Archive for the ‘Mostre e musei’ Category
Mantegna cercasi, 2014

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Con piacere ho appreso di essere fra i finalisti di “Mantegna cercasi 2014”, Concorso Internazionale di Arte Contemporanea, che da quest’anno è aperto anche ai fotografi, oltre che ai pittori, con la mia opera “E =”.
“Energia vitale: verso Expo 2015” è il tema scelto per l’edizione di quest’anno, curata dai critici d’arte e curatori Francesca Baboni, Alberto Maria Martini, Stefano Taddei e riservata a giovani artisti under 35.
La giuria è composta da:
Francesca Baboni, critico d’arte e curatore della mostra;
Gianfranco Ferlisi, Responsabile Ufficio Cultura della Provincia di Mantova;
Alberto Mattia Martini, critico d’arte e curatore della mostra;
Carlo Micheli, Responsabile Ufficio Mostre del Comune di Mantova;
Massimo Mossini, gallerista;
Stefano Taddei, critico d’arte e curatore della mostra.
Ad ospitare in anteprima le opere finaliste, da giovedì 12 giugno sino a domenica 22 giugno, saranno le vetrine dei negozi del centro di Mantova, che daranno vita ad una sorta di museo aperto e itinerante, permettendo così di avvicinare alle arti visive anche i non addetti ai lavori.
Alcune delle opere saranno invece esposte alla Rotonda di San Lorenzo, in un suggestivo connubio tra lo stile romanico del tempio e lo sguardo contemporaneo delle opere.
Dal 27 giugno “Mantegna Cercasi” si sposterà alla Casa del Mantegna, dove tutte le opere dei finalisti resteranno esposte sino al 27 luglio.
Finalisti Sezione Pittura:
Saba Ferrari; Beatrice Zagato; Andrea Coccoli; Rihard Lobenwein; Gabriele Grones; Federica Aiello Pini; Davide Genna; Piero Ramella; Giulio Catelli; Linda Carrara; Luca Moscariello; Fabio Valentini; Simone Fazio; Lemeh42; Mary Cinque; Manuel Portioli; Chiara Campanile; Enrico Minguzzi; Baj Shuang; Giulia Dall’Olio; Dellaclà; Mattia Scappini; Marco Pariani; Maurizio Cariati; Giulio Zanet; Federico Lanaro; Enej Gala; Giorgio Pignotti; Juan Eugenio Ochoa; Kalina Danailova.
Finalisti Sezione Fotografia:
Emanuela Cerutti; Giuliano Brancati; Matteo Procaccioli; Samuele Mollo; Valerio Balzano; Artura Anita Agresta; Isotta Bellomunno; Sandra Miranda Pattin; Gabriele Lei; Lucilla Esce; Oriella Montin; Niccolo’ Cecchella; Matteo Sanna; Ketra; Francesco Fossati; Viola Bonfanti; Emmanuele Panzarini; Sanghita Bruno; Filippo Venturi; Marta Guerrini; Camà; Dorothy Bhawl; Nicola Mette; Vittorio Campana; Matteo Cesari; Valentina Merzi; Miriam Secco; Mozdhe Nourmohammadi; Luka Moncaleano; Barbara Nati.
Consulta il Comunicato stampa ufficiale Mantegna cercasi 2014.
- Rotonda di San Lorenzo
- Rotonda di San Lorenzo
- Casa del Mantegna
- Casa del Mantegna
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Fuori Orario, Mostra fotografica

FUORI ORARIO, Mostra Fotografica
L’Associazione Regnoli 41 si racconta in una serie di immagini realizzate da Gianluca Colagrossi, Filippo Venturi e Renè Ruisi. Scatti di autori che immaginano via Giorgio Regnoli in una visione poetica e onirica.
Inaugurazione Sabato 31 Maggio 2014, alle ore 11.00
Palazzo Romagnoli, Via C. Albicini n. 12 – Forlì
31 maggio – 29 giugno 2014, Ingresso gratuito
Apertura
Da martedì a domenica ore 9,00-13,00, martedì pomeriggio ore 15,00-17,30.
Dal 1 marzo al 15 giugno 2014, dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00, il martedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.30 e il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso: lunedì e festività nazionali.
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Chi le taciturne porte
guarda che la Notte
ha aperte sull’infinito?
– Dino Campana
Si narra di tre spiriti innocenti, ma inquieti che, nelle notti senza luna dove i silenzi più profondi avvolgono la città, vagarono per la via ognuno occupato nella propria missione. Qualcuno sostiene di averli percepiti, ma soltanto con la coda dell’occhio e nell’attimo di un sospiro, troppo lesto per discernere presenze e ombre. La mima indagatrice alla ricerca di misteri e segreti da sciogliere, la danzatrice solitaria che conduce alla bellezza dello spazio e la tuffatrice timorosa che indugia nell’attesa di un pubblico congiunto che la caldeggi. Echi incarnati delle antiche esigenze e dei sogni remoti degli abitanti di Via Regnoli; un passato rievocato soltanto in sussurri, per la prima volta mostrato da tre artisti. I personaggi raffigurati nelle foto rappresentano simbolicamente le esigenze degli abitanti di via Regnoli: La mima indagatrice scioglie misteri e segreti: risolvere i problemi della via. La danzatrice conduce alla bellezza dello spazio: cioè recuperare gli spazi sfitti e rivalutare la via in generale. La tuffatrice timorosa: il bisogno di un pubblico congiunto che inviti alla partecipazione gli abitanti della via.
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L’associazione culturale Regnoli 41 è nata a Forlì nel 2011 e porta avanti un progetto di riqualificazione della strada dalla quale prende il nome: via Giorgio Regnoli. Un percorso fatto da gente comune che ha deciso di migliorare la vita di chi vive e transita in questa via. Dopo anni nei quali il resto della città considerava questo luogo quasi un ghetto c’è stato un “movimento” che ha causato, come in un effetto domino, la nascita e lo sviluppo di iniziative positive. Regnoli 41 con la collaborazione di tante persone anche esterne alla strada è riuscita attraverso la promozione di eventi permanenti ed occasionali legati all’arte e all’artigianato ad innescare un processo di rinascita. Il progetto più evidente promosso dall’associazione è quello della “Galleria a cielo aperto”: un’esposizione di opere sulle facciate delle abitazioni che restano visibili per un anno. La disponibilità dei proprietari delle case ha rappresentato un forte segnale di partecipazione.
Tutto ciò è stato reso possibile anche dal proficuo rapporto che si è instaurato con l’Amministrazione Comunale che dalla semplice concessione del patrocinio è passata ad essere partner in maniera concreta del progetto: in particolare si sviluppato un rapporto lavorativo e creativo con il Servizio Politiche Culturali, condizione indispensabile per attivare tutti quei percorsi tecnici funzionali alla realizzazione del nostro progetto. Inoltre la nostra presenza ora nella prestigiosa sede di Palazzo Romagnoli è un significativo esempio della disponibilità e cooperazione del Servizio Pinacoteca e Musei di Forlì. Esiste un prima e un adesso di questa strada: il percorso è ancora lungo perché tutti i cambiamenti sociali non sono processi veloci. Le immagini e i video esposti raccontano in maniera diversa la storia di un percorso: le foto esposte sono un omaggio che tre artisti, Gianluca Colagrossi, Filippo Venturi e Renè Ruisi, amici e protagonisti di Via Regnoli, hanno dedicato alla strada e sono la testimonianza dell’oggi. La cronaca di tre anni di impegno dell’associazione appare in un racconto per immagini e musica che gli stessi artisti hanno realizzato.
A cura di Elisabetta Celli/Regnoli 41
Grazie a: Lucio Costanzi, Raffaella Orazi, Cosmonauta, Immagina Foto+Libri.
Si ringraziano altresì Sergio Spada e Giovanna Ferrini dell’Unità Teatro ed Eventi sul Territorio del Comune di Forlì.
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Le foto dell’inaugurazione, alla presenza del Sindaco di Forlì Davide Drei:
Backstage del progetto:
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Sportivi diversamente uguali, la mostra

“Sportivi diversamente uguali… vincenti sempre”
Mostra fotografica del concorso fotografico (INFO)
dal 18 maggio al 25 maggio 2014
c/o A.D.A.F.A.
Via Palestro 32 – Cremona
Ingresso gratuito
La mostra
Domenica 18 maggio, alle ore 18.00, presso la sede dell’A.D.A.F.A. verrà inaugurata la mostra di fotografie dei partecipanti al Concorso fotografico nazionale, edizione 2013, “Sportivi diversamente uguali… vincenti sempre”, organizzato dalla cooperativa sociale Agropolis e dal Gruppo fotografico Beltrami-Vacchelli, nell’ambito della manifestazione “Diversamente uguali”.
Saranno esposti una sessantina di scatti: tra questi la giuria (composta da Tancredi Bruno di Clarafond, già prefetto di Cremona, Vittoriano Zanolli, Direttore quotidiano “La Provincia di Cremona”, Alceste Bartoletti, Vice Presidente Cooperativa Sociale Agropolis, Pierpaolo Peri, Presidente Gruppo Fotografico Beltrami Vacchelli, Luigi Gibellini, campione del mondo di fotografia naturalistica) aveva scelto la vincitrice, dal titolo PARATHRIATLON, scatto di Fabiano Venturelli di Crema, con la seguente motivazione: “Foto dinamica, luminosa, cromatica, spumeggiante ed emozionante. Ogni goccia, sferzata dall’energia con cui il corpo percuote l’acqua, si stacca sublime dalla superficie e guizza nell’aria confondendosi con le gocce di sudore di chi è costretto, con la stessa forza, ad affrontare la vita sulla cresta delle limitazioni”.
Anche per la seconda e terza classificata (The scream, di Filippo Venturi di Forlì e Contesa di Pietro Mognetti di Sergnano) la Giuria ha dato importanza al messaggio di volontà nel superare i limiti imposti dalla disabilità. Sono inoltre state segnalate le foto: L’ho presa! Di Elisa Zanchi di Gazzaniga (BG), Al mare ci vai in carrozzella, di Danilo Codazzi di Cremona, “Tiro in porta, miglior foto scattata durante la manifestazione, di Fabrizio Bragantini di Cremona.
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Guido Guidi. Cinque Paesaggi, 1983-1993, a Cesena

Guido Guidi, Cinque Paesaggi, 1983-1993
17 dicembre 2013 – 19 gennaio 2014
Chiesa dello Spirito Santo – Via Milani – Cesena
Dal lunedì al venerdì ore 16.30-19.30
Sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 16.30-19.30
Ingresso gratuito
Il 17 dicembre 2013 alle ore 17.30, inaugura a Cesena, presso la Chiesa dello Spirito Santo, la mostra fotografica “Guido Guidi. Cinque Paesaggi, 1983-1993”
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“Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria”, ovvero, volendo parafrasare questo pensiero aforismatico che lo scrittore Italo Calvino scrive ne Il barone rampante, per conoscere davvero il mondo che è sotto i nostri occhi occorre vedere le cose vicine come fossero lontane, quasi, vien voglia di dire, da stranieri. Ed è forse proprio questa una delle tante, possibili chiavi di lettura con cui avvicinarsi alla mostra retrospettiva del fotografo Guidi Guidi attualmente in corso presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma – e aperta al pubblico fino al 29 novembre.
La mostra dal titolo Cinque paesaggi, 1983-1993 è la prima personale di Guido Guidi a Roma ed è stata ideata dall’ICCD insieme al curatore Antonello Frongia (parallelamente, una selezione di quaranta opere è esposta a Lugano presso la Photographica Fine Art Gallery). Successivamente le circa 130 foto in mostra presso l’ICCD passeranno a Cesena, nello spazio espositivo del Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Sia l’ICCD per il suo essere prima di tutto un archivio, sia il Dipartimento di Architettura sono luoghi che meglio di ogni altro possono ospitare le foto di Guidi con l’intento di promuovere una riflessione nuova e tutt’altro che scontata su parole spesso abusate come paesaggio, territorio, locale – di contro a globale – e architettura; parole che sono da sempre al centro delle ricerca visiva di Guidi.
Ma andiamo con ordine; come suggerisce il titolo della mostra, i curatori hanno prediletto un preciso lasso temporale quello, appunto, che va dal 1983 al 1993. Se Guidi avvia l’esplorazione del paesaggio fin dagli anni Sessanta, tuttavia proprio a partire dai primi anni Ottanta si fa più imperiosa in lui l’urgenza di conoscere e documentare un’area geografica del nostro territorio che va dal cesenate fino a Venezia e alle prealpi venete, facendo uso di una macchina fotografica di grande formato. Guidi percorre questo tragitto con meticolosa e sistematica serietà, mosso dallo stesso spirito di ricerca dell’esploratore che viaggia in terre remote e a lui sconosciute. Poco importa che Cesena sia la città dove Guidi è nato e che Venezia sia poi diventata la sua città d’adozione; questi luoghi sono esplorati e percorsi da Guidi con gli occhi dello straniero che vuole capire e documentare. Chissà, se i viaggiatori del Grand Tour che tra Settecento e Ottocento percorrevano la nostra penisola da Nord a Sud avessero avuto una macchina fotografica, forse l’avrebbero fotografata con la stessa precisione di Guidi. Infatti il fotografo non si limita a “sessioni fotografiche” mordi e fuggi, al contrario predilige un appostamento ripetuto, compiuto settimanalmente e per anni. Prima sulla base di una iniziativa personale, poi su incarichi del Dipartimento di Urbanistica dell’Università IUAV di Venezia.
Ma che cos’è un territorio? Esso è paesaggio, ovvero natura addomesticata e antropizzata, ma anche architettura e nella sua versione più degenere edilizia, e la maniera in cui questi elementi interagiscono e dialogano tra loro, a volta armoniosamente altre volte meno. Questa non sempre pacifica interazione viene registrata da Guidi nelle sue immagini, così che esse divengono documenti fondamentali per comprendere come un preciso territorio, quello poco sopra indicato, sia andato modificandosi negli anni.
Percorrendo le sale dello spazio espositivo si passa da fotografie che documentano il paesaggio agrario di Cesena, ad altre che mostrano l’environment urbano di Mestre, Padova e Treviso, la via Romea, il polo industriale di Porto Marghera, e infine un sito storico come quello del Monte Grappa, teatro del primo conflitto mondiale. Tanti luoghi emblematici del nostro paese, che pur avendo fisionomie totalmente diverse sono documentati da Guidi con una medesima vocazione, o meglio ancora attitudine. Infatti più che di stile è a nostro avviso più appropriato parlare di attitudine, che ricorda per certi versi quella di Palomar, il protagonista del libro omonimo di Calvino, uno scrittore che è più volte ritornato sul concetto di “vedere”. In questo libro, una raccolta di ventisette racconti brevi, Calvino descrive Palomar come un uomo dal carattere riflessivo e taciturno, come un uomo che guarda. Calvino concentra nei tre scritti finali buona parte delle sue riflessioni sul “vedere”. Nel primo di questi scritti: “Mondo guarda il mondo”, l’autore si pone alcune fondamentali interrogazioni: “E’ possibile guardare le cose dal di fuori? E se ciò è possibile di chi sono gli occhi che guardano”. E infine: “Ma, poi, come si fa a guardare le cose dal di fuori lasciando da parte l’io?”.
Queste riflessioni ci paiono pertinenti per comprendere il lavoro di Guidi. Se Calvino resta senza una risposta definitiva, incapace di risolvere alla radice i problemi di “convivenza” tra soggettività e scienza nel pensiero contemporaneo, Guidi invece a suo modo una via d’uscita la trova, promuovendo delle esperienze del vedere “minime” e circoscritte , ovvero delimitate a ciò che cade sotto i propri occhi. E in questo guardare le cose né da troppo vicino, né da troppo lontano Guidi non abdica al proprio io in favore di una osservazione neutrale e oggettiva, sempre che questa sia possibile, e tuttavia il proprio mondo egli lo osserva come dal di fuori, da straniero appunto. E qui ci approssimiamo alla quadratura del cerchio: sembra quasi che Guidi voglia dirci che l’unica via percorribile in un mondo, come quello attuale, in cui tutto pare appiattito, è quella di scegliere il proprio punto di vista, non temendo di operare esclusioni o gerarchie di preferenza, tanto più se queste preferenze conducono verso luoghi poco battuti, non alla moda, “vernacolari”, considerati marginali dall’iconografia ufficiale.
© CultFrame 01/2013
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Mostra Fotografica “Io fotografo il Rof”

Domenica 17 novembre 2013, alle ore 19.00, ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica realizzata con gli scatti che il gruppo FotografaRòf ha dedicato, durante la sua ultima gloriosa edizione, al Festival ìl Rof.
La mostra sarà allestita presso lo spazio Cosmonauta, in Via Regnoli n. 41 – Forlì (FC).
Link all’evento Facebook: QUI.
Nella mostra ci saranno anche alcune mie fotografie.
“Io fotografo il Rof”
17 Novembre – 23 Novembre 2013
Cosmonauta, Via Regnoli n. 41 – 47121 Forlì (FC)
Apertura
Mar – Gio: 14.30 – 1.00
Ven – Sab: 14.30 – 2.00
Dom: 18.00 – 0.00
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Per chi volesse vedere le mie fotografie delle varie edizioni de il Rof, ecco i link:
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