Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

The Heavens, a Cesena

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The Heavens di Gabriele Galimberti e Paolo Woods, a Cesena

Il volantino dell’evento

Con piacere ho scoperto che Gabriele Galimberti e Paolo Woods presenteranno il proprio lavoro The Heavens: Annual Report presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena: un luogo meraviglioso ma che solitamente snobba un po’ la Fotografia (ricordo giusto i laboratori di Guido Guidi qualche anno fa).

Guardando bene, ho visto che dietro c’è lo zampino dei ragazzi del GF93 (Gruppo Fotografico 93) praticamente l’unico baluardo cesenate che promuove la Fotografia di un certo livello, in città. Spero che sia l’inizio di una collaborazione fra GF93 e Biblioteca Malatestiana, volta a proporre incontri e attività di questo tipo.

Il lavoro di Gabriele Galimberti e Paolo Woods è stato uno fra i lavori più interessanti che ho visto al Festival di Arles nel 2015.

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Incontro con gli autori Gabriele Galimberti e Paolo Woods
Partecipazione di Edoardo Delille (editrice Riverboom)
Cesena, Aula Magna della Biblioteca Malatestiana
Sabato 12 marzo 2016, ore 16:00

Le isole Cayman sono uno dei paesi più ricchi dell’emisfero occidentale. Non producono beni esportabili. Non sono ricche di materie prime. Sono un paradiso fiscale o, come preferiscono essere chiamate, un paese a “tassazione neutra”.
Non tassano né le società né i cittadini che scelgono le Cayman come residenza fiscale, attirando quindi capitale e drenando le entrate fiscali da tutto il mondo. Di conseguenza queste piccole isole sono diventate il quinto centro finanziario al mondo.

Si stima che ci siano $32 trilioni nascosti nei paradisi fiscali, circa tre volte il debito americano.
Per esempio Google ha evitato $2 miliardi di tasse, spostando $9.8 miliardi di guadagni verso l’offshore, solo per l’anno 2011. Il Commissario europeo per la fiscalità ha stimato che l’evasione tramite paradisi fiscali costa all’Europa almeno un trilione di dollari l’anno.

Questa è una storia che domanda d’essere raccontata. È una storia dove l’accesso è molto difficile e ancor più difficile è tradurre visivamente qualcosa di così eminentemente invisibile.
Paolo Woods e Gabriele Galimberti hanno deciso di unire le loro forze per fare un’indagine approfondita sul modo in cui l’industria offshore opera, e spiegare com’è diventata parte integrante e indispensabile del mondo finanziario globalizzato.
Hanno lavorato alle Cayman, Singapore, Hong Kong, le Isole Vergini Britanniche, Jersey, Guernsey, Londra, Delaware, Olanda, Angola e Panama.

Hanno prodotto un corpus di lavoro dove le immagini sono descrittive e al contempo simboliche, dando a chi le guarda la possibilità di vedere l’apparenza di questi luoghi ma soprattutto il loro significato.

Fonte: gf93.it

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Written by filippo

3 marzo 2016 at 10:57 am

L’Ira Funesta in mostra a Forlì

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L'Ira Funesta in mostra a Forli

Volantino

“L’Ira Funesta”, di Filippo Venturi
Mostra fotografica e installazione multimediale

Inaugurazione sabato 5 marzo, ore 18
Chiostro di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
Dal 5 al 20 Marzo 2016, ingresso libero
Dal martedì al sabato ore 17-19, domenica ore 10-12

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L'Ira Funesta in mostra a Forlì, l'allestimento

Allestimento

Comunicato Stampa

S.M.ART – San Mercuriale Art
In occasione della ricorrenza dell’8 Marzo, il fotografo Filippo Venturi esporrà il progetto “L’Ira Funesta”.
La mostra sarà visitabile dal 5 al 20 Marzo 2016, presso il Chiostro di San Mercuriale

In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, la giornata mondiale dedicata alle donne per ricordarne sia le conquiste, sia le discriminazioni e le violenze a cui sono ancora sottoposte in tutte le parti del mondo, l’Associazione Puntodonna di Forlì, l’Agenzia di comunicazione Essere Elite srl, in collaborazione con il Club UNESCO Forlì e Cultura Etica, con il patrocinio del Comune di Forlì, Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità hanno deciso di organizzare un’esposizione di opere fotografiche sul tema della violenza.

Il Chiostro di San Mercuriale è la cornice scelta per ospitare dal 5 al 20 marzo 2016 la mostra “L’Ira Funesta”: un progetto fotografico davvero inconsueto realizzato da Filippo Venturi.

L’inaugurazione si terrà sabato 5 marzo alle ore 18.00 alla presenza del fotografo e della Dr.ssa Lorella Versari, psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicodramma e organizzatrice di laboratori di espressione corporea in varie scuole. La Dott.ssa Versari spiegherà le dinamiche dell’unità corpo-mente e la loro neurofisiologia. Saranno presenti anche alcuni protagonisti del servizio fotografico.

Nei giorni successivi all’inaugurazione la mostra è visitabile tutti i giorni dal martedì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 19.00 e la domenica dalle ore 10 alle ore 12.
Nei venerdì, sabato e domenica di apertura saranno fruibili anche una serie di video realizzati da Filippo Venturi.

Filippo Venturi ha realizzato il progetto “L’Ira Funesta” per descrivere un luogo chiamato “Camera della Rabbia” situato a Forlì: il risultato è una serie di fotografie descrittive e una serie di ritratti degli utenti di questo luogo, in prevalenza donne, del pre e del post sfogo della rabbia. Oltre alle immagini, Filippo Venturi ha raccolto anche un’intervista con Cristian Castagnoli – proprietario della Camera della Rabbia – e con lo Psicologo e Psicoterapeuta Dott. Gianluca Farfaneti, per avere una opinione professionale in merito.

La Camera della Rabbia è un luogo adibito all’esternazione dell’ansia e dello stress, dove le persone possono trovare un nuovo tipo di libertà. 8 utenti su 10 sono donne. Solo chi vi entra conosce i motivi che l’hanno spinto fin lì. I gesti di sfogo compiuti dentro questa camera assumono un valore liberatorio, sono come un “reset”che consente alle persone di liberarsi simbolicamente e fisicamente di rabbie, rancori, scorie accumulati nel tempo, prima di re-iniziare la propria vita libere da questo fardello. Per altre persone è invece una necessità, mensile o anche settimanale, per sfogare e quindi eliminare sentimenti negativi.

Questo fenomeno ha una dimensione internazionale: nel 2013 ha aperto la Camera della Rabbia di Forlì (Italia) ma già prima nel 2011 ha aperto l’Anger Room di Dallas (USA) e nel 2012 ha aperto la Rage Room di Novi Sad (Serbia).

“L’Ira Funesta” ha suscitato l’interesse di molte riviste e televisioni, portando sotto i riflettori la particolarità di questo luogo, il fine che si prefigge e il fatto che siano soprattutto le donne a farvi ricorso, stimolando curiosità e aprendo diversi dibattiti in merito.

Il progetto è stato pubblicato su The Washington Post, Io Donna / Corriere della Sera, Marie Claire Korea, Marie Claire Indonesia, Witness Journal, i quotidiani locali, ed è stato anche il soggetto di un servizio televisivo di La7, nel quale è stato intervistato proprio Filippo Venturi.

L’iniziativa si inserisce nel programma che il Tavolo Permanente delle Associazioni contro la violenza alle donne organizzerà in occasione della giornata della donna, continuando a sviluppare i lavori intrapresi durante il 25 novembre, Giornata Internazionale ONU contro la violenza alla donna. L’obiettivo principale è ribadire, sotto l’unica bandiera della cittadinanza, la necessità di rispetto dei diritti e della integrità fisica, morale e psicologica di ogni persona.

La mostra è stata suggerita da Rosanna Parmeggiani, docente impegnata sul fronte della lotta agli stereotipi di genere, che da tempo collabora con il progetto “Io ci sono lascia il segno” assieme ad Antonella Ravaglia dell’agenzia Esserelite.

Ricordiamo che l’Abbazia, a partire da ottobre 2014, è entrata nel progetto Cultura Etica promosso dal Club Unesco di Forlì, con il fine di rendere questo luogo uno spazio catalizzatore della città e animarlo con varie attività di richiamo turistico, culturale, sociale, educativo, gastronomico, aperte ai forlivesi e non solo.

Ufficio stampa
Antonella Ravaglia
a.ravaglia@esserelite.com
tel. 0543 30480 – fax 0543 30418

Scarica il comunicato in versione WORD oppure PDF.

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L'Ira Funesta in mostra a Forlì

Articolo del Corriere di Romagna (03/03/2016)

Filippo Venturi
(www.filippoventuri.it)
Nato a Cesena nel 1980, è un fotografo e videomaker. Viene da una formazione di tipo informatico, ma nel 2008 ha iniziato a studiare fotografia e dal 2010 lavora nel settore. Si è specializzato in lavori commerciali, documentari, reportage e ritratto. I suoi lavori sono stati pubblicati su diversi quotidiani e magazine, come Internazionale, The Washington Post, Geo Magazine, Focus, Die Zeit, Marie Claire, Vanity Fair e Io Donna. Parallelamente all’attività commerciale, si dedica a progetti personali su temi e storie che ritiene interessanti e, fra questi, vi rientrano Made in Korea e L’Ira Funesta. Il suo ultimo progetto, Made in Korea, è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena e presso la Fondazione Fotografia, Foro Boario di Modena. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, al momento, è finalista al concorso Sony World Photography Awards 2016 (la proclamazione dei vincitori avverrà in aprile).

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Aggiornamento del 05/03/2016: alcune foto dell’inaugurazione!

Written by filippo

29 febbraio 2016 at 1:33 PM

Finalista al Sony World Photography Awards

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Sony World Photography Awards

Sono orgoglioso di annunciare che sono risultato finalista ai Sony World Photography Awards 2016, per la precisione nella sezione Professional / People, col mio lavoro Made in Korea :)

I vincitori saranno proclamati durante la cerimonia di gala che si terrà a Londra giovedì 21 aprile.
Potete vedere tutti i finalisti QUI e quelli italiani QUI.

La giuria era così composta:

  • Dominique Green, Chair, Documentary Jury, Consultant (UK)
  • Emma Lynch, Documentary Jury, Picture Editor, BBC Global News website (UK)
  • Julien Jourdes, Documentary Jury, Co-Founder & Coo, Blink.la (US)
  • Fiona Rogers, Documentary Jury, Global Business Development Manager, Magnum Photos (UK)
  • Sue Steward, Chair, Art Jury, Writer and Critic (UK)
  • Karen Knorr, Art Jury, Photographer and Professor, University for the Creative Arts (US/UK)
  • Jean Jacques Naudet, Art Jury, Editorial Director, L’Oeil de la Photographie (France)
  • Mariko Takeuchi, Art Jury, Photography Critic, Professor of Kyoto University of Art and Design (Japan)

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Ne parlano:

Time, Internazionale, Il Post, Il Corriere della SeraLa Repubblica, The Telegraph, The Guardian, International Business Times, The Independent, The Huffington Post, Daily MailThe Mammoth’s Reflex, Clickblog, Creative Boom, Io Donna.

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Finalista al Sony World Photography Awards

Written by filippo

23 febbraio 2016 at 8:14 am

Made in Korea in mostra a Genova

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Made in Korea in mostra a Genova

Mostra fotografica “Made in Korea”
Installazione multimediale “L’Ira Funesta”
di Filippo Venturi

Officina Letteraria in Via Cairoli, 4B – Genova
Dal 27 febbraio al 27 marzo 2016
Inaugurazione sabato 27 febbraio, ore 18.00

Apertura su appuntamento: spazio23fotografia@gmail.com
Dal lunedì al sabato, ore 10-12 e 15-18.

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Alcune fotografie dell’inaugurazione:

Presentazione, di Piera Cavalieri
Il pluripremiato “Made in Korea” è l’acuto sguardo di Filippo Venturi sulla Corea del Sud oggi. Con un procedere da antropologo, l’autore ha indagato gli effetti distruttivi e inquietanti dello sviluppo economico e tecnologico nella società sudcoreana attuale, in un lungo viaggio da Seoul a Busan. Dopo anni di grande sofferenza, in un tempo recente, la forte ripresa economica ha ribaltato il modo di vivere dei coreani. Il nuovo benessere, come analizzato da Venturi, ha portato con sé una forte competizione, le cui vittime sono gli stessi coreani. La Corea diventata uno dei paesi più avanzati, con multinazionali come Samsung, Hyundai, LG, sottopone i suoi abitanti a ritmi di vita folli. Non è concessa la lentezza. La ricerca dell’eccellenza scolastica con ritmi di studio serrati, l’adesione ad ogni costo a convenzionali modelli occidentali di bellezza, anche con la chirurgia estetica, la competizione professionale hanno, come risvolto della medaglia, la dipendenza da internet, dalle tecnologie, dall’alcol e un elevato tasso di suicidi, soprattutto tra i più giovani. Venturi con il suo occhio attento e sensibile, ci restituisce, attraverso le sue immagini vivide, il resoconto realistico di un paese in balia della sua rincorsa alla modernità. Ma Venturi non è nuovo a questo tipo di ricerca sulle società contemporanee. “L’Ira Funesta” è un’altra, eccellente indagine, questa volta in Italia, su un luogo costruito appositamente, la camera della rabbia, per sfogare gli istinti più bellicosi e gli impulsi violenti a colpi di mazza. Il corpo, che sembra essere il veicolo di liberazione, diventa una possibilità narrativa non verbale.

Filippo Venturi
(www.filippoventuri.it)
Nato a Cesena nel 1980, è un fotografo e videomaker. Viene da una formazione di tipo informatico, ma nel 2008 ha iniziato a studiare fotografia e dal 2010 lavora nel settore. Si è specializzato in lavori commerciali, documentari, reportage e ritratto. I suoi lavori sono stati pubblicati su diversi quotidiani e magazine, come Internazionale, The Washington Post, Geo Magazine, Focus, Die Zeit, Marie Claire, Vanity Fair e Io Donna. Parallelamente all’attività commerciale, si dedica a progetti personali su temi e storie che ritiene interessanti e, fra questi, vi rientrano Made in Korea e L’Ira Funesta. Il suo ultimo progetto, Made in Korea, è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena e presso la Fondazione Fotografia, Foro Boario di Modena. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e, al momento, è finalista al concorso Sony World Photography Awards 2016 (la proclamazione dei vincitori avverrà in aprile).

Made in Korea
(Corea del sud, 2015)
Fino agli anni ’60 la Corea del Sud era un paese molto povero e arretrato. In meno di mezzo secolo è diventato uno dei paesi più moderni e avanzati, al punto che oggi viene ritenuto 5 anni più avanti al resto del mondo in ambito tecnologico. La rincorsa alla modernità e al progresso si è compiuta imponendo alla società uno smisurato senso della competizione, nella continua ricerca della perfezione dal punto di vista scolastico, professionale e anche estetico. I giovani si trovano a crescere avendo in mente gli stessi ideali e passando per tappe obbligatorie: i migliori voti per accedere alle migliori università, che consentiranno di arrivare ai migliori lavori. Al tempo stesso sono richiesti modelli estetici senza identità, raggiunti comunemente con la chirurgia plastica. Il paese spinge i giovani verso una standardizzazione straniante e surreale, l’esatto contrario di quanto avviene in molti paesi occidentali, dove si ritiene che per emergere sia necessario distinguersi dalla massa. Tutto questo ha fatto emergere anche forti effetti collaterali come la dipendenza da internet e dalla tecnologia, lo stress, l’alcolismo, l’isolamento sociale e un elevato numero di suicidi (ogni giorno si toltono la vita 43 persone).

L’Ira Funesta
(Italia, 2014)
La Camera della Rabbia è un luogo adibito all’esternazione della rabbia, dove è possibile comprare porzioni di tempo da dedicare alla distruzione del suo contenuto, con mazze da baseball e martelli da demolizione. Per alcune persone è un gesto liberatorio, un tasto “reset” che consente di liberarsi simbolicamente e fisicamente di rabbie, rancori e scorie accumulate nel tempo, prima di re-iniziare la propria vita libere da questo fardello. Per altre persone è invece una necessità, mensile o anche settimanale, per sfogare e quindi eliminare sentimenti negativi. 8 utenti su 10 sono donne. Il tempo medio all’interno della stanza è di 20 minuti. La camera della rabbia è il luogo dove l’utente trova un nuovo tipo di libertà. Solo chi vi entra conosce i motivi che l’hanno spinto fin lì, a volte anche a centinaia di chilometri da casa. La prima traccia del concetto di Camera della Rabbia, però, risale al 1962, per la precisione al racconto Il palazzo da rompere di Gianni Rodari. Dopo quasi 50 anni, quel che aveva immaginato Rodari è diventato una vera necessità.

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Written by filippo

16 febbraio 2016 at 11:08 am

Intervista su Lazagne Magazine

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Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #1

Su Lazagne Magazine #10, uscito oggi, c’è una mia intervista dove parlo di fotografia, ma anche di letteratura, in particolare di John Fante! Ci sono anche le immagini del mio lavoro “Made in Korea”, di cui una è in copertina :)

La rivista è visibile e acquistabile qui: Lazagne Art Magazine #10

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Lazagne Art Magazine #10
Ettore Siniscalchi / Ioana Moldovan / Lenz Fondazione / Filippo Venturi / Romina Bassu / Elena Pugliese/ Silvia Camporesi / Oscar Murillo / Giuditta R / Keisuke Hirose / Mauro Pipani

Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #2

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Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #3

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Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #4

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Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #5

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Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #6

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Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #7

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Filippo Venturi, Lazagne Magazine, #8

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Lazagne Magazine is a online publication created to promote the work of international artists: emerging and no but very tasty artists. Our task will be soaking these pages of names and curiosity by following our taste which is mostly consistent with an essential search of sensations. In the infinite stream of images that hit us every day and makes tense our critical thinking by forcing us to eat, almost unconsciously, “the usual soup”… we have thought to propose you, although not perfect, an healthy and hopefully tasty lasagna. Have a good vision and enjoy your meal!

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Written by filippo

16 febbraio 2016 at 9:15 am