Archive for the ‘Vita personale’ Category
New York Days

Dal 10 al 21 Giugno 2012 ho vissuto una esperienza unica a New York; sicuramente una tappa fondamentale nella mia vita, sia come fotografo che come uomo.
Citando la mia nuova amica Veronica Onofri: “Quello che mi ha lasciato NY è la sensazione di perdere troppo tempo della mia vita a pensare invece che a fare. Quindi da domani si cambia musica. La volontà personale è fondamentale, ma anche gli stimoli sono importanti e se gli stimoli non ci sono allora vai a NY per un po’“.
Per 7 giorni ho vissuto in un accogliente loft a Williamsburg e lavorato con il fotografo Stefano De Luigi della VII Agency (uno fra quelli che più stimo), con il coordinamento di Laura De Marco e Roberto Alfano di Spazio Labò e il supporto di Virginia Carolfi e Giacomo Maestri.
Sono anche venuti diversi ospiti importanti e stimolanti, che hanno presentato i propri lavori e dispensato consigli e risposto alle nostre curiosità: Alison Bradley (fotografa e docente di “Photography in the Context of Contemporary Art World” presso l’International Centre for Photography), Gaia Light (che ha presentato il multimedia del progetto “Brooklyn Buzz”, portato avanti in collaborazione con Alessandro Cosmelli e ispirato al lavoro di Robert Frank) e Ashley Gilbertson (fotografo di VII Photo Agency, che ci ha parlato del suo lavoro come inviato durante i conflitti in Iraq e Afghanistan e dei suoi progetti: “The life and lonely death of Noah Pierce“, “Bedrooms of the fallen“ e “The Great Recession in New York“).
Oltre a me hanno lavorato ai propri progetti i seguenti fotografi (e oggi amici): Carlotta Cardana, Cristina Brolli, Dario De Cristofaro, Dario Spoto, Giancarlo Patri, Lorenzo Montanelli, Marcella Isola, Margherita Staglianò, Martino Chiti, Serena Sgura, Simona Milani e la già citata Veronica Onofri.
La full-immersion nel progetto e i ritmi serrati delle fasi di scatto, editing e confronto con Stefano De Luigi sono stati molto importanti per me per stabilire nuovi criteri in quanto a determinazione, dedizione e precisione.
Nonostante tutto, anche in questi 7 giorni non sono mancati momenti di svago e divertimento; ironia volontaria o meno; il conoscersi attraverso il proprio portfolio e lavoro, ma anche attraverso la condivisione di momenti di confidenza e confronto.
Sabato 16 giugno, alle ore 20.00, si è tenuto lo slideshow party finale, durante il quale sono stati proiettati i progetti con un pubblico di altissimo livello, come Alex Webb (fotografo dell’agenzia Magnum dal 1976) e Rebecca Norris Webb, che hanno presentato i loro ultimi progetti fotografici, tra cui “Violet Isle” e “My Dakota”; erano inoltre presenti fotografi, curatori e photoeditor.
Lunedì mi sono trasferito in un secondo loft e ho iniziato a vivere da turista.
Scesa l’adrenalina e l’entusiasmo del lavoro, ho iniziato a sentire un po’ di stanchezza fisica e mentale; mi riusciva difficile anche fare il semplice turista, avrei voluto immergermi in un nuovo progetto fotografico, sfruttando ogni momento passato a NY.
Alla fine sono tornato a Wall Street per fare alcuni ritratti, poi ho visto Time Square, l’International Center of Photography (con la mostra su Weegee), Bryant Park, Coney Island, Moma (ma solo lo store, visto che proprio quel giorno il museo era chiuso), il Memoriale dell’11 settembre, Harlem, Central Park, ecc.
Fra ICP e Moma, non ho potuto evitare di comprare qualche libro fotografico:
Alejandro Cartagena, Suburbia Mexicana (scoperto curiosando nello store del Moma);
Alec Soth, From Here to There: Alec Soth’s America (uno dei miei fotografi preferiti del momento);
Lucas Foglia, A Natural Order (bellissimo libro, scoperto all’ICP, ma che non ho comprato perchè stavo spendendo troppo);
Tutti i suddetti libri contengono lavori sullo stesso stile e genere del mio progetto.

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò

© Spazio Labò
Addio a Robin Gibb (Bee Gees)

Non avrei avuto niente a che spartire con i Bee Gees.
Ai primi anni delle superiori, quando ero più giovane e stupido, probabilmente li avrei catalogati come una banda di frocioni su cui fare battute e sghignazzare cercando l’appoggio dei compagni di classe.
Però, molti anni prima, mio padre conservava, dimenticata nel cruscotto della macchina (una Fiat Regata bianca), una loro musicassetta e quando fui abbastanza grande da interessarmi al mangianastri della macchina, iniziai a farla andare in loop nei lunghi pomeriggi della domenica. Girando e rigirando il lato.
Non capivo niente, non sapevo cosa fosse il falsetto o la discomusic. Mi piacevano.
Ammetto però che li trovavo più adatti alla notte.
In seguito ampliai la collezione musicassette da auto comprandone una seconda a San Marino, la prima che scelsi autonomamente: Innuendo dei Queen (ancora oggi vado fiero di quella scelta).
Per me i Bee Gees sono legati indissolubilmente alle domeniche pomeriggio in giro coi miei genitori.
Tracce da un workshop 10
Venerdì 13 aprile 2012, ore 20.00
Inaugurazione di “Tracce da un workshop 10”
La mostra avrà luogo dal 13 al 20 aprile 2012, presso il Diagonal Loft Club in Via Salinatore, 101 – Forlì.
Mostra delle fotografie realizzate durante il corso di fotografia Corpo e Figura Umana condotto da Silvia Camporesi presso Cultura Progetto. Ingresso gratuito.
Nella mostra sarà possibile vedere la mia serie L’attesa.
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3 donne
In occasione della “Festa della donna”, voglio dedicare un breve articolo a 3 donne che negli ultimi mesi mi hanno avvicinato e coinvolto in temi o arti, in precedenza trascurati.
- Alda Merini, di cui sto lentamente leggendo e apprezzando le poesie e la biografia.
- Magda Szabó, di cui ho iniziato il libro “Il vecchio pozzo”, un triste giorno trascorso in sala d’attesa al pronto soccorso e che ho deciso di reiniziare e assaporare pienamente appena avrò 2-3 giorni liberi. Merita una lettura concentrata.
- Wisława Szymborska, scoperta soltanto dopo la sua morte, grazie anche alle letture di Roberto Mercadini (“Sulla morte, senza esagerare“, “La cipolla“) e approfondita leggendo la raccolta di poesie “La gioia di scrivere” in ogni momento d’attesa.
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