Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

C’è così tanto

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Cosa pretendevate? Che dipingessi rose rosse nel secolo degli orrori?

Francis Bacon by John Deakin

Francis Bacon by John Deakin

Negli ultimi tempi mi sono riavvicinato al fotografo Antoine D’Agata (di cui prima o poi vorrei prendere i volumi Stigma e Insomnia), da tempo fra i miei preferiti. Questa volta, però, sono andato oltre e senza accorgermente mi sono imbattuto in Francis Bacon; finalmente lo “capisco” e lo apprezzo e mi è costato 29 euro il catalogo da Mondadori per studiarlo e approfondirlo in futuro.

Ad inizio dicembre ho letto l’autobiografia “Annie Leibovitz at work“, è molto scorrevole e pieno di aneddoti e curiosità su una delle fotografe più importanti, ma non dice tutto. Diciamo che anche io, se scrivessi un’autobiografia, sarei tentato di omettere alcuni aspetti, per non dire difetti, della mia persona.

In cerca di altre autobiografie, mi sono procurato “Helmut Newton Autobiografia“, ma per vari motivi ne ho rimandato la lettura a tempi migliori.

La Taschen mi ha fregato e ho ceduto alla tentazione di comprare il catalogone dedicato a Jeanloup Sieff in cambio di Euro 9,99.
Non conoscevo bene questo fotografo, ma sfogliando il catalogo mi hanno colpito diversi suoi scatti e, iniziando a leggerlo e osservandolo attentamente, ho scoperto di aver ingiustamente ignorato la sua esistenza per tutto questo tempo.

Nel frattempo ho scoperto le rubriche di 15 minuti di Flavio Caroli, ospite più o meno fisso a Che tempo che fa di Fabio Fazio, dedicate a Goya, Picasso, Degas, Toulouse-Lautrec e Matisse (sperando che ci siano altre puntate in futuro). Considerando la brevità dello spazio a disposizione, si rimane in superficie, non mi dispiacerebbe avere qualche puntata da 2 ore o più su ogni artista trattato.

Fra le riviste, ultimamente, ho trovato interessanti il n. 24 di Muse (winter 2010), il numero di novembre de L’Europeo (“Arte contemporanea. Addio New York”, con in copertina Andy Warhol) e Rolling Stone di gennaio (con in allegato il calendario di Oliviero Toscani “Pelle conciata al vegetale in Toscana Made in Italy”).

Varie:
Apprezzo molto i lavori di Paolo Pellegrin, altro fotografo a cui mi sono riavvicinato; ho trascurato un po’ la fotografia sportiva ultimamente, ma mi sono goduto le foto di Magnus Wennman; negli ultimi 2 mesi ho constatato che la Canon G12 mi soddisfa e finalmente ho un’estensione del mio corpo che mi consente di catturare momenti e di esprimermi, giocare e sperimentare, senza farmi rimpiangere le reflex che ho a casa. Laura mi ha regalato “Leggermente fuori fuoco” di Robert Capa per Natale e io mi sono autoregalato “La fotografia come opera d’arte” di Charlotte Cotton; qualcuno ha riconosciuto il grosso talento di Vivian Maier, un happy end finalmente; “Hereafter“, l’ultimo film di Clint Eastwood, mi ha colpito ma avrei voglia di rivederlo prima di recensirlo; avrei voglia anche di riguardarmi “π – Il teorema del delirio” di Darren Aronofsky, che mi è tornato in mente dopo aver visto il trailer di “Black swan“, film in uscita a marzo, sul quale nutro grosse aspettative; i cortometraggi di Jonathan Hodgson sono stupendi, a partire da “The man with the beautiful eyes“, sul magnifico testo di Charles Bukowski (il mio Dio).

Mentre ho scritto questo articolo Moby suonava “Memory Gospel“.

C’è così tanto da osservare, capire, metabolizzare, esprimere, vivere e condividere.

Written by filippo

12 January 2011 at 10:10 pm

4 Responses

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  1. …tanta robba Filì, ma va bene così!

    Gianluca

    13 January 2011 at 9:03 am

  2. Se ti è piaciuto Bacon allora non può piacerti quella che spacciano come arte della fotografia, ovvero il superficiale report della realtà. Bacon è stato tra i primi a fare esplicitamente questo sfondamento dell’illustrazione e agguantare la sensazione senza rappresentazione. Persino bacon con la pittura malamente ci è riuscito, e detto tra me e lui- ha fallito in molti delle sue opere- come si fa a pretendere che la fotografia possa portare novità e invenzione quando è sempre la stessa illustrazione della realtà da 2 secoli!!! C’è troppa gente vuota di idee che ammana machinette fotografiche come se fossero uccelli. Nessuno mai ha fatto qualcosa di decente, e per favore smettiamola con ste poppate della taschen da 10 euro per il bene della catalogazione. Che pena! E che noia!

    Carmelo Male

    11 January 2012 at 1:42 pm

  3. Mi pare superficiale l’analisi “come si fa a pretendere che la fotografia possa portare novità e invenzione quando è sempre la stessa illustrazione della realtà da 2 secoli!”.
    Quindi la realtà sarebbe la medesima da 2 secoli?
    Oppure è la rappresentazione della realtà ad essere banale e quindi possiamo farne a meno?
    Entrambe le interpretazioni non mi convincono e vorrei che le approfondissi.

    Che ci sia troppa gente che sottovaluta la fotografia è vero, così come ci sono presunti pittori che maneggiano pennelli e solo per il fatto che i pennelli non si trovino sui volantini pubblicitari gli fa credere di essere un artista del Rinascimento.

    “Nessuno mai ha fatto qualcosa di decente”?
    Mi piacerebbe saperne di più su questa tua convizione.

    A me pare ovvio che la fotografia non sia un’arte che hai capito appieno ed eviterei quindi posizioni estreme.

    filippo

    11 January 2012 at 1:53 pm

  4. Cosa ti infastidisce dei cataloghi a 10 euro?
    Il prezzo? Oppure c’è qualche considerazione più profonda che hai conservato per te?

    filippo

    11 January 2012 at 1:57 pm


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