Archive for the ‘Cinema’ Category
Sofia Coppola, Somewhere
Somewhere è un film del 2010 scritto e diretto da Sofia Coppola, interpretato da Stephen Dorff e Elle Fanning. (wikipedia)
Il trailer è fuorviante e sarebbe meglio vedere il film essendo all’oscuro di tutto, ma se proprio ci tenete, è qui.
Le foto che seguono, eccetto la 2 e la 5, sono di Franco Biciocchi.
Un mercoledì da leoni
“Dei tempi passati ricordo un vento che soffiava attraverso i canyon, era un vento caldo chiamato Santana, che portava con sè il profumo di terre tropicali. Aumentava di intensità prima del tramonto e sferzava il promontorio. Io e i miei amici spesso dormivamo in macchina sulla spiaggia e il rumore del mare ci svegliava. E così all’alba sapevamo già che sarebbe stata per noi una grande giornata.”
Un mercoledì da leoni è un film di John Milius, dedicato al mondo del surf.
Alla sua uscita la pellicola fu un flop, ma nel tempo è divenuto un classico; il film affronta numerosi temi (l’amicizia, la morte, l’adolescenza), in maniera mai superficiale, il tutto decorato con le avventure in acqua dei tre protagonisti, che si divertono a praticare evoluzioni con il surf.
John Milius presenta una sorta di avventura autobiografica, in ricordo dei propri anni giovanili passati a Malibu, California, accompagnata dalle musiche memorabili di Basil Poledouris.
La spettacolarità delle riprese in acqua dona al film un grande fascino.
(wikipedia)
John Frederick Milius (St. Louis, Missouri, 11 aprile 1944) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.
Ha lasciato il segno nella storia del cinema grazie ad una manciata di film a fine anni settanta inizio ottanta, Il vento e il leone, Un mercoledì da leoni e Conan il barbaro, ma anche grazie alla collaborazione alla sceneggiatura con importanti autori della New Hollywood, come Steven Spielberg (1941: Allarme a Hollywood) e Francis Ford Coppola (Apocalypse Now). Fra gli altri suoi lavori più importanti, Corvo rosso non avrai il mio scalpo di Sydney Pollack e L’uomo dai sette capestri di John Huston.
(wikipedia)
Adua e le compagne
(Visto ieri sera in Piazza Amendola in occasione di “Cinema in piazza“)
Adua e le compagne è un film drammatico di Antonio Pietrangeli del 1960 con Simone Signoret, Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Emmanuelle Riva, sul tema della prostituzione in Italia, dopo l’approvazione della Legge Merlin.
La chiusura delle case di tolleranza lascia Adua, Milly, Lolita e Marilina prive della loro abituale fonte di sussistenza.
Le quattro decidono di aprire una trattoria nella periferia di Roma, allo scopo di creare un’onesta attività di facciata che consenta loro di proseguire l’esercizio della “professione” cui sono abituate. Le questioni burocratiche ed amministrative vengono facilitate dall’aiuto, non disinteressato, di un aspirante lenone con i dovuti agganci e conoscenze, il quale pone la condizione di partecipare all’impresa. L’accordo è che, nei primi mesi, le donne dovranno mantenere un comportamento irreprensibile, per poi riprendere la solita attività e dividere i proventi con il lenone.
Per Adua e le compagne inizia una nuova vita e, inaspettatamente, cominciano a trarre dal lavoro una serenità d’animo sino ad allora sconosciuta. Gli affari prosperano e alle donne si apre una nuova ed insperata prospettiva di un lavoro dignitoso e di un possibile reinserimento nella società.
Decideranno, quindi, di non mantenere i patti, rifiutandosi di ricominciare a prostituirsi. Per vendicarsi della sgarro, il lenone provvederà a far chiudere immediatamente la trattoria, facendo sfumare le speranze di riabilitazione delle quattro donne che, invano, chiederanno disperatamente aiuto.
Da tutti abbandonate e nell’impeto della delusione, le donne distruggono la trattoria per ritornare mestamente al marciapiedi.
fonte: it.wikipedia.org
Lords of Dogtown
Piccolo e moderno “Un mercoledì da leoni”.
La colonna sonora racchiude così tanti pezzi stupendi che lo si può considerare barare.
Bello rivedere Heath Ledger e Emile Hirsch (“Into the wild”).
Johnny Knoxville calza a pennello nel suo personaggio.
Non sapevo che Tony Hawk a 14 anni facesse parte del team fondato da Peralta.
Lords of Dogtown è un film del 2005, diretto dalla regista statunitense Catherine Hardwicke.
Il film è scritto da Stacy Peralta, già autore del documentario Dogtown and Z-Boys.
Il film trae spunto da una storia vera e parla di un gruppo di amici che negli anni settanta rivoluzionarono il mondo dello skateboard contaminandolo con le classiche figure del surf. I ragazzi sono tutti originari della zona di Venice Beach che divenne una vera e propria icona dello skateboard. Questo gruppo di adolescenti passa le giornate divertendosi con le allora nuove tavole dotate di ruote in uretano, con le quali riescono ad effettuare spettacolari acrobazie nelle piscine dei ricchi di Beverly Hills svuotate dalla siccità del 1975. Quei ragazzi sono oggi delle vere e proprie icone dello skateboard, come Stacy Peralta, Tony Alva e Jay Adams. Il negozio di surf che frequentavano abitualmente, il “Jeff Ho Surfboards and Zephyr Productions” aveva sede a Santa Monica, California. Uno dei proprietari del negozio, Skip Engblom, fonderà poi lo “Zephyr Skate Team”, da cui Z-Boys (Zephyr Boys). (Wikipedia)
Soundtrack:
01. Social Distortion – Death or Glory
02. Nazareth – Hair of the Dog
03. Foghat – I Just Want To Make Sweet Love To You
04. Sweet – Fox on the Run
05. Ted Nugent – Motor City Madhouse
06. Joe Walsh – Turn To Stone
07. The Allman Brothers Band – One Way Out
08. Jimi Hendrix – Fire
09. Deep Purple – Space Truckin
10. Iggy Pop – Success
11. David Bowie – Suffragette City
12. Black Sabbath – Iron Man
13. Rise Against – Nervous Breakdown
14. T.Rex – 20th Century Boy
15. Ros Stewart – Maggie May
16. Sparklehorse – Wish You Were Here
Film vari, Neil Diamond e il cult exiter Harvey Keitel
- Fortapàsc (ottimo film su Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino, ucciso nel 1985 dalla camorra; mi ha ricordato il romanzo “A ciascuno il suo” di Leonardo Sciascia);
- Il nome della rosa (rivisto; il fascino di Sean Connery-William of Baskerville monaco-indagatore e l’ambientazioni sono per me irresistibili; prima o poi dovrò leggere il romanzo di Umberto Eco);
- Smoke (la poesia nella grezza routine quotidiana);
- Holy Smoke (particolare);
- Basilicata coast to coast (molto rilassante e divertente);
Da quando ho meno tempo per vedere film, sto ottimizzando le visioni e tutti i film suddetti sono ampiamente oltre la sufficienza.
Holy Smoke (così come Lezioni di piano, che ho già visto) mi ha confermato che Jane Campion adora il culetto sodo di Harvey Keitel, mentre io adoro Kate Winslet versione cicciottella e confusa.
Di Holy Smoke, però, ricordo con molto piacere i 2 pezzi di Neil Diamond che introducono i 2 protagonisti all’inizio del film.
Mi aspettavo di più però dalla figura del cult exiter Harvey Keitel (il “riprogrammatore”, che dovrebbe recuperare la Winslet dai vaneggiamenti indiani); dopo un inizio promettente e alcuni scambi di battute efficaci, si perde l’approfondimento di questo aspetto.
Un acuto nella scena in cui Keitel, truccato e vestito da donna, si specchia.

















