Archive for the ‘Fotografie’ Category
Romagna RFC – CUS Verona Rugby 14-23
Cesena, 01/12/2013
Romagna RFC – CUS Verona Rugby 14-23
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If only for a second, Mimi Foundation
Cosa mi manca di più? Essere spensierato. Perché da quando mi hanno diagnosticato il cancro non ho più avuto un secondo di spensieratezza. Questa è stata la frase che ha ispirato il progetto fotografico If Only For a Second, commissionato dalla Fondazione Mimi, associazione francese che si batte contro il cancro.
L’intento era donare ai malati almeno un secondo della spensieratezza perduta. Per fare questo 20 di loro sono stati invitati in un salone di bellezza di Bruxelles. E ciascuno ha ricevuto, tenendo gli occhi chiusi, le cure di hair stylist e professionisti del make up. A lavoro ultimato tutti i pazienti sono stati posizionati davanti a uno specchio a due vie.
Dall’altra parte dello specchio, il fotografo professionista Vincent Dixon ha scattato nel secondo esatto in cui la persona ha aperto gli occhi, cogliendo in quell’attimo preciso il loro “momento di spensieratezza”, l’attimo in cui hanno, anche solo per un istante, dimenticato la malattia.
Il reportage ora è diventato un libro, in vendita sul sito della Mimi Foundation. “Ogni foto è accompagnata da una didascalia” si legge nell’introduzione del volume, “con la data e l’ora dello scatto e, soprattutto , il secondo esatto in cui la persona ha dimenticato il suo cancro. Sfogliando le pagine, il lettore sarà trasportato dalle risate, dai sorrisi e dai volti spensierati. Questo è il cuore del progetto If Only For a Second: diffondere gioia e felicità”.
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The Project
20 cancer patients participated in a unique makeover experience.
They were invited to a studio. Their hair and makeup were completely redone.
During the transformation, they were asked to keep their eyes shut.
A photographer then immortalized the moment they opened their eyes.
This discovery allowed them to forget their illness, IF ONLY FOR A SECOND.
The Book
This 60 pages book contains the photographs by Vincent Dixon of the 20 participants of “If only for a second”.
Every photo is followed by a caption, the date and the time the photo was taken and most importantly, the exact second when the person forgot about their disease.
Going through this book, the reader is carried away by laughter, giggles and carefree faces. Readers will even be surprised to have on their own faces… a smile.
This is the heart of the idea of the “If only for a second ” project, to spread smiles and happiness.
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Fonti:
www.mimi-foundation.org
www.huffingtonpost.it
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Guido Guidi. Cinque Paesaggi, 1983-1993, a Cesena

Guido Guidi, Cinque Paesaggi, 1983-1993
17 dicembre 2013 – 19 gennaio 2014
Chiesa dello Spirito Santo – Via Milani – Cesena
Dal lunedì al venerdì ore 16.30-19.30
Sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 16.30-19.30
Ingresso gratuito
Il 17 dicembre 2013 alle ore 17.30, inaugura a Cesena, presso la Chiesa dello Spirito Santo, la mostra fotografica “Guido Guidi. Cinque Paesaggi, 1983-1993”
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“Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria”, ovvero, volendo parafrasare questo pensiero aforismatico che lo scrittore Italo Calvino scrive ne Il barone rampante, per conoscere davvero il mondo che è sotto i nostri occhi occorre vedere le cose vicine come fossero lontane, quasi, vien voglia di dire, da stranieri. Ed è forse proprio questa una delle tante, possibili chiavi di lettura con cui avvicinarsi alla mostra retrospettiva del fotografo Guidi Guidi attualmente in corso presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma – e aperta al pubblico fino al 29 novembre.
La mostra dal titolo Cinque paesaggi, 1983-1993 è la prima personale di Guido Guidi a Roma ed è stata ideata dall’ICCD insieme al curatore Antonello Frongia (parallelamente, una selezione di quaranta opere è esposta a Lugano presso la Photographica Fine Art Gallery). Successivamente le circa 130 foto in mostra presso l’ICCD passeranno a Cesena, nello spazio espositivo del Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum (Università di Bologna). Sia l’ICCD per il suo essere prima di tutto un archivio, sia il Dipartimento di Architettura sono luoghi che meglio di ogni altro possono ospitare le foto di Guidi con l’intento di promuovere una riflessione nuova e tutt’altro che scontata su parole spesso abusate come paesaggio, territorio, locale – di contro a globale – e architettura; parole che sono da sempre al centro delle ricerca visiva di Guidi.
Ma andiamo con ordine; come suggerisce il titolo della mostra, i curatori hanno prediletto un preciso lasso temporale quello, appunto, che va dal 1983 al 1993. Se Guidi avvia l’esplorazione del paesaggio fin dagli anni Sessanta, tuttavia proprio a partire dai primi anni Ottanta si fa più imperiosa in lui l’urgenza di conoscere e documentare un’area geografica del nostro territorio che va dal cesenate fino a Venezia e alle prealpi venete, facendo uso di una macchina fotografica di grande formato. Guidi percorre questo tragitto con meticolosa e sistematica serietà, mosso dallo stesso spirito di ricerca dell’esploratore che viaggia in terre remote e a lui sconosciute. Poco importa che Cesena sia la città dove Guidi è nato e che Venezia sia poi diventata la sua città d’adozione; questi luoghi sono esplorati e percorsi da Guidi con gli occhi dello straniero che vuole capire e documentare. Chissà, se i viaggiatori del Grand Tour che tra Settecento e Ottocento percorrevano la nostra penisola da Nord a Sud avessero avuto una macchina fotografica, forse l’avrebbero fotografata con la stessa precisione di Guidi. Infatti il fotografo non si limita a “sessioni fotografiche” mordi e fuggi, al contrario predilige un appostamento ripetuto, compiuto settimanalmente e per anni. Prima sulla base di una iniziativa personale, poi su incarichi del Dipartimento di Urbanistica dell’Università IUAV di Venezia.
Ma che cos’è un territorio? Esso è paesaggio, ovvero natura addomesticata e antropizzata, ma anche architettura e nella sua versione più degenere edilizia, e la maniera in cui questi elementi interagiscono e dialogano tra loro, a volta armoniosamente altre volte meno. Questa non sempre pacifica interazione viene registrata da Guidi nelle sue immagini, così che esse divengono documenti fondamentali per comprendere come un preciso territorio, quello poco sopra indicato, sia andato modificandosi negli anni.
Percorrendo le sale dello spazio espositivo si passa da fotografie che documentano il paesaggio agrario di Cesena, ad altre che mostrano l’environment urbano di Mestre, Padova e Treviso, la via Romea, il polo industriale di Porto Marghera, e infine un sito storico come quello del Monte Grappa, teatro del primo conflitto mondiale. Tanti luoghi emblematici del nostro paese, che pur avendo fisionomie totalmente diverse sono documentati da Guidi con una medesima vocazione, o meglio ancora attitudine. Infatti più che di stile è a nostro avviso più appropriato parlare di attitudine, che ricorda per certi versi quella di Palomar, il protagonista del libro omonimo di Calvino, uno scrittore che è più volte ritornato sul concetto di “vedere”. In questo libro, una raccolta di ventisette racconti brevi, Calvino descrive Palomar come un uomo dal carattere riflessivo e taciturno, come un uomo che guarda. Calvino concentra nei tre scritti finali buona parte delle sue riflessioni sul “vedere”. Nel primo di questi scritti: “Mondo guarda il mondo”, l’autore si pone alcune fondamentali interrogazioni: “E’ possibile guardare le cose dal di fuori? E se ciò è possibile di chi sono gli occhi che guardano”. E infine: “Ma, poi, come si fa a guardare le cose dal di fuori lasciando da parte l’io?”.
Queste riflessioni ci paiono pertinenti per comprendere il lavoro di Guidi. Se Calvino resta senza una risposta definitiva, incapace di risolvere alla radice i problemi di “convivenza” tra soggettività e scienza nel pensiero contemporaneo, Guidi invece a suo modo una via d’uscita la trova, promuovendo delle esperienze del vedere “minime” e circoscritte , ovvero delimitate a ciò che cade sotto i propri occhi. E in questo guardare le cose né da troppo vicino, né da troppo lontano Guidi non abdica al proprio io in favore di una osservazione neutrale e oggettiva, sempre che questa sia possibile, e tuttavia il proprio mondo egli lo osserva come dal di fuori, da straniero appunto. E qui ci approssimiamo alla quadratura del cerchio: sembra quasi che Guidi voglia dirci che l’unica via percorribile in un mondo, come quello attuale, in cui tutto pare appiattito, è quella di scegliere il proprio punto di vista, non temendo di operare esclusioni o gerarchie di preferenza, tanto più se queste preferenze conducono verso luoghi poco battuti, non alla moda, “vernacolari”, considerati marginali dall’iconografia ufficiale.
© CultFrame 01/2013
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A Cesena, nuovo magazine

“A Cesena”, nuovo magazine
Nel primo numero del nuovo magazine “A Cesena”, c’è una delle fotografie del mio servizio alla Biblioteca Malatestiana nell’articolo relativo all’imminente inaugurazione prevista per il 14 dicembre 2013!
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“A Cesena” è un progetto della e per la Città.
E’ pensato per riunire attorno ad un tavolo i vari rappresentanti del mondo produttivo di Cesena e creare uno strumento di comunicazione che risponda alle esigenze degli imprenditori e di coloro che amano o visitano Cesena.
Una rivista di altissima qualità che unisce Tendenza, Guida Turistica, Servizi e Cultura.
Una parte web che sappia parlare al mondo e quindi rivolgersi ai turisti, ma anche una utility per i cittadini e le aziende del territorio.
Un progetto che si fonda su un comitato di redazione nel quale ci auguriamo possano essere presenti sia grandi imprese del territorio che commercianti.
Spazio in egual misura sarà riservato, qualora sia disponibile, anche al Comune e a tutte le Associazioni di Categoria che vorranno sostenerlo.
Gli Ideatori del progetto sono:
- Media Consulting
- Balestri & Balestri
- Camac
- Prima Pagina
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Il Magazine “A Cesena” è una rivista di tendenza unita ad una Guida Turistica.
In esso compaiono quindi articoli sulle nuove tendenze della moda e della tecnologia, uniti a servizi sul territorio, sulle bellezze artistiche e sulla storia di Cesena.
Ampio spazio è riservato agli eventi e ai servizi presenti sul territorio.
“A Cesena” è di alta qualità, stampato su carta patinata in un formato di grandi dimensioni.
E’ un semestrale con uscite in inverno e estate con tiratura di circa 10.000 copie.
Distribuito gratuitamente da tutti i partner di progetto e, con un programma ad hoc e numerose sinergie, in decine di punti sia a Cesena che nei territori limitrofi.
Può essere personalizzato per singole attività commerciali e spedito a casa dei propri clienti, beneficiando delle tariffe postali ridotte riservate alla editoria.
Sito ufficiale: www.acesena.it
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