Collaborazione con Pro Rugby

The Professional Rugby Organization (PRO)
Con molto piacere ho iniziato una collaborazione con Pro Rugby, il primo campionato professionistico di rugby degli Stati Uniti, dove giocherà anche una leggenda del rugby italiano come Mirco Bergamasco!
Il Pro Rugby partirà a metà aprile, il 17, con un girone all’italiana e poi le finali che si disputeranno il 31 luglio.
Vediamo se ci sarà la possibilità di fotografare qualche partita negli States, un po’ sento la mancanza di questo sport :)
Il sito ufficiale è: www.prorugby.org
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Bologna senza Blu
Il famoso street artist Blu ha deciso di cancellare tutti i propri murales presenti a Bologna, ricoprendoli di vernice grigia, in segno di protesta verso la mostra “Street Art. Banksy & Co“.
La mostra inaugurerà il 18 marzo a Bologna e Blu li accusa di voler snaturare e lucrare sulla street art, in particolare strappando i murales dalle pareti (senza il consenso dell’autore) per chiuderli all’interno di un museo, che prevede un biglietto di ingresso di 13 euro.

I murales di Blu cancellati in Via Zanardi, Bologna

I murales di Blu cancellati in Via Zanardi, Bologna

I murales di Blu cancellati in Via Zanardi, Bologna

I murales di Blu cancellati in Via Lombardia, Bologna

I murales di Blu cancellati in Via Fioravanti, Bologna

I murales di Blu cancellati in Via Fioravanti, Bologna
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Il mio reportage di Cosenza su Die Zeit
Su Die Zeit di questa settimana, c’è in allegato un interessante Magazine dedicato alla scoperta di luoghi citati in poesie importanti. Io mi sono occupato del reportage su Cosenza e il fiume Busento, che la attraversa, menzionati nella poesia “La tomba nel Busento” del poeta tedesco August Graf von Platen, tradotta in italiano da Giosuè Carducci.
La poesia è stata ispirata dalla leggenda di Re Alarico e dalla sua presunta sepoltura nel fiume Busento, assieme al suo immenso tesoro.
Die Zeit è un settimanale tedesco, fondato ad Amburgo nel 1946, e che vende circa 500.000 copie a numero.




Il crollo di casa Venturi
Prima o poi dovrò farmi interpretare un sogno ricorrente negli anni, dove casa mia è composta da architetture sbilenche, profonde fenditure nelle pareti e dove mancano angoli di pavimento e io, invece di correre fuori come farebbe un terremotato, rimango li, affannato a spostare i mobili così che non pesino sulle parti danneggiate e a sorreggere con le mani pareti che restano in piedi contro ogni logica.
In un certo senso la casa si disfa, ma molto lentamente, un processo che dura giorni… un po’ come ho visto, anni dopo, accadere nel film Eternal Sunshine of the Spotless Mind, solo che li è tutto accelerato.
Potrei dargli un titolo poeniano: Il crollo di casa Venturi.
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