Filippo Venturi Photography | Blog

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Clizia, di Niccolò Machiavelli

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 1

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 2

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 3

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 4

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 5

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 6

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 7

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 8

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 9

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 10

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 11

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 12

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 13

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 14

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 15

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 16

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 17

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 18

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 19

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 20

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 21

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 22

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 23

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 24

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 25

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 26

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 27

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 28

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 29

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 30

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 31

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 32

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 33

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 34

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 35

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 36

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 37

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 38

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 39

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Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 40

Clizia, di Niccolò Machiavelli, foto 40

Plautus Festival 2012, presso l’Arena Plautina di Sarsina

Ass. Culturale TEATROPER presenta
Giuseppe Pambieri,  Lia Tanzi e Barbara Bovoli in
CLIZIA di Niccolò Machiavelli
con Lorenzo Alessandri, Fabrizio Apolloni, Germia Longobardo
e con la partecipazione straordinaria di Gianna Coletti
Scene di Mario Amodio
Costumi di Saverio Galano
Musiche originali di Angelo Valori
Regia di Giacomo Zito

NICOMACO, avvocato – GIUSEPPE PAMBIERI
SOFRONIA, sua moglie – LIA TANZI
CLEANDRO, loro figlio – GEREMIA LONGOBARDO
DORIA, governante di Sofronia – BARBARA BOVOLI
MIRRINA, amica di Sofronia – GIANNA COLETTI
PIRRO, segretario di Nicomaco – LORENZO ALESSANDRI
EUSTACHIO, impiegato di Nicomaco – FABRIZIO APOLLONI

La trama
Un uomo ormai maturo, Nicomaco, perde la testa per una giovane bellissima donna, da lui e dalla moglie adottata fin da bambina. Contro le consuetudini sociali e in barba alla sua età, l’uomo tenta ogni sotterfugio e ogni stratagemma per soddisfare il suo desiderio di giacere con lei e possederla, contro ogni buon senso, come se il suo sogno e la realtà oggettiva potessero avere un possibile punto d’incontro.
Anche il figlio di Nicomaco, Cleandro, ne è innamorato, ma non può sposarla perché, sorellastra, orfana e senza dote, la ragazza non sarebbe l’opportuna consorte. Entrambi dunque inducono i propri servitori, Pirro ed Eustachio, a chiedere la mano della fanciulla, per poterne poi essi stessi disporre.
Sofronia, moglie del vecchio, che ha subodorato le intenzioni del marito, prende le parti del figlio.
In ragione di un sorteggio, la fanciulla viene tuttavia data in sposa al servo di Nicomaco.
Ma, al posto della giovane, al talamo d’amore si presenta, travestito da donna, il servo del figlio che, approfittando dell’oscurità della stanza, maltratterà e picchierà Nicomaco.
Il vecchio, a questo punto, è costretto a chiedere scusa alla moglie, mentre la fanciulla, riconosciuta come rampolla di nobili natali, potrà sposare suo figlio.

Note di regia

In dreams begin responsabilities!
(Le responsabilità cominciano dai sogni)
Delmore Schwartz

Clizia, oggetto di inappagabile desiderio, è la metafora di un sogno, di una chimera. Le responsabilità cominciano dai sogni, perché i sogni sono il luogo primo dove le regole e l’ordine vengono sfidati e infranti dalla furia dei nostri desideri più profondi e inconfessabili, e quando sogno e desiderio dell’individuo esondano sulla realtà e si confondono con essa, uno degli antidoti più efficaci ad un processo che è di per sé produttore inarrestabile di tragedia, è proprio la commedia, la denuncia attraverso ciò che di comico c’è in un comportamento egoistico e asociale, ciecamente asservito ad una pulsione istintiva.
Quindi ridere è la manifestazione pacifica – individuale e collettiva – del castigo sociale nei confronti di chi è stato stregato da un sogno, e l’assurdità comica è della stessa natura di quella dei sogni, come dice Bergson.
Clizia, a partire dal testo di Machiavelli, è uno spettacolo che ci riporta alla contemporaneità sia nel linguaggio (portando alle estreme conseguenze comiche la relazione tra i personaggi, smascherando le loro irrefrenabili pulsioni, attraverso la moltiplicazione delle finzioni, dei travestimenti, dei vizi di una società civile in decadenza), che nell’immagine, con l’evocazione di una zattera di folli naufraghi sperduti, alla deriva in una nebbiosa palude.
La messinscena, ricca di suggestioni visive e contributi musicali originali, trasforma il semplice dipanarsi dell’azione scenica in un rituale travolgente, comico e onirico allo stesso tempo, scandaloso come un’orgia, spregiudicato come una festa carnevalesca, visionario come un film di Kubrick.
Clizia non è solo un intrigo perfetto, con richiami che rimandano fin troppo banalmente all’attualità, ma è il travestimento di un esorcismo contro il tempo. Un grande pendolo (come un patibolo?), dètta inesorabile il suo scorrere: è un conto alla rovescia la vita.
E l’illusione giovanile di essere eterni, con il traguardo oltre l’orizzonte, cede il posto alla subliminale ma serpeggiante sensazione che la fine si avvicina, e i giorni cominciano sempre più rapidamente a precipitare uno sull’altro. Ma bisogna pur che il corpo esulti. E c’è chi per questo perde la testa.
È una partita a cronometro, dove il baro viene burlato dal suo antagonista, e non si accorge che la partita è truccata, e quando è ormai caduto nella trappola e si accorge che tutti ridono di lui, è troppo tardi: Game over.

Giacomo Zito

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Written by filippo

29 luglio 2012 at 6:40 PM

Dalla A alla Zebra

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 1

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 1

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 2

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 3

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 4

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 4

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 5

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 5

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 6

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 7

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 8

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 9

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 9

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 10

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 11

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 12

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 13

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 14

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 15

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 15

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 16

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 17

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 18

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 19

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 20

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 21

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 22

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 23

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 24

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 25

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 26

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 27

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 28

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 29

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 30

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 31

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 32

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 32

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 33

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 34

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 34

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 35

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 35

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 36

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 36

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 37

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 38

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Dalla A alla Zebra, backstage, foto 39

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 39

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 40

Dalla A alla Zebra, backstage, foto 40

“Dalla A alla Z … Andata e Ritorno”
Mercoledì 23 Maggio 2012, ore 21:00
Teatro Diego Fabbri di Forlì
Associazione “Incontro senza barriere”

“Dalla A alla Z … Andata e Ritorno” racconta un percorso di vita, un viaggio nel mondo degli animali, animali non sempre definibili e riconoscibili, animali diversi, notturni e diurni, utili e inutili, reali o immaginari, più o meno fortunati, che ogni mattina si svegliano e vivono il loro “giorno di sole”.

C’è un pipistrello che invece non vuole svegliarsi, che, dal suo punto di vista vede tutto rovesciato e che si trova costretto a vivere di giorno e a fare i conti con i propri handicap. È cieco, il suo radar non funziona, è scorbutico, solo, pieno di ombre, e così non riesce più a cogliere le sfumature.

Un quartetto di rocamboleschi stercorari, “operatori ecologici” della piccola comunità animale, lo guiderà alla scoperta della purezza e della forza delle cose semplici e quotidiane, conducendolo da una scena all’altra -tra una pallina di cacca e l’altra- alla scoperta della goffaggine degli albatros… quando non volano, della fatica del bruco… prima di diventare farfalla, della lentezza di una lumaca… che invece vorrebbe volare, e dell’incomprensione tra una zebra e una giraffa… finché non si accorgono di avere qualcosa in comune: le proprie ombre.

Solo per un giorno… il pipistrello deciderà di accettare l’oscurità insita in lui, negli altri animali, e in ognuno di noi; solo per un giorno si farà guidare e riuscirà ad apprezzare il calore del sole, solo per un giorno… O forse due…

Lo spettacolo è il prodotto di “Lavori in corso: stiamo lavorando per Noi”, un laboratorio teatrale attivo da 5 anni, rivolto a ragazzi diversamente abili ma aperto a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco. Ad esso partecipa un gruppo in cui i ruoli sono intercambiabili, dove tutti sono propositori, ideatori, fruitori ed attori, in cui chi conduce le attività, allo stesso tempo si fa condurre da ciò che ne nasce sperimentandosi egli stesso in prima persona.

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Written by filippo

24 Maggio 2012 at 6:49 PM