La mediocrità dà serenità
Chi viene eletto dal popolo deve rappresentare tutto il popolo, anche coloro che non l’hanno votato.
(ultimamente non è così scontato come sembra, però).
Chi mi rappresenta, anche se non è chi potrei aver votato io, vorrei che fosse acculturato, intelligente, brillante ma serio, aperto anche verso le diversità e che sapesse accettare consigli, critiche e confronti senza reagire come un bambino arrogante.
Non vorrei mai l’italiano medio, con tutta la sua mediocrità, come rappresentante dell’Italia, perchè significa che non saprà mai innalzare i valori, i principi e il futuro del paese. Avere un buon esempio serve soprattutto agli adulti, che di riflesso potranno diventarlo per i giovani che hanno in casa o con cui entreranno in contatto.
Mi sono stancato di gente che giustifica tutto e accetta tutto perchè, ragionando in modo mediocre, non riconosce la mediocrità.
Con loro non si sbaglia mai: i gay sono degli sfigati snaturati, gli extracomunitari sono tutti delinquenti, le vecchie in quanto non scopabili si possono offendere liberamente (vedi Rosy Bindi), i magistrati se ti indagano è perchè c’è un complotto, va bene scoparsi le sexy minorenni marocchine senzacasa perchè quale adulto non lo farebbe? (finchè non si scopano le nostre figlie minorenni, dov’è il problema?), va bene dare dei coglioni agli elettori che non ti votano, va bene fare il clown alle riunioni coi leader mondiali (sono tutti così seri! lui almeno ti racconta le barzellette sugli ebrei nei forni), va bene tutto, basta che girino soldi e figa e il tuo senso di invidia.
I genitori che invece di provare nausea sono dispiaciuti che non ci sia la propria figlia a succhiare cazzi in cambio di buste con 5 mila euro, donne che invece di rivendicare la propria dignità e intelligenza invidiano chi è nel giro giusto e riesce a finire ad Arcore la notte, uomini che sanno solo dire “beato lui” e magari vivono in condizioni di miseria e frustrazione perchè colui che invidia pensa a sè stesso e non al popolo.
Se davvero vi accontentate di questo, se vi sta bene abbassare sempre di più l’asticella della dignità pur di giustificare l’uomo che tifate (si tratta proprio di tifare ormai, senza alcuna possibilità di valutare e poi scegliere o addirittura cambiare voto)… bhè allora vaffanculo italiani.
Dies irae
« Giorno d’ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, giorno di squilli di tromba e d’allarme sulle fortezze e sulle torri d’angolo. » – Vulgata del libro di Sofonia 1,15-16
C’è così tanto
Cosa pretendevate? Che dipingessi rose rosse nel secolo degli orrori?
Negli ultimi tempi mi sono riavvicinato al fotografo Antoine D’Agata (di cui prima o poi vorrei prendere i volumi Stigma e Insomnia), da tempo fra i miei preferiti. Questa volta, però, sono andato oltre e senza accorgermente mi sono imbattuto in Francis Bacon; finalmente lo “capisco” e lo apprezzo e mi è costato 29 euro il catalogo da Mondadori per studiarlo e approfondirlo in futuro.
Ad inizio dicembre ho letto l’autobiografia “Annie Leibovitz at work“, è molto scorrevole e pieno di aneddoti e curiosità su una delle fotografe più importanti, ma non dice tutto. Diciamo che anche io, se scrivessi un’autobiografia, sarei tentato di omettere alcuni aspetti, per non dire difetti, della mia persona.
In cerca di altre autobiografie, mi sono procurato “Helmut Newton Autobiografia“, ma per vari motivi ne ho rimandato la lettura a tempi migliori.
La Taschen mi ha fregato e ho ceduto alla tentazione di comprare il catalogone dedicato a Jeanloup Sieff in cambio di Euro 9,99.
Non conoscevo bene questo fotografo, ma sfogliando il catalogo mi hanno colpito diversi suoi scatti e, iniziando a leggerlo e osservandolo attentamente, ho scoperto di aver ingiustamente ignorato la sua esistenza per tutto questo tempo.
Nel frattempo ho scoperto le rubriche di 15 minuti di Flavio Caroli, ospite più o meno fisso a Che tempo che fa di Fabio Fazio, dedicate a Goya, Picasso, Degas, Toulouse-Lautrec e Matisse (sperando che ci siano altre puntate in futuro). Considerando la brevità dello spazio a disposizione, si rimane in superficie, non mi dispiacerebbe avere qualche puntata da 2 ore o più su ogni artista trattato.
Fra le riviste, ultimamente, ho trovato interessanti il n. 24 di Muse (winter 2010), il numero di novembre de L’Europeo (“Arte contemporanea. Addio New York”, con in copertina Andy Warhol) e Rolling Stone di gennaio (con in allegato il calendario di Oliviero Toscani “Pelle conciata al vegetale in Toscana Made in Italy”).
Varie:
Apprezzo molto i lavori di Paolo Pellegrin, altro fotografo a cui mi sono riavvicinato; ho trascurato un po’ la fotografia sportiva ultimamente, ma mi sono goduto le foto di Magnus Wennman; negli ultimi 2 mesi ho constatato che la Canon G12 mi soddisfa e finalmente ho un’estensione del mio corpo che mi consente di catturare momenti e di esprimermi, giocare e sperimentare, senza farmi rimpiangere le reflex che ho a casa. Laura mi ha regalato “Leggermente fuori fuoco” di Robert Capa per Natale e io mi sono autoregalato “La fotografia come opera d’arte” di Charlotte Cotton; qualcuno ha riconosciuto il grosso talento di Vivian Maier, un happy end finalmente; “Hereafter“, l’ultimo film di Clint Eastwood, mi ha colpito ma avrei voglia di rivederlo prima di recensirlo; avrei voglia anche di riguardarmi “π – Il teorema del delirio” di Darren Aronofsky, che mi è tornato in mente dopo aver visto il trailer di “Black swan“, film in uscita a marzo, sul quale nutro grosse aspettative; i cortometraggi di Jonathan Hodgson sono stupendi, a partire da “The man with the beautiful eyes“, sul magnifico testo di Charles Bukowski (il mio Dio).
Mentre ho scritto questo articolo Moby suonava “Memory Gospel“.
C’è così tanto da osservare, capire, metabolizzare, esprimere, vivere e condividere.
Basil Poledouris
Basilis Konstantine Poledouris (Kansas City (Missouri), 21 agosto 1945 – Los Angeles 8 novembre 2006) è stato un compositore statunitense, di origini greche. […] Il possesso di uno stile imponente e alquanto epico gli consente di produrre musica per un preciso genere di film dove l’azione è preminente. I maggiori esempi di questa produzione si possono trovare in Conan il barbaro del 1982, Conan il distruttore del 1984, Alba rossa del 1984, RoboCop del 1987, Caccia a Ottobre Rosso del 1990, Free Willy – Un amico da salvare del 1993, Starship troopers del 1997 e For love of the game 1999. La musica composta per Conan il Barbaro è considerata da molti una delle più belle colonne sonore filmiche mai scritte. […] (wikipedia)
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Dopo Ennio Morricone, faccio fatica ad elencare i miei compositori preferiti, ce ne sono almeno 4-5 che, a secondo dal momento e del contesto, si superano l’un l’altro. Poledouris, di certo, dal punto di vista epico è il mio preferito.
Già con queste 3 colonne sonore ha tutto il diritto di entrare fra i migliori.
















