Filippo Venturi Photography | Blog

Documentary Photographer

Archive for the ‘Arte’ Category

il.Rof 2012

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il.Rof 2012

il.Rof 2012

Dopo aver saltato un anno, il.Rof torna a Forlì il 22, 23 e 24 giugno 2012!

I dettagli sono visibili nel libretto del Progetto che, fra l’altro, contiene diverse mie fotografie.

Una delle novità più interessanti è la lotteria associata alle donazioni che si devolveranno a favore del progetto. Ma per capire l’originalità dell’iniziativa bisogna leggere quali sono i premi!

  • Una visita di Forlì, col Sindaco come tua guida personale
  • Una cena alla Casa del Cuculo con le loro deliziose zuppette
  • Una cena indiana cucinata dall’Assessore alla Cultura Patrick Leech (che è inglese)
  • Spaghetti aglio e olio a domicilio
  • 2 biglietti gratis per l’ingresso a Ipercorpo
  • Il tuo ritratto a matita fatto dal pittore Marcello Di Camillo
  • Una visita guidata ai luoghi indecisi a cura di Spazi Indecisi

L’elenco completo dei premi è qui.

Ulteriori informazioni sull’evento sono disponibili nel sito ufficiale www.ilrof.it

Le mie foto dell’ultima edizione, quella del 2010, sono qui e qui.

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Cos’è il.Rof?
E’ un festival itinerante di musica arte e danza
ma anche una parata frutto di tanti laboratori
ma anche una fucina di idee sullo spazio pubblico
ma anche un camper di cartone
ma anche tanti volontari
ma anche scambi internazionali
ma anche l’uomo degli abbracci

Insomma ìlrof: forlì allo specchio che si guarda e si scopre mica tanto male, anche se una spuntatina ai capelli ci vorrebbe e accidenti il naso è proprio quello di mio nonno…

Al rof non si va, il rof si fa! Lo fai?
Dal 2012 il rof è diventato un’associazione!
Il rof è promosso da: Casa del cuculo, Khatawat, Madamadorè, Sunset, Pensiero e Azione

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Written by filippo

2 aprile 2012 at 9:48 am

Pubblicato su Arte

Addio Tonino Guerra

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Tonino Guerra

Tonino Guerra

Tonino Guerra
(Santarcangelo di Romagna, 16 marzo 1920 – Santarcangelo di Romagna, 21 marzo 2012)

L’articolo di Repubblica, qui.

Written by filippo

21 marzo 2012 at 10:42 am

Pubblicato su Arte, Attualità, Scrivere

L’attimo fuggente

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“Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento”.
Perché il poeta usa questi versi?
Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi.

Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato. Li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli, pieni di ormoni, come voi, invincibili, come vi sentite voi.

Il mondo è… la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi sono pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finche non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora, sono concime per i fiori.

Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito: carpe… carpe diem… cogliete l’attimo, ragazzi… rendete straordinaria la vostra vita.

Written by filippo

18 marzo 2012 at 9:21 am

Pubblicato su Arte, Cinema

Siamo felici, non è vero?

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Edward Hopper, Room in New York

Edward Hopper, Room in New York

Oggi, mentre andavo con l’autobus in ospedale, ho letto il racconto “Una radio straordinaria”, contenuto nella raccolta “Il nuotatore” di John Cheever (fra l’altro anche il racconto che dà il titolo alla raccolta è meraviglioso).

E’ la storia di una coppia di New York (anche da qui la mia scelta del quadro di Hopper) che acquista una radio nuova, ma da un giorno all’altro, invece di trasmettere musica, inizia a trasmettere le conversazioni degli altri inquilini del palazzo.

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[…]
Jim ritornò a casa verso le sei, la sera seguente. Emma, la domestica, andò ad aprirgli la porta. Si era tolto il cappello e stava levandosi il cappotto, quando Irene arrivò di corsa nel corridoio. Il suo viso era rigato di lacrime e aveva i capelli in disordine. “Sali al 16-C, Jim,” gridò. “Non toglierti il cappotto, sali subito al 16-C. Il signor Osborn sta picchiando sua moglie. È dalle quattro che stanno litigando e ora lui la sta picchiando. Vai su e fallo smettere.”
Dalla radio in soggiorno Jim poteva udire grida, parolacce e colpi sordi. “Lo sai che non devi ascoltare queste cose,” le disse. Entrò con passo deciso in soggiorno e spense la radio. “È indecente,” le disse. “È come spiare attraverso le finestre. Lo sai bene che non devi ascoltare queste cose. Potevi benissimo spegnere la radio.”
“Oh, è una cosa così orribile, così tremenda,” singhiozzava Irene. “È tutto il giorno che l’ascolto, è una cosa così deprimente.” “E allora, se è così deprimente, perché l’ascolti? Io ho comperato questa maledetta radio per darti un po’ di divertimento,” replicò lui. “E l’ho pagata un bel po’ di soldi. Pensavo che potesse renderti felice. Volevo renderti felice.”
“No, no, non bisticciare con me,” gemette Irene, posandogli la testa su una spalla. “Gli altri hanno continuato a litigare per tutto il giorno. Tutti stanno litigando. Sono tutti preoccupati per i soldi. La madre della signora Hutchinson sta morendo di cancro in Florida e loro non hanno abbastanza soldi per mandarla alla clinica Mayo. Almeno è quello che dice il signor Hutchinson, che non hanno abbastanza soldi. E una donna che abita in questa casa ha una relazione con l’uomo tuttofare, con quell’orribile uomo. È troppo disgustoso! E la signora Melville ha disturbi al cuore, e il signor Hendricks perderà il suo posto di lavoro in aprile, e la signora Hendricks dice delle cose orribili su questa faccenda, e quella ragazza che fa suonare il Valzer del Missouri è una prostituta, sì una comune prostituta, e l’uomo dell’ascensore ha la tubercolosi, e il signor Osborn sta picchiando la signora Osborn.” Irene gemeva, tremava per il tormento e cercava di tergersi le lacrime dal viso con il dorso della mano.
“E allora, perché stai ad ascoltare?”, domandò ancora Jim. “Perché ascolti tutte queste cose, se ti fanno sentire così infelice?”
“Oh, no, no, no!”, gridò Irene. “La vita è troppo spaventosa, troppo sordida e angosciosa. Ma noi non siamo mai stati come loro, vero tesoro? Lo siamo stati? Voglio dire, noi siamo sempre stati buoni e sensibili e affettuosi l’uno con l’altro, non è vero? E abbiamo due bambini, due bellissimi bambini. La nostra vita non è sordida, vero che non lo è, tesoro? È vero?” Gli gettò le braccia al collo e attirò il suo viso verso il proprio. “Noi siamo felici, non è vero, tesoro? Siamo felici, non è vero?”

[…]
Irene si alzò da tavola e andò in soggiorno. Jim arrivò fino alla porta e da lì le gridò: “Come mai sei diventata una santarellina tutt’a un tratto? Che cosa ti ha trasformato in una suora di clausura da un giorno all’altro? Hai rubato i gioielli di tua madre prima che fosse omologato il suo testamento. Non hai mai dato a tua sorella un centesimo di quei soldi che erano destinati a lei, nemmeno quando ne aveva bisogno. Hai reso impossibile la vita a Grace Howland, e dov’erano poi tutta la tua carità e la tua virtù quando sei andata a fare quell’aborto? Non dimenticherò mai com’eri fredda. Hai fatto la valigia, e sei andata a far ammazzare quella creatura come se stessi andando a Nassau. Se avessi avuto qualche motivo, se avessi avuto qualche buon motivo…”
Irene rimase per un attimo davanti a quell’odioso mobile della radio, umiliata e disgustata, ma trattenne la mano sull’interruttore prima di far tacere la musica e le voci, sperando che quello strumento potesse parlarle dolcemente, che le giungesse la voce della bambinaia degli Sweeney. Jim continuava a gridare dalla porta. La voce alla radio era suadente e distensiva. “Un disastro ferroviario all’alba di questa mattina a Tokio,” diceva l’altoparlante. “Ventinove persone sono rimaste uccise. Un incendio in un ospedale cattolico per bambini ciechi, nei pressi di Buffalo, è stato estinto nelle prime ore del mattino dalle suore. La temperatura è di otto gradi, l’umidità ottantanove”.

Written by filippo

12 marzo 2012 at 4:15 PM

Pubblicato su Arte, Libri

E’ morto Lucio Dalla

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Lucio Dalla, fotografato dall'amico e celebre fotografo Luigi Ghirri

Lucio Dalla, fotografato dall'amico e celebre fotografo Luigi Ghirri

Lucio Dalla è morto oggi, 1 marzo 2012, per un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava in Svizzera per una serie di concerti.  Avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 4 marzo.

Non bastassero certe sue canzoni, scegliere Luigi Ghirri per le proprie fotografie denotava già una certa sensibilità.

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LA NOTIZIA NELLA SUA CITTA’ – La notizia, circolata inizialmente in rete, ha lasciato sgomenta la sua Bologna. «L’ho sentito ieri sera, è vivissimo»: non ci può credere Roberto Serra, amico storico di Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. «Non è possibile . ripete Serra – mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Era contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, Stava andando a Montreux, era felice». È stato il suo ultimo viaggio.

UNA VITA CON LA MUSICA – Dal 1964, quando a a 21 anni incise il suo primo 45 giri fino all’ultimo Festival di Sanremo, dove è stato sul palco insieme al giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì (del quale è stato anche co-autore), Dalla ha consacrato la sua vita alla musica. Entrando nell’olimpo della canzone italiana con pezzi come L’anno che verrà, Caro amico ti scrivo o Caruso, considerato il suo capolavoro.

GLI INIZI – A suonare, Lucio Dalla comincia fin da ragazzino. Dopo le prime incisioni, è il ’66 l’anno del suo debutto a Sanremo con Paff…Bum. Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi e i contenuti diventano civili. Nel 1977 diventa paroliere di se stesso: è il tempo di Com’è profondo il mare, poi nel ’78 esce Lucio Dalla, con singoli come Anna e Marco e L’anno che verrà.

GLI ANNI OTTANTA – È negli anni Ottanta che arriva il successo, di pubblico e di vendite. Prima la collaborazione con Francesco De Gregori nel tour Banana Republic alla fine degli anni Settanta, poi il disco Dalla. Il 1986 è l’anno di Dallamericaruso, che contiene Caruso. La canzone vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui anche una di Luciano Pavarotti. Sul finire del decennio Dalla si lancia in un’altra collaborazione: nasce l’accoppiata con Gianni Morandi. L’album Dalla/Morandi, a cui segue una trionfale tournée. Nel 1990 presenta il brano Attenti al lupo e poi Cambio: il disco raggiunge quasi un milione e 400 mila copie vendute.

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Fonte: corriere.it

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Written by filippo

1 marzo 2012 at 12:12 PM

Pubblicato su Arte, Attualità