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Fuori Orario, Mostra fotografica

FUORI ORARIO, Mostra Fotografica
L’Associazione Regnoli 41 si racconta in una serie di immagini realizzate da Gianluca Colagrossi, Filippo Venturi e Renè Ruisi. Scatti di autori che immaginano via Giorgio Regnoli in una visione poetica e onirica.
Inaugurazione Sabato 31 Maggio 2014, alle ore 11.00
Palazzo Romagnoli, Via C. Albicini n. 12 – Forlì
31 maggio – 29 giugno 2014, Ingresso gratuito
Apertura
Da martedì a domenica ore 9,00-13,00, martedì pomeriggio ore 15,00-17,30.
Dal 1 marzo al 15 giugno 2014, dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00, il martedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.30 e il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso: lunedì e festività nazionali.
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Chi le taciturne porte
guarda che la Notte
ha aperte sull’infinito?
– Dino Campana
Si narra di tre spiriti innocenti, ma inquieti che, nelle notti senza luna dove i silenzi più profondi avvolgono la città, vagarono per la via ognuno occupato nella propria missione. Qualcuno sostiene di averli percepiti, ma soltanto con la coda dell’occhio e nell’attimo di un sospiro, troppo lesto per discernere presenze e ombre. La mima indagatrice alla ricerca di misteri e segreti da sciogliere, la danzatrice solitaria che conduce alla bellezza dello spazio e la tuffatrice timorosa che indugia nell’attesa di un pubblico congiunto che la caldeggi. Echi incarnati delle antiche esigenze e dei sogni remoti degli abitanti di Via Regnoli; un passato rievocato soltanto in sussurri, per la prima volta mostrato da tre artisti. I personaggi raffigurati nelle foto rappresentano simbolicamente le esigenze degli abitanti di via Regnoli: La mima indagatrice scioglie misteri e segreti: risolvere i problemi della via. La danzatrice conduce alla bellezza dello spazio: cioè recuperare gli spazi sfitti e rivalutare la via in generale. La tuffatrice timorosa: il bisogno di un pubblico congiunto che inviti alla partecipazione gli abitanti della via.
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L’associazione culturale Regnoli 41 è nata a Forlì nel 2011 e porta avanti un progetto di riqualificazione della strada dalla quale prende il nome: via Giorgio Regnoli. Un percorso fatto da gente comune che ha deciso di migliorare la vita di chi vive e transita in questa via. Dopo anni nei quali il resto della città considerava questo luogo quasi un ghetto c’è stato un “movimento” che ha causato, come in un effetto domino, la nascita e lo sviluppo di iniziative positive. Regnoli 41 con la collaborazione di tante persone anche esterne alla strada è riuscita attraverso la promozione di eventi permanenti ed occasionali legati all’arte e all’artigianato ad innescare un processo di rinascita. Il progetto più evidente promosso dall’associazione è quello della “Galleria a cielo aperto”: un’esposizione di opere sulle facciate delle abitazioni che restano visibili per un anno. La disponibilità dei proprietari delle case ha rappresentato un forte segnale di partecipazione.
Tutto ciò è stato reso possibile anche dal proficuo rapporto che si è instaurato con l’Amministrazione Comunale che dalla semplice concessione del patrocinio è passata ad essere partner in maniera concreta del progetto: in particolare si sviluppato un rapporto lavorativo e creativo con il Servizio Politiche Culturali, condizione indispensabile per attivare tutti quei percorsi tecnici funzionali alla realizzazione del nostro progetto. Inoltre la nostra presenza ora nella prestigiosa sede di Palazzo Romagnoli è un significativo esempio della disponibilità e cooperazione del Servizio Pinacoteca e Musei di Forlì. Esiste un prima e un adesso di questa strada: il percorso è ancora lungo perché tutti i cambiamenti sociali non sono processi veloci. Le immagini e i video esposti raccontano in maniera diversa la storia di un percorso: le foto esposte sono un omaggio che tre artisti, Gianluca Colagrossi, Filippo Venturi e Renè Ruisi, amici e protagonisti di Via Regnoli, hanno dedicato alla strada e sono la testimonianza dell’oggi. La cronaca di tre anni di impegno dell’associazione appare in un racconto per immagini e musica che gli stessi artisti hanno realizzato.
A cura di Elisabetta Celli/Regnoli 41
Grazie a: Lucio Costanzi, Raffaella Orazi, Cosmonauta, Immagina Foto+Libri.
Si ringraziano altresì Sergio Spada e Giovanna Ferrini dell’Unità Teatro ed Eventi sul Territorio del Comune di Forlì.
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Le foto dell’inaugurazione, alla presenza del Sindaco di Forlì Davide Drei:
Backstage del progetto:
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Diabetes Marathon 2014, Forlì
Seguendo il team CorriForrest!
Diabetes Marathon
“Walk & Run with us – Diabetes Marathon – Muoviti con noi”
Una manifestazione all’insegna dell’attività fisica comprendente:
– Gara podistica competitiva e non competitiva di km 13,350
– Camminata ludico motoria di km 8,7 e km 11
– Nordic Walking con istruttore
– Attività e giochi per bambini
– Visita al “Parco del Novecento”
La manifestazione è aperta a tutti e si svolgerà a Forlì domenica 13 aprile 2014 dalle ore 9.30 con partenza/arrivo presso il Campo di atletica C. Gotti di Forlì.
L’evento dovrà contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul Diabete mellito tipo 1 ed in particolare sul Diabete in età pediatrica. Tutti i fondi raccolti andranno all’organizzazione di campi scuola formativi per bambini e adolescenti diabetici del territorio romagnolo e di un Centro Pediatrico che segue il Diabete infantile nei paesi del terzo mondo.
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Alla maratona ha partecipato anche il team CorriForrest, in fase di preparazione per la Tirreno-Adriatico Running 2014, organizzata da Liferunner in stretta collaborazione con CorriForrest.
240 Km, in 5 tappe, da Viareggio fino a Cesenatico, tutti di corsa per raccogliere fondi da devolvere all’istituto IRST di Meldola e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei tumori.
Saremo 7 “corridori” + 3 “supporters logistici” tutti CorriForrest, a macinare questi Km che separano i due principali mari d’Italia.
Il viaggio, in programma dal 7 all’11 maggio 2014, partirà da Viareggio e farà tappa nei comuni di: Fucecchio, Firenze, San Godenzo, Castrocaro Terme – Terra del Sole per passare poi a Forlì e chiudersi nella bellissima Cesenatico.
Seguite il progetto e le novità sul sito Liferunner e su http://www.corriforrest.com
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Tracce da un workshop 15

Tracce da un workshop 15
Giovedì 17 Aprile 2014, alle ore 19.00
Inaugurazione di “Tracce da un workshop 15″
Mostra delle fotografie realizzate durante il corso di Conversazioni sulla fotografia, condotto da Silvia Camporesi. Ingresso gratuito. DJ SET: Mollynari
Dal 17 al 24 aprile 2014
Diagonal Loft Club
Viale Salinatore, 101 – Forli
Nella mostra sarà possibile vedere anche alcune fotografie del progetto super(h)ero, che ho realizzato assieme ad Elisa Cimatti. La bellissima foto della locandina è di Cristian Photocuba.
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Icaro
“I’ve never been certain whether the moral of the Icarus story should only be, as is generally accepted, ‘don’t try to fly too high,’ or whether it might also be thought of as ‘forget the wax and feathers, and do a better job on the wings.”
Stanley Kubrick
“Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: ‘Non tentare di volare troppo in alto’, come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: ‘Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide.”
Stanley Kubrick
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La colossale statua di Icaro, in marmo bianco di Carrara, fu realizzata nel 1940 per commemorare Bruno Mussolini (che morì a causa di un guasto all’areo durante un volo) dallo scultore abruzzese Francesco Saverio Palozzi, all’esterno dell’allora collegio Aeronautico della Gioventù italiana del littorio “Bruno Mussolini”, situato nel piazzale della Vittoria. Icaro caratterizza il volto della città e ne simboleggia l’anima.
Questa magnifica scultura è stata per molto tempo degradata a causa dell’inquinamento atmosferico e non solo., fino al suo restauro che si è completato a novembre 2013.
La statua di Icaro ha il corpo gagliardo, vigoroso e perfetto: pontata su i piedi dai tendini tesi per iscoccar di terra, con le due ali imbracciate come due vasti clipei, col volto ardentemente riverso a divorare il cielo. Questa virile scultura, statica e greve, illustra alla perfezione il mito fascista della romanità, in particolare sembra rifarsi al programma arcaicizzante e classicheggiante seguito dagli artisti dell’imperatore Ottaviano Augusto per infondere un’austera solennità alle immagini che, seguendo precise indicazioni politiche, dovevano celebrare il nuovo ordine.
Gli elementi principali del tardo-arcaismo, come la rigida frontalità in grado d’infondere alla figura un tono ieratico e un significato sacrale, si fondono con l’idealizzazione e la perfezione senza età del classicismo ateniese. Il mito di Icaro, qui riprodotto, non rivela il fallimento dell’impresa, bensì elogia con raffinatezza il coraggio e l’audacia dell’uomo, pronto a dare la vita, sicuro di raggiungere l’immortalità riservata agli eroi, fissando senza paura il cielo in attesa di un trionfo certo. Un mito che esalterebbe Gabriele d’Annunzio, un’opera nata dall’unione di elementi dell’età arcaica con sapienti studi sullo spirito e sulla nobiltà della natura umana effettuati dai più grandi maestri del periodo classico.
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