Filippo Venturi Photography | Blog

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Perchè Blockbuster è fallito

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Perchè Blockbuster è fallito

[…] Era successo tutto in un batter d’occhio, come in un incubo. Aveva riportato le cassette e lo avevano interrogato e lo avevano torturato e lo avevano picchiato e gli avevano fatto confessare crimini mai commessi e lo avevano gettato…
Dove?
Dove cazzo lo avevano gettato?
Cos’era quel posto? Era completamente buio. E sembrava molto vasto. Le sue urla rimbombavano contro pareti distanti. Come se fosse in una cisterna vuota, una fottuta prigione sotterranea, una di quelle segrete che stanno sotto alla Bastille.

– Aiuto! Aiuto! – urlava. – Qualcuno mi aiuti!
Era solo. E comprese che nessuno lo avrebbe mai sentito. Sopra di lui, a parecchi metri, ci doveva essere un soffitto e sopra un pavimento e sopra ancora la folta e fonoassorbente moquette di Blockbuster. In quel momento, sopra di lui, c’era gente rispettabile, brave persone che affittavano Il silenzio degli innocenti, Il buono, il brutto e il cattivo, L’ira di Khan, incoscienti che un poveraccio era stato sequestrato, gettato in una segreta.
– Vi prego… Un po’ di pietà, – mormorò disperato.
– È cosí. Sei pfinito tra i dannati. Non c’è pfietà per i dannati –. Una voce rauca e bassa gli rispose.
– C’è qualcuno? C’è qualcuno? – Riccardi cominciò a cercarsi nelle tasche. Le chiavi. Il portafoglio. Le sigarette. L’accendino.
L’accendino!
Con le mani che gli tremavano provò piú volte prima di riuscire ad accendere la fiamma.
La flebile fiammella non riuscí ad attraversare le tenebre peste. Vide solo che a terra c’era cemento.
– Chi ha parlato? Dove sei?
– Pfiamo qua. Ma ti pfego, spfenni quella luce, ci fa male agli occhi.
Antonio Riccardi avanzò verso quella voce strana. Sembrava la voce di un vecchio o di un bambino, non si capiva. Vide delle sagome emergere dal buio. Non era uno solo. Erano molti. Erano buttati a terra, uno accanto all’altro, come un branco di macachi nella gabbia di uno zoo. Appena la luce gli trafisse le pupille cominciarono a stringersi di piú e a coprirsi gli occhi con le mani.
Cos’erano? Dei mostri?
Erano completamente bianchi, albini. Avevano i capelli lunghi, sporchi, le barbe crespe, erano avvolti in panni lerci, puzzavano come carogne. Riccardi ebbe l’impressione di essere finito nella caverna dei lebbrosi. Ma non erano lebbrosi. Erano pingui, obesi. Le donne avevano le mani gonfie come cadaveri putrefatti. La maggior parte non aveva piú denti, ad alcuni ne erano rimasti un paio, ma erano marci e cariati.
– Chi siete? Che ci fate qui? – domandò Riccardi.
Il vecchio che aveva parlato prima e che sembrava il capo si mise faticosamente in piedi. Doveva pesare centocinquanta chili. – Le domande le pfacciamo noi. Tu pferché sei qui?
– Mi hanno buttato qui dentro perché ho rotto delle cassette.
– Quante?
– Una ventina…
– Grave. Molto grave. Pensa che io sono qui perché per sei volte non ho riavvolto le cassette.
Una donna accucciata disse: – Io perché il videoregistratore si è mangiato Salvate il soldato Ryan. Era una novità.
– Io perché ho riconsegnato per tre volte le scatole vuote, – disse un altro che aveva intorno agli occhi delle croste e delle perle di pus.
– Ma io ti conosco… – Riccardi fece due passi avanti.
– Tu sei Lorenzo Pavolini… Stavamo in classe insieme al liceo. Ero convinto che fossi morto. Dicevano che eri scomparso. Hanno fatto una puntata di Chi l’ha visto? su di te. Da quanti anni stai qua?
– Non lo so. Abbiamo perso il conto del tempo. Da un’infinità.
– Perché siete ridotti cosí?
– Mangiamo solo dolciumi, merendine, biscotti al cioccolato, popcorn, lecca lecca, gelato. Ogni tanto qualche Bella Napoli. Beviamo solo Coca-Cola, Sprite e Fanta. Le cose che vendono sopra. Tutta questa roba che ci ha aumentato a livelli incredibili il tasso di glicemia e il colesterolo. I denti ci si sono cariati e sono caduti. Molti di noi sono diventati diabetici. E la mancanza di luce ci ha depigmentato la pelle. Siamo esseri mutanti, il nostro dna si è modificato. Questa è la punizione per non aver trattato bene quello che Blockbuster ci aveva dato.
Riccardi scoprí cosí che quegli esseri che prima erano stati gente normale vivevano nelle tenebre, rischiarate una volta al giorno dalle novità di Blockbuster. Una finestrella si apriva e ogni giorno veniva proiettato un nuovo film. Conoscevano tutti i film di Demi Moore, Tom Cruise, Sandra Bullock, Christian De Sica, erano i loro dèi, che pregavano chiedendo pietà. A loro si prostravano e domandavano di essere lasciati liberi. Ma gli dèi se ne fottevano. Appena finiva il film, le tenebre tornavano. […]

– Niccolò Ammaniti, “L’amico di Jeffrey Dahmer è l’amico mio”, Il momento è delicato

Written by filippo

20 Maggio 2012 at 7:31 PM

Pubblicato su Attualità, Libri

Guadagnarsi il diritto di voto

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Guadagnarsi il diritto di voto

Ci vorrebbe un test ridicolo, magari prendendo in prestito anche qualcuna delle domande che ti fanno all’aeroporto quando vai negli USA.
Fissi 50 domande sempre uguali, dalle quali ne estrai 10 a caso ogni volta che devi fare il test.

Domande tipo:

“Chi è l’attuale Presidente della Repubblica?”
“Chi è l’attuale Presidente del Consiglio?”
“Quante camere ha il Parlamento italiano?”
“L’Italia è una Repubblica democratica. Su cosa è fondata?”
“Quali sono le 3 cariche più importanti?”
“Qual è l’inno italiano?”
“Evaderesti le tasse?”
“Sei razzista?”
“Quanto fa 2×3?”
“Hai fondi neri all’estero?”
“Hai dichiarato il falso nella tua dichiarazione dei redditi?
“La mafia esiste?”
“La mafia fa bene agli italiani?”
ecc.

Sbagliare più di 1 risposta o affermare che si evaderebbe o che si sparerebbe ai negri e così via comporta l’esclusione.
Forse verrebbero bocciati troppi milioni di italiani.
Magari si potrebbero mettere 3 alternative per ogni domanda e facciamo fare solo le crocette.

Io farei anche un test per i Parlamentari, ogni 6 mesi.
Rendiamoci conto che in Parlamento c’è gente che non sa cos’è lo Spread o la Consob, che scambia il Darfur per il Fast food e così via.
Devono essere aggiornati, visto che legiferano su questi temi.

Ci sta che uno non sappia cos’è lo Spread quando viene nominato parlamentare nel 2008, magari non si occupa di economia… ma nel 2012 devi saperlo cazzo.

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Written by filippo

8 Maggio 2012 at 6:09 PM

Pubblicato su Attualità

I gay devono restare nell’ombra

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I gay restino nell'ombra

Di Natale: “I gay restino nell’ombra. Come reagirebbero i tifosi?

Su una cosa sono d’accordo con Di Natale.
I tifosi sono l’esempio perfetto del branco ignorante; bisogna temerli, ma anche per questo affrontarli.

In mezzo ci sono anche persone per bene; il problema è quando le persone mediocri sentono il calore dell’ignoranza che si propaga da e nel branco e possono lanciarsi in sfottò verso i neri o i gay o gli arrotini, rassicurati dalle risatine idiote. Possono non aprire il paracadute perchè tanto sono tutti in caduta libera.

Ognuno si organizza la vita come vuole, ma non sapevo neanche che nel mondo del calcio ci fossero dei gay, è una novità assoluta per me“, dice Rivera.

Rivera non si commenta, deve avere un qualche problema recondito che gli impedisce di accettare la realtà.
Per lui il mondo del calcio è un paradiso incontaminato dall’omosessualità.
Van bene il doping, le scommesse, lo scandalo di calciopoli, i passaporti falsi… però i gay no, eh, qua siamo fra gente per bene!

Il problema va affrontato e non rimandato come suggerisce Totò “Stagnante” Di Natale.
Sicuramente per qualche anno le tifoserie sfotteranno i giocatori avversari che hanno ammesso la propria omosessualità, ma col tempo diminuiranno i casi, così come è successo con gli sfottò ai giocatori di colore.
E ammetto di essere convinto che le generazioni di giovani saranno sempre una spinta per superare certe barriere sociali.

Di Natale si può inserire in quella cerchia di calciatori esempi negativi da indicare ai propri figli, come Gattuso, Cannavaro e altri.
“Parlare della Mafia ci fa fare brutta figura!”.
“I gay nel calcio non esistono!”.
“Non siamo pronti, riparliamone fra 20 anni!”.

L’integrazione va imposta da qualche mente più aperta e brillante di quella che per paura rimanda il problema. Anche perchè il calcio non sarà mai pronto spontaneamente per accettare gli omosessuali.

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Written by filippo

2 Maggio 2012 at 7:21 PM

Pubblicato su Attualità

L’Aquila Earthquake (3 anni dopo)

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L’Aquila Earthquake (3 anni dopo)

L’Aquila Earthquake (3 anni dopo)

3 anni dopo la tragedia, Annalisa, una ragazza colpita direttamente, ha voluto dedicare alcune righe ad un dettaglio che avevo fotografato.

Una chiave non ha senso se non può aprire più nulla.
Una chiave non ha vita senza il suo uscio, senza la sua serratura.
Siamo un po’ tutte chiavi, dopo il 6 aprile.
Appesi ad un chiodo aspettando di tornare.
6.04.09 – 6.04.12

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Articoli correlati:
L’Aquila Earthquake (part 1 of 3)
L’Aquila Earthquake (part 2 of 3)
L’Aquila Earthquake (part 3 of 3)

Written by filippo

8 aprile 2012 at 8:50 am

Pubblicato su Attualità, Fotografie

Addio Tonino Guerra

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Tonino Guerra

Tonino Guerra

Tonino Guerra
(Santarcangelo di Romagna, 16 marzo 1920 – Santarcangelo di Romagna, 21 marzo 2012)

L’articolo di Repubblica, qui.

Written by filippo

21 marzo 2012 at 10:42 am

Pubblicato su Arte, Attualità, Scrivere