Archive for the ‘Vita personale’ Category
200.000 visite
Il blog ha superato le 200.000 visite (escluse le mie).
Come dicevo nell’articolo delle 100.000 visite, non do molto peso alle statistiche, ma avere una conferma numerica dell’apprezzamento del proprio blog è sempre motivo di orgoglio e uno stimolo a continuare.
Grazie a tutti i visitatori!
Qualche numero.
Visite complessive:
- 1.524 visite nel 2007
- 1.981 visite nel 2008
- 2.246 visite nel 2009
- 135.139 visite nel 2010
- 59.492 visite al 10 aprile 2011
Media visite giornaliere:
- 5 visite al giorno nel 2007
- 5 visite al giorno nel 2008
- 6 visite al giorno nel 2009
- 370 visite al giorno nel 2010
- 594 visite al giorno al 10 aprile 2011
Il prossimo appuntamento, spero, sarà per le 500.000 visite!
Tracce da un workshop 8
Domenica 10 aprile 2011, ore 19.00
Inaugurazione di “Tracce da un workshop 8”
La mostra avrà luogo dal 10 al 17 aprile 2011, presso il Diagonal Loft Club in Via Salinatore, 101 – Forlì.
Mostra delle fotografie realizzate durante il corso di Fotografia Artistica condotto da Silvia Camporesi presso Cultura Progetto. Ingresso gratuito.
Nella mostra sarà possibile vedere la mia serie Elpis.
La bellissima fotografia in locandina è della mia cara amica Francesca Sara.
Fra le altre, ci saranno le fotografie di Elisa Cimatti, Monia Samorani e Maria Paterno!
Sogno e incubo. Incubo
“Vedi com’è basso qui il soffitto?”
- Federico Fellini, Otto e mezzo
- Andrej Tarkovskij, Stalker
- Ingmar Bergman, Il posto delle fragole
- Alfred Hitchcock, Io ti salverò
- Franco Indovina, Lo scatenato
Sono le 3.30 e, al momento, non me ne vengono in mente altri.
Ma il sogno di Fellini è gigantesco e basta da sè.
C’è così tanto
Cosa pretendevate? Che dipingessi rose rosse nel secolo degli orrori?
Negli ultimi tempi mi sono riavvicinato al fotografo Antoine D’Agata (di cui prima o poi vorrei prendere i volumi Stigma e Insomnia), da tempo fra i miei preferiti. Questa volta, però, sono andato oltre e senza accorgermente mi sono imbattuto in Francis Bacon; finalmente lo “capisco” e lo apprezzo e mi è costato 29 euro il catalogo da Mondadori per studiarlo e approfondirlo in futuro.
Ad inizio dicembre ho letto l’autobiografia “Annie Leibovitz at work“, è molto scorrevole e pieno di aneddoti e curiosità su una delle fotografe più importanti, ma non dice tutto. Diciamo che anche io, se scrivessi un’autobiografia, sarei tentato di omettere alcuni aspetti, per non dire difetti, della mia persona.
In cerca di altre autobiografie, mi sono procurato “Helmut Newton Autobiografia“, ma per vari motivi ne ho rimandato la lettura a tempi migliori.
La Taschen mi ha fregato e ho ceduto alla tentazione di comprare il catalogone dedicato a Jeanloup Sieff in cambio di Euro 9,99.
Non conoscevo bene questo fotografo, ma sfogliando il catalogo mi hanno colpito diversi suoi scatti e, iniziando a leggerlo e osservandolo attentamente, ho scoperto di aver ingiustamente ignorato la sua esistenza per tutto questo tempo.
Nel frattempo ho scoperto le rubriche di 15 minuti di Flavio Caroli, ospite più o meno fisso a Che tempo che fa di Fabio Fazio, dedicate a Goya, Picasso, Degas, Toulouse-Lautrec e Matisse (sperando che ci siano altre puntate in futuro). Considerando la brevità dello spazio a disposizione, si rimane in superficie, non mi dispiacerebbe avere qualche puntata da 2 ore o più su ogni artista trattato.
Fra le riviste, ultimamente, ho trovato interessanti il n. 24 di Muse (winter 2010), il numero di novembre de L’Europeo (“Arte contemporanea. Addio New York”, con in copertina Andy Warhol) e Rolling Stone di gennaio (con in allegato il calendario di Oliviero Toscani “Pelle conciata al vegetale in Toscana Made in Italy”).
Varie:
Apprezzo molto i lavori di Paolo Pellegrin, altro fotografo a cui mi sono riavvicinato; ho trascurato un po’ la fotografia sportiva ultimamente, ma mi sono goduto le foto di Magnus Wennman; negli ultimi 2 mesi ho constatato che la Canon G12 mi soddisfa e finalmente ho un’estensione del mio corpo che mi consente di catturare momenti e di esprimermi, giocare e sperimentare, senza farmi rimpiangere le reflex che ho a casa. Laura mi ha regalato “Leggermente fuori fuoco” di Robert Capa per Natale e io mi sono autoregalato “La fotografia come opera d’arte” di Charlotte Cotton; qualcuno ha riconosciuto il grosso talento di Vivian Maier, un happy end finalmente; “Hereafter“, l’ultimo film di Clint Eastwood, mi ha colpito ma avrei voglia di rivederlo prima di recensirlo; avrei voglia anche di riguardarmi “π – Il teorema del delirio” di Darren Aronofsky, che mi è tornato in mente dopo aver visto il trailer di “Black swan“, film in uscita a marzo, sul quale nutro grosse aspettative; i cortometraggi di Jonathan Hodgson sono stupendi, a partire da “The man with the beautiful eyes“, sul magnifico testo di Charles Bukowski (il mio Dio).
Mentre ho scritto questo articolo Moby suonava “Memory Gospel“.
C’è così tanto da osservare, capire, metabolizzare, esprimere, vivere e condividere.
30 Novembre 2010
«Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l’ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto. » – Mario Monicelli
E’ morto Mario Monicelli, come fece nel 1946 il padre Tomaso, noto giornalista e scrittore antifascista, s’è tolto la vita gettandosi dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma.
Era in lotta con Manoel De Oliveira per essere il più vecchio regista ancora in attività, lo ricordava ad ogni intervista e scherzosamente sperava che crepasse prima l’altro.
Autore di tanti classici della cinematografia italiana e non solo, mi piace ricordarlo per Amici miei atto I e II, dove ad una comicità straripante sapeva abbinare momenti di malinconia.
Ho ancora bene in mente la sua ultima apparizione pubblica, a Raiperunanotte.
A 95 anni aveva una lucidità mentale che era a dir poco impressionante. Non ha voluto scendere a compromessi e quando la salute non gli ha più permesso di fare cinema e gli ha fatto dono anche di un tumore, ha spento l’interruttore.
Wikileaks sta facendo tremare un po’ di chiappe.
Finalmente in Italia ci sono delle proteste decenti da parte di studenti e non solo.
Ieri per distrarmi, su suggerimento di un amico, ho comprato il volume “Annie Leibovitz at work“.
Sono a pagina 70 e lo trovo davvero molto interessante.
Dopo 2 mesi e 1 giorno mi è arrivata la Canon EOS 5d Mark II con abbinato il 24-70mm f2,8.
Ma la cosa più importante è che ho ricevute tante belle parole per quanto ho raccontato nel post intitolato “Nonna”. Grazie.
…nel frattempo altri problemi di salute tormentano la mia famiglia.



