Filippo Venturi Photography | Blog

Portrait and Documentary Photographer

Archive for the ‘Libri’ Category

Funeral blues, W. H. Auden

leave a comment »

Funeral blues, W. H. Auden

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

(Traduzione di Gilberto Forti)

___

Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.

The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.

___

Written by filippo

4 December 2013 at 12:01 am

Emilia Romagna. Una visione artistica

leave a comment »

Foto di Emilia Romagna. Una visione artistica

Una mia fotografia di Brisighella del 2009 è stata utilizzata per la copertina del libro “Emilia Romagna. Una visione artistica”!

___

Il volume “Emilia Romagna. Una visione artistica” – sottotitolo “Per la prima volta raccontata in maniera inedita da 16 personaggi di rilievo” – intende esplorare i luoghi più belli e suggestivi della regione, a cominciare proprio da Bologna, cuore e motore di questa terra solare.

Tuttavia, i racconti che questa volta ne fanno emergere una visione inedita – e artistica – si distinguono da qualunque altra pubblicazione già apparsa fino ad oggi in quanto sono quelli di sedici personaggi di rilievo nati proprio tra le mura di queste città, o sulle verdi colline e pianure che la percorrono in tutta la sua interezza.
Cantanti, scrittori, stilisti, ballerini, professori, imprenditori creativi e altri artisti danno così voce ai propri ricordi legati a questi meravigliosi luoghi, per tracciarne un ritratto nuovo, più intimo ed emotivo. Il tutto, corredato da immagini fotografiche altrettanto artistiche, capaci di cogliere l’essenza stessa di paesi, scorci, castelli, vie, piazze, palazzi antichi.

Il principale obiettivo con cui questo libro viene realizzato dal club Round Table Bologna in occasione del Natale 2013 è quello di devolvere un’alta percentuale dell’incasso in beneficenza all’associazione “Acacia”, in particolare per il progetto “Melograno”, che si occupa di disabilità e deficit psicomotorio.

Il libro viene distribuito all’interno dei circuiti regionali, sia attraverso la promozione nel corso di eventi e manifestazioni, sia sfruttando la presenza nelle principali librerie delle più importanti città. Ne è autrice Chiara Giacobelli, scrittrice e giornalista che da anni si occupa di cultura, turismo e arte.

Il progetto si avvale del supporto di importanti sponsor, enti pubblici e stampa. La presentazione ufficiale si terrà il 15 dicembre presso il Circolo Bononia di Bologna, attraverso un importante evento patrocinato dal Comune di Bologna, dalla Provincia di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna, alla presenza di autorità, ospiti e giornalisti.

Il link alla pagina ufficiale su Facebook è QUI.

___

Gli ospiti che hanno partecipato a questo progetto:

1. Fabio Alberto Roversi Monaco: ex Magnifico Rettore dell’Università di Bologna e Presidente Accademia di Belle Arti
2. Claudio Spadoni: Direttore Artistico Mar di Ravenna e Presidente ArteFiera
3. Beppe Carletti: Fondatore dei Nomadi
4. Giuseppe Giacobazzi: Comico e cabarettista
5. Ivano Marescotti: Attore
6. Maurizio Marchesini: Presidente Confindustria Emilia Romagna
7. Renato Villalta: Presidente Virtus ed ex giocatore
8. Liliana Cosi: ex Prima Ballerina della Scala e Presidente Balletto Cosi-Stefanescu
9. Maria Antonietta Venturi Casadei: Pittrice
10. Fabio Bonifacci: Sceneggiatore
11. Michele Poggipolini: Titolare Poggipolini Group e Ncr
12. Averardo Orta: Presidente Aiop e Ospedale Santa Viola
13. Licia Angeli: Proprietaria della linea di abiti e oggettistica per bambini Nanàn
14. Andrea Merlini: Chef circolo Bononia
15. Francesco Amante: Capitalista ed esperto d’arte
16. Ivan Simonini: Editore

___

Alec Soth con Francesco Zanot, Conversazioni intorno a un tavolo

with one comment

Alec Soth, Conversazioni intorno a un tavolo

“Ho sempre sostenuto che il parente più prossimo della fotografia sia lo poesia, per il modo in cui stimola l’immaginazione e lascia allo spettatore delle lacune da colmare”

___

Alec Soth è uno dei fotografi di cui più apprezzo il lavoro.

Qualche giorno fa ho terminato la lettura del libro “Alec Soth con Francesco Zanot, Conversazioni intorno a un tavolo”.

In precedenza avevo letto il suo blog, avevo comprato un suo libro dove oltre alle sue fotografie c’erano vari testi selezionati, avevo letto articoli a lui dedicati, ma mi mancava una intervista di questo tipo.

Leggendo questa intervista ho aggiunto altri tasselli al mio mosaico personale su di lui; non sempre le risposte esplorano in profondità l’argomento quanto avrei voluto, ma quando lo fanno ne rimango decisamente soddisfatto.

Ho compreso meglio alcuni suoi progetti e il suo approccio verso di essi, rimangono intatte la mia stima per “Sleeping by the Mississippi” e “Niagara”, il mio apprezzamento per i suoi primi lavori e la mia perplessità per gli ultimi lavori, che mi fanno pensare più a confusione e instabilità, piuttosto che ad una ricerca complessa e produttiva, sulla propria arte e sulla propria persona.

Non mancano gli aneddoti simpatici o interessanti ed anche l’interpretazione di certe fotografie colpisce, nel bene e nel male.

Il linguaggio è molto semplice, ci sono diverse citazioni e riferimenti ma, personalmente, sono riuscito sempre a coglierli o comunque a non perdere il filo del discorso.

Chi non conosce Alec Soth dovrebbe, prima di iniziare la lettura, passare qualche tempo sul sito alecsoth.com per vedere i suoi progetti.

Questo libro rappresenta per me la chiusura di un ciclo.

Impiego sempre un po’ di tempo a metabolizzare autori, progetti e concetti, probabilmente anche troppo, ma quando arriva il momento in cui penso di aver compreso, una grande senso di soddisfazione si diffonde dentro di me.

Questo non esclude che in futuro lo rilegga e, magari, possa comprendere meglio e allontanare certe perplessità.

Autore: Alec Soth
Autore dei testi: Francesco Zanot
Anno di pubblicazione: 2013
ISBN: 978-88-6965-390-2
Prezzo di copertina: 21,90 Euro
15x21cm, 182 pagine, 78 fotografie a colori
brossura con sovracoperta

Alec Soth (Charles, Vasa, Minnesota, 2002)

Alec Soth (Charles, Vasa, Minnesota, 2002)

___

Written by filippo

31 October 2013 at 11:56 am

E’ morto Richard Matheson

with one comment

E' morto Richard Matheson

“My beloved father passed away yesterday at home surrounded by the people and things he loved. He was funny, brilliant, loving, generous, kind, creative, and the most wonderful father ever. I miss you and love you forever Pop and I know you are now happy and healthy in a beautiful place full of love and joy you always knew was there.”
– Ali Matheson

“Il mio amato padre è morto ieri, in casa, circondato dalle persone e dagli oggetti che amava. Era brillante, intelligente, amorevole, generoso, gentile, creativo e il miglior padre che si possa desiderare. Mi manchi e ti amerò sempre papà, e so che ora sarai felice nel bellissimo posto pieno d’amore e di gioia che tu sapevi esistere.”
– Ali Matheson

___

Non dimenticherò mai il suo romanzo “Io sono Leggenda”.
Niente a che vedere con la porcheria di film che ne hanno tratto.

Non dimenticherò mai i suoi racconti.
Proprio ieri – quando ancora non sapevo – parlavo del suo “L’esame”, che per quanto semplice e breve, mi è rimasto ben impresso nella mente e difficilmente potrò rimuoverlo, per la sensibilità di cui è pregno.

E poi c’è “L’ultimo giorno”, “Duel”, “La casa impazzita”, tutti quelli della raccolta “Shock”, ecc.Insomma una vasta produzione di buona e ottima letteratura.

Lo avevo scoperto grazie a Stephen King, che lo ricordava come uno dei suoi “maestri”.

“Tempo, fammi un ultimo favore. Fermati su questo momento sublime, in maniera che io possa viverlo per sempre.”

___

Richard Burton Matheson (Allendale, 20 febbraio 1926 – 23 giugno 2013) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense.

Lo scrittore Richard Matheson (nato ad Allendale, New Jersey, nel 1926) è «una leggenda vivente» della letteratura e del cinema fantastico. Ha sceneggiato la maggior parte dei film di Roger Corman tratti dai racconti di Edgar Allan Poe.

È stato il «cattivo e buon maestro» che ha innescato molte delle ossessioni di Stephen King e George A. Romero ed è anche stato uno fra gli autori più prolifici della serie televisiva Ai confini della realtà, nonché l’artefice del lancio planetario di Steven Spielberg nell’universo del cinema, avendo scritto per lui Duel, il film cult del ’71.

Matheson ha realizzato romanzi seminali come Io sono leggenda, Io sono Helen Driscoll e Tre millimetri al giorno, dei quali si è impadronita con successo anche Hollywood. Ma è soprattutto l’universo dei racconti fantastici quello in cui ha scatenato la sua incredibile fantasia. Ce lo dimostra l’edizione di tutte le sue storie in quattro volumi realizzata da Fanucci Editore. In Tutti i racconti vengono riproposte filologicamente le storie di Matheson divise in quattro periodi: 1950-1953, 1954-1959, 1960-1993, 1999-2010. Si tratta di 132 racconti di cui ben 51 non erano mai usciti prima d’ora in Italia.

La serie si apre con una vicenda terribile di reclusione casalinga: Nato d’uomo e di donna, del 1950, scritta dal punto di vista di un essere mostruoso rinchiuso in casa da genitori apparentemente normali. Come mi raccontò Matheson in una lunga intervista radiofonica che realizzai per Radio2, «l’idea era di raccontare cosa potesse succedere a una famiglia normale che avesse messo al mondo una specie di mostro. Avevo ventitrè anni e fortunatamente non mi preoccupai di rivedere l’idea che questi genitori potessero portare a casa il neonato e relegarlo nello scantinato. Mi rendo conto che si tratta di un’idea assurda. Dopo essermi sposato e aver avuto dei figli, ci ho riflettuto sopra: probabilmente i medici non avrebbero mai consentito a una creatura del genere di sopravvivere e se anche lo avessero fatto lo avrebbero confinato in un istituto. Sicuramente non avrebbero permesso ai suoi genitori di riportarlo a casa per poi rinchiuderlo in uno scantinato».

Non meno curiosa la genesi di un altro racconto come Duel che narra del confronto fra un povero automobilista e un camionista infernale che sempre Matheson rievoca volentieri così: «Io e il mio amico Jerry Sohl stavamo pranzando sull’erba durante la pausa di una partita di golf quando, ascoltando il notiziario alla radio, apprendemmo che il presidente Kennedy era stato assassinato. Sconvolti, salimmo in macchina e iniziammo a percorre una strada tortuosa che passava per un canyon. All’improvviso un enorme camion iniziò a tallonarci, facendosi sempre più minaccioso. Jerry dovette accelerare e andare sempre più veloce. Insomma, per farla breve finimmo fuori strada e facemmo testa-coda, in una nuvola di polvere, e il camion ci sfrecciò accanto come se niente fosse. Naturalmente rimanemmo sotto shock per un po’. Poi, una volta passato lo spavento iniziale, lo scrittore che è in me prese il sopravvento e cominciò ad annotarsi alcune delle sensazioni provate e che avrebbero rappresentato l’idea di base della storia, anche se la scrissi soltanto dieci anni dopo e divenne un film di Spielberg…».

Trasformare la normalità quotidiana in incubi, far scontrare la dimensione reale con quella fantastica è una costante della narrativa di Matheson. Persino un’occupazione innocente come guardare la televisione in famiglia può essere estremamente pericolosa, come leggiamo in Dai canali. Da un momento all’altro si rischia di essere risucchiati dal televisore per ragioni ignote ma tanto inquietanti da poter fare da modello a pellicole come Poltergeist di Tobe Hooper (1982) e Videodrome di David Cronenberg (1983).

È difficile inquadrare in un genere letterario ben preciso i racconti di Matheson. E lo è per una scelta dell’autore, il quale in oltre sessant’anni di onorata carriera ha mescolato abilmente l’horror, il noir, la fantascienza, la fantasy, la cronaca nera e persino le love story. Frullandoli e reinventandoli secondo nuovi schemi, Matheson riesce sempre a renderci credibile l’incredibile senza usare schemi preordinati.

«È talmente facile saltare da un genere all’altro – sostiene lo scrittore americano – che si può ambientare una storia d’amore su Marte come se si trattasse di un romanzo di fantascienza, e si può, viceversa, ambientare quella stessa storia d’amore nel buon vecchio West ed ecco che si è scritto un racconto di Frontiera. Oppure si può dislocarla in Transilvania ed ecco che si è scritto un horror! L’idea stessa di costringere uno scrittore entro confini predefiniti mi è del tutto estranea».

(Luca Crovi)

___

Written by filippo

24 June 2013 at 11:02 pm

Come un fiume inquinato che scorre

leave a comment »

Charles Bukowski, Like a polluted river flowing

le autostrade sono un groviglio
psicologico di
anime perverse,
fiori morenti nell’ora che muore
del giorno che muore.

vecchie auto, giovani guidatori,
nuovi modelli guidati da
anziani, guidati da
automobilisti senza patente,
da ubriachi, da drogati,
da suicidi, da automobilisti
super-prudenti (i peggiori).

automobilisti con menti da cammello,
automobilisti che si pisciano addosso sui sedili,
automobilisti che bramano di uccidere,
automobilisti che adorano giocare d’azzardo,
automobilisti che incolpano chiunque altro,
automobilisti che odiano tutti,
automobilisti che viaggiano con la pistola.

automobilisti che non sanno
a cosa servono
gli specchietti retrovisori,
a cosa servono le frecce,
automobilisti che guidano senza toccare i freni,
automobilisti che guidano con le gomme lisce.

automobilisti che  guidano piano nella corsia veloce,
automobilisti che odiano le mogli o i mariti,
e vogliono fartela pagare per questo.
automobilisti disoccupati, incazzosi.

rappresentano tutti
l’umanità in generale, esasperati fino in fondo, dementi,
vendicativi, astiosi, mediocri abitanti della nostra cultura, avvoltoi,
sciacalli,squali, remore,pastinache, pidocchi…

tutti sull’autostrada con te
che tallonano,
che tagliano la strada,
che imbrogliano se stessi,
che guardano in cagnesco,
le radio suonano a tutto volume la peggiore musica mai scritta
i serbatoi quasi vuoti,
i motori surriscaldati,
la testa oltre la prossima collina,
incapaci di guidare
o di vivere,
ne sanno di meno di una lumaca che striscia verso casa.

sono quello che vedi ogni giorno
andare dal nulla verso il nulla,
eleggono presidenti, procreano, addobbano
alberi di Natale.

quello che vedi sulle autostrade è quello che c’è,
una processione funebre dietro il morto,
l’orrore più grande dei nostri tempi in movimento

ci vediamo lì domani!

___

(Charles Bukowski)

___

Written by filippo

24 June 2013 at 8:22 pm