Filippo Venturi Photography | Blog

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Archive for the ‘Attualità’ Category

3 donne

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In occasione della “Festa della donna”, voglio dedicare un breve articolo a 3 donne che negli ultimi mesi mi hanno avvicinato e coinvolto in temi o arti, in precedenza trascurati.

  • Alda Merini, di cui sto lentamente leggendo e apprezzando le poesie e la biografia.
  • Magda Szabó, di cui ho iniziato il libro “Il vecchio pozzo”, un triste giorno trascorso in sala d’attesa al pronto soccorso e che ho deciso di reiniziare e assaporare pienamente appena avrò 2-3 giorni liberi. Merita una lettura concentrata.
  • Wisława Szymborska, scoperta soltanto dopo la sua morte, grazie anche alle letture di Roberto Mercadini (“Sulla morte, senza esagerare“, “La cipolla“) e approfondita leggendo la raccolta di poesie “La gioia di scrivere” in ogni momento d’attesa.
Alda Merini

Alda Merini

Magda Szabó

Magda Szabó

Wisława Szymborska

Wisława Szymborska

 

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Written by filippo

8 marzo 2012 at 10:07 am

Pubblicato su Attualità, Libri, Vita personale

E’ morto Lucio Dalla

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Lucio Dalla, fotografato dall'amico e celebre fotografo Luigi Ghirri

Lucio Dalla, fotografato dall'amico e celebre fotografo Luigi Ghirri

Lucio Dalla è morto oggi, 1 marzo 2012, per un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava in Svizzera per una serie di concerti.  Avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 4 marzo.

Non bastassero certe sue canzoni, scegliere Luigi Ghirri per le proprie fotografie denotava già una certa sensibilità.

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LA NOTIZIA NELLA SUA CITTA’ – La notizia, circolata inizialmente in rete, ha lasciato sgomenta la sua Bologna. «L’ho sentito ieri sera, è vivissimo»: non ci può credere Roberto Serra, amico storico di Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. «Non è possibile . ripete Serra – mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Era contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, Stava andando a Montreux, era felice». È stato il suo ultimo viaggio.

UNA VITA CON LA MUSICA – Dal 1964, quando a a 21 anni incise il suo primo 45 giri fino all’ultimo Festival di Sanremo, dove è stato sul palco insieme al giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì (del quale è stato anche co-autore), Dalla ha consacrato la sua vita alla musica. Entrando nell’olimpo della canzone italiana con pezzi come L’anno che verrà, Caro amico ti scrivo o Caruso, considerato il suo capolavoro.

GLI INIZI – A suonare, Lucio Dalla comincia fin da ragazzino. Dopo le prime incisioni, è il ’66 l’anno del suo debutto a Sanremo con Paff…Bum. Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi e i contenuti diventano civili. Nel 1977 diventa paroliere di se stesso: è il tempo di Com’è profondo il mare, poi nel ’78 esce Lucio Dalla, con singoli come Anna e Marco e L’anno che verrà.

GLI ANNI OTTANTA – È negli anni Ottanta che arriva il successo, di pubblico e di vendite. Prima la collaborazione con Francesco De Gregori nel tour Banana Republic alla fine degli anni Settanta, poi il disco Dalla. Il 1986 è l’anno di Dallamericaruso, che contiene Caruso. La canzone vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui anche una di Luciano Pavarotti. Sul finire del decennio Dalla si lancia in un’altra collaborazione: nasce l’accoppiata con Gianni Morandi. L’album Dalla/Morandi, a cui segue una trionfale tournée. Nel 1990 presenta il brano Attenti al lupo e poi Cambio: il disco raggiunge quasi un milione e 400 mila copie vendute.

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Fonte: corriere.it

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Written by filippo

1 marzo 2012 at 12:12 PM

Pubblicato su Arte, Attualità

E’ morto Germano Mosconi

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E' morto Germano Mosconi

E' morto Germano Mosconi

Ciao Germano, insegna agli angeli a bestemmiare in paradiso.

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Oggi, 1 marzo 2012, è morto Germano Mosconi.

Ha raggiunto la notorierà su internet e non solo nel 2004, nella maniera meno comoda, cioè attraverso la diffusione in rete di diversi vecchi fuori onda dove, da veneto doc, bestemmia contro i propri collaboratori che sbattono porte, che gli passano davanti mentre è in onda, ecc.

Mi dispiace che non avesse quel tipo di carattere che gli consentisse di prendersi in giro, magari sfruttando la notorietà raggiunta avrebbe potuto riabilitarsi, scherzare e magari uscirne meglio.

Mosconi faceva sicuramente parte di quel gruppo di personaggi divenuti popolari su internet, attraverso la registrazione audio e\o video di momenti di forte frustrazione, come è avvenuto per Mario Magnotta, Tiziano Lugaresi il benzinaio di Cesenatico, ecc.

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Written by filippo

1 marzo 2012 at 11:25 am

Pubblicato su Attualità

Alan Turing

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Alan Turing

Alan Turing

Nel 2012 ricorre l’anniversario della nascita di Alan Mathison Turing (Londra, 23 giugno 1912 – Wilmslow, 7 giugno 1954). E’ stato un matematico, logico e crittanalista britannico, considerato uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo.

Egli introdusse la macchina ideale e il test che portano il suo nome. Fu anche uno dei più brillanti decrittatori che operavano in Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale, per decifrare i messaggi scambiati da diplomatici e militari delle Potenze dell’Asse (il cosiddetto sistema Enigma, progettato da Arthur Scherbius).

Fra i tanti lavori svolti, si dedicò anche alla realizzazione del Manchester Automatica Digital Machine (MADAM). Convinto che entro l’anno 2000 sarebbero state create delle macchine in grado di replicare la mente umana, lavorò alacremente creando algoritmi e programmi per il MADAM, partecipò alla stesura del manuale operativo e ne divenne uno dei principali fruitori.

Il 31 marzo 1952 fu arrestato per omosessualità e condotto in giudizio, dove a sua difesa disse semplicemente che «… non scorgeva niente di male nelle sue azioni». Secondo alcune fonti Turing avrebbe denunciato per furto un amico ospite in casa sua e ammesso il proprio orientamento sessuale in risposta a delle domande pressanti della polizia. In quel periodo si dibatteva nel parlamento britannico l’abrogazione del reato di omosessualità e ciò probabilmente avrebbe indotto Turing a un comportamento incauto. La pena inflitta fu severissima: fu sottoposto alla castrazione chimica, che lo rese impotente e gli causò lo sviluppo del seno; alcuni dei motivi che probabilmente lo condussero, di lì a poco, al suicidio.

Nel 1954 Alan Turing morì ingerendo una mela avvelenata con cianuro di potassio, in tono col proprio carattere eccentrico e prendendo spunto dalla fiaba di Biancaneve da lui apprezzata fin da bambino. La madre sostenne che il figlio, con le dita sporche per qualche esperimento chimico, avesse ingerito per errore la dose fatale di veleno; ma il verdetto ufficiale parlò senza incertezze di suicidio: «Causa del decesso: cianuro di potassio autosomministrato in un momento di squilibrio mentale».

In suo onore la Association for Computing Machinery (ACM) ha creato nel 1966 il Turing Award, massima riconoscenza nel campo dell’informatica, dei sistemi intelligenti e dell’intelligenza artificiale.

Dopo tanti anni dal suicidio di Turing, ampiamente spiegabile con il trattamento persecutorio a lui riservato, solamente il 10 settembre 2009 vi è stata una dichiarazione di scuse ufficiali da parte del governo britannico, formulata dal primo ministro Gordon Brown, e solo dopo una petizione e una campagna Internet. Brown ha riconosciuto che Alan Turing fu oggetto di un “terrificante” trattamento omofobico:

Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. […] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio. (Gordon Brown, in risposta alla petizione)

Fonte: Wikipedia

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Alan Turing

Alan Turing

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Written by filippo

23 febbraio 2012 at 7:49 am

E’ morto Ilario Fioravanti

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Ilario Fioravanti (fotografia di Daniele Ferroni)

Ilario Fioravanti (fotografia di Daniele Ferroni)

Sarei dovuto andare a fotografare il Maestro Fioravanti già lo scorso dicembre, ma avevo preso qualche settimana di tempo per via di altri impegni… e così non avrò più l’occasione per conoscerlo.

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Un grande artista esploso nella fase di maturità della sua vita. Non ha mai chiesto nulla agli altri perchè era schivo e generoso. Per fortuna Cesena si è sempre ricordata di lui. La città gli ha dedicato due mostre in due anni, una antologica nel 2008 “Il destino di un Uomo nell’arte” e l’altra l’anno seguente sulla via Crucis. Contento di avere conosciuto un grande uomo e un grande scultore della “nostra scuola cesenate”.
Daniele Gualdi

Lo apprendo ora. Vidi per la prima volta una sua mostra a Longiano; ero ancora un ragazzino: mi impressionò moltissimo. I protagonisti erano gli artisti girovaghi del circo. Scoprii solo in un secondo momento, con sorpresa, che si trattava di un artista “locale”. Più tardi ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente. Nonostante l’età avanzata (si lamentava della vista che veniva meno) era di una emotività vivissima: parlando d’arte e di religione, ebbe più volte gli occhi lucidi. Di un persona che si era comportata, secondo lui, in modo scortese, mi disse: “Ma io mi sono vendicato: gli ho detto che, con quella barba, assomigliava a Rodin”. Poi aggiunse, con un sorriso sardonico, “lui non lo sa che io Rodin lo odio!”. Era uno spirito sottilissimo, capace di finezze inarrivabili. Ci mancherà.
Roberto Mercadini

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Verso i sette anni misi assieme dei soldi e comprai due cose: una bicicletta e il dizionario Melzi, in due volumi, un repertorio ricco di immagini da dove mi divertivo ricopiare, a mano libera, le tavole illustrative dei personaggi e guardavo con attenzione le riproduzioni delle opere di Masaccio, Michelangelo, Leonardo e altri grandi maestri del passato; passavo gran parte del tempo a riempire dei foglietti – tantissimi – di disegni, tutto quello che trovavo lo disegnavo. Disegnare era una necessità che ancora oggi, a distanza di tanti anni, sento fortissima.

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CESENA – Ilario Fioravanti, l’eclettico artista, pittore, scultore, architetto cesenate, si è spento domenica verso le 17.15, per un blocco renale. La notizia ha lasciato commossi parenti ed amici, nonostante già da tempo le sue condizioni di salute fossero peggiorate.

Nato a Cesena il 25 settembre 1922, Ilario Fioravanti ha vissuto per l’arte, dedicandosi, anche contro il volere della famiglia, alla pittura e alla scultura. Di professione architetto, non ha mai abbandonato la Romagna, nonostante molte fossero le richieste in giro per l’Italia: il portale del Duomo di Cesena, il monastero delle monache benedettine, gli edifici pubblici, come la Scuola materna di Gualdo, le statue, le molte opere di grafica, rimangono a testimoniare un’operosità incessante.

Dalla giovinezza egli non ha quasi passato giorno senza disegnare, senza mettere su carta i suoi sogni, i suoi pensieri, oppure plasmando l’argilla, pratica che, affermava, aveva ereditato dalla madre. La sua fede, incentrata sul dialogo fra l’uomo e Dio, dava alle sue opere uno spessore spirituale tale da affascinare i critici: negli anni Novanta il poeta Giovanni Testori dedicò un volume alle opere di Fioravanti, seguito, all’inizio del XXI secolo, da Vittorio Sgarbi, che divulgò in Italia e all’estero il nome dell’artista cesenate.

Negli ultimi anni la sua casa-studio a Sorrivoli, ribattezzata “Casa dell’Upupa”, è diventata, grazie alla collaborazione di Flaminio e Massimo Balestra, un importante luogo di ritrovi culturali: anche se era sempre più raro che Fioravanti presenziasse a questi incontri, ogni volta che c’era i partecipanti rimanevano colpiti dalla vitalità intellettuale e culturale di un artista che, benché giunto a un’età venerabile, era sempre pronto a mettersi in discussione, senza mai salire sul piedistallo. Affiancato dall’amata moglie Adele, Ilario Fioravanti ha saputo essere un grande artista e un grande uomo. I funerali dovrebbero tenersi mercoledì pomeriggio nel Duomo di Cesena.

Fonte: romagnanoi.it

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Written by filippo

31 gennaio 2012 at 7:51 PM

Pubblicato su Arte, Attualità