Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Civita di Bagnoregio, il paese che muore

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Civita di bagnoregio

Non capisco come mi sia potuto sfuggire un borgo medievale come Civita di Bagnoregio *_*

Da Wikipedia:


Civita è una frazione di Bagnoregio, è completamente isolata ed è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato. La causa di questo isolamento è la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle tipiche forme dei calanchi e che continua ancora oggi, rischiando di far scomparire la frazione, che per questo è stata chiamata “il paese che muore”.

La frazione, attualmente abitata da poche famiglie, è ogni anno meta di numerosi turisti ed è stata diverse volte utilizzata come set cinematografico. All’interno del borgo rimangono varie case medievali, la chiesa di San Donato (che si affaccia sulla piazza principale), il Palazzo Vescovile, un mulino del ‘500, la casa natale di San Bonaventura e la porta di Santa Maria, con due leoni che tengono tra le zampe una testa umana (a ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi).

Suggestivo il presepe vivente, che si tiene nel periodo natalizio ed è ormai diventato una tradizione. Le vicende di Maria e Giuseppe sono ambientate nelle vie medievali, con effetti scenografici straordinari, confermati dalla numerosa partecipazione popolare.

La prima domenica di giugno e la seconda di settembre viene allestito nella piazza principale il secolare Palio della Tonna (“tonda” nel dialetto locale), in cui le contrade di Civita si sfidano a dorso di un asino, sostenuti dal tifo degli abitanti.

Bagnoregio fu testimone della Campagna risorgimentale dell’Agro Romano per la liberazione di Roma nel 1867. Conserva la “Piramide” Monumento-Sacrario garibaldino custode dei Volontari caduti negli scontri contro i pontifici.

Borgo inserito seduta stante nella mia wishlist dei viaggi.

Qualche foto da Flickr:

Written by filippo

10 aprile 2008 at 7:13 PM

Pubblicato su Vita personale

Torno per cena, disse

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Quel giorno nella villa in cima a Via Diavolessa.

Il frusciare delle foglie in balia del vento rende irriconoscibile ogni rumore, tutti sono sospetti ormai.
Attimi di panico e di occhiate fugaci alle ombre che si allungano, il cuore che pompa la sua corsa forsennata e il continuo voltarsi in ogni direzione reso tangibile dal freddo incontro sulle tempie di vento e sudore.
Ogni direzione è indesiderata, ma la scala ti attrae a sè e, proprio quando sai cosa fare, uno sciacquio ti distrae.
Sai cosa è meglio per te, ma ormai devi guardare.
[…]

In lontananza vide una via di fuga nella boscaglia vecchia e contorta.
Sentì la speranza avvolergli le spalle come un mantello, ignaro che mai avrebbe visto il cancello meglio di così.
[…]

Written by filippo

6 aprile 2008 at 6:38 PM

Pubblicato su Fotografie, Scrivere

Flickr a Cesena

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Con un po’ di ritardo segnalo un articolo, apparso su “Cesena IN Magazine”, dedicato alla comunità cesenate di appassionati di fotografia, che si ritrova su Flickr, e che ha avuto un notevole incremento di membri e iniziative nel periodo fine 2007 – inizio 2008.

Io sono l’ultimo a destra :)

[clicca qui per ingrandire l’articolo]

Written by filippo

6 aprile 2008 at 6:19 PM

Pubblicato su Flickr, Fotografie, Vita personale

Libri, qualche appunto personale

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Non giova né si assimila il cibo vomitato subito dopo il pasto. […] Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne. […] Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi. Procurati ogni giorno un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità; e quando avrai fatto passare tante cose, estrai un concetto da assimilare in quel giorno.
(Lucio Anneo Seneca)

Procurarmi, prima o poi, magari quando escono in edizione economica, tanto i libri da leggere non mi mancano, i seguenti libri:

Senza fretta però, vedi mai che Seneca ne sapesse più di me.

Del resto la fotocopia è uno strumento di estrema utilità, ma molte volte costituisce anche un alibi intellettuale: cioè uno, uscendo dalla biblioteca con un fascio di fotocopie, ha la certezza che non potrà di solito mai leggerle tutte, non potrà neanche poi ritrovarle perché incominciano a confondersi tra di loro, ma ha la sensazione di essersi impadronito del contenuto di quei libri. Prima della xerociviltà costui si faceva lunghe schede a mano in queste enormi sale di consultazione e qualcosa gli rimaneva in testa. Con la nevrosi da fotocopia c’è il rischio che si perdano giornate in biblioteca a fotocopiare libri che poi non vengono letti.
(Umberto Eco)

Fino al tardo Ottocento […] era pratica comune per i giovani, e per i lettori impegnati vita natural durante, trascrivere lunghi discorsi politici, prediche, pagine di poesia e di prosa, voci di enciclopedie e capitoli di narrazioni storiche. Questo lavoro di copiatura aveva diversi scopi: il miglioramento del proprio stile, la tesaurizzazione voluta di esempi pronti di argomentazione o di persuasione, il rafforzamento di una memoria accurata (elemento cardinale). Soprattutto, la trascrizione comprende un coinvolgimento totale con il testo, una dinamica reciproca fra lettore e libro.
Questo coinvolgimento totale è la somma dei vari modi di risposta responsabile: marginalia, annotazione sistematica, correzione ed emendamenti filologici, trascrizione. Tutti insieme, essi generano una continuazione del libro che viene letto. La penna attiva del lettore verga «un libro in risposta».

(George Steiner)

Written by filippo

6 aprile 2008 at 5:22 PM

Pubblicato su Libri

Robert Kennedy e il PIL

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Qualche sera fa, a Report (16/03/2008), ho potuto ascoltare un discorso di Bob Kennedy, fratello di John Fitzgerald, entrambi assassinati rispettivamente nel 1968 e 1963.

In questo discorso, risalente al 18/03/1968 e tenuto presso l’Università del Kansas, Robert Kennedy parla del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indice di misura per il benessere di un paese e lo fa in un modo che oggi sarebbe impensabile.

Si potrebbe discutere sul suo eventuale predicare bene e razzolare male, ma al di là di questo credo sia importante trasmette il suo messaggio.
Del resto una cosa intelligente è tale indipendentemente da chi la pronuncia e non viceversa.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Written by filippo

31 marzo 2008 at 6:47 PM

Pubblicato su Attualità