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John Malkovich all’Emilia Romagna Festival

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John Malkovich all'Emilia Romagna Festival

John Malkovic, assieme alla pianista Anastasya Terenkova e al complesso I Solisti Aquilani, si è esibito come voce narrante nello spettacolo “Report on the blind”, al Teatro Diego Fabbri di Forlì, nell’ambito dell’Emilia Romagna Festival, di cui ero il fotografo!

Su Repubblica una delle mie fotografie dello spettacolo :)

Nel duello fra crediti del fotografo e risparmio di inchiostro, ha vinto il secondo.

 

John Malkovich all'Emilia Romagna Festival!

John Malkovich all'Emilia Romagna Festival!

John Malkovich all'Emilia Romagna Festival!

 

Written by filippo

20 luglio 2017 at 9:03 am

Agamennone, con Paolo Graziosi e Daniela Poggi

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Plautus Festival, Sarsina, 17/08/2016
Le foto del backstage sono visibili QUI.

AC ZERKALO – Roma e Compagnia LOMBARDI-TIEZZI – Firenze presentano
Paolo Graziosi e Daniela Poggi in AGAMENNONE
da Eschilo, di Fabrizio Sinisi

Con: Elisabetta Arosio e Valeria Perdonò
Scene: Elisabetta Salvatori
Costumi: Sara Bianchi
Regia: Alessandro Machia

Personaggi e interpreti:
Paolo Graziosi (Agamennone)
Daniela Poggi (Clitemnestra)
Elisabetta Arosio (Città)
Valeria Perdonò (Cassandra)

Trama
Agamennone, re e capo della spedizione achea contro Troia, sbarca ad Argo dopo dieci anni di guerra. Porta con sé Cassandra, giovane preda di guerra, amante e profetessa. Ad attenderlo Clitemnestra, piena di rancore e di vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia sull’altare della guerra. Ma lo aspetta anche Argo stessa: la città, la polis, nella persona del suo Coro. Agamennone e Cassandra moriranno nella congiura di Clitemnestra. Questa è la trama, celeberrima, dell’Agamennone di Eschilo, primo pannello del trittico di Orestea.

Ventiquattro ore. Tre donne e un solo uomo destinato a morire.
Ma chi sono queste figure? Chi e cosa sono adesso? Agamennone non è più l’uomo della guerra, ma l’uomo della stanchezza e del disincanto, l’uomo che tutto sa perché tutto ha visto e tutto ha provato. Cassandra è la giovane donna, è l’emblema della città di Troia ferita e distrutta e proprio dal fondo di questa rovina vede e sente ogni cosa: Cassandra vive nel profondo, alla radice delle cose. Poi c’è Clitemnestra, la protagonista. Clitemnestra è il grande conflitto della Donna: rovescia l’attesa di Penelope, da luogo dell’attesa diventa luogo della rabbia, mano del sacrificio; in Clitemnestra l’uomo d’oggi vede la terribile giustizia dell’umano, la febbre dell’esistenza che diventa violenza, il lutto che diventa ferocia. E infine il Coro, lo sfondo dell’esistente: la città, la politica; il Coro è la società e, dunque, la paura e lo scandalo. Tutto si svolge nell’arco di tempo che va dall’arrivo di Agamennone ad Argo fino al suo omicidio. In questo lasso di tempo, tutti i personaggi del dramma vengono a confronto in un agone sfrenato: Agamennone e Cassandra, nella loro complicità di padrone e di schiava, eppure entrambi vittime dell’orrore della guerra; Cassandra e Clitemnestra, la ragazza e la donna, la moglie e l’amante; Agamennone e Clitemnestra, l’Uomo e la Donna, il Marito e la Moglie, separati da dieci anni di assenza e dal sacrificio di una figlia. E infine la Città, l’istanza etica, perduta e dimenticata. Tutti gli elementi del dramma eschileo vengono qui messi a reazione, scatenati uno contro l’altro fino all’estremo, in una tensione di amore e rabbia, erotismo, malinconia e furore, fino all’esplosione dell’omicidio.
– Fabrizio Sinisi

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Agamennone, con Paolo Graziosi e Daniela Poggi (backstage)

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Plautus Festival, Sarsina, 17/08/2016
Le foto dello spettacolo sono visibili QUI.

AC ZERKALO – Roma e Compagnia LOMBARDI-TIEZZI – Firenze presentano
Paolo Graziosi e Daniela Poggi in AGAMENNONE
da Eschilo, di Fabrizio Sinisi

Con: Elisabetta Arosio e Valeria Perdonò
Scene: Elisabetta Salvatori
Costumi: Sara Bianchi
Regia: Alessandro Machia

Personaggi e interpreti:
Paolo Graziosi (Agamennone)
Daniela Poggi (Clitemnestra)
Elisabetta Arosio (Città)
Valeria Perdonò (Cassandra)

Trama
Agamennone, re e capo della spedizione achea contro Troia, sbarca ad Argo dopo dieci anni di guerra. Porta con sé Cassandra, giovane preda di guerra, amante e profetessa. Ad attenderlo Clitemnestra, piena di rancore e di vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia sull’altare della guerra. Ma lo aspetta anche Argo stessa: la città, la polis, nella persona del suo Coro. Agamennone e Cassandra moriranno nella congiura di Clitemnestra. Questa è la trama, celeberrima, dell’Agamennone di Eschilo, primo pannello del trittico di Orestea.

Ventiquattro ore. Tre donne e un solo uomo destinato a morire.
Ma chi sono queste figure? Chi e cosa sono adesso? Agamennone non è più l’uomo della guerra, ma l’uomo della stanchezza e del disincanto, l’uomo che tutto sa perché tutto ha visto e tutto ha provato. Cassandra è la giovane donna, è l’emblema della città di Troia ferita e distrutta e proprio dal fondo di questa rovina vede e sente ogni cosa: Cassandra vive nel profondo, alla radice delle cose. Poi c’è Clitemnestra, la protagonista. Clitemnestra è il grande conflitto della Donna: rovescia l’attesa di Penelope, da luogo dell’attesa diventa luogo della rabbia, mano del sacrificio; in Clitemnestra l’uomo d’oggi vede la terribile giustizia dell’umano, la febbre dell’esistenza che diventa violenza, il lutto che diventa ferocia. E infine il Coro, lo sfondo dell’esistente: la città, la politica; il Coro è la società e, dunque, la paura e lo scandalo. Tutto si svolge nell’arco di tempo che va dall’arrivo di Agamennone ad Argo fino al suo omicidio. In questo lasso di tempo, tutti i personaggi del dramma vengono a confronto in un agone sfrenato: Agamennone e Cassandra, nella loro complicità di padrone e di schiava, eppure entrambi vittime dell’orrore della guerra; Cassandra e Clitemnestra, la ragazza e la donna, la moglie e l’amante; Agamennone e Clitemnestra, l’Uomo e la Donna, il Marito e la Moglie, separati da dieci anni di assenza e dal sacrificio di una figlia. E infine la Città, l’istanza etica, perduta e dimenticata. Tutti gli elementi del dramma eschileo vengono qui messi a reazione, scatenati uno contro l’altro fino all’estremo, in una tensione di amore e rabbia, erotismo, malinconia e furore, fino all’esplosione dell’omicidio.
– Fabrizio Sinisi

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Ulisse, Il mio nome è Nessuno, rassegna stampa

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Alcune mie fotografie dell’Ulisse, Il mio nome è nessuno, tratto da Valerio Massimo Manfredi, con Sebastiano Lo Monaco che, fra le altre cose, aprirà la stagione del Teatro Nuovo di San Marino.
Il servizio fotografico è visibile qui: Il mio nome è Nessuno, Sebastiano Lo Monaco.

Piccola rassegna stampa:

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Written by filippo

10 novembre 2015 at 1:39 PM

Lisistrata, con Vanessa Gravina

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Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 1

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 1

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 2

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 2

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 3

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 3

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 4

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 4

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 5

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 5

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 6

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 6

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 7

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 7

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 8

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 8

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 9

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 9

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 10

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 10

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 11

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 11

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 12

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 12

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 13

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 13

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 14

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 14

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 15

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 15

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 16

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 16

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 17

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 17

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 18

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 18

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 19

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 19

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 20

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 20

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 21

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 21

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 22

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 22

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 23

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 23

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 24

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 24

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 25

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 25

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 26

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 26

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 27

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 27

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 28

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 28

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 29

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 29

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 30

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 30

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 31

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 31

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 32

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 32

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 33

Lisistrata, con Vanessa Gravina, foto 33

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TEATRO EUROPEO PLAUTINO srl presenta

Vanessa Gravina in
LISISTRATA, di Aristofane

con Sandra Cavallini
e con Massimo Boncompagni, Valentina Cardinali, Valentina Donati, Mauro Eusti, Antonio Salerno

Con la partecipazione straordinaria della CORALE DI SARSINA

Direzione Musicale: Sara Pastiglia
Scenografie: Mauro Eusti
Costumi: Elena Bedino
Direttore di Produzione: Riccardo Bartoletti
Assistente di produzione: Valentina Santi
Tour Manager: Antonio Salerno
Amministrazione: Maelig Bidaud, Agnese Serallegri

Regia: Massimo Boncompagni

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Lisistrata fu rappresentata per la prima volta alle Lenee del 411 a.C., in un momento politicamente tristissimo.
Mentre gli animi erano prostrati dall’orrendo lutto di Sicilia, la guerra del Peloponneso riavvampava furiosa e le sciagure succedevano alle sciagure.
Aristofane spezza una lancia a favore della pace e, convinto oramai che sugli uomini c’era da far poco conto, affida la sua causa a una donna, Lisistrata (nome che significa la “Scioglieserciti”).
Lisistrata, dunque, fa un appello a tutte le donne di Grecia.
Le fa radunare di buon mattino, e partecipa ad esse il suo alto disegno: il ristabilimento della pace.
Per conseguirla basta una semplice cosa: che esse si rifiutino ai loro mariti finché non si decidano a deporre le armi.
La meta entusiasma, il modo di raggiungerla assai meno.
Tuttavia si convincono e, occupata l’Acropoli, incominciano la nuova “guerra di secessione”.
Gli uomini tentano di scacciarle, ma hanno la peggio; e in un lungo dibattito con un Commissario Lisistrata sostiene con grande e arguta eloquenza la sua tesi pacifista.
Intanto, a mano a mano, gli uomini si trovano in condizioni tali da dover implorare la pace.
Viene dapprima un Ateniese, un certo Cinesia, che rappresenta tutta la cittadinanza; ma poco dopo arrivano prima un araldo e poi dei plenipotenziarî spartani, costretti anch’essi, dall’intransigenza delle loro donne, a domare gli umori bellicosi.
Tanto a loro quanto agli Ateniesi Lisistrata rivolge un’orazione, piena di saggezza e di alto senso patrio; e la riconciliazione è celebrata con bellissimi e serî canti di Spartani e di Ateniesi.

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Il Teatro Antico, ad oggi, è come un Film in “Bianco e Nero”.
Quando ci capita di vedere un vecchio film in bianco e nero che abbia una sceneggiatura socio culturale, ci sembra che il tempo non sia passato, che tutto sia rimasto come in quegli anni del Novecento dove i sogni di cambiamento erano più forti dei disagi del presente.
La stessa cosa ci accade leggendo le opere teatrali di un passato a noi sconosciuto come del resto lo è il futuro. La nostra Lisistrata rimane attaccata fortemente a quanto Aristofane scrisse nel 411 A.C. Poche le differenze tra quell’epoca e la nostra, certo, diverse le cause ma quasi identiche le conseguenze.
Vanessa Gravina veste perfettamente i panni di Lisistrata, protagonista di una commedia che assume i contorni di un quotidiano drammatico. Lo spettacolo si presenta semplice nella scena e nei costumi che a poco servono quando si hanno in scena attori straordinari. Tra poesia, commedia e dramma, raccontiamo la condizione delle donne di Atene, che sembra in qualche modo assomigliare a quella delle donne di oggi. Spinte da esigenze diverse, la pace per Lisistrata da una parte e la riscoperta della difesa dei diritti dall’altra, ma ugualmente donne forti e fondamenta della società di tutti i tempi.

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Written by filippo

15 agosto 2015 at 6:33 PM