L’ineluttabilità del post nostalgico

Il post nostalgico è qualcosa di immancabile nella vita di un blogger.
Ho un rapporto particolare coi ricordi: molti dettagli, molte situazioni, molte persone, li ricordo perfettamente, come se fossero passati poche settimane o mesi da quando li ho notati, vissute e incontrate.
Se poi, però, conto gli anni effettivamente trascorsi rimango sorpreso da come la mia mente deformi il tempo.
Questo pensiero, solitamente, mi lascia sconcertato per qualche minuto, poi, come se il mio (nostro) cervello non fosse sufficientemente preparato per sostenere l’argomento, smetto improvvisamente di pensarci e mi distraggo con pensieri di tutt’altro genere (molto probabilmente concludo inconsciamente che continuare a pensarci sia inutile).
Con questo post intendo ricordare i miei ricordi, perchè ogni volta cambiano, perciò suppongo che potrei aggiornarlo qualche volta.
Con questo post voglio scrivere qualcosa per me, il che capita in quasi tutti i miei post e per i (pochi) lettori del mio blog questo potrebbe essere un difetto perchè, in fin dei conti, non scrivo per loro.
Questo complica il nostro rapporto, temo. Dovreste accontentarvi di ciò che si intuisce dai miei post perchè difficilmente dirò di più.
Ora che ci penso, questo post potrebbe essere il seguito di questo.
(Il collage, con dimensione maggiore, è reperibile qui)
Partiamo? OK, in ordine sparso e considerando che sono nato nell’80.
- Giochi senza frontiere, trasmissione televisiva che andava in onda sulla Rai. (link)
- Il pranzo è servito, con Claudio Lippi. (link)
- Fuori orario di Enrico Ghezzi. (link)
- Benny Hill Show e Mr. Bean. (link)
- Dubdabdububdà, la sigla dei film Rai del lunedì. (link)
- Sigla delle Eurovisioni (link)
- Sigla dei film di Italia 1 (link)
- Boombastic, pubblicità della Levi’s. (link)
- Pubblicità delle Tabu. (link)
- Pubblicità del Pandoro Bauli. (link)
- Fruttolo, gli yogurt alla frutta. (link)
- I bastoncini Findus che mi preparava mia nonna paterna, uberfritti, ma pur sempre della nonna. (link)
- I fumetti di Dylan Dog e Topolino. (link)
- Notti magiche, sigla dei Mondiali di Italia ’90, di Edoardo Bennato e Gianna Nannini. (link)
- Schillaci a Italia ’90. (link)
- Diego Maradona, Ruud Gullit, Marco Van Basten, Lothar Matthaus, Roberto Baggio, Franco Baresi, Nicola Berti, Walter Zenga, Careca, Giuseppe Bergomi, Stefano Tacconi, Ronaldo, Dennis Bergkamp, ecc. (link)
- Mai dire TV, ma anche Mai dire Banzai e quasi tutto ciò su cui hanno messo le mani i ragazzi della Gialappa’s Band. (link)
- Baywatch e le tette di Pamela “CJ Parker” Anderson. (link)
- I Queen, in particolare con “Innuendo”… che sentii nello spot pubblicitario di un GP di formula 1 e che mi spinse a comprare la mia prima musicassetta di questo gruppo. Ricordo persino dove: a San Marino, una domenica che ero in giro coi miei genitori. Pagò il babbo. (link)
- Blink 182 e “What’s my age again?”. (link)
- “Hanno ucciso l’uomo ragno”, degli 883 e, ovviamente, la adattissima “Gli Anni”. (link)
- Green Day, “Basket case”. (link)
- Sega Mega Drive e, ovviamente, il gioco che era in omaggio, “Golden Axe”. (link)
- Il Game Boy e il Tetris. (link)
- Diablo 1 (maledetto Butcher) e 2. (link)
- I vari videogame “sparatutto” come Quake 1 e 2, Doom, Hexen 1 e 2, Duke Nukem 3D, Blood, ecc. e, l’ultimo a cui ho sacrificato ore di vita, Painkiller. (link)
- Monkey Island e Wolfstein 3D, giocati per la prima volta a casa dei miei cugini, Cristina e Michele, quando ancora non avevo mai visto un videogame dal vivo. (link)
- Magic the Gathering, le carte che mi rubarono anni e anni di vita. Una buona parte li passai alla cosiddetta “Accademia”, oggi “Bar Attolo” (…), a Cesena, chissà se ancora esiste. (link)
- Le carte Sgorbions. (link)
- Film vari: I goonies, Stand by me, La storia fantastica, La storia infinita, Labyrinth, Willow, Frankenstein junior, Ladyhawke, Chi ha Incastrato Roger Rabbit, E.T., Ricomincio da capo, la trilogia di Indiana Jones, la trilogia di Ritorno al futuro e quella di Star wars, Ghostbusters 1 e 2, Weekend con il morto 1 e 2, Howard e il destino del mondo, La mosca, L’aereo più pazzo del mondo, Una pallottola spuntata 1 e 2, Una poltrona per due, Beverly Hills Cop 1 e 2, Blues Brothers, Grosso guaio a Chinatown, Wargames, Navigator, Legend, Balla coi Lupi, Lo squalo, Highlander 1 e 2, I vari Rocky (in particolare il IV, “ti spiezzo in due”, e Rambo, La trilogia di Mad Max, La casa 1 e 2, Gremlins 1 e 2, Predator 1 e 2, Robocop 1 e 2, Terminator 1 e 2, Top gun, Blade runner, Tremors 1 e 2, Alien 1 e 2, La cosa, la serie di Nightmare, i primi tre film sugli zombi di Romero e il demenziale Il ritorno dei morti viventi, Tutti i film di Bud Spencer e Terence Hill, ecc. (link)
- 4 cuccioli da salvare, che vidi al cinema Jolly, una domenica, su invito di mia cugina Cristina. (link)
- Mamma ho perso l’aereo e Robin Hood principe dei ladri, che vidi al cinema con mio padre. (link)
- Ken il guerriero, Daitarn 3, L’uomo tigre, Lady Oscar, Holly e Benji, He-Man, I puffi, E’ quasi magia Johnny, David gnomo amico mio, Duck tales, Principe Valiant, Il Conte Dacula, Il mistero della pietra azzurra, ecc. (link)
- Cristina d’Avena. (link)
- Bim Bum Bam. (link)
- Telefilm del mattino\pomeriggio: Il mio amico Arnold, A-Team, Strega per amore, MacGyver, La casa nella prateria, Magnum PI, Super Vicky, Casa Keaton, Genitori in blue-jeans, Hazzard, I Robinson, Supercar, Rlaph super maxi eroe, L’uomo da sei milioni di dollari, L’incredibile Hulk, Colombo, La signora in giallo, Quantum leap, Il mio amico Ultraman, I ragazzi della III C, Classe di ferro, College, Professione vacanze, Don Tonino, Love me Licia, Casa Vianello, Starsky e Hutch, Chips, Adam 12, Star Trek, Visitors, Alf, Mork e Mindy, ecc. (link)
- Telefilm sconvolgenti, per quel tempo: X-Files (link), Twin Peaks (link), ER anche se io l’ho scoperto molto tardi… nel 2004. (link)
- Telefilm generazionali: Happy Days (link), Beverly Hills 90210 (link), Dawson’s Creek. (link)
- Gli scherzi telefonici, ai citofoni e i campanelli suonati prima di prendere la cosa.
- I Twilight CD che compravo a San Marino, zeppi di videogiochi e altro ancora.
- Il Lego, in particolare il rifugio di Robin Hood.
- Hero Quest.
- Zio Tibia e Notte Horror su Italia 1. (link)

Ora che ci penso da qualche anno c’è una simpatica mail che gira, tornando di moda di tanto in tanto, e che voglio riportare perchè, per quanto sia old, ogni tanto me la rileggerei volentieri.
Eccola (grazie Google):
NOI CHE GLI ANNI 80…
Noi che giocavamo a Nascondino a tutte le ore.
Noi che ci divertivamo anche facendo “Strega comanda color…”.
Noi che facevamo “Palla Avvelenata”.
Noi che giocavamo regolare a “Ruba Bandiera”.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini”.
Noi che se avevi “Vicolo Corto e Vicolo Stretto” perdevi sicuro.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che andavamo in due sulla Graziella, e da piຠgrandi sul Ciao.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che ogni volta che suonavamo rispondeva la madre.
Noi che pensavamo di avere segreti.
Noi che i segreti li avevamo davvero.
Noi che abbiamo maneggiato sostanze chimiche come il pongo, il DAS e la gommapane.
Noi che se c’era un pallone e 4 alberi era già tutto ok per giocare a calcio.
Noi che se non c’erano gli alberi si giocava lo stesso.
Noi che non dovevamo far tardi.
Noi che era pronta la cena proprio al momento del calcio di rigore.
Noi che passavamo pomeriggi giocando a Risiko.
Noi che giocavamo a “Indovina Chi?” anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che Scarabeo non ci piaceva.
Noi che il cubo di Rubik non l’abbiamo mai finito, perlomeno senza barare..
Noi che ci scambiavamo le figurine prima delle lezioni (e durante, e dopo..).
Noi che odiavamo i PlayMobil.
Noi che avevamo la pista Polistil, e le femmine Ciciobello col disco che frignava.
Noi che avevamo le macchine filoguidate, e le femmine la casa di Barbie con l’ascensore.
Noi che a volte si litigava.
Noi che 5 minuti dopo era già tutto dimenticato..
Noi che giocavamo per ore a “Merda” con le carte.
Noi che nessuno sapeva le regole del Tresette!
Noi che avevamo il mangiadischi schiacciato con il manico.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli…!!!!!
Noi che guardavamo “La Casa Nella Prateria” anche se non ci piaceva.
Noi che sognavamo un’avventura alla Ambrogio Fogar.
Noi che ridevamo se un amico rideva.
Noi che ridevamo se un amico piangeva!
Noi che le scarpe nuove duravano una settimana..
Noi che le scarpe nuove restavano pulite un’ora!
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che telefonavamo di nascosto.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che quando ritiravi le foto dal fotografo eravamo curiosi di vederle.
Noi che a scuola si andava a piedi.
Noi che scrivevamo tutti gli avvisi sul diario perdendo delle ore.
Noi che il diario ce lo tiravamo addosso, mentre le femmine ci scrivevano romanzi d’amore.
Noi che per andare alla gita scolastica di 5 giorni dovevamo preparare i genitori mesi prima.
Noi che se c’era la neve si restava alla finestra a guardarla.
Noi che come smetteva, allora TUTTI DI SOTTO!!!
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che tornavamo a casa solo quando la mamma ti chiamava dal terrazzo.
Noi che ai compleanni il regalo per il festeggiato ce lo sceglieva la mamma.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che avevamo paura che qualche amico non venisse, ma poi c’erano tutti.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che a carnevale la mamma ci obbligava a vestirci da Zorro.
Noi che facevamo sogni brutti.
Noi che ti svegliavi col battito di cuore a mille.
Noi che dormivamo con la luce del corridoio accesa.
Noi che dal letto guardavamo se c’era qualcuno nel buio dietro la finestra.
Noi che andavamo a letto dopo Carosello.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell’orrore anche se avevi paura.
Noi che poi non dormivamo per una settimana.
Noi che leggevamo Geppo, Tiramolla, Bullo e Birillo, Soldino e Nonna Abelarda.
Noi che rubavamo la frutta dagli alberi.
Noi che la rubavamo anche se non ti andava di mangiarla.
Noi che quella che non mangiavamo ce la tiravamo.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che le poesie non le volevamo imparare.
Noi che però sappiamo a memoria “Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)”.
Noi che “Disastro di Cernobyl” vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d’olio.
Noi che non sapevamo cos’era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.
Noi che a pranzo mangiavamo poco e a merenda divoravamo scaffali di brioches.
Noi che campavamo di Girella e saccottini del Mulino Bianco.
Noi che bevevamo esclusivamente il Billy.
Noi che compravamo gli ovetti kinder per trovare il puffo falegname.
Noi che di politica non ce ne fregava niente.
Noi che conoscevamo solo il Presidente della Repubblica perchè c’era la sua foto in classe.
Noi che del mondo politico conoscevamo anche Spadolini solo perchè era grassissimo.
Noi che i politici non li conoscevamo, ma Gennaro Ulivieri e Guido Pancaldi, si.
Noi che non c’erano grandi fratelli, isole dei famosi e fattorie..
Noi che indossavamo maglie che pizzicavano.
Noi che nei giorni importanti ci vestivano con le calze bianche.
Noi che le calze bianche le odiavamo perchè erano strettissime.
Noi che quando toglievamo le calze ci lasciavano un segno mostruoso sul polpaccio.
Noi che avevamo tutti i capelli corti a spazzola.
Noi che a volte ci pettinavamo.
Noi che odiavamo il minestrone.
Noi che non sapevamo leggere l’orologio a lancette.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.
Noi che ci emozionavamo se salivamo anche solo su un autobus di linea.
Noi che ci superemozionavamo se dovevamo salire su un treno.
Noi che credevamo che la nostra squadra era la più forte del mondo (anche gli interisti).
Noi che ci sdraiavamo sui prati.
Noi che tornavamo a casa regolarmente coi pantaloni sporchi d’erba.
Noi che fra amici eravamo TUTTI CARATTERIALMENTE DIVERSI.
Noi che però IN FONDO SIAMO STATI TUTTI UGUALI…!
Noi…
Noi che che ora siamo qui a ricordare…

Video in alta risoluzione su YouTube con &fmt=18

Non sono in molti, per ora, a sapere che è possibile visualizzare i video su youtube in alta risoluzione, ovvero in formato MP4 (H264 con AAC audio), a 480×360.
Come si fa? Basta modificare l’url del video in questione, aggiungendo la stringa &fmt=18 alla fine.
Questa funzione, però, non è ancora disponibile per tutti i video: in tal caso il video verrà caricato ugualmente, ma non si noterà alcuna differenza nella qualità.
Esempio:
- Video normale: http://youtube.com/watch?v=CQzUsTFqtW0
- Video in alta definizione: http://youtube.com/watch?v=CQzUsTFqtW0&fmt=18
In rete è già disponibile uno script per GreaseMonkey che permette di aggiungere automaticamente la stringa &fmt=18 alla fine dell’url.
I vincitori degli Oscar 2008

Ieri sera si è tenuta la cerimonia di premiazione degli Oscar 2008: come prevedibile i premi più ambiti sono andati all’ultimo film dei fratelli Coen, “Non è un paese per vecchi”.
Serata deludente per “Il petroliere” che, partendo con 8 nomination, porta a casa soltanto 2 statuette.
Ignorato completamente “Into the wild” di Sean Penn.
Due statuette per gli italiani Dario Marianelli (per la colonna sonora di “Espiazione”), Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (per le coreografie di “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street”).
4 Oscar per “Non è un paese per vecchi”
3 Oscar per “The Bourne Ultimatum” (…)
2 Oscar per “Il petroliere” e “La vie en rose”
ecc.
Miglior film: “Non è un paese per vecchi” di Joel e Ethan Coen
Miglior regia: Joel e Ethan Coen per “Non è un paese per vecchi”
Miglior attore protagonista: Daniel Day Lewis per “Il petroliere”
Miglior attrice protagonista: Marion Cotillard per “La vie en rose”
Miglior attore non protagonista: Javier Bardem per “Non è un paese per vecchi”
Miglior attrice non protagonista: Tilda Swinton per “Michael Clayton”
Oscar alla carriera: Robert Boyle
Miglior film di animazione: “Ratatouille” Disney Pixar
Miglior scenografia: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per “Sweeney Todd”
Miglior sceneggiatura originale: “Juno” di Diablo Cody
Miglior sceneggiatura non originale: “Non è un paese per vecchi” di Coen Bros.
Miglior film straniero: “The Counterfeiters” di Stefan Ruzowitzky (Austria)
Miglior fotografia: Robert Elswit per “Il petroliere” di P.T. Anderson
Miglior montaggio: Christopher Rouse per “The Bourne Ultimatum” di Paul Greengrass
Migliori costumi: Alexandra Byrne per “Elizabeth”
Miglior trucco: Didier Lavernie per “La vie en rose”
Migliori effetti speciali: Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris e Trevor Wood per “La bussola d’oro”
Miglior colonna sonora: “Espiazione” di Dario Marianelli
Miglior cortometraggio: “Les Mozart De Pickpockets” di Pilippe Pollet-Villard
Miglior cortometraggio di animazione: “Peter and The Wolf” di Suzie Templeton e Hugh Welchman
Miglior canzone: “Falling slowly” da “Once”
Miglior documentario: “Taxi to the Dark Side” di Alex Gibney, Eva Horner
Miglior cortometraggio documentario: “Freeheld” di Cynthia Wade e Vanessa Roth
Migliori sonoro (montaggio): Karen Baker Landers e Per Hallberg per “The Bourne Ultimatum” di Paul Greengrass
Migliori sonoro (mixaggio): Scott Millan, David Parker e Kirk Francisper “The Bourne Ultimatum” di Paul Greengrass
—
Segue il riepilogo delle nomination:
Miglior film
“Espiazione”
“Juno”
“Michael Clayton”
“Non è un paese per vecchi”
“Il petroliere”
Miglior regia
“Juno” — Jason Reitman
“Michael Clayton” — Tony Gilroy
“Non è un paese per vecchi” — Joel e Ethan Coen
“Il petroliere” — Paul Thomas Anderson
“Lo scafandro e la farfalla” — Julian Schnabel
Miglior attore protagonista
George Clooney in “Michael Clayton”
Daniel Day-Lewis in “Il petroliere”
Johnny Depp in “Sweeney Todd”
Tommy Lee Jones in “Nella valle di Elah”
Viggo Mortensen in “La promessa dell’assassino”
Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett in “Elizabeth: The Golden Age”
Julie Christie in “Away from Her – Lontano da lei”
Marion Cotillard in “La vie en rose”
Laura Linney in “La famiglia Savage”
Ellen Page in “Juno”
Miglior attore non protagonista
Casey Affleck in “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford”
Javier Bardem in “Non è un paese per vecchi”
Philip Seymour Hoffman in “La guerra di Charlie Wilson”
Hal Holbrook in “Into the Wild – Nelle terre selvagge”
Tom Wilkinson in “Michael Clayton”
Miglior attrice non protagonista
Cate Blanchett in “Io non sono qui”
Ruby Dee in “American Gangster”
Saoirse Ronan in “Espiazione”
Amy Ryan in “Gone Baby Gone”
Tilda Swinton in “Michael Clayton”
Miglior film di animazione
“Persepolis” — Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
“Ratatouille” — Brad Bird
“Surf’s Up – I re delle onde” — Ash Brannon e Chris Buck
Miglior scenografia
“American Gangster” — Direzione artistica: Arthur Max – Decorazione set: Beth A. Rubino
“La bussola d’oro” — Direzione artistica: Dennis Gassner – Decorazione set: Anna Pinnock
“Espiazione” — Direzione artistica: Sarah Greenwood – Decorazione set: Katie Spencer
“Il petroliere” — Direzione artistica: Jack Fisk – Decorazione set: Jim Erickson
“Sweeney Todd” — Direzione artistica: Dante Ferretti – Decorazione set: Francesca Lo Schiavo
Miglior sceneggiatura originale
“Juno” — Diablo Cody
“Lars e una ragazza tutta sua” — Nancy Oliver
“Michael Clayton” — Tony Gilroy
“Ratatouille” — Brad Bird (soggetto di Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird)
“La famiglia Savage” — Tamara Jenkins
Miglior sceneggiatura non originale
“Espiazione” — Christopher Hampton
“Away from Her – Lontano da lei” — Sarah Polley
“Lo scafandro e la farfalla” — Ronald Harwood
“Non è un paese per vecchi” — Joel e Ethan Coen
“Il petroliere” — Paul Thomas Anderson
Miglior film straniero
“12” (Russia)
“Beaufort” (Israele)
“Il falsario – Operazione Bernhard” (Austria)
“Katyn'” (Polonia)
“Mongol” (Kazakistan)
Miglior fotografia
“L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford” — Roger Deakins
“Espiazione” — Seamus McGarvey
“Non è un paese per vecchi” — Roger Deakins
“Il petroliere” — Robert Elswit
“Lo scafandro e la farfalla” — Janusz Kaminski
Miglior montaggio
“The Bourne Ultimatum” — Christopher Rouse
“Into the Wild – Nelle terre selvagge” — Jay Cassidy
“Non è un paese per vecchi” — Roderick Jaynes
“Il petroliere” — Dylan Tichenor
“Lo scafandro e la farfalla” — Juliette Welfling
Migliori costumi
“Across the Universe” — Albert Wolsky
“Elizabeth: The Golden Age” — Alexandra Byrne
“Espiazione” — Jacqueline Durran
“Sweeney Todd” — Colleen Atwood
“La vie en rose” — Marit Allen
Miglior trucco
“La vie en rose” — Didier Lavergne e Jan Archibald
“Norbit” — Rick Baker e Kazuhiro Tsuji
“Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo” — Ve Neill e Martin Samuel
Migliori effetti speciali
“La bussola d’oro” — Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris e Trevor Wood
“Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo” — John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson e John Frazier
“Transformers” — Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl e John Frazier
Miglior colonna sonora
“Il cacciatore di aquiloni” — Alberto Iglesias
“Espiazione” — Dario Marianelli
“Michael Clayton” — James Newton Howard
“Quel treno per Yuma” — Marco Beltrami
“Ratatouille” — Michael Giacchino
Miglior cortometraggio
“At Night” — Christian E. Christiansen e Louise Vesth
“Le Mozart des Pickpockets” — Philippe Pollet-Villard
“Il supplente” — Andrea Jublin
“Tanghi argentini” — Guido Thys and Anja Daelemans
“The Tonto Woman” — Daniel Barber e Matthew Brown
Miglior cortometraggio di animazione
“I Met the Walrus” — Josh Raskin
“Madame Tutli-Putli” — Chris Lavis e Maciek Szczerbowski
“Même Les Pigeons Vont au Paradis” — Samuel Tourneux and Simon Vanesse
“Moya Lyubov” — Alexander Petrov
“Peter & the Wolf” — Suzie Templeton e Hugh Welchman
Miglior canzone
“Falling Slowly”, da “Once” — Musica e testo di Glen Hansard e Marketa Irglova
“Happy Working Song”, da “Come d’incanto” — Musica di Alan Menken, testo di Stephen Schwartz
“Raise It Up”, da “La musica nel cuore”
“So Close”, da “Come d’incanto” — Musica di Alan Menken, testo di Stephen Schwartz
“That’s How You Know”, da “Come d’incanto” — Musica di Alan Menken, testo di Stephen Schwartz
Miglior documentario
“No End in Sight” — Charles Ferguson e Audrey Marrs
“Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience” — Richard E. Robbins
“Sicko” — Michael Moore e Meghan O’Hara
“Taxi to the Dark Side” — Alex Gibney e Eva Orner
“War/Dance” — Andrea Nix Fine e Sean Fine
Miglior cortometraggio documentario
“Freeheld” — Cynthia Wade e Vanessa Roth
“La Corona” — Amanda Micheli e Isabel Vega
“Salim Baba” — Tim Sternberg e Francisco Bello
“Sari’s Mother” — James Longley
Migliori sonoro (montaggio)
“The Bourne Ultimatum” — Karen Baker Landers e Per Hallberg
“Non è un paese per vecchi” — Skip Lievsay
“Il petroliere” — Matthew Wood
“Ratatouille” — Randy Thom e Michael Silvers
“Transformers” — Ethan Van der Ryn e Mike Hopkins
Migliori sonoro (mixaggio)
“The Bourne Ultimatum” — Scott Millan, David Parker e Kirk Francis
“Non è un paese per vecchi” — Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff e Peter Kurland
“Ratatouille” — Randy Thom, Michael Semanick e Doc Kane
“Quel treno per Yuma” — Paul Massey, David Giammarco e Jim Stuebe
“Transformers” — Kevin O’Connell, Greg P. Russell e Peter J. Devlin
An American History at 25th Hour
Sì… vaffanculo anche tu – Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita.
In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle.
In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina.
In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti…puzzano di curry da tutti i pori; mi mandano in paranoia le narici… aspiranti terroristi, E RALLENTATE, CAZZO!
In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel.
In culo ai bottegari Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme.
In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano… tornatevene da dove cazzo siete venuti!
In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell’appartheid.
In culo agli agenti di borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell’universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita… e Bush e Chaney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere!
In culo alla Tyco, alla ImClone, all’Adelphia, alla WorldCom…
In culo ai Portoricani: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale… e non fatemi parlare dei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni.
In culo agli italiani di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant’Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi, sperando in un’audizione per I Soprano.
In culo alle signore dell’Upper East Side, con i loro foulard di Hermesse e i loro carciofi di Calducci da 50 dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate… Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane!
In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete…le chiappe, è ora!
In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia!
In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti.
In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l’è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all’inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville.
In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo.
In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell’eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all’inferno. Stronzi cammellieri con l’asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!…
In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento.
In culo a Francio Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza.
In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia… maledetta puttana!
In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore: beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri inneggiando ai Bronx Bombers.
In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.
No, no, in culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l’hai buttato via, BRUTTO TESTA DI CAZZO!”
Presentatrici in Parlamento, Italia
Nel teatrino d’Italia mancava solo l’On. Gabriella Carlucci (si si, proprio quella di “Buona domenica”) che ficca il naso nei meriti scientifici del Prof. Luciano Maiani (noto fisico sammarinese), scrivendo una lettera a Romano Prodi, nella quale critica la nomina di Maiani a Presidente del CNR e, a supporto delle proprie osservazioni, cita Sheldon Glashow.
Molto bene, dov’è il problema?
Che la Carlucci sminuisce Maiani facendo diversi riferimenti a feroci critiche che Glashow avrebbe rivolto a Maiani in passato (i due fisici hanno collaborato per anni e quindi si conoscon bene) e, ques’ultimo, è dovuto intervenire scrivendo a sua volta una lettera a Prodi nella quale smentisce la Carlucci.
Tutto qui? No no…
La Carlucci, non soddisfatta, ha dovuto estrarre una perla dal proprio repertorio, scrivendo una lettera a Glashow, dove gli chiede: “Le scrivo solo ora per porLe una semplice domanda: se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel?”
Ecco.
Questa è la domanda con cui un Parlamentare italiano pensa di beccare in castagna Glashow, un Nobel di fama mondiale.
Con un simile ragionamento persino Von Neumann (e tanti altri) potrebbe essere ritenuto un garzone del mondo matematico\scientifico.
Questa è l’Italia.
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Seguono i testi delle 3 lettere:
Lettera – Carlucci scrive a Prodi e critica Maiani usando Glashow come supporto
Spett.le: Presidente Prodi
Ministro Mussi
Sottosegretario Modica
P.C. : Componenti Commissione
Cultura Camera dei Deputati
Componenti Commissione
Cultura Senato della Repubblica
Nel proporlo alla Presidenza del CNR Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali.
Niente di più falso.
Maiani nel 1969 ha avuto la fortuna di lavorare per un semestre ad Harvard con Sheldon Glashow (Premio Nobel per la Fisica nel 1979) con i quale pubblicò l’unico suo lavoro degno di interesse.
Lavoro che firmò ma che chiaramente non capì visto che nel 1974 lo rinnegò pubblicando un altro lavoro (nota bene: insieme a Cabibbo, Parisi e Petronzio) dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse.
Successivamente Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola.
Tutto questo creò un notevole danno di immagine alla Fisica italiana e alla tanto pubblicizzata scuola romana della Sapienza: i famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevante ma che sono molto abili nel procurarsi posizioni di potere: Cabibbo è stato Presidente dell’INFN e dell’ENEA, Petronzio è l’attuale Presidente dell’INFN, Parisi ha presieduto il Comitato di Alta Consulenza che ha portato Maiani alla Presidenza del CNR. Maiani è stato Presidente dell’INFN e Direttore del CERN provocando danni devastanti ad entrambe le istituzioni. Particolarmente critica fu la sua gestione del CERN come è dimostrato da numerosi documenti (si veda, per esempio, Nature del 4 ottobre e dell’11 ottobre 2001).
Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, riuscì a risolvere la crisi e impedì una bruttissima figura all’Italia. Da ricordare che Parisi e Petronzio manifestavano nelle piazze italiane contro la Moratti proprio mentre lei si impegnava a salvare la faccia (e non solo) al loro sodale Maiani.
Tutto questo non potrà essere dimenticato. Sarebbe pertanto utile per il bene di tutti e, soprattutto, del CNR che Maiani facesse un passo indietro. Invito anche i colleghi della Commissione Cultura del centrosinistra ad informarsi meglio prima di esprimere giudizi non basati sui fatti e chiaramente in malafede.
Questo invito è inoltre particolarmente rivolto al Sottosegretario Luciano Modica.
On. Gabriella Carlucci
Lettera – Glashow smentisce la Carlucci e conferma la stima in Maiani
Al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Romano Prodi
Mi hanno mostrato il contenuto di una lettera calunniosa che le ha scritto la sig.ra Gabriella Carlucci il 7 febbraio 2008. Questa lettera è stata pubblicata sul sito Puglia-live ed è stata largamente diffusa. Nella lettera sostiene, falsamente, che io abbia messo in dubbio la competenza scientifica del prof. Luciano Maiani, recentemente eletto presidente del CNR, e che avessi ostacolato la sua nomina al CERN. Queste calunniose dichiarazioni sono parte di un più grande tentativo di sminuire l’operato scientifico del prof. Maiani. La lettera denigra i suoi risultati scientifici ottenuti negli anni e di molti suoi colleghi, come il prof. Cabibbo, Parisi e Petronzio, sostenendo che questi abbiano causato un serio danno all’immagine della fisica italiana nel mondo. Non è così! I commenti che la signora Carlucci mi riferisce sono assolutamente falsi e maligni. Il prof. Maiani ebbe un ruolo chiave nella nostra collaborazione, anni fa, e questo gli è stato riconosciuto internazionalmente con un’alta onorificenza: il premio Dirac Medal and Sakurai.
Le molte ricerche del prof. Maiani, sono state citate oltre ottomila volte (non includendo le oltre 3600 citazioni riguardanti il nostro lavoro comune). Io non ho mai scritto, suggerito o pensato nulla remotamente dispregiativo a proposito delle competenze di questo stellare scienziato italiano. I temi fondanti della lettera della sign.ra Carlucci, sono falsi, calunniosi e maligni. Io ed i miei colleghi nel mondo abbiamo la più alta considerazione degli studiosi italiani sulle particelle fisiche, delle quali il prof. Cabibbo, Petronzio, Parisi e lo stesso Maiani sono luminari che possono essere considerati come ‘gli eredi di Fermi’. E questi non possono in alcun modo aver danneggiato l’immagine delle istituzioni scientifiche del Suo Paese, agli occhi di uno studente straniero se c’è qualcosa che può danneggiare l’immagine del Suo Paese sono la volgarità e l’inganno di questi calunniosi tentativi di denigrare uno dei più esimi scienziati della Sua nazione.
Cordialmente
Sheldon L. Glashow – Premio Nobel e membro dell’Accademia dei Lincei
Lettera – Carlucci risponde a Glashow ed estrae il coniglio dal cilindro
Caro Prof. Glashow, Lei ha scritto al Presidente Prodi insultandomi brutalmente senza però andare alla sostanza delle cose. La informo che i contenuti della lettera che ha suscitato la Sua ira vengono da notizie pubblicate su quotidiani italiani, su Nature e su “Lettere al Nuovo Cimento”. Notizie mai smentite. Le scrivo solo ora per porLe una semplice domanda: se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel ? Eppure la Fisica della Particella italiana (e, in particolare, quella romana) è in percentuale e in valore assoluto fra le meglio finanziate al mondo. Sperò mi risponderà senza insultarmi. E non dica bugie: potrei sorprenderLa. Cordiali saluti.
Gabriella Carlucci