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Workshop FabbricaLab a Forlì

Con enorme piacere ho condotto nelle ultime settimane un Workshop di fotografia a Forlì, iniziato il 23 maggio e che si concluderà venerdì 21 luglio con la Mostra fotografica dei progetti realizzati dai 15 studenti, determinati e curiosi, con cui ho avuto a che fare :)
La fotografia è un linguaggio potente, in grado di raccontare, ma anche di creare dialogo, fra studenti e docenti, ma anche fra studenti che fotografano una città, Forlì, mettendosi in contatto con gli abitanti, nel lavoro di ricerca, nel realizzare ritratti, rivalutando il contatto umano, ormai fin troppo surrogato dal virtuale.
Mostra Fotografica conclusiva del laboratorio di fotografia nell’ambito di FabbricaLab 2017 a cura dell’Ass. Tank Sviluppo Immagine
Tutor: Andrea Angelini, Michela Mazzoli, Cristina Paglionico, Filippo Venturi
Partecipanti: Natalia Boscaneanu, Sara Camporesi, Chiara Casali, Alessandra Foschi, Jessica Francesconi, Laura Fuzzi, Federica Mirra, Marco Moruzzi, Elisa Martina Piacente, Michela Ranieri, Yuliya Shykalyuk, Pamela Stortoni, Marina Tufano, Elena Vandi, Valentina Zoffoli
INAUGURAZIONE
Venerdì 21 Luglio, ore 21
Fabbrica delle Candele, Sala Rossa
Piazzetta Corbizzi, 1 – Forlì
WORKSHOP DI FOTOGRAFIA A FORLÌ
Nell’ambito del Progetto per attività laboratoriali rivolte a giovani presso la Fabbrica delle Candele
Argomenti trattati:
- Il linguaggio delle immagini, la fotografia ed il racconto fotografico.
- Immagini singole e portfolio fotografico.
- Analisi sui diversi approcci allo sviluppo di un progetto fotografico.
- Lettura delle immagini.
- La fotografia come ricerca territoriale.
- Esperienze fotografiche di ricerca sul territorio italiano, da “Viaggio in Italia” fino ai recenti progetti nazionali FIAF.
- Analisi sulle diverse tematiche dei grandi autori sul territorio italiano.
- Lettura collettiva di Portfoli fotografici.
- La fotografia di reportage; la preparazione e la realizzazione di un progetto o racconto fotografico.
- Il fotogiornalismo nell’epoca contemporanea.
- Uscita fotografica di gruppo per mettere in pratica le nozioni imparate.
- Realizzazione di un breve portfolio fotografico improntato su un tema prestabilito.
- Visione e lettura dei lavori svolti; confronto di gruppo.
- Realizzazione della mostra fotografica con le foto realizzate dagli iscritti nell’uscita fotografica.
E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, in mostra a Cesena!

E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze
E IL MARE CONCEDERÀ A OGNI UOMO NUOVE SPERANZE
Mostra fotografica a cura di Filippo Venturi
Anteprima del laboratorio fotografico con i ragazzi rifugiati e richiedenti asilo del Progetto Accoglienza dell’ASP Cesena Valle Savio
Apertura: Venerdì 23 Giugno 2017, dalle ore 18
Periodo della mostra: Dal 23 Giugno al 23 Luglio 2017
Sede: Complesso ex-Roverella, Via Strinati, 59 – Cesena (FC)
Orario di apertura: 23, 24 e 25 Giugno, dalle ore 18 alle ore 24; in seguito dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18. Ingresso libero
L’organizzazione della mostra, nell’ambito dell’evento “Cortili Aperti 2017”, è a cura dell’ASP Cesena Valle Savio, in collaborazione con Bibliostelle, Istituto di Cultura Musicale Arcangelo Corelli, Conservatorio Bruno Maderna, Associazione Musica Meccanica Italiana, Associazione Il Cigno, Project Work Italia, Team Service, L’Aquilone di Iqbal e con il patrocinio del Comune di Cesena.
IL PROGETTO
Cerca la foto in mezzo ai documenti frusti, infilati nella giacca. La trova.
Nel porgerla, ci stampa sopra il pollice.
Quasi deliberatamente, come un gesto di possesso.
Una donna o forse un bambino.
La foto definisce un’assenza.
Anche se è vecchia di dieci anni, non fa differenza.
Tiene aperto, preserva lo spazio vuoto che, se tutto va bene, la presenza della persona ritratta un giorno tornerà ad occupare.
La ripone immediatamente nella tasca e senza darle neanche un’occhiata.
Come se la sua tasca ne avesse bisogno.
– “Il Settimo Uomo”, John Berger, Jean Mohr
La bulimia mediatica legata al fenomeno migratorio ha col tempo sepolto l’identità delle persone e offuscato l’empatia verso le necessità e i desideri di chi ha dovuto abbandonare la propria casa e attraversare il mondo alla ricerca dei propri sogni.
Gli unici momenti in cui l’individuo emerge dall’anonimato dai numeri è quando diventa (due volte?) vittima.
Un padre, Osama al-Abdelmohsen, attraversa di corsa il confine serbo-ungherese con il proprio figlio piccolo, Zaid, in braccio; ha già percorso quasi 3.000 km e dovrà affrontarne altri 2.000 per giungere alla sua destinazione, la Spagna. Quel giorno però, lo sgambetto della videoreporter ungherese Petra Laszlo, con conseguente caduta, viene ripreso e fa il giro del mondo.
E’ servito quello sgambetto per convincerci a fermarci e a osservare; per un attimo padre e figlio sono stati riconosciuti come tali e non come numeri o come invasori.
E’ servita l’immagine di Aylan Kurdi, 3 anni, adagiato sulla sabbia e senza respiro, per comprendere cosa significa morire nel tentativo di raggiungere una vita migliore. Per un attimo certe affermazioni che incitano a lasciarli affondare in mare sono emerse in tutta la loro assurdità.
La Fotografia si presta alla contemplazione, a recuperare l’azione premeditata e scelta dell’osservazione, verso ciò che solitamente è un guardare istintivo e frenetico.
La scopo di questo laboratorio – ancora in corso e che prevede anche la raccolta di testimonianze e storie – consiste nel restituire una identità ai ragazzi rifugiati e richiedenti asilo del Progetto accoglienza dell’ASP Cesena Valle Savio.
Hanno scelto di partecipare, aprendosi e mostrandosi, non a livello burocratico, ma a livello umano, verso la città che li ospita e che merita di osservare coi propri occhi e non attraverso l’eco di slogan bianchi o neri.
Una selezione di immagini neutre, dall’archivio ASP, come le fototessere realizzate ai ragazzi al loro arrivo in città; una selezione di ritratti realizzati da un fotografo che ha iniziato a conoscerli e riconoscerli; una selezione di selfie, forma bistrattata di fotografia che svolge un importantissimo e non riconosciuto ruolo sociale, sostituendosi al diario, surrogando la parola; una selezioni di immagini degli ambienti che frequentano e altro ancora.
In questa anteprima è presentata una selezione di fotografie che innalzano un potenziale ponte sul quale, chi vorrà, potrà procedere per avvicinarsi allo sconosciuto, al presunto diverso, forse sorprendendosi e rispecchiandosi.
L’integrazione avviene su due versanti, se da un lato c’è chi porge la mano, dall’altra occorre qualcuno che la accolga nella propria.
IL CURATORE
Filippo Venturi (Cesena, 1980) è un fotografo documentarista italiano.
Si dedica inoltre a progetti artistici e personali su temi, storie e problematiche che ritiene interessanti da approfondire.
I suoi reportage sono stati pubblicati su diversi magazine e quotidiani come The Washington Post, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Vanity Fair, Gente, D di Repubblica, Io Donna / Corriere della Sera.
Nel 2015 ha realizzato il progetto “Made in Korea”, sulla Corea del Sud, che è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, al Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma nell’ambito della selezione “Emerging Talents” e alla Somerset House di Londra a seguito del premio ricevuto ai Sony World Photography Awards.
Nel 2017 è stato inviato da Vanity Fair in Corea del Nord, dove ha realizzato il reportage “Korean Dream”, completando così il suo progetto sulla penisola coreana.

Lo spazio espositivo, prima dei lavori di pulizia e allestimento.
Made in Korea sulla rivista Billy
Il mio reportage sulla Corea del Nord per Vanity Fair è uscito oggi!

Il mio reportage sulla Corea del Nord per Vanity Fair è uscito oggi!
Un articolone di 8 pagine, con 11 mie fotografie e il bel testo di Imma Vitelli.
My latest assignment for Vanity Fair about North Korea is out!
A 8 pages article with 11 photographs of mine and a great text by Imma Vitelli.
3rd Prize at Px3 Prix de la Photographie Paris

I am very proud to announce that my work “Demigods” received the 3rd Prize in Professional Press / Sport category at PX3 Prix de la Photographie Paris.
The “Prix de la Photographie, Paris” (Px3) strives to promote the appreciation of photography, to discover emerging talent, and to introduce photographers from around the world to the artistic community of Paris. Winning photographs from this competition are exhibited in a high-profile gallery in Paris and published in the high-quality, full-color Px3 Annual Book.
Official website: Demigods







