Perché non Rodotà?
Ora, molti chiedono: “perché non Rodotà?”. E si incazzano anche con me, che Rodotà l’ho pure votato. Tre volte. La risposta la trovate qui sotto: Rodotà non ha i voti, in quell’aula. Se il Pd non ha votato Prodi, è un po’ difficile immaginare che voti Rodotà. Perché c’è una parte del Pd che non guarda al M5S ma a destra. Spero sia chiaro a tutti. Ed è questo il vero problema. (dal blog di Civati)
La mia conclusione, precedente all’articolo di Civati, è che il M5S abbia fatto bene a non fidarsi del PD (che poi non si sia fidato per ottusità o per lungimiranza, non importa), perchè dopo il voto, mentre Bersani apriva al M5S, D’Alema cercava subito il PDL, dimostrando come una parte del PD volesse il PDL e di certo non avrebbe fatto i salti di gioia nel dialogare col M5S, ma anzi, così come è stato sacrificato Bersani, non avrebbe avuto difficoltà nel sacrificare Bersani+Grillo.
Nelle ore in cui Berlusconi rende praticabile un governo di salute pubblica, che salva il Paese dal baratro di nuove elezioni, egli non può cadere per via dei suoi processi. In qualsiasi grado di giudizio si trovino, prossimi o lontani dalla sentenza che siano, i dibattimenti devono fermarsi. È questo il vero tema della trattativa di governo. Tema segreto, ovviamente. Coinvolge tutti, anche Napolitano, se è vero che proprio da lui Berlusconi si aspetta un passo molto importante, la sua nomina a senatore a vita. Un doppia nomina, in realtà. Nel progetto del Pdl il presidente della Repubblica dovrebbe scegliere Berlusconi, ma anche Romano Prodi, nel segno della grande pacificazione. Una mossa per chiudere, con un colpo solo, una guerra giudiziaria in atto da 20 anni. (La Repubblica 27/4/2013)
Immagino quanto sarà sofferta questa decisione per il PD… ma con un bello yacht nuovo tutto diventerà più semplice.
Battano pure i piedini (parte de)gli elettori del PD:
“E’ colpa del M5S!!!”.
Anche non votare Rodotà, anche far saltare il partito su Prodi (e far felice Berlusconi), così da porre Berlusconi nella condizione win-win. Vince sia se torniamo al voto e sia se vogliamo fare un Governissimo.
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Chi ha letto il Decamerone? (backstage)

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in occasione del 700° anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio
ideazione del progetto Franco Pollini
scrittura scenica, ideazione scenografica e regia Gabriele Marchesini
con i ragazzi del Corso per allievi attori, selezionati negli Istituti scolastici ed universitari
in collaborazione con il FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO SCOLASTICO E. Turroni
Roberta Baccanti, Francesco Bertozzi, Camilla Casali, Giuliano Luca Coppolecchia, Jesus De Lara Cummings, Sara Domeniconi, Giorgia Esposito, Giada Garofani, Rita Giorgi, Flavia Gramaccioni, Martina Lardieri, Maria Mancini, Emanuele Marchesini, Manuel Purita, Giovanni Romio, Francesco Tamburini, Sofia Tassinari, Elena Turci, Azzurra Urna
selezione, elaborazione e mixaggio della colonna sonora Dario Giovannini
scenografia e costumi in collaborazione con Conservatorio “B. Maderna” di Cesena
e Accademia di Belle Arti di Bologna Corso di Scenografia del Melodramma – Sede di Cesena
coordinamento Laboratorio Marcello Morresi
scenografa assistente Roberta Cocchi
adattamento e realizzazione costumi Alessandra Biondi
assistente alla regia Stefania Albertini
segreteria del corso e ufficio stampa Emanuela Dallagiovanna
collaborazione alla produzione Letizia Pollini
capo macchinista Franco Federiconi
capo elettricista Carlo Moretti
macchinisti Paolo Guidi e Stefano Cortesi
datore luci Carlo Moretti
proiezioni e immagini Andrea Zanella
fonico Andrea Zanella
una produzione del Teatro Perché promossa dal Teatro Bonci
Date e Info:
venerdì 19 e sabato 20 aprile 2013 (ore 21)
Compagnia:
Teatro Bonci/ Teatro ragazzi/ Festival Nazionale del Teatro Scolastico
Scheda:
CHI HA LETTO IL DECAMERONE? è un progetto di Gabriele Marchesini che si realizza con i giovani allievi dei corsi di formazione per attori in programma al Bonci a partire dal gennaio 2013: coinvolge studenti delle scuole e delle università cesenati, sulla falsariga di In viaggio da Itaca (2010-2011), un format riuscito sia sul piano teatrale sia sul piano formativo. L’occasione è data dal 700° anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio.
Nel salotto della villa sui colli fi orentini, meta della fuga dalla peste dei dieci naufraghi letterari che raccontano a turno le cento novelle del Decamerone, i ragazzi scelti da Marchesini si immergeranno nelle atmosfere rarefatte di quell’esilio dorato e volontario. Lo spettacolo vuole affrontare la complessità di un caposaldo della nostra tradizione letteraria, dando l’idea della struttura, dei temi e della bellezza della lingua del Decamerone con una versione teatrale che diviene quasi una traduzione, per rendere il testo più accessibile all’ascolto.
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Luigi Ghirri. Pensare per immagini (MAXXI Roma)

Luigi Ghirri. Pensare per immagini (MAXXI Roma)
Luigi Ghirri. Pensare per immagini
a cura di Francesca Fabiani, Laura Gasparini, Giuliano Sergio
24 aprile 2013 – 27 ottobre 2013
MAXXI, museo nazionale della arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A – 00196 Roma
Orario
mar-merc-giov-ven-dom 11.00-19.00
sab 11.00-22.00
La biglietteria chiude un’ora prima.
Una mostra su Luigi Ghirri non è solo una muta raccolta dei sui scatti; l’artista emiliano, infatti, é stato un evocatore di linguaggi che ha sperimentato e studiato attraverso l’attività fotografica aspetti inediti dell’esperienza umana nel mondo. Nelle sue mani la macchina da presa diventa una mediatrice tra sensazioni private e dati di senso proiettando, come una lente d’ingrandimento, l’occhio umano direttamente nelle cose per captare particolari che solitamente non ricevono attenzioni perché apparentemente banali o troppo inflazionati, ma che proprio per questo sono in continuo rapporto con l’uomo e possono assumere una portata universale. In questo modo Ghirri ha tracciato, durante tutto il suo percorso di studio, delle linee di connessione tra tutto ciò con cui entrava in rapporto costruendo man mano una vera e propria mappa della sua esperienza nel mondo. Proprio l’idea di mappa è centrale nella concezione di Ghirri di archivio come luogo mentale: «ho lavorato in diverse direzioni, in un processo di attivazione del pensiero» scriveva nel 1970 «non ho cercato di fare delle fotografie, ma delle carte, delle mappe, che fossero contemporaneamente delle fotografie». Questa doppia attività della fotografia («collezionare ed editare») viene definita da Ghirri ‘catalogica’ alludendo alla cura con la quale le sue immagini vengono concepite all’interno di uno spazio più ampio che si vuole rappresentare e al valore che queste assumono nello ‘stare insieme’: catalogare logicamente. Le rappresentazioni diventano simboli attraverso i quali la realtà ci parla e questi perdono i loro confini quando sono posti in sequenza tre essi come in un mosaico, costruendo assieme un significato più ampio di se stessi nell’immagine d’insieme che infine ne viene a risultare.
La retrospettiva “Pensare per Immagini”, che si inaugurerà il 24 aprile 2013 al MAXXI di Roma e sarà visitabile fino al 27 ottobre 2013, indica già dal titolo questi aspetti concettuali della visione Ghirriana: le immagini come attività di pensiero; ogni dettaglio del reale non è un ostacolo da eliminare per vedere oltre di esso, ma un concentrato di significati funzionali all’interno di un complesso maggiore, un punto d’appoggio per uno slancio conoscitivo e un continuo superamento.Gli oggetti sono presentati come immobili, definiti, perché rappresentano una base solida per un salto e dalla loro staticità creano movimento, dalla semplicità spaziano verso contesti più ampi e Ghirri ha avuto la capacità, saltando da un oggetto all’altro, di creare questi flussi universali rimanendo sempre in un intimo rapporto con la realtà. Un’esposizione dei suoi lavori deve poter rendere conto di questi processi rappresentando la scia che si è lasciato dietro.
A Roma, infatti, saranno esposti anche tutti i materiali d’archivio ritenuti secondari, ma che sono un’importante testimonianza per comprendere l’esperienza artistica di Ghirri, come i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati e altri elementi della sua attività editoriale, parte della raccolta di cartoline utilizzate dall’autore per realizzare le polaroid o le immagini concettuali, alcuni dei libri della sua biblioteca personale e altri materiali che aiutano ad immergersi nella particolarissima creatività di Ghirri e nella sua vita privata.
Tra le 300 immagini che saranno presentate, particolare attenzione sarà rivolta ai vintage print stampati direttamente dall’autore, appartenenti al primo periodo di produzione di attività dell’autore (1968-1975 circa); l’intero archivio di Ghirri, infatti, è stato, nella prima fase di rielaborazione, suddiviso in diverse fasi per tentare di sciogliere la complessità dei materiali e di certo, questo primo periodo, meno noto, è di fondamentale importanza per la comprensione dell’opera di questo artista poiché contiene i germi di tutta la sua produzione successiva. L’interazione di queste immagini con i ‘materiali secondari renderà possibile osservare e ripercorrere in modo approfondito i processi caratterizzanti di Luigi Ghirri per individuare, in modo ovviamente parziale, ma efficace, il sentiero che ha tracciato, facendoci posare lo sguardo sulle isole che incontrava costantemente agli argini del suo cammino permettendoci di spiare le sue immersioni e arrancando, poi, dietro lui nei suoi balzi da un’isola all’altra, passando sui ponti scomodi che ha costruito.
Marco Cicolini
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Iya Traorè in Paris

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Iya Traorè
Freestyler
www.iya.fr
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