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“Il Ballo del Doge”
(6 Febbraio 2016, Venezia)
Il Carnevale di Venezia è uno dei più conosciuti e apprezzati al mondo. La prima testimonianza risale al 1904, per la precisione a un documento del Doge Vitale Falier, in cui si parla per la prima volta di divertimenti pubblici legati al Carnevale.
L’istituzione del Carnevale viene attribuita alla necessità della Serenissima di concedere alla popolazione, soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e gli stranieri si riversavano nella città per far festa con musiche e balli. L’utilizzo di maschere e di costumi garantiva l’anonimato, che consentiva di livellare le divisioni sociali.
Il 6 febbraio 2016 si è svolta la 23esima edizione de “Il Ballo del Doge” nel palazzo storico Pisani Moretta, lungo il Canal Grande. Si tratta di uno degli eventi più famosi ed esclusivi della città, che attira ogni anno ospiti da tutto il mondo. I biglietti per accedere alla cena e allo spettacolo successivo costavano fra gli 800 e i 2.000 euro.
Ogni edizione porta con sé un nuovo tema, con costumi e allestimenti originali: quest’anno “Il Ballo del Doge” ha portato in scena “The Secret Gardens of Dreams: Oniricum, Immaginarium, Desiderium”, che si lega al Giardino dell’Eden. Al piano terra Oniricum, il Giardino dell’Eden, al primo piano Immaginarium, il Giardino dei Ricordi, al secondo piano Desiderium, il Giardino dei Sogni Proibiti.
L’evento è organizzato dall’Atelier Antonia Sautter, che ha disegnato anche i costumi indossati dagli ospiti.
Antonia Sautter, stilista e imprenditrice veneziana, è nota per la creazione di costumi storici che vanno dal 17esimo secolo fino ai primi del 1900. Nel 1994 ha creato “Il Ballo del Doge”, idea nata durante la collaborazione con Terry Jones, storico membro dei Monty Python, a un documentario della BBC sulle Crociate.
Nel 1999 ha collaborato con Stanley Kubrick per la creazione di alcune delle maschere usate nel film Eyes Wide Shut.
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